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Romanzo a fumetti

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Copertina di It Rhymes with Lust, illustrazione di Matt Baker, St. John Publications, 1950.

Il romanzo a fumetti o romanzo grafico (chiamato anche con l'espressione inglese graphic novel) è una forma narrativa in cui le storie a fumetti hanno la struttura del romanzo, quindi autoconclusive e con un intreccio sviluppato. Il (o la)[1] graphic novel viene considerato da alcuni studiosi una forma di fumetto a metà fra il genere e il meccanismo narrativo.[2]

Negli Stati Uniti

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Una tra le prime storie a fumetti ad autodefinirsi graphic novel fu Contratto con Dio, pubblicata da Will Eisner[3] nel 1978; tuttavia questa denominazione non è stata coniata da Will Eisner, come comunemente si crede. In realtà l'uso del termine graphic novel risulta attestato già dai primi anni '60 in altre pubblicazioni.[4] Nel novembre 1964 lo scrittore di fanzine Richard Kyle ne fa riferimento in merito ad un lungo formato di fumetto e, in seguito, nel 1976, George Metzer lo usa in Beyond Time and Again.[5] Il termine graphic novel lo si ritrova - probabilmente a maggior ragione - anche in Bloodstar di Richard Corben, del 1975.

La questione delle origini e della paternità di questo formato fumettistico, rimane tuttavia aperta e assai dibattuta, anche se in questi ultimi anni si è riusciti a fare maggiore chiarezza sul problema.[6] In ogni caso, dagli anni Sessanta in poi molti stilemi del romanzo a fumetti, come lo spessore narrativo e l'approfondimento della caratterizzazione psicologica dei personaggi, hanno influenzato intensamente tutto il panorama fumettistico segnandone la crescita artistica. La sua diffusione ha permesso una distribuzione più intensa di fumetti anche nelle librerie, che hanno dedicato al graphic novel sezioni apposite.

Negli anni Ottanta, opere come Maus di Art Spiegelman, che racconta l’Olocausto attraverso il linguaggio del fumetto, affrontano temi storici e tragici. Il premio Pulitzer assegnato a Maus segna un momento simbolico: la graphic novel entra ufficialmente nel mondo della cultura alta.

Da quel momento in poi, negli Stati Uniti la graphic novel si diversifica sempre di più. Nascono autobiografie, memoir, opere storiche e sperimentali. Autori come Alison Bechdel, Chris Ware e Joe Sacco divennero artisti della graphic novel famosi a livello internazionale.

Oggi la graphic novel negli USA è riconosciuta come una forma di letteratura, studiata nelle scuole e nelle università[7][8].

Il termine “graphic novel” comincia a diffondersi negli anni ’80.

Autori come Seth e Chester Brown definiscono una “graphic novel canadese”.

Jeff Lemire è uno scrittore e fumettista canadese. Il successo arriva nel 2008 con la graphic novel Essex County che in Canada viene dichiarato uno dei romanzi canadesi essenziali del decennio.

Autrici famose di graphic novel contemporanee sono Emily Carroll e Julie Doucet[9].

Copertina per aprile 1929 di Shōnen Club
Copertina per aprile 1929 di Shōnen Club

Nel 1920-30, riviste come Shōnen Club (chiusa nel 1962) iniziano a pubblicare fumetti per ragazzi[10].

Osamu Tezuka è considerato il “dio del manga”[11]. La sua opera Astro Boy (1952) introduce uno storytelling cinematografico e personaggi complessi.

Nel 1970-1980 nascono opere per adulti chiamate gekiga, termine che indica storie più serie e realistiche rispetto al manga tradizionale. Qui il confine con la graphic novel occidentale diventa più sottile.

Dal 1990 in poi le graphic novel giapponesi si consolidano anche all’estero. Opere come Akira di Katsuhiro Otomo sono pubblicate in volumi completi, lontano dal formato seriale tradizionale, avvicinandosi al concetto occidentale di graphic novel.

Autori di grahic novel contemporanei sono:

Fin dal 1946, Ventura Editore pubblica delle raccolte di albi a fumetti in forma di volumi sulle cui copertine figura la menzione "romanzo completo" e, più in basso, la precisazione "interamente illustrato a quadretti". A Ventura si deve inoltre il conio dell'inedita espressione "Picture Novel" sulla copertina della rivista a fumetti bilingue italiano-inglese "Per voi! For you!", quattro anni prima che negli Stati Uniti vi ricorresse la St. John Publications sulla copertina di It Rhymes with Lust,[12] considerato come il precursore del romanzo grafico.

