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Sega Mega Drive

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Sega Mega Drive
console
Megadrive logo.jpg
Sega-Mega-Drive-EU-Mk1-wController-FL.png
Produttore SEGA
Tipo casalinga
Generazione Quarta
In vendita Giappone 29 ottobre 1988
Flags of Canada and the United States.svg 14 agosto 1989
Zona PAL novembre 1990
Regno Unito 14 settembre 1990
Brasile dicembre 1990
Dismissione Mondo/non specificato 1997
Unità vendute 29 milioni[1]
Gioco più diffuso Sonic the Hedgehog[2]
Predecessore Sega Master System
Successore Sega Saturn
Caratteristiche tecniche
Supporto di
memoria
Cartuccia
Dispositivi
di controllo
Gamepad a tre o sei tasti e croce direzionale, pistola ottica
CPU Motorola 68000 e Zilog Z80
RAM totale 128 kB
Servizi online Sega Meganet, Sega Channel

Il Sega Mega Drive (メガドライブ?), commercializzato come Sega Genesis negli Stati Uniti d'America, è una console per videogiochi a 16 bit prodotta da SEGA tra il 1988 e il 1997.

Venne distribuita in Giappone il 29 ottobre 1988 e negli USA a partire dal 14 agosto 1989, mentre in Europa e in Brasile fu distribuita negli ultimi mesi del 1990. È stato il secondo sistema dotato di lettore CD-ROM, grazie alla distribuzione da parte della casa nipponica di un dispositivo esterno (il Sega Mega CD) che aggiungeva non solo una maggior capacità di memorizzazione ma anche potenza di calcolo al sistema, permettendo di avere velocità maggiori, grafica più accurata e, naturalmente, colonne sonore di qualità CD.[3] In Italia era distribuito dalla Giochi Preziosi.[4]

Nonostante la console fosse riuscita a ottenere un grande successo in Nord America, Europa e Brasile, in Giappone non riuscì a stare al passo con altre due console concorrenti, ovvero il TurboGrafx-16 della NEC Corporation e il Super Nintendo Entertainment System della Nintendo.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La pianificazione[modifica | modifica wikitesto]

Logo giapponese del Mega Drive

Prima dell'arrivo di Sony nel mercato delle console domestiche la competizione vedeva contrapposte SEGA e Nintendo.[5] La prima azienda primeggiava tra i videogiochi arcade, anche grazie all'adozione dello standard JAMMA introdotto negli anni 1980.[6] Il successo del Nintendo Entertainment System e le voci relative al possibile lancio di una nuova console da parte del rivale[7], la cui piattaforma era popolare anche negli Stati Uniti d'America[6], spinsero SEGA a produrre una nuova console a 16 bit dopo il parziale fallimento del Sega Master System.[8] L'obiettivo del progetto, capitanato da Masami Ishikawa che aveva già guidato la divisione di ricerca e sviluppo fin dalla realizzazione del SG-1000 II, era di produrre una console che riproducesse l'esperienza dei popolari titoli da sala giochi come After Burner II e Super Hang-On, prodotti dalla stessa SEGA.[6][8]

Modello giapponese del Mega Drive

Ishikawa voleva progettare una console basata sull'hardware della scheda arcade Sega System 16.[7][9] Hideki Sato spinse per adottare il Motorola 68000 come CPU principale, mentre lo Zilog Z80 venne incluso per compatibilità con i videogiochi precedenti, sebbene fosse anche utilizzato per il controllo del sonoro nei giochi del Mega Drive,[7] e venne dotata di un gamepad a tre tasti. La console, internamente designata come MK-1601[6], venne annunciata nel giugno 1988 sulla rivista giapponese Beep! come "Mark V", seguendo la numerazione delle piattaforme precedenti.[10] Il nome "Mega Drive" venne selezionato tra oltre 300 alternative.[10] Tuttavia negli Stati Uniti d'America il marchio era già stato registrato da un'altra società e quindi venne modificato in Genesis.[6][10]

L'uscita sul mercato[modifica | modifica wikitesto]

