La boutique del mistero

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La boutique del mistero
AutoreDino Buzzati
1ª ed. originale1968
Genereraccolta di racconti
Lingua originaleitaliano

La boutique del mistero è un'antologia di racconti di Dino Buzzati, pubblicata per la prima volta nel 1968.

Storia editoriale[modifica | modifica wikitesto]

La raccolta nasce come selezione dei trentuno racconti più rappresentativi dell'opera di Buzzati[1], e con l'intento dell'autore di far conoscere il meglio della sua produzione: infatti i trentuno scritti presenti erano stati pubblicati precedentemente su altre raccolte (I sette messaggeri, Paura alla Scala, Il crollo della Baliverna, In quel preciso momento, Sessanta racconti e Il colombre).

I racconti dal numero 1 al numero 6 erano già stati pubblicati su I sette messaggeri e Sessanta racconti; quelli dal numero 7 al numero 11 su Paura alla Scala e Sessanta racconti; quelli dal numero 12 al numero 15 su Il crollo della Baliverna e Sessanta racconti; il 16 e il 17 in Sessanta racconti; quelli dal numero 18 al numero 22 su In quel preciso momento; quelli dal numero 23 al numero 31 su Il colombre.

L'edizione del 2001, pubblicata da Mondadori nella collana Oscar. Classici moderni, raffigura in copertina un'opera dello stesso Buzzati: la tempera su cartone dal titolo Ritratto del califfo Mash er Rum e le sue 20 mogli, dipinto nel 1958.[2][3]

Racconti[modifica | modifica wikitesto]

I sette messaggeri[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: I sette messaggeri § I sette messaggeri.

Il racconto è stato pubblicato per la prima volta il 1º giugno del 1939 sulla rivista La Lettura,[4] supplemento letterario del Corriere della Sera, successivamente incluso nelle raccolte I sette messaggeri del 1942 e Sessanta racconti del 1958.[5]

In un regno immaginario, il figlio del re parte con una spedizione per raggiungere il confine del regno. Sette messaggeri si incaricano di fare la spola per mantenere i contatti. Il confine si rivela essere lontanissimo e il principe morirà di vecchiaia prima di giungere al limite estremo del regno.[6]

L'assalto al Grande Convoglio[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: I sette messaggeri § L'assalto al grande convoglio.

Il racconto è stato pubblicato per la prima volta il 29 febbraio del 1936 sul periodico Il Convegno, firmato dall'autore come "Dino Buzzati Traverso". Successivamente l'opera è stata inclusa nelle raccolte I sette messaggeri e Sessanta racconti.[4][5]

Gaspare Planetta era il famoso e temuto capo di una banda di briganti. Quando esce di prigione, tre anni dopo essere stato arrestato, è una persona diversa, invecchiata e stanca. I suoi ex compagni lo ripudiano e l'uomo si isola in compagnia di un giovane, il solo che ancora crede in lui e che Planetta non vuole disilludere.[6]

Sette piani[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Sette piani.

Il racconto è stato pubblicato originariamente con il titolo I sette piani sulla rivista La Lettura il 1º marzo del 1937, quindi revisionato e incluso nell'antologia I sette messaggeri. Successivamente viene incluso nella raccolta Sessanta racconti, con una riscrittura più fedele alla prima stampa. L'opera è stata trasposta in una pièce teatrale e nel film Il fischio al naso.[4]

Giuseppe Corte viene ricoverato in un moderno ospedale di sette piani per un lievissimo male. Viene sistemato all'ultimo piano riservato ai casi meno gravi ma, di volta in volta, per motivi apparentemente banali, viene spostato ai piani sempre più bassi, fino a raggiungere il primo. Qui, ove trovano posto i casi disperati, troverà la morte.[6]

Eppure battono alla porta[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: I sette messaggeri § Eppure battono alla porta.

