Paperino

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Paperino
The Spirit of 43-Donald Duck, cropped version.jpg
Classico intro dei cortometraggi di Paperino
Universo Disney
Nome orig. Donald Duck
Lingua orig. Inglese
Alter ego Paperinik
Pikappa
DoubleDuck
QuQu 7
Detective Donald
Duck of Doom
Autori
Studio The Walt Disney Company
Editore The Walt Disney Company
1ª app. 9 giugno 1934
Voci orig.
Voci italiane
Specie Papero (anatra antropomorfa, per la precisione un pechino)
Sesso Maschio
Luogo di nascita Paperopoli
Data di nascita 9 giugno 1920 (secondo Don Rosa[1])
Parenti

Paolino Paperino (Donald Fauntleroy Duck), più noto come Paperino, è un personaggio dei cartoni animati e dei fumetti della Disney[3][4]. Ha esordito nel cortometraggio La gallinella saggia (The Wise Little Hen) del 1934[3] e nello stesso anno debutta sui fumetti della serie Sinfonie allegre (Silly Symphonies) e da allora è stato protagonista di molti cortometraggi e di innumerevoli storie a fumetti realizzate oltre che negli Stai Uniti in varie parti del mondo come l'Italia e Brasile[4]. Il successo del personaggio è tale che presto diventa testimonial di molte iniziative in varie parti del mondo[3][4][5] e oggetto anche di un diffuso merchandising[6].

È stato definito «l'antieroe per eccellenza, l'incarnazione dell'uomo medio moderno, con le sue frustrazioni, i suoi problemi, le sue nevrosi».[7]

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

È un papero bianco con becco e piedi arancioni. Solitamente indossa una blusa e un berretto da marinaio. Secondo l'albero genealogico ideato da Don Rosa in base alle indicazioni contenute nelle storie a fumetti di Carl Barks è figlio di Ortensia de' Paperoni (sorella di Paperon de' Paperoni) e Quackmore Duck (figlio di Nonna Papera). Ha una sorella gemella, Della Duck, madre di Qui, Quo, Qua.[8] La prima apparizione del personaggio risale al 1934 nel cortometraggio La gallinella saggia diretto da Wilfred Jackson nel quale Paperino è il vicepresidente del Circolo dei pigri che ha come presidente Meo Porcello. I due si riveleranno degli inguaribili scansafatiche[9].

Paperino nella sua prima apparizione nel corto La gallinella saggia

Storia editoriale[modifica | modifica wikitesto]

Il suo esordio sulla carta stampata risale 16 settembre 1934 per mano dello sceneggiatore Ted Osborne e del disegnatore Al Taliaferro nella serie settimanale a fumetti delle Silly Symphony con riduzione del suo esordio cinematografico "The Wise Little Hen" nota in Italia come "I due fannulloni" o "Paperino e la Gallinella Saggia"[4][10].

Nel 1935 Paperino debutta nelle strisce giornaliere di Mickey Mouse disegnate da Floyd Gottfredson[4] che, alla ricerca di una spalla per Topolino, mette insieme i due personaggi, come in Topolino e il mistero dei cappotti, o, insieme a Pippo, nelle storie Topolino giornalista e Topolino nella casa dei fantasmi. Il grande successo di Paperino[11] e la contemporanea crescita come personaggio di Pippo, però, contribuiscono alla separazione tra i due e alla creazione delle due linee principali di personaggi Disney (topi e paperi) che solo in particolari occasioni si riuniscono con la compresenza di personaggi di Paperopoli assieme a personaggi di Topolinia.[senza fonte]