Tra i numerosi studiosi delle origini del romanzo grafico, vi è il giornalista, saggista e sceneggiatore Luca Raffaelli, esperto di fumetti, il quale attribuisce la nascita del vero e proprio romanzo grafico all'Italia con La rivolta dei racchi (1966) di Guido Buzzelli e con Hugo Pratt.[13] «Buzzelli è stato il primo autore in Italia ad osservare e rappresentare la realtà»[14] e a realizzare i primi romanzi a fumetti italiani, ma in realtà erano già apparsi in Argentina nel decennio precedente con L'Eternauta di Héctor Oesterheld.

Negli anni sessanta le tematiche diventano infatti più complesse e i personaggi acquistano profondità psicologica. Le trame si ispessiscono di contenuti assai vicini alle problematiche esistenziali dell'individuo. Anche alcuni autori di letteratura si avvicinano al fumetto, come con il Poema a fumetti di Dino Buzzati del 1969, che viene considerata un'opera che anticipa di dieci anni il graphic novel di Eisner.[15] La trasformazione culturale attrae anche l'attenzione di studiosi di fenomeni mass-mediologici. A concentrare il focus sull'evoluzione del fumetto contribuisce, in particolare, il Gruppo 63 di cui faceva parte il semiologo Umberto Eco. Quest'ultimo già con la pubblicazione di Opera aperta aveva introdotto il pubblico dei lettori nell'analisi dei fenomeni di massa secondo una concezione estetica nuova. Nel 1963 pubblica l'introduzione alla prima raccolta italiana delle strisce di Charles M. Schulz dove definisce Schulz “poeta” suscitando non poche polemiche. Scrive Eco nella prefazione: «Se “poesia” vuol dire capacità di portare tenerezza, pietà, cattiveria a momenti di estrema trasparenza, come se vi passasse attraverso una luce e non si sapesse più di che pasta sian fatte le cose, allora Schulz è un poeta».[16] Il semiologo sancisce ulteriormente la nobilitazione letteraria del fumetto nel 1964 con Apocalittici e integrati.

Di Umberto Eco è anche la definizione di Hugo Pratt come “narratore verbo-visivo”.[17] L'autore nel 1967 aveva già pubblicato Una ballata del mare salato, opera prima della serie delle avventure di Corto Maltese, e uno dei primi romanzi grafici italiani. Parlando di sé l'artista ha affermato, durante una delle interviste con lo studioso francese Dominique Petitfaux: «Sono un autore di “letteratura disegnata”. I miei dialoghi non sono quelli tipici del fumetto, si potrebbero trovare anche in un romanzo (…) potrei essere un dialoghista, e quindi soprattutto uno scrittore che sostituisce le descrizioni, l'espressione dei volti, delle pose, dell'ambientazione, con dei disegni. Il mio disegno cerca di essere una scrittura. Disegno la mia scrittura e scrivo i miei disegni».[18] Questo contribuì a dare alle sue opere (e di riflesso anche ad un certo tipo di fumetto) una maggiore considerazione.

Una seconda innovazione del linguaggio fumettistico si raggiunge verso la fine degli anni settanta, in particolare con riviste quali Cannibale (1977-1979) Frigidaire (nata nel 1980), ma anche con sistematiche pubblicazioni di qualità in riviste quali L'Eternauta (1980). Tra gli autori si distinse Andrea Pazienza. La sua opera Le straordinarie avventure di Pentothal inizia a rompere le regole tradizionali del fumetto, sperimentando nuovi modi di raccontare e disegnare. Decontestualizzano, infatti, il fumetto dal suo ambito storicamente più proprio: «non è più evasione, semplice avventura, non si rivolge ai bambini, non ha come protagonisti supereroi ecc. Diviene anzi un modo per raccontare con un linguaggio nuovo qualcosa che sta accadendo».[19] Le opere di Pazienza, così come quelle della generazione del ’77, spesso mischiano lingue e stili grafici diversi e vengono realizzate in modo collettivo. Pazienza è autore di numerose storie. Il suo romanzo a fumetti Gli ultimi giorni di Pompeo (1986) presenta un tessuto narrativo rizomatico (una narrazione non lineare, dove più storie o punti di vista si intrecciano liberamente). Si colgono le influenze più variegate, dal lessico raffinato al dialetto, e si impongono le tecniche espressive tipiche del romanzo, come il monologo interiore (per certi versi in Pompeo, più affine al flusso di coscienza) e sonorità sovente allitteranti (ripetizioni di suoni consonantici abbastanza frequenti, producendo un effetto ritmico o musicale nel linguaggio); egli racconta stravolgendo l'impianto narrativo tradizionale.[20]