Il racconto è stato pubblicato per la prima volta sulla rivista La Lettura nel settembre del 1937; successivamente è stato inserito nelle raccolte I sette messaggeri e Sessanta racconti.[4]

Maria Gron torna a casa durante un temporale; qui l'attende la famiglia e un vecchio amico di famiglia. Sulla casa incombe un grave pericolo legato all'ingrossamento del fiume ma nessuno sembra voler rendersene conto.[6]

Il mantello[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: I sette messaggeri § Il mantello.

Il racconto è stato pubblicato per la prima volta sul numero del 14 luglio 1940 del Corriere della Sera, quindi ristampato nelle raccolte I sette messaggeri e Sessanta racconti[4]

Il giovane Giovanni, reduce di guerra, ritorna a casa. La madre e i due fratellini lo trovano smunto e affaticato. Il ventenne, nonostante le insistenze della madre, afferma di dover subito proseguire il viaggio insieme a un amico che lo aspetta in cortile. Quando esce uno dei due fratellini gli solleva un lembo del mantello rivelando il corpo sporco di sangue. Giovanni si congeda raggiungendo il misterioso compagno con il quale si allontana.[6]

Una cosa che comincia per elle[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: I sette messaggeri § Una cosa che comincia per elle.

Il racconto è stato pubblicato per la prima volta sulla rivista letteraria La Lettura il 1º gennaio del 1939; in seguito è stato ripubblicato nelle antologie I sette messaggeri e Sessanta racconti.[4]

Cristoforo Schroder non sta bene e si rivolge a un suo amico medico, il dottor Lugosi. Dopo la visita l'ammalato si sente subito meglio ma il giorno dopo il dottore ritorna con un accompagnatore che sottopone a Schroder una serie di strane domande. Al termine del pressante interrogatorio, il dottore rivela che Schroder è ammalato di lebbra e sotto la minaccia delle armi viene allontanato da casa e dal villaggio come un paria.[6]

Una goccia[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Paura alla Scala § Una goccia.

Pubblicato per la prima volta sul Corriere della Sera il 25 gennaio 1945, è stato in seguito ripubblicato nelle raccolte Paura alla Scala e Sessanta racconti.[4]

Una notte una giovane cameriera in servizio in un appartamento del primo piano di un condominio sente il rumore di una goccia che sale le scale. Impaurita tenta di avvisare la padrona ma non viene creduta. Man mano però molti altri condomini si accorgono del misterioso e spaventoso fenomeno.[6]

La canzone di guerra[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Paura alla Scala § La canzone di guerra.

Il racconto è stato pubblicato per la prima volta il 21 luglio 1945 sulla rivista Oggi; successivamente è stato incluso nelle raccolte Paura alla Scala e Sessanta racconti.[4]

Le truppe avanzano vittoriose ma nonostante conquistino gloria e tesori, cantano di continuo la stessa triste canzone. Nessuno si spiega il motivo di quel malinconico inno cantato per anni dall'esercito trionfante fino a quando, dopo innumerevoli battaglie, tutto il regno è ricoperto di croci e di tombe.[6]

La fine del mondo[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Paura alla Scala § La fine del mondo.

Il racconto è stato pubblicato per la prima volta sul quotidiano il Corriere della Sera il 7 ottobre 1944 e successivamente incluso nelle raccolte Paura alla Scala e Sessanta racconti.[4]

La fine del mondo è stata annunciata e il panico si diffonde. In gran fretta le moltitudini si rivolgono ai preti per l'ultima confessione prima del giudizio universale.[6]

Inviti superflui[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Paura alla Scala § Inviti superflui.

Il racconto è stato pubblicato per la prima volta nel numero del marzo 1946 della rivista I libri del giorno, successivamente ripubblicato nelle raccolte Paura alla Scala e Sessanta racconti.[4]

Il narratore rivolge parole d'amore a una donna, seppure consapevole che ella, da tempo, lo ha dimenticato. I loro caratteri e le loro passioni sono troppo diverse: lui così legato alla fantasia e ai sentimenti, lei attratta dai beni materiali.[6]

Racconto di Natale[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Paura alla Scala § Racconto di Natale.