In Giappone la console debuttò il 29 ottobre 1988 con i titoli Space Harrier II e Super Thunder Blade al prezzo di 21 000 yen.[6][11] Nonostante le recensioni positive ottenute sulle riviste Famitsū e Beep!, il lancio della console fu oscurato dall'uscita di Super Mario Bros., pubblicato la settimana precedente alla commercializzazione del Mega Drive.[10] Nel corso del primo anno furono vendute 400 000 unità della console.[10] Oltre a Nintendo, nel mercato giapponese, SEGA doveva fronteggiare NEC che l'anno precedente aveva realizzato, in collaborazione con Hudson Soft, una piattaforma denominata PC Engine.[10]

Logo del Sega Genesis

Il 14 agosto 1989 la console debuttò a Los Angeles e New York, prima di essere commercializzata nel resto dell'America settentrionale, insieme al videogioco Altered Beast. La campagna di marketing della SEGA contrapponeva la console, descritta come "il primo e unico sistema con tecnologia a 16-bit"[6], al TurboGrafx-16, versione statunitense del PC Engine, annunciato nel maggio 1989 e distribuito solamente due settimane dopo il lancio del Genesis.[12] La piattaforma venne messa in commercio in Europa il 20 novembre 1990, dove riuscì a dominare il mercato delle console domestiche anche per la debolezza di Nintendo, che nel vecchio continente si concentrò di più sulla distribuzione del Game Boy.[6]

L'iniziale successo del Genesis convinse critica e consumatori che SEGA poteva essere considerata in America un concorrente pericoloso per Nintendo, tuttavia la mancanza di giochi come Super Mario Bros. o Tetris rischiava di portare la società a replicare il fallimento di NEC nel mercato statunitense.[6] Nonostante la conversione di Altered Beast fosse superiore al titolo di lancio del TurboGrafx-16[13], il gioco era considerato troppo breve e ripetitivo per una console domestica. Simili accuse venivano mosse anche ai primi titoli per Mega Drive come Michael Jackson's Moonwalker e Castle of Illusion Starring Mickey Mouse.[6]

La collaborazione con Electronic Arts[modifica | modifica wikitesto]

Una delle software house che hanno contribuito più alla popolarità del Sega Mega Drive è stata Electronic Arts.[14] L'azienda di Trip Hawkins, già nota per giochi come M.U.L.E., era stata avvicinata da Nintendo che gli aveva proposto di sviluppare videogiochi per il Nintendo Entertainment System. Electronic Arts tuttavia temeva che i titoli che produceva per personal computer erano troppo complessi per essere convertiti su una console a 8 bit, mentre l'architettura della piattaforma SEGA sembrava più promettente. L'azienda statunitense realizzò addirittura un kit di sviluppo alternativo denominato Sprobe (Sega Genesis Probe).[15] In seguito Hawkins provò a contattare SEGA per raggiungere un accordo migliore rispetto a quello stipulato con gli altri produttori di terze parti, senza ottenere successo. Decise quindi di produrre le proprie cartucce per la console, riconoscibili dall'etichettatura di colore giallo.[16] Tra i giochi prodotti nel 1990 da Electronic Arts figurano Populous, Budokan: The Martial Spirit e John Madden Football.[6] Nello stesso anno venne inoltre realizzata la versione per Sega Mega Drive del videogioco arcade Capcom Strider, di cui era stata prodotta una conversione per NES di qualità inferiore.[17]

La rivalità con Nintendo[modifica | modifica wikitesto]

La macchina 16 bit della SEGA Intanto divenne molto popolare negli Stati Uniti d'America ove venne mandato in onda uno spot pubblicitario il cui slogan recitava "Genesis does what Nintendon't", in nome di una presunta superiorità a livello hardware ed ad una caratteristica denominata blast processing.[senza fonte] Quando lo SNES fu introdotto sul mercato nell'agosto 1991, SEGA, guidata dall'ex veterano della Mattel Tom Kalinske, spese un considerevole ammontare di denaro in una campagna pubblicitaria volta a sottolineare il catalogo giochi superiore e mostrare immagini del Sega Mega CD, un nuovo accassorio per il Mega Drive. Per stuzzicare il pubblico vennero anche inaugurate delle sedi, vicine alle catene di distribuzione come Walmart (inizialmente scettiche alla promozione della nuova macchina Sega), nominate "Sega Ville", in cui gli utenti avrebbero potuto giocare liberamente con dei Mega Drive. Questa strategia di marketing si rivelò proficua: le vendite di console Mega Drive e relativi giochi, infatti, calarono solo lievemente fino alla stagione natalizia del 1991, superando quindi quelle del Super Nintendo.

