Gongoro

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Gongoro
UniversoDisney
Nome orig.Bombie
Lingua orig.Inglese
AutoreCarl Barks
1ª app.agosto 1949
1ª app. inDonald Duck Four Colour n. 238, Topolino n. 7-9
Editore it.The Walt Disney Company Italia
Speciezombie
SessoMaschio
Etniaafricano
Poteri
  • immortalità
  • forza sovraumana

Gongoro (Bombie), è un personaggio immaginario dei fumetti Disney che fa la sua prima apparizione nel 1949, in Paperino e il feticcio di Carl Barks. Antagonista di Paperone, è uno zombie (un morto-vivente) destinato a stare sotto l'influenza dello stregone africano Matumbo per circa trecento/quattrocento anni[1] e che viene mandato da quest'ultimo per vendicarsi del male che Paperone arrecò alla loro tribù.

Origine del nome[modifica | modifica wikitesto]

In origine il personaggio viene chiamato Bombie lo zombi (Bombie the zombie), tuttavia nella versione italiana della storia (pubblicata sui numeri 7, 8 e 9 di Topolino) il nome proprio del personaggio (Bombie) viene omesso e la parola "zombie" viene tradotta con il termine (inventato per l'occasione) "gongoro". Questa scelta è stata probabilmente dettata dal fatto che all'epoca della prima pubblicazione in Italia la figura dello zombie era pressoché sconosciuta. Tale scelta di adattamento rimase inalterata nelle successive ristampe della storia per poi essere adottata anche nella traduzione italiana della Saga di Paperon de' Paperoni di Don Rosa.

Storia editoriale[modifica | modifica wikitesto]

Il Gongoro compare per la prima volta nel 1949 nella storia Paperino e il feticcio dove si pone come uno dei protagonisti. La sua seconda apparizione avviene nella storia Il cuore dell'impero del 1994 di Don Rosa: in questa storia l'autore italoamericano spiega come avvenne l'incontro tra Paperone e Matumbo. Compare anche nella storia Zio Paperone e il sogno di una vita (pubblicata in Italia su Zio Paperone n.172 del 2004) durante il sogno di Zio Paperone riguardante l'affondamento del Titanic (lo incontra sull'iceberg).

Nel 1972, il personaggio del Gongoro verrà utilizzato da Carl Barks per uno dei suoi olii.[2]

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Il Gongoro compare, come detto, per la prima volta nella storia Paperino e il feticcio. Consegna un feticcio a Paperino che allora va in Africa (seguito a sua insaputa da Qui, Quo, Qua e dallo stesso Gongoro) per cercare di trovare un antidoto. Incontra allora lo stregone Matumbo che, settant'anni prima per vendicarsi di Paperone, aveva mandato Gongoro a consegnarli il feticcio (che aveva il potere di rimpicciolire le persone).

Ricompare nel 1992, nella Saga di Don Rosa, quando cioè Zio Paperone viene maledetto dallo stregone Matumbo. Il capo tribù africano, era stato ingannato da De' Paperoni che gli aveva fatto firmare il contratto di cessione della sua proprietà a tradimento. Lo stregone perciò richiamò il Gongoro per punirlo per aver messo a ferro e fuoco il suo villaggio. Il Gongoro inseguì il papero ovunque, dai ghiacci del polo Nord, addirittura sul Titanic, per riemergere poi a Rippan Taro dove lo sciamano locale in cambio del Rubino Striato confinò per trent'anni il Gongoro sull'isolotto.

Anni dopo, però al termine dell'incantesimo dello sciamano isolano, il Gongoro ritornò a perseguitare Paperone, ma ingannato dei decenni trascorsi e ignorando l'invecchiamento consegnò il feticcio a Paperino, scambiandolo per Paperone da giovane.

Censure[modifica | modifica wikitesto]

Nella versione originale della storia erano presenti vari stereotipi dei personaggi di colore tipici degli anni '40, eliminati poi dalle ristampe successive. Nello specifico Gongoro indossava un anello al naso, che era molto più grosso e sproporzionato rispetto a quello della versione attuale del personaggio.

Un'altra censura riguarda gli schizzi iniziali del personaggio: Barks aveva pensato di disegnare lo zombie con gli occhi totalmente bianchi e senzapupille, ma ci dovette rinunciare per pressioni da parte della Western. Sarà poi Don Rosa, circa cinquant'anni dopo, a poter disegnare nella Saga di Paperon De Paperoni un gongoro privo di pupille come lo aveva pensato l'Uomo dei Paperi.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Come spiegato da Carl Barks in Paperino e il feticcio
  2. ^ Paintings barksbase.de

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • "La nascita di un morto vivente" di Luca Boschi, su "La Grande Dinastia dei Paperi" n°42, 2008.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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