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Jirō Taniguchi

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Jirō Taniguchi a Lucca Comics & Games 2011

Jirō Taniguchi (谷口ジロー Taniguchi Jirō?; Tottori, 14 agosto 1947Tokyo, 11 febbraio 2017) è stato un fumettista (mangaka) giapponese.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Gli esordi e gli anni settanta[modifica | modifica wikitesto]

Appassionato di manga sin da bambino, dopo il diploma liceale lavora per un anno come impiegato, quindi decide di dedicarsi completamente alla narrativa disegnata e si trasferisce a Tokyo. Al pari di tutti gli aspiranti mangaka comincia l'attività come assistente di un autore già affermato, che nel suo caso è Kyota Ishikawa, finché non gli viene proposto di creare una storia tutta sua.[1]

Kurorohorumu (Cloroformio), del 1970, è il titolo della sua opera prima che, però, non supera la selezione per il premio indetto ogni anno dalla rivista Big Comic della Shogakukan, mentre nello stesso anno ottiene di pubblicare Kareta heya (La stanza arida), storia breve incentrata su una stanza di una ex casa d'appuntamenti in cui l'autore ha realmente abitato.[2] L'anno successivo riesce quindi a vincere l'ambito premio Big Comic con il manga Tōi koe (Voci lontane), e nel 1975 inizia a pubblicare la sua prima serie, Namae no nai dobutsutachi (Animali senza nome), che ha per protagonisti gli animali, soggetto che sarà tra i suoi preferiti.

L'anno seguente comincia una collaborazione con lo scrittore Natsuo Sekikawa insieme al quale lavorerà nel corso degli anni ad una serie di opere hard boiled tra cui Rind! 3, Muboi toshi (Città aperta), Nishikaze wa shiro (Il vento dell'est è bianco), la raccolta Tokyo Killers (Tokyo Killers) e Jikenya kagyō (Trouble is my business).

Gli anni ottanta e novanta[modifica | modifica wikitesto]

Jirō Taniguchi a Lucca Comics & Games 2011.

Nel 1980 inizia a collaborare anche con lo scrittore Caribu Marley disegnando in successione alcune storie ambientate nel mondo della boxe, tra cui Ao no Senshi (Il guerriero blu), Nakkuru – Ken no ran (Nocche - Pugno ribelle) e Live Odyssey. Nel 1985 comincia quindi a lavorare alla serie Bocchan no jidai (Ai tempi di Bocchan), ancora su testi di Sekikawa e tratto da un classico della letteratura giapponese, Bocchan di Soseki Natsume, ambientato nel periodo Meiji (1868-1912). Tra il 1984 e il 1986 pubblica Blanca (Blanca), storia scritta da lui stesso su di un portentoso cane geneticamente modificato.

Nel 1988 si cimenta anche nella fantascienza, con la serie Chikyu hyokai kiji (Cronache del dissolvimento della Terra). Nel 1990 inizia a disegnare due serie di racconti brevi, successivamente raccolte nei volumi Genju jiten (Enciclopedia degli animali primordiali) e Aruku hito (L'uomo che cammina). Nel 1992 vince il premio Shogakukan con Inu o kau (Allevare un cane) e l'anno seguente pubblica K, una storia di ambientazione alpinistica scritta da Shiro Tosaki. Sempre in questo periodo realizza la raccolta Keyaki no ki (L'olmo e altri racconti), tratta dai racconti dello scrittore Ryuichiro Utsumi. Del 1995 è invece Chichi no koyomi (Al tempo di papà), un vero e proprio romanzo a fumetti, cui segue nel 1998 Harukana machi-e (In una lontana città), di entrambi i quali scrive anche i testi. Nel 1998 viene premiato con l'Osamu Tezuka Award per il manga Bocchan no jidai, finito di pubblicare dopo oltre dieci anni di lavoro.

L'attitudine europea[modifica | modifica wikitesto]

Jirō Taniguchi per molto tempo ha letto e studiato il fumetto europeo, maturando così uno stile grafico originale, minimale e realistico, evidentemente non appiattito sugli schemi dell'industria mainstream del fumetto giapponese. Proprio questa sua caratteristica lo ha reso molto popolare nel vecchio continente, soprattutto in Francia, tanto che uno dei suoi autori più significativi, Moebius (al secolo Jean Giraud), gli ha chiesto di disegnare una propria storia. Nel 1996 vede così la luce Ikaru (Icaro), suggestivo manga fantascientifico pubblicato sul settimanale giapponese Morning, che però non ottiene grande consenso, forse per la tradizionale diffidenza che accompagna gli autori stranieri in Giappone, restando alla fine incompiuto.