All'inizio degli anni '90 SEGA e Nintendo dall'inizio del 1991, che l'anno prima aveva immesso sul mercato il Super NES in Giappone, si contendevano il controllo del mercato dei videogiochi. La grafica del Super NES era notevolmente superiore a quella della macchina di casa SEGA ma molti ne criticavano la bassa velocità di trasferimento dati della CPU; difatti nonostante una frequenza di clock pari a 21 MHz, il Front Side Bus lavorava a soli 3,58 MHz, con una memoria RAM di 8 Kbyte inferiore al Mega Drive. La SEGA sfruttò questa superiorità con intelligenza e l'idea era quella di concepire un gioco che semplicemente avrebbe potuto funzionare solo con l'hardware del Mega Drive, e che di contro lo SNES non avrebbe mai potuto elaborare. Così nell'estate del 1991, SEGA, svelò il suo progetto segreto: Sonic the Hedgehog, un videogioco a piattaforme frenetico e dal ritmo veloce. Il concorrente diretto, Super Mario World, uscito in USA due mesi dopo, si dimostrò tuttavia un titolo eccellente, pur mantenendo le radici ludiche dei suoi predecessori.

Il Sega Mega Drive II[modifica | modifica wikitesto]

Il Sega Mega Drive 2.

Nel 1992 uscì il Sega Mega Drive 2 (in quel momento solo in Giappone e pochi mesi dopo in Occidente), dalle caratteristiche tecniche identiche alla prima versione ma con un design più accattivante, una nuova scheda audio e l'eliminazione dell'uscita per il cavo dell'antenna, ed un gamepad a sei pulsanti.

Per contrastare il battage pubblicitario dello SNES basato spesso sulla capacità di offrire dei giochi con effetti 3D grazie al chip Super FX, la Sega alla fine dell'anno ideò diversi nuovi spot. Il 24 novembre, intanto, venne pubblicato Sonic 2 contemporaneamente in Europa e negli Stati Uniti, seguendo una tattica di marketing ancora una volta vincente, appoggiata dai più importanti centri commerciali, che proclamava già da molti mesi il "Sonic 2s Day"; nella stagione natalizia del 1992 che SEGA riuscì a primeggiare sulla rivale, sebbene negli USA ormai le vendite dello SNES stessero per raggiungere quelle del Mega Drive.

Il Sega CD, Sega 32X accessori ed il declino[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Sega CD e Sega 32X.

Il 1993 fu il primo anno in cui SEGA iniziò a vacillare; il gruppo di sviluppatori dei giochi SNES era cresciuto, sfornava programmi a ritmo elevato e titoli parecchio interessanti erano comparsi nei negozi. La Sega presentò il Sega CD (chiamato Mega CD nella versione PAL) nell'ottobre 1992 negli USA e nella primavera 1993 per il mercato europeo (ma gli appassionati avevano già iniziato a comprarlo di importazione dal Giappone un anno prima). Nonostante la campagna pubblicitaria che da due anni insisteva sul prodotto, la macchina vendette poco, in parte a causa del prezzo inizialmente molto alto (200 dollari) in parte perché i giochi disponibili furono pochi (poco più di 100 titoli, di cui non tutti convertiti in occidente) e abbastanza deludenti: al di là di qualche bel titolo (come l'ottimo Sonic-CD), la gran parte dei giochi erano trasposizioni delle versioni su cartuccia con in più la colonna sonora di qualità CD. Il dispositivo però presentava dei cavi di alimentazione aggiuntivi alla console (oltre quelli del Mega Drive di base) piuttosto ingombranti, ed in generale Il ricevette dalla stampa critiche accanite. Con il Sega Mega CD a tenere il mercato durante l'anno la Nintendo superò le vendite del Mega Drive alla fine del 1993. Il 1994 fu l'anno in cui videro la luce i primi sistemi a 32 bit, come ad esempio il 3DO Interactive Multiplayer. Per contrastare la nuova sfida della concorrenza, nonostante Sega Japan stesse sviluppando il Sega Saturn già da vari mesi, la Sega America lanciò in novembre il Sega Mega Drive 32X, un'espansione che avrebbe trasformato il Mega Drive in un sistema a 32 bit. L'idea era che potesse coesistere col Saturn, la cui uscita era prevista un anno dopo quella del 32X.