Dagli anni ottanta altri autori si cimenteranno nel romanzo a fumetti, quelli dell'avanguardia di Valvoline Motorcomics tra cui Igort (Igor Tuveri) e Lorenzo Mattotti, ma anche alcuni protagonisti del fumetto d'avventura come Attilio Micheluzzi, per esempio con Siberia, e Tiziano Sclavi con Roy Mann (sempre insieme a Micheluzzi).

A metà degli anni Novanta emerge una nuova scuola fumettistica che porta nel romanzo grafico il genere 'slice of life' di ambientazione italiana, con autori come Davide Toffolo e Vanna Vinci, raggruppati sotto l'etichetta Mondo Naif, prima con la miniserie omonima, poi con volumi monografici per le librerie, e successivamente con una vera e propria rivista libraria.[21]

Dall'inizio del nuovo secolo c'è un'ulteriore evoluzione e diffusione del formato e nascono molteplici case editrici, tra le quali Kappa Edizioni, Coconino Press (fondata proprio da Igort ed ora diretta da Ratigher), BAO Publishing, Tunué, Eris Edizioni, Canicola, GRRRzetic (poi GRRRZ). Altre storiche case editrici italiane, invece, varano nuove divisioni del tutto dedicate al fumetto, quali Rizzoli Lizard, Feltrinelli Comics, Mondadori Oscar Ink. Il graphic novel sarà il formato trainante del fumetto con tematiche nuove, tra cui quelle autobiografiche e intimiste. Tra gli autori di romanzi a fumetti del nuovo millennio si possono segnalare Gipi con LMVDM (La Mia Vita Disegnata Male), Unastoria, La terra dei figli, Manuele Fior con 5000 chilometri al secondo, L’intervista, Davide Reviati con Morti di Sonno, Sputa tre volte.

Altra tendenza del romanzo grafico di questo periodo è la cronaca, la storiografia, l'attualità, quello che viene identificato spesso con l'espressione graphic journalism (giornalismo a fumetti), categoria che comprende tra i suoi generi il documentario o il reportage[22]. Vi sono dunque autori che prediligono la divulgazione di episodi e fatti della storia, come Quaderni russi e Quaderni ucraini di Igort. Nascono anche case editrici specializzate come le Edizioni BeccoGiallo[23] che pubblicano opere di cronaca, per esempio sul G8, ma anche il delitto di Pier Paolo Pasolini e di Peppino Impastato o fenomeni mediatici come WikiLeaks con il graphic novel Julian Assange, dall'etica hacker a WikiLeaks di Gianluca Costantini. Anche Sergio Bonelli Editore segue questa corrente innovativa con iniziative editoriali quali la serie Romanzi a fumetti Bonelli, che utilizza volutamente l'espressione italiana per rimarcare la differenza stilistica coi romanzi grafici americani.[24]

Nel resto d'Europa

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Lo svizzero Rodolphe Töpffer (attivo negli anni 1830) è spesso considerato il padre del fumetto moderno: storie disegnate in sequenza con testo integrato. In Francia e Germania compaiono albi illustrati satirici e narrativi per adulti, non solo per bambini[25][26].

Tra le due guerre e nel dopoguerra in Francia e Belgio esplode la bande dessinée (BD). Nascono riviste fondamentali come Spirou e Tintin. Autori come Hergé, André Franquin e Morris rendono il fumetto popolare, ma ancora molto seriale. In Spagna e Germania c'è una forte tradizione satirica e politica.

Negli anni ’60–’70 riviste come Pilote e Métal Hurlant trattano temi politici, esistenziali, sperimentali. Il fumetto smette di essere “solo per ragazzi”.