Gli anni duemila[modifica | modifica wikitesto]

Tra le opere dell'inizio del nuovo millennio vanno ricordate Kamigami no itadaki (La vetta degli dei), pubblicato nel 2000 e tratto da un romanzo dello scrittore Baku Yumemakura, con il quale Taniguchi collabora da tempo; Sōsakusha (La ragazza scomparsa) sempre del 2000; Ten no taka (Sky Hawk) del 2002, un omaggio al genere western con due giapponesi che si ritrovano tra indiani e cowboys nella frontiera americana alla fine del XIX secolo; Seton (Seton) del 2004, sulla vita del naturalista Ernest Thompson Seton e Hareyuku sora (Un cielo radioso) del 2005. Nel 2003 ha vinto il premio Alph'Art al Festival di Angoulême per la migliore sceneggiatura con Harukana machi-e (In una lontana città), e nel 2004 il premio Attilio Micheluzzi per la migliore serie straniera al Comicon di Napoli con Bocchan no jidai (Ai tempi di Bocchan).

Nel 2011 Taniguchi viene insignito della medaglia di Chevalier de l'Ordre des Arts et des Lettres dallo Stato francese[3] ed è stato l'ospite principale dell'annuale edizione di Lucca Comics and Games.

È morto l'11 febbraio 2017, all'età di 69 anni, dopo una lunga malattia.[4]

Critica[modifica | modifica wikitesto]

La vasta opera di Jirō Taniguchi abbraccia molteplici generi, dallo storico al western, dalla fantascienza allo sport, per arrivare a veri e propri graphic novel. Ma indubbiamente è necessario tracciare una netta linea di demarcazione tra le opere solo disegnate e quelle delle quali è autore unico, come Aruku hito, Chichi no koyomi e Harukana machi-e. Sono soprattutto queste ultime, infatti, a dare lo spessore di un artista maturo e completo, capace di indurre il lettore a profonde riflessioni sui grandi temi della vita e della società.[5] La poetica ed il ritmo narrativo posato, tipicamente giapponesi, ed il tratto chiaro e leggero, più vicino alla tradizione europea, fanno d'altronde di Jirō Taniguchi un vero e proprio outsider del panorama fumettistico nipponico, del quale egli stesso ha più volte dichiarato di non sentirsi del tutto parte integrante.[6]

Opere[modifica | modifica wikitesto]