Invece Sega America iniziò la distribuzione del Sega Saturn a maggio del 1995, appena sei mesi dopo il lancio del 32X, adottando una strategia molto dubbia e discussa. Il Sega 32X in effetti doveva essere destinato a coloro che non volevano spendere 400 dollari per il Saturn. Sotto questo punto di vista il Sega 32X poteva essere una buona idea, solo che SEGA avrebbe dovuto probabilmente commercializzarlo almeno un anno prima per distanziarsi dall'uscita della console a 32 bit. I processori a 23 MHz di cui era composto si mostrarono ovviamente molto meno potenti rispetto a quelli della Playstation a 34 MHz e del Sega Saturn a 28 MHz. I giochi furono ancora una volta abbastanza deludenti: Doom, per esempio, era inferiore alla versione PC a causa del suono gracchiante (ma graficamente superiore alla versione SNES); per non parlare del fatto che, anche in questo caso, l'espansione aveva bisogno di un alimentatore aggiuntivo, il quale, per chi aveva acquistato già il Sega Mega CD, avrebbe messo a serio disagio gli utenti (c'erano tre spine elettriche in tutto).

Il Sega 32X segnò il definitivo declino del Mega Drive (che già aveva iniziato a barcollare col Sega CD) poiché l'espansione, pur essendo più economica di una nuova console, era troppo cara e i giochi erano poco allettanti e sicuramente al di sotto degli standard stabiliti dal 3DO. Il Sega 32X costò alla società una grossa perdita in credibilità, ma nonostante il Mega Drive godesse ancora di un'ottima ludoteca, SEGA non si riprese dal fiasco del Sega 32X e molti ritennero che anche le vendite insoddisfacenti del Saturn siano state influenzate da tale insuccesso. Sperando di far sopravvivere l'interesse nella piattaforma Mega Drive, SEGA introdusse il Nomad, una console portatile con display LCD a colori, a 179 dollari, ma l'alto prezzo ne impedì la diffusione.

La dismissione[modifica | modifica wikitesto]

Nonostante le difficoltà, i giochi per la console continuarono ad essere prodotti fino al 1998, periodo in cui erano già affermate le console a 32 bit. Tale anno inoltre fu l'ultimo di produzione ed infine della dismissione del Sega Mega Drive: infatti a partire dal 1994 al 1997 il mercato dei videogiochi si spostò gradualmente dai 16 bit ai 32 bit ed ai 64 bit; ci fu la definitiva affermazione del CD-ROM come supporto principale dei videogiochi e ciò fece la fortuna delle console di ultima generazione, come la PlayStation della Sony.

I modelli postumi degli anni 2000[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2004 tuttavia, la Sega è ritornata a produrre in serie limitata questa console, sotto il marchio Sega Toys. Il nuovo modello, denominato Mega Drive PlayTV, è formato da un'unità plug and play (collegabile direttamente a un televisore), simile nella forma al gamepad del Mega Drive originale. Al suo interno sono ospitati sei giochi precaricati, fra cui Sonic.[18] Nel 2007 e nel 2009 sono stati pubblicate per PlayStation 2 e PSP due raccolte: Sega Mega Drive Collection, e per PlayStation 3 e Xbox 360 e Sega Mega Drive Ultimate Collection, che includono 27 giochi la prima e 40 la seconda, tra cui: Virtua Fighter 2 (versione Mega Drive), Sonic the hedgehog 1 e 2, Altered Beast e Golden Axe. SEGA ha inoltre concesso i diritti a produttori terzi, per la produzione di console ispirate al Mega Drive, ad esempio la società At Games nel 2016 ha reso disponibli sul mercato tre versioni della console: Sega Mega Drive Classic Game Console e Sega Mega Drive Classic Flashback - che consentono di utilizzare le cartucce originali per la presenza di uno slot dedicato; la seconda si differenzia dalla prima per la presenza di controllers ad infrarossi - ed Ultimate Portable Game Player, una versione portatile alimentata a batterie e collegabile ad un televisore, ma che in luogo dello slot contiene una porta per schede microSD che consente di caricare le ROM delle cartucce. [19]