Negli anni ’80–’90 nasce la graphic novel europea. Sull’onda di Maus negli USA, in Europa si afferma il libro a fumetti autoriale. Case editrici come L’Association e Casterman puntano sulla graphic novel.

Autori chiave sono Enki Bilal, Jacques Tardi ed Edmond Baudoin.

Oggi la graphic novel in Europa è studiata all’università, vince premi letterari e si trova nei musei[27][28][29]. Temi frequenti sono autobiografia (ad esempio Persepolis di Marjane Satrapi), reportage (ad esempio Joe Sacco, molto letto in Europa), storia, politica e introspezione personale[30][31][32].

Uso del termine in lingua italiana

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Il termine graphic novel nell'uso italiano viene comunemente declinato al femminile per l'assonanza con novella;[33] in realtà l'inglese "novel" è un termine neutro la cui traduzione corretta è romanzo, per cui la traduzione letterale in italiano risulta "romanzo grafico" (anche se è più diffusa l'espressione "romanzo a fumetti").[3][24] L'Accademia della Crusca indica il maschile per genere preferibile, ma ammette il femminile in quanto largamente usato e registrato da diversi dizionari.[1] Daniele Barbieri scrive che «l'espressione graphic novel è entrata nell'italiano attraverso il suo uso al femminile: la graphic novel. Ci sarà anche un errore alla base di questo uso, ma è l'uso che fa la regola, e non viceversa».[34]

Critica del termine

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Alcuni esponenti della comunità dei fumetti hanno contestato il termine graphic novel, sostenendo che non è necessario o che il suo utilizzo è stato corrotto da interessi commerciali[35][36][37].