Il successo del personaggio spinge la Disney a dedicargli una una striscia e delle tavole domenicali con gli adattamenti dei cortometraggi animati. Queste prime strisce, prevalentemente comiche e auto-conclusive, venivano sceneggiate da Ted Osborne e disegnate da Al Taliaferro. Il 30 agosto 1936 le tavole domenicali delle Silly Symphonies cambiano nome prima in "Silly Symphony featuring Donald Duck" e poi dal 22 agosto 1937 in "Donald Duck" e verranno pubblicate fino al 5 dicembre 1937 sempre disegnate da disegnate da Taliaferro[4][12] che insieme con lo sceneggiatore Bob Karp darà poi vita dal 7 febbraio 1938 alla striscia giornaliera[4]. A parte rare eccezioni (più che altro ispirate ai cortometraggi con Paperino protagonista), la nuova striscia quotidiana si compone di sequenze auto-conclusive, nelle quali vengono sviluppate gag a ripetizione, tutte ideate da sceneggiatori provenienti dall'animazione come Homer Grightman e Roy Williams che si alternano fino a che diventa sceneggiatore fisso Bob Karp, che se ne occuperà fino alla morte nel 1975. Il 10 dicembre del 1939 ritorna poi la tavola domenicale Donald Duck sempre disegnate da Taliaferro con l'aiuto di inchiostratori come Bill Wright, Karl Karpé, Dick Moores, George Waiss.

Da lì in poi il personaggio continuerà la sua scalata al successo.[13] Lo stesso Taliaferro ne è artefice e protagonista, disegnandone le strisce giornaliere fino al 18 gennaio 1969, appena due settimane prima della sua morte[12][14].

L'esordio negli albi a fumetti è nel 1942 con la storia “Donald Duck Finds Pirate Gold” realizzata da Carl Barks e Jack Hannah. Barks ne realizzerà altre fino al 1966 alternandosi con autori come Tony Strobl, Paul Murry, Jack Bradbury. Più recentemente sono degni di nota autori come Don Rosa e William Van Horn.[4]

Il Paperino statunitense, comunque, è un papero sì sfortunato, come nelle storie italiane, ma unisce un certo carattere arraffone e un po' scansafatiche, caratteristica che poi manterrà in Italia anche dopo l'avvento di Carl Barks, grazie ai testi di Guido Martina.[senza fonte] Questa visione del personaggio è coerente con il clima da economia di guerra esistente all'epoca.[senza fonte] Paperino fu inoltre, come molti altri personaggi dei fumetti dell'epoca[senza fonte], utilizzato per la propaganda anti-nazista e anti-fascista (ad esempio in Der Fuehrer's Face e The Spirit of '43)[3]. La differenza con il papero dei nostri giorni è enorme.[senza fonte]

Le strisce quotidiane di Taliaferro[modifica | modifica wikitesto]

Taliaferro introduce nelle storie a strisce nuovi comprimari: il 17 ottobre del 1937 fanno il loro esordio i tre nipoti di Paperino, Qui, Quo, Qua (Huey, Dewey, Louie), che ebbero talmente successo che poco dopo apparvero anche nei cortometraggi di Paperino. Seguiranno poi il cugino Ciccio (9 maggio 1938), la fidanzata Paperina (4 maggio 1940), il professor Pico de Paperis (24 settembre 1961). Fa una fugace apparizione anche lo zio Paperone nel periodo febbraio-marzo 1951, per poi tornare in pianta stabile nel gennaio 1960. Taliaferro crea poi, insieme a Karp, la nonna di Paperino (27 settembre 1943), quindi il sanbernardo Bolivar (17 marzo 1938) e la scassatissima 313 (1º luglio 1938). Taliaferro si diverte ad inserire i cosiddetti inside joke, ovvero riferimenti personali o ad altri autori. A parte l'ispirazione per Nonna Papera (la suocera di Al), ogni anno, per trentatré anni, inserisce, nel giorno del loro anniversario, un cuore con i nomi di Al e della moglie Lucy, arrivando addirittura ad inserire il proprio numero di telefono: scelta infelice visto il gran numero di chiamate ricevute, che lo costringono a cambiarlo.

Carl Barks - L'uomo dei paperi[modifica | modifica wikitesto]

La stella di Paperino sulla Hollywood Walk of Fame

Con Carl Barks si ha la crescita del personaggio e i successivi approfondimenti nel carattere. Agli inizi della sua carriera Barks realizza una gag nel corto "Modern Inventions" dove una macchina-barbiere rade il fondoschiena di Paperino, scambiandolo per la sua testa, iniziando una lunga collaborazione con Jack Hannah col quale prima fa esordire Qui, Quo e Qua nel corto I nipoti di Paperino e poi realizzando la sua prima storia a fumetti, Paperino e l'oro del pirata, che è anche la prima storia avventurosa mai scritta con Paperino protagonista negli Stati Uniti.