Accessori[modifica | modifica wikitesto]

Modem per la console
Controller a tre e a sei tasti
Mouse per la console

Il più famoso accessorio per il Mega Drive è stato il Sega Mega CD. Sebbene i valori di trasferimento dati e tempo di accesso fossero quelli tipici di un lettore a velocità 1×, il Sega-CD raddoppiava la RAM disponibile del Megadrive e introduceva un processore aggiuntivo per l'audio e un chip dedicato all'hardware scaling e alla rotazione, effetti simili al famoso Mode 7 del Super Nintendo. Fra le ragioni del disappunto generato dalla nuova macchina va ricordato che non aggiungeva un maggior numero di colori ai giochi, che il lettore CD era a velocità 1× e nei primi modelli il carrello era di bassa qualità e talvolta malfunzionante. Nei modelli Sega Mega CD 2 e CD X, fortunatamente, l'inconveniente fu risolto. Con l'uscita del Sega Mega Drive 2 nel 1992, venne introdotta anche una pistola ottica, chiamata Menacer, dotata anche di stabilizzatore da spalla.

Il disappunto più grosso era comunque il fatto che diversi giochi furono conversioni del codice per Megadrive con pochissime aggiunte; inoltre molti CD furono riempiti con scene in Full Motion Video di qualità scadente. Non furono prodotte periferiche specifiche per il Sega Mega CD. L'espansione 32X fu la risposta della Sega alla diffusione dei primi sistemi a 32 e 64 bit, avvenuta nel 1994. Le sue caratteristiche erano estremamente modeste se paragonate a quelle dei sistemi completamente basati sui 32 bit (come lo stesso Saturn) e conseguentemente le vendite furono piuttosto scarse; la produzione di 32X durò solo qualche mese e costò alla Sega la perdita di forti quote di mercato a favore di Nintendo e successivamente di Sony.

Il Power Base Converter consentiva l'utilizzo sul Mega Drive delle cartucce gioco per Sega Master System, bypassando l'uso del Motorola 68000 e usando direttamente il processore audio Z80 per gestire il codice originale per Master System. A suo tempo ci furono anche voci di un convertitore di cartucce per Game Gear ma tale periferica non oltrepassò mai lo stadio di prototipo. Il Mega Mouse fu prodotto in contemporanea con il mouse per lo SNES e solo un titolo lo supportò (Art Alive, un programma di disegno).

Introdotto nel 1993, l'Activator fu un tentativo della SEGA di creare un'interfaccia di realtà virtuale per il Mega Drive. Era costituito da un pezzo di plastica piatto di forma ottagonale con dei cavi che traducevano il movimento del giocatore (che stava in piedi all'interno) in impulsi per i giochi. Il controllo era goffo e impreciso e bastava qualche minuto di gioco per far salire la frustrazione e convincere l'utilizzatore a sedersi e a dotarsi di un normale gamepad.

Caratteristiche tecniche[modifica | modifica wikitesto]

Scheda madre del Sega Mega Drive

Giochi[modifica | modifica wikitesto]

Arrows-folder-categorize.svg Le singole voci sono elencate nella Categoria:Videogiochi per Mega Drive

Il Mega Drive è famoso per la serie di "Sonic the Hedgehog" (Sonic 1, 2 e 3 più "Sonic & Knuckles"), gioco di piattaforma a scorrimento laterale e velocità ultrafrenetica. Inoltre la piattaforma di casa Sega è nota anche per l'abbondanza di simulazioni sportive; è opinione quasi unanime che le migliori siano quelle prodotte dalla Electronic Arts. I giochi di ruolo (RPG) non sono numerosi e molte sono cartucce giapponesi che non sono mai state tradotte, tuttavia i titoli delle serie "Phantasy Star" e "Shining" ("Shining in the Darkness", "Shining Force" 1 & 2) sono considerati da buona parte della critica i migliori RPG di tutte le console a 16 bit.