  1. 1 2 Stefano Olmastroni, Il genere di graphic novel, su Accademia della Crusca, 19 luglio 2013. URL consultato il 7 gennaio 2014.
  2. Si veda la parte relativa alle graphic novel in M. Bonura e F. Provenzano, Teorie e Storia del Fumetto - Il fumetto e le sue teorie comunicative, intr. di A. Arena, con contributi di A. Bisanti, A. Becattini, C. S. Gnoffo, Palermo, Zap Edizioni, 2017, p. 129, ISBN 978-88-99388-07-2.
  3. 1 2 Will Eisner, l'età dei graphic novels - Fumetti - Komix.it Fumetti @ 360°, su Komix.
  4. Matteo Stefanelli, La distorsione Eisner, in Fumettologica, 17 marzo 2015. URL consultato il 4 febbraio 2016.
  5. (EN) Derek Royal, What is in a Name? Or, Gutter Talk: The Problem of Critical Language in the Study of Comics, Texas A&M University- Commerce, Albuquerque, New Mexico, Conference, 2007. Ospitato su Academia.edu.
  6. Nicola Andreani, Graphic Novel. Il fumetto spiegato a mio padre, Battipaglia (Salerno), Edizioni NPE (Nicola Pesce Editore), 2014. Ospitato su Issuu.
  7. (EN) bloomsbury.com, Using Graphic Novels in the English Language Arts Classroom, su Bloomsbury. URL consultato il 24 gennaio 2026.
  8. Graphic Novels in Academic Libraries: From Maus to Manga and Beyond, su researchgate.net.
  9. Book Awards -- Firecracker Alternative Book Awards, su www.readersread.com. URL consultato il 25 gennaio 2026 (archiviato dall'url originale il 4 marzo 2009).
  10. About: Shōnen Club, su dbpedia.org. URL consultato il 24 gennaio 2026.
  11. Profilo, su archive.is.
  12. (EN) It Rhymes with Lust, su Grand Comics Database. URL consultato il 14 gennaio 2025.
  13. Filmato audio Le storie, diario Italiano 05/01/2010 - Fumetto 2/3, su YouTube.
  14. Giovanni Marchese, Guido Buzzelli, su Nerdelite, 18 novembre 2011. Ospitato su Blogspot.
  15. Gianluigi Filippelli, Poema a fumetti: come Dino Buzzati anticipò i graphic novel, su Lo Spazio Bianco, 21 maggio 2009. URL consultato il 14 gennaio 2025.
  16. Matteo Nucci, I Peanuts, Umberto Eco e la poesia di Omero-Schulz, su DIVERTIMENTO.it, 28 marzo 2006 (archiviato dall'url originale il 19 dicembre 2013).
  17. U. Eco, All'ultima storia capì: Corto Maltese sono io, su La Repubblica, 7 agosto 2005.
  18. Giovanni Marchese, Leggere Hugo Pratt: l'autore di Corto Maltese tra fumetto e letteratura, Latina, Tunué, 2006. Ospitato su Google Books.
  19. Mauro Trotta, Andrea Pazienza o le straordinarie avventure del desiderio, su Rifondazione Comunista Pescara, 30 marzo 2004 (archiviato dall'url originale il 21 dicembre 2013).
  20. Filmato audio Antistoria Fumetto Italiano - La Rivoluzione Interrotta di Andrea Pazienza, su YouTube, 28 settembre 2011.
  21. Michele Ginevra, La grande stagione di “Mondo Naif”, su Fumettologica, 29 settembre 2021.
  22. Rossana Campisi, Com'è serio questo fumetto, in L'Espresso, 28 settembre 2013. URL consultato il 14 gennaio 2025.
  23. Fumetti di impegno civile, su Edizioni BeccoGiallo.
  24. 1 2 Romanzi a Fumetti Bonelli (archiviato dall'url originale il 22 settembre 2010).
  25. The 19th century, su britannica.com.
  26. Fumetti, su hls-dhs-dss.ch. URL consultato il 24 gennaio 2026.
  27. (EN) Convegno Internazionale: Adattamenti. Forme del narrare nei linguaggi del Graphic Novel, su www.ailc-icla.org, 23 ottobre 2025. URL consultato il 24 gennaio 2026.
  28. Convegno - L'arte del Graphic Novel: narrativa e divulgazione nel fumetto contemporaneo, su www.uniurb.it. URL consultato il 24 gennaio 2026.
  29. Animazione, fumetti e graphic novel nei Paesi Slavi, su Università degli Studi di Trieste, 30 aprile 2025. URL consultato il 24 gennaio 2026.
  30. Graphic novel: caratteristiche distintive, temi e generi - Serial Gamer Italia, su serialgamer.it, 12 febbraio 2024. URL consultato il 24 gennaio 2026.
  31. Cristina Greco, Dall'auto/biografia al documento. Strategie di costruzione del REALE nel graphic novel, 21 maggio 2013. URL consultato il 24 gennaio 2026.
  32. Tuzzo, FUMETTO E VITA: AUTOBIOGRAFIA, AUTOFICTION E MEMORIALE, su GIORNALE POP, 8 marzo 2020. URL consultato il 24 gennaio 2026.
  33. Articolo su nannimagazine.it. URL consultato l'8 marzo 2009 (archiviato dall'url originale il 1º marzo 2009).
  34. Daniele Barbieri, Del fumetto prima del fumetto, su Guardare e leggere, 26 febbraio 2010. URL consultato il 3 marzo 2010. Ospitato su WordPress.
  35. (EN) The Alan Moore Interview: Northampton / "Graphic novel", su Blather, 16 novembre 2013. URL consultato il 24 gennaio 2026.
  36. (EN) Glen Weldon, The Term 'Graphic Novel' Has Had A Good Run. We Don't Need It Anymore, in NPR, 17 novembre 2016. URL consultato il 24 gennaio 2026.
  37. Raeburn, Daniel. Chris Ware (Monographics Series), Yale University Press, 2004, p. 110. ISBN 978-0-300-10291-8.
  • Andreani Nicola, Graphic Novel. Il Fumetto spiegato a mio padre, Battipaglia, NPE (Nicola Pesce Editore), 2014, ISBN 978-88-97141-29-7.
  • (EN) The graphic novel, collana Symbolae Facultatis Litterarum Lovaniensis Series D, litteraria, Lovanio, Leuven Univ. Press, 2001, ISBN 978-90-5867-109-7.
  • Bavaro Vincenzo e Izzo Donatella (a cura di), Il Graphic Novel negli Stati Uniti, Acoma, ShaKe Edizioni, ISBN 978-88-88865-82-9.
  • Greco Cristina, Con la china in testa. Fumetto e memoria culturale. Per una lettura di Maus e Palestina, Padova, Libreriauniversitaria.it Editore, 2009, ISBN 978-88-6292-006-3.
  • Andrea Tosti, Graphic Novel. Storia e teoria del romanzo a fumetti e del rapporto fra parola e immagine, Latina, Tunué, 2016, ISBN 978-88-6790-139-5.

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