La creatività di Barks porta la Western Publishing, editore dei fumetti Disney, a pubblicarne i lavori nella collana Walt Disney's Comics and Stories, dove realizza storie di vita quotidiana di non più di dieci tavole, e Four Color, dove realizza storie di ampio respiro che contribuiranno a porre le basi per il Paperino avventuroso che, negli anni successivi, andrà a caccia di tesori accompagnando lo zio Paperone. Del primo gruppo si ricordano Paperino nel tempo che fu!, dove Paperino e nipoti fanno un viaggio nella California del 1848, in quelle del secondo abbiamo Paperino e il mistero degli Incas, una storia che porterà i paperi a "Testaquadra", una città dove tutto è quadrato e le cose rotonde sono vietate, a parte la bussola del professor "Sentimento Cuorcontento di Sacramento (California)", conservata come cimelio nel museo locale oppure Paperino sceriffo di Valmitraglia nella quale il personaggio entra a contatto anche con il vecchio west americano, o Paperino e l'anello della mummia ambientata nell'Egitto, o i misteri dell'Africa Nera ambientazione di storie come Paperino e il feticcio, Paperino nell'Africa più nera e Paperino e la valle proibita.

Oltre alle avventure in giro per il mondo Barks impegna il personaggio in gag dove è impegnato in molti lavori spesso improbabili (p.e., accordatore di campanelli, propagandista di farina, venditore di frullini, incantatore di serpenti)[15] tutti destinati al fallimento. L'unico lavoro "permanente" è quello di lucidatore di monete al servizio di Paperone pagato "30 centesimi di dollaro all'ora" nonostante l'inflazione.[16]

L'ampia mole di storie e di parenti creata da Barks gli suggerisce a Barks, nel corso degli anni cinquanta, di realizzare un albero genealogico a suo uso e consumo dal quale anni dopo il disegnatore Don Rosa trarrà ispirazione per realizzare l'albero genealogico dei paperi dal quale risulta che Paperino è il figlio di Quackmore Duck, uno dei figli di Nonna Papera, e di Ortensia de' Paperoni, sorella dello zio Paperone, nonché fratello gemello di Della Duck, la madre di Qui, Quo e Qua.

Don Rosa[modifica | modifica wikitesto]

Don Rosa è autore di una originale analisi e contestualizzazione dell'anima pigra e trascurata del personaggio con lo spirito avventuroso delle opere di Barks: Paperino viene presentato nella Saga di Paperon de' Paperoni come un uomo qualunque incapace di comprendere l'amore dello zio per il denaro che scambia per avidità e dichiarandogli spesso che le sue avventure sono frutto di millanteria, ma è anche carico di amore paterno verso i nipotini e di slanci avventurosi che lo spingono ad accettare i molteplici lavori e ad accompagnare lo zio Paperone nelle sue avventure. Questi tratti, secondo Don Rosa, gli hanno consentito di guadagnare il rispetto dello zio, il quale comunque preferisce mostrarsi rigido e inflessibile.

La traduzione italiana della Saga di Don Rosa introduce un elemento giustificativo a posteriori di una licenza narrativa relativa al nome completo Paolino Paperino: in un dialogo tra il padre Quackmore e la madre Ortensia il primo propone "Paolino" come nome per un loro futuro figlio ma Ortensia protestare con veemenza, ritenendolo un nome stupido. È pertanto possibile ipotizzare che la preferenza di Paperino nel non usare mai il suo nome derivi dalle preferenze materne.[senza fonte]

Altri autori[modifica | modifica wikitesto]

La tradizione avventurosa viene ripresa da artisti come Don Rosa, Romano Scarpa, Carlo Gentina, quella domestica vede esponenti in Fabio Michelini, Tony Strobl, Vic Lockman.