# Titolo Data di pubblicazione Volumi
1 Kareta heya (嗄れた部屋?) 1970 -
2 Lindo!3 (リンド!3?) Testi di Natsuo Sekikawa 1978 4
3 Mubōbi toshi (無防備都市?) Testi di Natsuo Sekikawa 1978 2
4 Trouble is my business (事件屋稼業, Jiken-ya kagyō?) Testi di Natsuo Sekikawa 1979-1980 1
5 Ōinaru Yasei (大いなる野生?) 1980 1
6 Blue Fighter (青の戦士, Ao no senshi?) Testi di Caribu Marley 1980-1981 1
7 Hunting Dog (ハンティングドッグ?) 1980-1982 2
8 Live! Odyssey (LIVE!オデッセイ, Live ! Odessei?) Testi di Caribu Marley 1981 3
9 Knuckle Wars (ナックルウォーズ, Nakkuru wōzu?) Testi di Caribu Marley 1982-1983 3
10 Trouble is my business (新・事件屋稼業, Shin-Jiken-ya kagyō?) Testi di Natsuo Sekikawa 1982-1994 5
11 Seifū ha shiroi (西風は白い?) Testi di Natsuo Sekikawa 1984 1
12 Rude Boy (ルードボーイ, Rūdo bōi?) In collaborazione con Caribu Marley 1984-195 1
13 Blanca (ブランカ, Buranka?) 1984-1986 2
14 Enemigo Testi di M.A.T. 1985 1
15 Tokyo KIllers (海景酒店 Hotel Harbour View, Kaikei shuten Hotel Harbour View?) Testi di Natsuo Sekikawa 1986 1
16 K (ケイ?) Testi di Shirō Tōzaki 1986 1
17 Ai tempi di Bocchan (ぼっちゃんの時代, Botchan no jidai?) Testi di Natsuo Sekikawa 1987-1996 5
18 Chikyū hyōkai-ji-ki (地球氷解事紀?) 1987-1988 2
19 L'enciclopedia degli animali primordiali (原獣事典, Genjū jiten?) 1987-1990 1
20 Garouden (餓狼伝, Garōden?) Testi di Baku Yumemakura 1990 1
21 Samurai non gurāta (サムライ・ノングラータ?) Testi di Toshihiko Yahagi 1990-1991 1
22 L’uomo che cammina (歩くひと, Aruku hito?) Testi di Baku Yumemakura 1990-1991 1
23 Benkei a New York (Benkei in N.Y?) Testi di Jinpachi Mōri 1991-1995 1
24 Il libro del vento (風の抄, Kaze no shō?) Testi di Kan Furuyama 1992 1
25 Allevare un cane (犬を飼う, Ino o kau?) 1991-1992 1
26 L’olmo e altri racconti (人びとシリーズ「けやきのき, Hitobito Shirīzu : Keyaki no ki?) Testi di Ryūichirō Utsumi 1993 1
27 Mori he (森へ?) 1994 1
28 Al tempo di papà (父の暦, Chichi no koyomi?) 1994 1
29 Gourmet (孤独のグルメ, Kodoku no gurume?) Testi di Masayuki Kusumi 1994-1996 1
30 I cani degli dei (神の犬 ブランカII, Kami no inu Buranka II?) 1995-1996 2
31 Icaro (イカル, Ikaru?) Testi di Moebius 1997 1
32 In una lontana città (遥かな町へ, Haruka-na machi e?) 1998 1
33 Tōkyō genshi-kō (東京幻視行?) 1999 1
34 La ragazza scomparsa (捜索者, Sōsakusha?) 1999 1
35 La vetta degli dei (神々の山嶺, Kagami no Itadaki?) Testi di Baku Yumemakura 2000-2003 5
36 Sky Hawk (天の鷹, Ten no taka?) 2001-2002 1
37 Sampo mono (散歩もの?) Testi di Masayuki Kusumi 2003-2005 1
38 L’uomo della tundra (凍土の旅人, Tōdo no tabibito?) 2004 1
39 Un cielo radioso (晴れゆく空, Hareyuku sora?) 2004 1
40 Seton (シートン, Shīton?) Testi di Yoshiharu Imaizuma 2004-2006 4
41 La montagna magica (魔法の山, Mahō no yama?) 2005 1
42 Gli anni dolci (センセイの鞄, Sensei no kaban?) Dal romanzo di Hiromi Kawakami 2008 2
43 Uno zoo d’inverno (冬の動物園, Fuyu no dōbutsuen?) 2008 1
44 Un anno - Primavera (Mon année?) Testi di Jean-David Morvan 2009 1
45 Taniguchi Jirō Senshū (谷口ジロー選集?) 2009 1
46 Nazuke enumono (名づけえぬもの?) 2010 1
47 Furari. Sulle orme del vento (ふらり。, Furari?) 2011 1
48 Ryōken tantei (猟犬探偵?) 2011-2012 2
49 Kōya yori (荒野よ?) 2012 2
50 I guardiani del Louvre (千年の翼、百年の夢, Chitose no tsubasa, hyaku nen no yume?) 2014 1
51 Si chiamava Tomoji (とも路, Tomo ji?) 2014 1
52 Gourmet. Vol. 2 (孤独のグルメ2, Kodoku no gurume 2?) Testi di Masayuki Kusumi 2014 1
53 La Foresta millenaria (光年の森, Kōnen no mori?) 2017 1

Volumi di illustrazioni e Artbook[modifica | modifica wikitesto]

# Titolo Data di pubblicazione Volumi
1 Venezia (ヴェネツィア 単行本, Benetsia tankō hon?) 2016 1
2 Jirō Taniguchi Artbook (谷口ジロー画集?) 2016 1

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere dell'Ordre des Arts et des Lettres - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordre des Arts et des Lettres
— 2011

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Per riferimenti cfr. AA.VV., L'arte di Jiro Taniguchi, Ed. La Repubblica, 2003, pp. 3-14; Davide Castellazzi, A-Z Manga, Coniglio Editore, 2004, p. 161; Andrea Attilio Grilli, Jiro Taniguchi - Il gentiluomo dei manga, Tunué, 2007, pp. 13-15.
  2. ^ Il condominio si chiamava Shokaro e Taniguchi lo descrive nell'omonimo manga autobiografico pubblicato nel 2005 nella raccolta Tōndo no tabitito.
  3. ^ Jiro Taniguchi nominato Cavaliere in Francia, AnimeClick, 11 giugno 2011.
  4. ^ Mort du celebre auteur de mangas Jiro Taniguchi, Le Figaro, 11 febbraio 2017.
  5. ^ A. A. Grilli, op. cit., p. 17 e ss.
  6. ^ A. A. Grilli, op. cit., p. 67.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN102279515 · ISNI (EN0000 0001 2145 8537 · SBN IT\ICCU\UMCV\021880 · LCCN (ENnr95021887 · GND (DE1034070592 · BNF (FRcb12523809r (data)