Pubblicato per la prima volta sul numero di Natale del 1946 del quotidiano il Corriere della Sera con il titolo Lunga ricerca nella notte di Natale, in seguito incluso nelle antologie Paura alla Scala e Sessanta racconti.[4]

La notte della vigilia di Natale, nel duomo, don Valentino attende che l'arcivescovo celebri messa e caccia via un povero che gli chiede solo "un po' di Dio". Il suo egoismo fa allontanare il Signore dalla chiesa. Invano il prete cerca di farsene prestare un poco da altri, preoccupato che il prelato debba celebrare la messa nel duomo abbandonato dal Signore. Tutti gli negano aiuto e, non appena rifiutano il prestito, Dio li abbandona. Infine il prete ritorna al duomo e trova lì l'arcivescovo che sta celebrando messa in una chiesa colma di fedeli e di Dio: non era il Signore a essersi allontanato, ma gli egoisti ad averlo ripudiato.[6]

Il cane che ha visto Dio[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Il crollo della Baliverna § Il cane che ha visto Dio.

Qualcosa era successo[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Il crollo della Baliverna § Qualcosa era successo.

I topi[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Il crollo della Baliverna § I topi.

Il disco si posò[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Il crollo della Baliverna § Il disco si posò.

Il tiranno malato[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Sessanta racconti § Il tiranno malato.

I santi[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Sessanta racconti § I santi.

Lo scarafaggio[modifica | modifica wikitesto]

Conigli sotto la luna[modifica | modifica wikitesto]

Questioni ospedaliere[modifica | modifica wikitesto]

Il corridoio del grande albergo[modifica | modifica wikitesto]

Ricordo di un poeta[modifica | modifica wikitesto]

Il colombre[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Il colombre (racconto).

L'umiltà[modifica | modifica wikitesto]

Riservatissima al signor direttore[modifica | modifica wikitesto]

Le gobbe nel giardino[modifica | modifica wikitesto]

L'uovo[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: L'uovo (Buzzati).

La giacca stregata[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: La giacca stregata.

La torre Eiffel[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: La torre Eiffel.

Ragazza che precipita[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Ragazza che precipita.

I due autisti[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Grandi narratori del '900 - Dino Buzzati: La boutique del mistero, http://www.italica.rai.it. URL consultato il 5 giugno 2014 (archiviato dall'url originale il 3 febbraio 2009).
  2. ^ Ritratto del califfo Mash er Rum e le sue 20 mogli, Art & Popolar Culture Encyclopedia. URL consultato il 5 giugno 2014.
  3. ^ Best 15: le migliori copertine di libri di narrativa di illustratori italiani, Comicon Comunicare a fumetti. URL consultato il 5 giugno 2014.
  4. ^ a b c d e f g h i j k Dino Buzzati, Note, in Giulio Carnazzi (a cura di), Buzzati opere scelte, I Meridiani, Mondadori, 2012, ISBN 978-88-04-62362-5.
  5. ^ a b Cronologia a cura di Giulio Carnazzi su Buzzati (2011)
  6. ^ a b c d e f g h i j k Buzzati (1990)

Edizioni[modifica | modifica wikitesto]

  • Dino Buzzati, La boutique del mistero, Oscar Mondadori, n. 171, 1ª ed., Milano, Mondadori, 1968.
  • Dino Buzzati, La boutique del mistero, 2ª ed., Milano, Mondadori, 1974.
  • Dino Buzzati, La boutique del mistero. 31 storie di magia quotidiana, 3ª ed., Milano, Mondadori, 1977.
  • Dino Buzzati, La boutique del mistero, a cura di Claudio Toscani, 1ª ed., Milano, Mondadori, 1977.
  • Dino Buzzati, La boutique del mistero, a cura di Claudio Toscani, 2ª ed., Milano, Mondadori, 1990.
  • Dino Buzzati, La boutique del mistero, Milano, Mondadori, 2001, ISBN 978-88-04-48770-8.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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