Banda Bassotti

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Banda Bassotti
gruppo
Beagle Boys.jpg
Versione animata della Banda Bassotti
Nome orig.Beagle Boys
Lingua orig.Inglese
AutoreCarl Barks
1ª app.1 novembre 1951
1ª app. inWalt Disney's Comics and Stories n. 134, Paperino e la Banda dei Segugi
Editori it.
Voci orig.
Voci italiane
SessoMaschio

La Banda Bassotti, o semplicemente i Bassotti (in inglese Beagle Boys), è un gruppo di personaggi immaginari dei fumetti e cartoni animati Disney, creati da Carl Barks nel 1951 quando apparvero nella storia Paperino e la banda dei segugi. Appartengono alla schiera di cattivi del mondo dei paperi.

Sono una banda di malviventi di Paperopoli, il cui obiettivo principale è rubare denaro a Paperon de' Paperoni e non solo. Sono generalmente presentati come fratelli, mentre secondo Don Rosa sono un gruppo di fratelli e cugini; il numero dei membri della banda varia da storia a storia. Non si conoscono i loro nomi, ma soltanto il numero di riconoscimento carcerario impresso sulla targa che ciascuno di essi porta in bella mostra sul petto.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

I Bassotti sono rappresentati come cani antropomorfi che indossano delle mascherine nere sul viso, un berretto, e un maglione su cui portano una targa con il loro numero di matricola carceraria. Tale numero comincia con 176- e prosegue con una permutazione delle cifre 1, 6 e 7, il che genera sei combinazioni: 176-167, 176-176, 176-617, 176-671, 176-716 e 176-761. Il numero dei Bassotti varia però da storia a storia, e in alcuni casi sono più di sei, il che rende necessario coprire le targhe di alcuni membri quando compaiono tutti in una sola vignetta: questo è particolarmente evidente nelle storie di Don Rosa, che utilizza sette Bassotti (si veda anche l'articolo "Matematica nel fumetto" di Marco Abate, in "Matematica e cultura 2004", Springer). In altre storie, i Bassotti sono meno di sei.

I Bassotti sono identici sia nell'aspetto fisico che nel carattere, con due eccezioni: il Bassotto 176-167 è golosissimo di prugne, come viene rivelato in due storie di Carl Barks (Paperino e l'isola del cavolo del 1954 e Zio Paperone e la meraviglia scientifica del 1965) e in numerose storie di Don Rosa, e il Bassotto 176-176 è un grande fan di Paperinik, ma espone questa sua idolatrazione in due storie.

L'aspetto dei Bassotti cambia notevolmente a seconda del disegnatore. I disegnatori americani li raffigurano tarchiati, mentre alcuni loro colleghi italiani (in particolare Giorgio Cavazzano) li rendono più snelli e atletici. Altri autori italiani (come Luciano Bottaro e Giulio Chierchini) li rappresentano come grassocci e con la barba di due giorni.

I Bassotti vivono alla periferia di Paperopoli in modeste condizioni economiche: la loro base è una baracca di legno, nelle storie più recenti hanno per covo una roulotte un po' malconcia. Infine vi sono storie in cui i Bassotti appaiono come una vasta organizzazione criminale con ramificazioni in tutto il mondo. La Banda Bassotti è occasionalmente protagonista di alcune storie e non più semplice antagonista di Paperone, che a volte non c'è nemmeno.

Nonno Bassotto[modifica | modifica wikitesto]

Nonno Bassotto (in lingua originale Grandpa Beagle), nato Capitan Bassotto Cuornero[1] (Blackheart Beagle) è il nonno dei Bassotti, e uno degli acerrimi nemici di Paperone e farebbe qualsiasi cosa pur di rubargli tutto il denaro.

Nelle storie in cui appare lui è il leader della banda e a volte tratta in maniera dura e autoritaria i suoi nipoti in una sorta di parallelismo di ciò che fa Paperone nei confronti di Paperino. Non risparmia qualche bel pugno in testa ai nipoti ogniqualvolta qualcuno dice una stupidaggine oppure tira loro qualsiasi oggetto ingombrante che gli capita sottomano.

Nonno Bassotto non compare sempre nelle storie dove i Bassotti cercano di derubare Paperone. Nella sua storia d'esordio la sua matricola ha il numero 186-802, e lo stesso numero compare nelle storie di Don Rosa. Nelle storie italiane la sua matricola presenta la scritta "GRAZIA" invece di un numero. È la mente dell'intero clan.

I nomi dei Bassotti

Forse il solo Guido Martina ha presentato dei Bassotti con il rispettivo nome: Gionni e Gianni Bassotti (in "Paperino a Botte o Risposte", 1956) e Basso Bassotto (in "Paperino e il Natale Natalizio", 1958).

Interpretazione di Don Rosa[modifica | modifica wikitesto]

Nella Saga di Paperon de' Paperoni di Don Rosa si scopre che Nonno Bassotto conosce Paperone fin dal 1880, anno in cui Paperone arrivò in America. A quell'epoca era conosciuto come "Capitan Bassotto" ed era a capo di una banda di ladri fluviali formata dai suoi tre figli (dei quali Nonno Bassotto stesso non ricorda più i nomi, ma solo le matricole,176-716,176-617 e 176-167, si veda ad esempio la Saga di Paperon de' Paperoni e Bassotti contro Deposito, entrambe di Don Rosa) assoldati da Porcello Suinello per ostacolare l'allora tredicenne Paperone e suo zio Manibuche de' Paperoni. Il piano tuttavia fallì, e i quattro vennero arrestati. Usciti di prigione, i Bassotti tentarono di rubare un carico d'oro che il giovane Paperone si era incaricato di trasportare, ma anche in tal caso per la Banda di Capitan Bassotto le cose non si misero bene.

