Poema a fumetti

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Poema a fumetti
Autore Dino Buzzati
1ª ed. originale 1969
Genere racconto
Lingua originale italiano
Ambientazione Fantastica
Personaggi Orfi,
Eura,
Uomo,
Trudi,
Diavolo Custode
Protagonisti Orfi

Poema a fumetti è un'opera pubblicata dallo scrittore e pittore italiano Dino Buzzati nel 1969 dalla casa editrice Arnoldo Mondadori.

L'opera ripropone i classici temi buzzatiani del mistero, della morte e dell'amore e trae ispirazione dal mito di Orfeo ed Euridice che l'autore rivisita in chiave erotica e moderna, trasponendo il mito nella dimensione della quotidianità.

Fonde la visionarietà della pittura dell'artista, nella dimensione "popolare" del fumetto, con il racconto fantastico: questa forma espressiva, frutto di sperimentazione, rappresentò una novità per l'Italia. In esso numerosi sono gli omaggi ad artisti quali Salvador Dalí, al regista Federico Fellini e lo stile pittorico risulta spesso improntato alle forme espressive di Andy Warhol.

La critica e il pubblico, non senza stupore di Buzzati, accolsero subito positivamente quest'esperimento espressivo. L'opera è considerata uno dei primi graphic novel (romanzo grafico) italiani.[1]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

La trama ricalca quella del mito con la differenza che Orfi è un cantautore rock e perderà Eura nella misteriosa Milano. Grazie alle sue ballate ritroverà Eura per perderla di nuovo. Il Poema nel suo ibridismo compositivo riflette anche trame cinematografiche sul mito di Orfeo. Un'influenza si può cogliere nel momento della catàbasi di Orfi segnatamente nell'illustrazione della scala. Per l'impostazione essa rievoca la scala nell'Orfeo Negro di Marcel Camus (1958).[2]

Temi[modifica | modifica wikitesto]

Oltre ad essere uno spaccato dell'arte pittorica di Buzzati, un aspetto dell'opera dello scrittore meno noto al pubblico, nonostante spesso lui si sia professato un pittore dato in prestito alla letteratura, Poema a fumetti riprende i medesimi temi delle sue opere letterarie.

  • Il disagio della vita cittadina si ripropone nell'ambientazione nella città di "Metropoli", riconoscibilissima come Milano, la sua città d'adozione, in monumenti come Duomo e la Stazione Centrale.
  • L'avvento prepotente del mondo fantastico nella vita del protagonista, ora in forme grottesche, piuttosto che inquietanti, o più rassicuranti è riconoscibile il simbolo stesso della fantasia: il "Babau", che viene rappresentato, qui come in alcuni dei dipinti, come una balena che vola senza peso nell'aria, spaventosa a vedersi, eppure buona e braccata dalla paura degli uomini di abbandonarsi alla fantasia.
  • il rapporto dell'uomo con la morte, con il mondo dell'aldilà, e la tematica –ricorrente specialmente nelle ultime opere dell'autore– della sessualità.

Ci sono anche alcune somiglianze con un racconto lungo di Buzzati, intitolato I misteri della MM (dalla raccolta Il colombre) il cui protagonista, scendendo dalla scalette della metropolitana in costruzione, giunge all'inferno: un inferno che ha tutto l'aspetto grottesco della città luccicante e disumana che si trova al di sopra della porta d'ingresso, ancora riconoscibile come la capitale lombarda.

Nel 2007 a Milano è stata allestita una mostra di dipinti di Buzzati che hanno ispirato il Poema a Fumetti.

Note[modifica | modifica wikitesto]

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