Edizione italiana[modifica | modifica wikitesto]

In Italia il personaggio appare per la prima volta in un supplemento del settimanale Topolino edito dalla Casa Editrice Nerbini nel 1935 e successivamente, con il passaggio dei diritti alla Mondadori, guadagna una testata propria con il settimanale Paperino nel 1937 edito dalla A.P.I. e successivamente inizia ad apparire su tutte le testate Mondadori che pubblicano materiale Disney.[4]

Le prime storie realizzate in Italia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Federico Pedrocchi § Le storie Disney.

Le prime storie realizzate in Italia apparvero tra il 1937 e il 1940 nel settimanale Paperino ed furono realizzate da Federico Pedrocchi[4], coadiuvato talvolta da altri autori come Nino Pagot, nel quale il personaggio era protagonista di storie lunghe e avventurose molto prima che questo avenisse negli Statiuniti dove all'epoca le strisce a fumetti di Al Taliaferro erano sostanzialmente auto-conclusive e si dovrà aspettare Carl Barks nel 1942 per averne di equivalenti. Oltre che in Italia anche in Inghilterra c'erano già stati dei tentativi di storie a più ampio respiro con Paperino protagonista, realizzati da William A. Ward, che vedevano Paperino in compagnia prima di Donna Duck (un'antesignana di Paperina, dalle origini messicane) e poi del marinaio Mac, un personaggio presto dimenticato. In quegli anni era abbastanza semplice introdurre nuovi personaggi per le storie di Paperino, vista l'assoluta mancanza di comprimari. Ma quasi nessuno dei personaggi introdotti da Pedrocchi sopravvisse al suo autore.

Col gli anni decine di altri autori italiani si occuparono del personaggio a cominciare da Luciano Bottaro, G. B. Carpi e Romano Scarpa e successivamente Giorgio Cavazzano, Massimo De Vita e Marco Rota[4].

Caratterizzazione del personaggio in Italia[modifica | modifica wikitesto]

Il personaggio è perseguitato dalla sfortuna; vive a Paperopoli in una villetta a due piani di proprietà del ricco zio Paperone con i tre nipotini Qui Quo Qua (affidatigli da sua sorella Della). Nel suo giardino, tra due alberi è appesa un'amaca che insieme al divano nel salotto sono i luoghi deputati ai suoi sonnellini pomeridiani. Spesso al verde, guida una sgangherata automobile targata 313, le cui origini sono diverse da quelle narrate nelle strisce di Al Taliaferro. Sempre pieno di debiti e in continua fuga da orde di creditori, non ha un impiego fisso anche se spesso svolge lavori precari oppure stravaganti[17]. Ogni tanto compare in veste di giornalista al Papersera, il quotidiano di Paperopoli. Paperino è ritratto anche come un ottimo cuoco, famose le sue frittelle di cui lo zio Paperone riesce a sentire il profumo dal deposito. È in perenne rivalità con il cugino Gastone Paperone (Bambo nei primi numeri di Topolino), che al contrario di lui è sfacciatamente fortunato. È fidanzato con Paperina anche se questa sembra cedere alle richieste di appuntamenti di Gastone (con, normalmente, il solo scopo di farlo ingelosire e/o smuoverlo dalla sua inerzia). Si trova spesso nei guai a causa del cugino Paperoga, ancora più maldestro di lui. Paperone sfrutta il cronico stato debitorio di Paperino per costringerlo a lavori massacranti nel deposito o per farlo partecipare a pericolose spedizioni alla ricerca di tesori in giro per il mondo. Durante queste avventure capita che Paperino suggerisca strategie e consigli allo zio che spesso si rivelano sbagliati (oppure sono mal ascoltati) causando ingenti danni a Paperone che incolpa perciò il nipote del fallimento dell'impresa e di solito la storia si conclude con l'inseguimento del nipote per "spiumarlo vivo". Altre volte Paperone lo inganna promettendogli una parte del guadagno che poi non gli corrisponde grazie a clausole contrattuali o a frasi ambigue che lo sollevano dall'impegno; in quest'ultimo caso il finale può capovolgersi con Paperino che insegue lo zio truffatore.