Un nuovo scontro con Paperone si ebbe nel 1902 quando il futuro multi-multi-miliardario si trasferì a Paperopoli con le sorelle Matilda e Ortensia. I Bassotti riuscirono quasi a derubarlo, ma furono coinvolti loro malgrado nella battaglia della Collina Ammazzamotori e quindi arrestati dal presidente degli Stati Uniti in persona, Theodore Roosevelt, a capo di un imponente esercito formato dalla United States Navy, dai Marines e dalle Giovani Marmotte.

Infine Nonno Bassotto appare anche nell'ultimo capitolo della saga (ambientato nel 1947) dove tenta ancora una volta di derubare un ottantenne Paperone aiutato dai suoi nipoti ma alla fine Paperone con l'aiuto di Paperino e Qui, Quo e Qua riesce a sconfiggerli e a recuperare tutto il suo denaro.

Elenco dei Bassotti dotati di particolarità[modifica | modifica wikitesto]

Nel corso degli anni sono stati ideati innumerevoli membri aggiuntivi della Banda Bassotti, ma la maggior parte di essi compaiono in una sola storia. Alcuni membri che appaiono in più storie sono:

  • Intellettuale-176 (Intellectual-176), è il Bassotto individuabile più ricorrente, rappresentato con occhiali e 'tocco' da laureato. Soprattutto ideatore e coordinatore di piani criminali, Intellettuale-176 viene rappresentato in alcune storie come un inventore quasi al livello di Archimede Pitagorico. Sostituisce a volte Nonno Bassotto o lo affianca come guida della banda. Compare per la prima volta nella storia I Bassotti e l'attacco subdolo (1967), scritta da Vic Lockman e disegnata da Pete Alvarado.
  • Nonno Bassotto, appare in moltissime storie. È probabilmente l'unico Bassotto ad essere uscito per buona condotta, difatti, poco prima di evadere dal carcere di massima sicurezza di Sing Sing Sing, fingendosi un buon galeotto, gli fu data la grazia, come dice la sua targhetta. È identico ai nipoti ma ha la barba che gli copre il muso.
  • Padrino Algebrik: Padre dei Bassotti. Identico al padre (Nonno Bassotto) ma solo il mento è coperto dalla barba. La sua targa prima era "+-×÷" per poi essere "789-987". Compare solo in due avventure di Paperinik.
  • Nonna Bassotta (Granny Beagle), apparsa per la prima volta nella tavola autoconclusiva Le avventure dei Bassotti (1967), scritta da un autore ignoto e disegnata da Tony Strobl.
  • In alcune storie più datate, il loro animale domestico era un gatto chiamato Mitraglia (Ratty). Compare per la prima volta nella storia I Bassotti e il crollo del record (1966), scritta da un autore ignoto e disegnata da Tony Strobl.
  • Un altro animale domestico, presente soprattutto nelle storie italiane, è un cane (guarda caso un bassotto) chiamato Ottoperotto, che pur non essendo antropomorfo indossa una mascherina nera sul viso, un berretto, e un maglione con il numero di matricola 64, che è il risultato della moltiplicazione 8x8. Cane addestrato ovviamente a rubare, ma che finisce sempre per combinare qualche guaio a spese dei Bassotti (nonno compreso) per il suo insaziabile appetito. Compare per la prima volta nella storia Zio Paperone e le bande rivali (1964), scritta da Pier Carpi e disegnata da Giovan Battista Carpi.
  • Esistono infine anche tre nipotini dei Bassotti, i Bassottini (Beagle Brats), che recano i numeri 1, 2 e 3. Compaiono per la prima volta nella storia Maga Magò e l'istinto materno, scritta da un autore ignoto e disegnata da Tony Strobl (1965)

I Bassotti in DuckTales[modifica | modifica wikitesto]

Nella serie animata DuckTales, i Bassotti presentano delle caratteristiche fisiche e caratteriali diverse tra loro. Ciascun componente della banda ha un nome (a volte diverso a seconda della traduzione italiana) che finisce quasi sempre con il suffisso bass e che nella maggior parte dei casi è anche indicativo delle peculiarità del singolo bassotto.

Nell'episodio 79, Le brave mammine appaiono tre cugine dei Bassotti (la Banda Bassotte) formate da BabyDoll, BumBum e Bouffant.

Altre apparizioni televisive[modifica | modifica wikitesto]

Appaiono come antagonisti nel corto Pippo e lo sport in Calciomania. E dopo DuckTales - Avventure di paperi, appaiono in cameo nell'episodio "Dalla missione alla pensione" dello spin-off Darkwing Duck, insieme ad Amelia e Cuordipietra Famedoro. Appaiono anche come antagonisti secondari nel lungometraggio animato Topolino, Paperino, Pippo: I tre moschettieri e nel videogioco Kingdom Hearts 3D: Dream Drop Distance, insieme a Pietro Gambadilegno, l'infido capitano dei moschettieri. appariranno tra gli antagonisti della serie remake di DuckTales - Avventure di paperi DuckTales in uscita nell'estate 2017 su Disney XD.

Influenza nella cultura di massa[modifica | modifica wikitesto]

Negli anni ottanta un gruppo musicale di genere rock-ska di Roma, probabilmente in omaggio agli avversari di Paperone, decide di assumere il nome di Banda Bassotti.

Nell'edizione svedese del libro Uomini che odiano le donne c'è un riferimento ai Bassotti (chiamati "Björnligan").

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Topolino, nº 3123, Panini Comics, settembre 2015, p. 64.

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