Coconino Press

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Coconino Press
StatoItalia Italia
Fondazione2000 a Bologna
Fondata daIgort
Sede principaleBologna
GruppoFandango
SettoreEditoria
ProdottiFumetti
Sito web

Coconino Press è una casa editrice italiana di fumetti.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

È stata fondata nel 2000, tra gli altri, dall'ex membro del gruppo Valvoline Igort. Pubblica, in volumi molto curati graficamente, opere del fumetto d'autore mondiale. Tra gli autori: gli statunitensi David Mazzucchelli, Paul Auster, Art Spiegelman, Daniel Clowes, Jason Lutes, Craig Thompson e Adrian Tomine, gli argentini Carlos Sampayo e José Muñoz, l'iraniano Mana Neyestani, i canadesi Seth e Chester Brown, i francesi David B., Baru, Joann Sfar, Edmond Baudoin, Christophe Blain, Blutch, Jean-Claude Denis, Jacques Tardi ed Emmanuel Guibert, i giapponesi Jiro Taniguchi e Suehiro Maruo, gli italiani Manuele Fior, Vasco Brondi, Luigi Bernardi e Onofrio Catacchio, Paolo Bacilieri, Gipi, Davide Reviati, Francesca Ghermandi, Davide Toffolo, Giacomo Nanni, Sergio Ponchione, Lorenzo Mattotti, Alessandro Tota, Ausonia, Sebastiano Vilella, Ugo Bertotti e lo stesso Igort.

Pubblica la rivista contenitore Black e vari volumi a fumetti.

Nel 2006 Coconino ha curato, con il Gruppo editoriale L'Espresso, una collana intitolata Graphic Novel, composta da 10 volumi dedicati a varie opere a fumetti, fra cui Maus di Art Spiegelman, vendute in allegato a La Repubblica e a L'espresso.[1]

Nel 2009 è stata rilevata dal gruppo Fandango di cui adesso fa parte che gli permette di pubblicare opere di artisti come Andrea Pazienza e Gianluigi Toccafondo. Dal marzo 2017 Ratigher ha assunto il ruolo di direttore editoriale della Coconino, ereditandolo da Igort, che aveva abbandonato la casa editrice da lui stesso fondata nel mese di febbraio.[2]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ LoSpazioBianco.it: Coconino press - Graphic Novel e novità a Lucca, su lospaziobianco.it. URL consultato il 17 agosto 2007.
  2. ^ Coconino Press rilancia: due nuovi soci e Ratigher direttore editoriale, in Fumettologica, 1° marzo 2017. URL consultato il 1º marzo 2017.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]