Negli anni, basandosi sulla tradizione di autori come Guido Martina, Abramo Barosso, Rodolfo Cimino, gli autori italiani hanno sviluppato una storyline differente da quella barksiana. Esempio di tale sviluppo (ancora oggi presente nelle storie del già citato Cimino, in alcune storie scritte da Nino Russo, nella serie Paperino Paperotto) è Buon compleanno Paperino, scritta e disegnata nel 1984 da Marco Rota, che presenta una biografia nella quale Paperino orfano, appena uscito dall'uovo, trovato da Paperone e da Nonna Papera (i quali successivamente scopriranno che è effettivamente imparentato con loro). Vive nella fattoria di quest'ultima per molti anni, per poi trasferirsi a Paperopoli[18].

La sfortuna di Paperino è proverbiale e nella storia Paperin Meschino (parodia del Guerin Meschino) sceneggiata da Guido Martina e disegnata da Pier Lorenzo De Vita ne viene fornita una delle molteplici spiegazioni: nel XV secolo una strega aveva maledetto Paperin, avo di Paperino, e tutti i suoi discendenti per mille anni. Di conseguenza Paperino e i suoi discendenti smetteranno di essere perseguitati dalla sfortuna nel 2400 circa.

Paperinik e altri alter ego[modifica | modifica wikitesto]

Caso particolare è la caratterizzazione fatta da Guido Martina che per primo cala Paperino in un'atmosfera noir fornendogli l'identità segreta di Paperinik[19], eroe mascherato esordito nel 1969. Paperino viene dipinto come non solo scansafatiche ma addirittura dai discutibili principi morali: maltratta i nipotini, non esita a prendere a calci un cucciolo indifeso di cagnolino e non si fa scrupolo di ingannare e derubare l'amico Archimede Pitagorico e lo zio Paperone facendone incolpare un innocente Gastone. Anche per il linguaggio utilizzato nelle sue storie alcune sceneggiature di Martina vennero modificate dopo la loro prima pubblicazione[20]. Negli anni novanta l'alter ego mascherato di Paperino subirà un'evoluzione tecnologica e dai toni fantascientifici che sarà protagonista della saga di PK dai toni più adulti e maturi delle storie classiche.

Oltre a questa Paperino ha altre identità segrete: l'agente segreto della P.I.A. (Qu-qu 7, che vuol dire Agente Quasi Qualificato 7) e Double Duck, abile agente segreto a servizio di una misteriosa "Agenzia".

Paperino Paperotto[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Paperino Paperotto.

Nel 1999 debutta il personaggio Paperino Paperotto, che non è altro che Paperino da giovane. Paperotto vive a Quack Town nella fattoria di Nonna Papera. Tenero, simpatico, combinaguai, furbo e ingegnoso, Paperotto forma insieme ai compagni di scuola Louis Cromb, Millicent, Tom e Betty Lou, un gruppo vivace di amici. Tra il 2006 e il 2007 questa versione di Paperino è stata titolare di una testata dedicata chiamata PP8, in cui il bambino è a capo della S.O.S, cioè Sopravvivenza Oppressione Scolastica. Da notare che Paperotto non è ancora sfortunato come Paperino.

Edizioni estere[modifica | modifica wikitesto]

In Inghilterra il personaggio esordì sulla testata "Mickey Mouse Weekly" in storie realizzate da William A. Ward dal 1937 al 1940, in Argentina negli anni cinquanta è disegnato da Luis Destuet, in Brasile da autori come Carlos Herrero, Sergio Liani e Irineu Soares Rodrigues, in Olanda dal 1974 in poi da autori come Daan Jippes, Fred Milton e poi Ben Verhagen, Mau Heymans e altri che crearono storie sul modello barksiano. In Danimarca il gruppo Egmont produce storie illustrate da Vicar, Branca, Rosa, Rota, Van Horn, Korhonen e altri artisti di varie nazioni.[4]

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Filmografia di Paperino.

