Un amore (romanzo)

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Un amore
Titolo originale Un amore
Autore Dino Buzzati
1ª ed. originale 1963
Genere romanzo
Lingua originale italiano
Ambientazione Milano

Un amore è un romanzo dello scrittore italiano Dino Buzzati ideato nel 1959 e pubblicato da Arnoldo Mondadori Editore nel 1963.

« "Era una delle tante giornate grigie di Milano però senza la pioggia, con quel cielo incomprensibile che non si capiva se fossero nubi o soltanto nebbia al di là della quale il sole, forse." »

(Dino Buzzati - Un amore[1])

Si tratta di un'opera del tutto eccentrica rispetto alla produzione abituale dello scrittore. Attraverso la tecnica del monologo interiore vengono analizzati i conflitti dell'uomo maturo irresistibilmente attratto dalla giovinezza, ma anche quelli del borghese colto affascinato da ciò che è popolare. Laide infatti rappresenta non solo il proletariato, ma anche i miti degli anni Sessanta in cui le classi incolte si stanno gettando a capofitto (le auto veloci, i night club, il consumismo montante) di cui Buzzati-Dorigo avverte, come una sorta di fascino dell'orrido, tutta la brutale energia.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

La vicenda, che si svolge nella metropoli milanese, vede come protagonista Antonio Dorigo un architetto ben affermato di quarantanove anni che non era stato mai capace di instaurare con una donna lo stesso rapporto di confidenza che aveva con gli amici perché per lui "La donna, forse a motivo dell'educazione familiare, gli era parsa sempre una creatura straniera"[2] e con l'altro sesso riesce ad avere rapporti solamente di carattere mercenario. Antonio ha l'abitudine di frequentare la casa di appuntamenti della signora Ermelina "... emiliana, cordiale, bonaria, ancora una bella donna, di stampo familiare, senza niente di equivoco. A sentirla parlare, si sarebbe detto che facesse la ruffiana solo per aiutare quelle povere ragazzine."[3] "Un mattino del febbraio 1960, a Milano, l'architetto Antonio Dorigo, di 49 anni, telefonò alla signora Ermelina"[4] per un appuntamento con una ragazza che viene fissato per le tre e mezza dello stesso pomeriggio. La ragazza, così lo avverte Ermelina al suo arrivo, è una ballerina della Scala minorenne. Dorigo conosce così Laide, diminutivo di Adelaide e, rimastone subito attratto, si innamora per la prima volta.

Ma Laide non si lascia coinvolgere sentimentalmente e intende mantenere il rapporto con Dorigo solamente sul piano sessuale. Dorigo cerca di liberarsi dall'ossessione di questo suo amore senza riuscirci e presto Laide, che ha lasciato la casa di appuntamenti della signora Ermelina, diventa la sua mantenuta pur continuando a condurre la vita di sempre, insofferente verso Dorigo che considera vecchio e invadente con la sua gelosia.

Dorigo, accecato dall'amore, non vuole rendersi conto dei vizi e delle bugie di Laide ma alla fine deve accettare la realtà e si arrende. Dorigo comprende così che l'amore per la ragazza è stata un'illusione che però ha riempito la sua vuota vita fino a quel momento dominata dalla paura della morte.

A questo punto però, sorprendentemente, il romanzo offre un colpo di scena: passato qualche tempo, Laide e Antonio dormono ora beati nello stesso letto, mentre la ragazza, senza più finzione, gli dice di volere un figlio.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dino Buzzati, Un amore, Gli Oscar, II edizione, Milano, Arnoldo Mondadori, 1963, p. 8.
  2. ^ op. cit., pag. 12
  3. ^ op. cit., pag. 11
  4. ^ op. cit., pag. 1

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Vittorio Caratozzolo, L'«inverecondia categorica» di "Un amore" tra prostituzione testuale e necessità, in AA.VV., La saggezza del mistero, Empoli, Ibiskos Editrice Risolo, pp. 97–140.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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