Apprezzatissima anche la serie "Shinobi", gioco ninja di Sega che comparve per la prima volta in sala giochi nel 1987 e che vide luce su Mega Drive dal 1989 con "The Revenge of Shinobi" e a seguire "Shadow Dancer" (1990) e "Shinobi III" (1993). Un'altra serie molto amata fu quella dei picchiaduro a scorrimento "Streets of Rage" (1991-1994), che diventò presto uno dei cavalli di battaglia del marchio Sega. Il Mega Drive aveva anche degli ottimi giochi dedicati ai lungometraggi animati, grazie ai buoni rapporti con la Disney. Uno dei titoli più venduti fu infatti il tie-in di Aladdin, la cui animazione era considerata migliore alla versione Snes.

Tra gli altri classici vanno citati Gunstar Heroes, Rocket Knight Adventures ed Earthworm Jim. Per il 32X non sono mai usciti giochi eccezionali: fra quelli di qualità discreta invece sono da ricordare le conversioni di vecchi arcade come "Space Harrier" e "Afterburner" (pressoché perfette, ma i giochi erano superati), "Virtua Racing Deluxe", che fu in effetti il miglior gioco di guida disponibile in quel periodo e lo stesso "Virtua Fighter" che era più giocabile (ma meno dettagliato) della versione per Saturn. "Chaotix" è un buon platform derivato da Sonic.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Greg Orlando, Console Portraits: A 40-Year Pictorial History of Gaming, su Wired, 15 giugno 2007.
  2. ^ (EN) Dave Lee, Twenty years of Sonic the Hedgehog, su BBC News, 23 giugno 2011.
  3. ^ Storia del Sega Mega Drive, Gamesearch.it. URL consultato il 05/07/2015.
  4. ^ (EN) Giochi Preziosi distributrice per l'Italia del Sega Mega Drive, Sega Retro. URL consultato il 05/07/2015.
  5. ^ (EN) Levi Buchanan, Genesis vs. SNES: By the Numbers, su IGN, 20 marzo 2009.
  6. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v Pettus
  7. ^ a b c d e (EN) How Sega built the Genesis, su Polygon, 3 febbraio 2015.
  8. ^ a b (EN) Sega’s Original Hardware Developer Talks About The Company’s Past Consoles, su Siliconera, 18 settembre 2013.
  9. ^ (EN) Travis Fahs, IGN Presents the History of SEGA, su IGN, 21 aprile 2009.
  10. ^ a b c d e f (EN) John Szczepaniak, Retroinspection: Mega Drive, su Sega-16, 12 settembre 2006.
  11. ^ (JA) [セガハード大百科] メガドライブ対応ソフトウェア(セガ発売), SEGA.
  12. ^ (EN) Steven L. Kent, The Ultimate History of Video Games: From Pong to Pokemon - The Story Behind the Craze That Touched Our Lives and Changed the World, New York, Three Rivers Press, 2001, p. 404, ISBN 0-7615-3643-4.
  13. ^ (EN) Paul Sartori, TurboGrafx-16: the console that time forgot (and why it's worth re-discovering), su The Guardian, 2 aprile 2013.
  14. ^ (EN) Ken Horowitz, Interview: Trip Hawkins (Founder of Electronic Arts), su Sega-16, 18 agosto 2006.
  15. ^ (EN) Ben Kuchera, The story of EA and the pirate Genesis development kit, su Ars Technica, 11 agosto 2008.
  16. ^ (EN) Cart Wars - Episode 1: The Evolution of the Cartridge, su RetroCollect, 15 dicembre 2014.
  17. ^ (EN) Levi Buchanan, IGN, 28 febbraio 2008, http://uk.ign.com/articles/2008/02/29/strider-genesis-review.
  18. ^ Un dispositivo molto simile è stato pubblicato nel 2005 dalla Radica Games solo negli USA con il nome di Radica Genesis 6-in-1 e in Europa con il nome di Radica Mega Drive 6-in-1.
  19. ^ L’autunno caldo del retro-gaming: Sega lancia Mega Drive Classic Game Console di Antonino Cafo, 26 luglio 2016 da panorama.it
  20. ^ a b c d e f g (JA) [セガハード大百科] メガドライブ 各種データ, SEGA.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) Sam Pettus, A New Beginning: The Sega Mega Drive, in Service Games: The Rise and Fall of SEGA: Enhanced Edition, 2013.
  • Sega Mega Drive (JPG), in Retro Gamer, nº 2, Roma, Play Media Company, luglio/settembre 2007, pp. 16-25, ISSN 1971-3819 (WC · ACNP).

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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