Altri media[modifica | modifica wikitesto]

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

  • DuckTales - Avventure di paperi (1987-1990): Paperino decide di arruolarsi in marina e compare solo in poche puntate. Dopo l'apparizione nella prima e terza parte de Il tesoro del sole d'oro, è co-protagonista dell'episodio n°7 "Paperino e la mummia vivente", del n° 37 "Duello all'ultimo dollaro (2) - La balena pirata", del n° 62 "A me gli occhi spia" e del n° 63 "Macchia nera e l'aereo invisibile" oltre a brevi camei nel n° 30 "Ritorno a Itaquack" e nel n° 65 "Le nozze di Zio Paperone".
  • Bonkers (1993): nel primo episodio della serie Paperino è un idolo del gatto poliziotto Bonkers.
  • Quack Pack (1996): Paperino, nel ruolo di cameraman, è protagonista assieme a Paperina, Qui, Quo e Qua. In questa serie Paperino indossa una t-shirt blu con fiori rossi.
  • Mickey Mouse Works (1999-2000): Paperino è protagonista di alcuni corti sullo stile di quelli classici cinematografici.
  • House of Mouse - Il Topoclub (2001-2003): Paperino lavora nell'omonimo locale.
  • La casa di Topolino (2006): serie dedicata a un pubblico di età pre-scolare, Paperino insieme ad altri personaggi aiuta a risolvere quesiti di varia natura.

Videogiochi[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Personaggi di Kingdom Hearts § Paperino.

Paperino è comparso in vari videogiochi:

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • Il personaggio Howard il papero della Marvel fu accusato di plagio nei confronti di Paperino per via della grande somiglianza tra i due. Per via della controversia, al personaggio marveliano furono aggiunti dei pantaloni.[21]
  • Nel 1944, nella storia Paperino chimico pazzo, cita una molecola, il carbene (CH2), la cui chimica sarà nota solo negli anni sessanta.[22]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ La data 9 giugno è citata nella storia Paperino e il genio del compleanno (1994), mentre l'anno 1920 appare nella cronologia dell'autore
  2. ^ Tavola 22 della storia Il cuore dell'impero in cui Ortensia presenta i figli Della e Paperino come gemelli.
  3. ^ a b c d FFF - DONALD DUCK, su www.lfb.it. URL consultato il 14 marzo 2017.
  4. ^ a b c d e f g h i j k l Paperino, su www.guidafumettoitaliano.com. URL consultato il 14 marzo 2017.
  5. ^ Ministero Dell'Interno - Notizie, su www1.interno.gov.it. URL consultato il 14 marzo 2017.
  6. ^ Il merchandising di Paperino negli anni '40 - Curiosità Disney, in Curiosità Disney, 18 maggio 2010. URL consultato il 14 marzo 2017.
  7. ^ Domenico Volpi, Didattica dei fumetti, Brescia, Editrice La Scuola, 1977, SBN IT\ICCU\LO1\0840364.
  8. ^ L'albero genealogico di Paperino in italiano
  9. ^ Associazione NewType Media, La gallinella saggia, su AnimeClick.it. URL consultato il 14 marzo 2017.
  10. ^ (EN) The Wise Little Hen, su coa.inducks.org. URL consultato il 14 marzo 2017.
  11. ^ I maestri Disney 12, p. 6.
  12. ^ a b (EN) Al Taliaferro, su lambiek.net. URL consultato il 14 marzo 2017.
  13. ^ Topolino Story 1950, p. 168.
  14. ^ (EN) Al Taliaferro, su coa.inducks.org. URL consultato il 14 marzo 2017.
  15. ^ Per l'elenco completo dei lavori del Paperino di Barks vedi Topolino n° 2533, pp. 86-91.
  16. ^ Topolino n° 2533, p. 87.
  17. ^ Topolino n° 2533, p. 91.
  18. ^ Marco Rota, Buon compleanno, Paperino! (1984), in Gianni Bono (a cura di), Paperino. Una vita a fumetti, Milano, The Walt Disney Company Italia, 2014, ISBN 978-88-522-1825-5.
  19. ^ Il primo episodio è Paperinik il diabolico vendicatore, pubblicata per la prima volta in Topolino n. 706 e 707, 1969.
  20. ^ Si legga qui per gli esempi nella fattispecie.
  21. ^ (EN) James Graham, What will be the fate of Howard the Duck under Disney?, su Examiner.com. URL consultato l'11 novembre 2014.
  22. ^ Dario Bressanini, Paperino eroe per caso della chimica a fumetti, in Le Scienze, nº 416. URL consultato il 14 novembre 2014.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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