Pippo

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Pippo
Pippo Disney.png
Classica intro dei cortometraggi di Pippo
UniversoDisney
Nome orig.Dippy Dawg (1932-1934)
Goofy (dal 1934)
Lingua orig.Inglese
Alter egoSuper Pippo
Autori
EditoreThe Walt Disney Company
1ª app.2 maggio 1932
1ª app. inLa rivista di Topolino
Voci orig.
Voci italiane
Speciecane antropomorfo
SessoMaschio

Pippo (Goofy, in precedenza Dippy Dawg e Dippy the Goof[1]) è un personaggio immaginario dei cartoni animati e dei fumetti della Disney, ideato nel 1932 da Pinto Colvig e dall'animatore Johnny Cannon come comprimario di Topolino in un cortometraggio, ma viene caratterizzato definitivamente dall'animatore Art Babbitt nel 1935[1] e parallelamente esordisce nei fumetti realizzati da Floyd Gottfredson che definisce ulteriormente il personaggio dandogli spessore come spalla principale di Topolino[1]. È apparso in centinaia di cartoni animati come protagonista o comprimario[2] e in migliaia di albi a fumetti realizzati in vari paesi del mondo[3].

Caratteristiche del personaggio[modifica | modifica wikitesto]

Pippo abita nella città di Topolinia ed è il migliore amico di Topolino. È un cane antropomorfo, alto, dinoccolato, vestito in maniera abbastanza stramba: indossa un maglione a collo alto con sopra un gilet, pantaloni rattoppati, scarpe enormi e un cappello che originariamente era una malconcia fedora, ma è andato via via stilizzandosi; è goffo, sbadato, smemorato, disordinato e dotato di una disarmante irrazionalità, quindi rappresenta la controparte ideale del razionale ed efficiente Topolino[2][4]. A differenza di altri personaggi disneyani come Topolino o Paperino, ai quali si fa riferimento spesso alla specie animale a cui appartengono mediante i dialoghi (cfr la parola "papero" o "topo" e derivati vari come i dispregiativi "topastro" o "paperastro", pronunciati spec. dai nemici), di solito nessuna frase attribuita a questo personaggio fa riferimento alla sua specie animale e cioè il cane, perché chi lo vede lo definisce spesso "lungo" o "spilungone" o "babbeo" negli stessi episodi in cui ad esempio Topolino viene definito "topo". Pippo è generalmente molto calmo e paziente, e non lo si è mai visto davvero arrabbiato se non in rarissime occasioni.

In una storia italiana, Topolino e la controcometa Astritel, si afferma che il compleanno di Pippo è il 29 febbraio[5]. In alcuni cortometraggi ha una moglie (Penny o Mrs. Geef) apparsa sempre con il volto nascosto come a es. nei cortometraggi Cold War (1951), Il mestiere di papà (1951), Father's Day Off (1953)[6], contribuendo a raffigurarlo come "uomo di casa". Solo successivamente (già in Goof Troop) Pippo appare come vedovo e padre single, impegnato a far crescere il figlio adolescente Max, peraltro comparso come bambino pestifero in alcuni cortometraggi anni '50. La famiglia di Pippo nei fumetti è molto vasta e numerosa, fatta di molteplici cugini e bis-bis (ovvero gli antenati). Questi saranno protagonisti di una saga pubblicata nel 2006 su Topolino chiamata I bis-bis di Pippo.

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Esordi[modifica | modifica wikitesto]

Una prima versione del personaggio chiamata Dippy Dawg compare nel corto La rivista di Topolino[2] ("Mickey’s Revue", 12 maggio 1932[4]); è un canide dotato di barbetta e un paio di occhiali a pince-nez e[1], visibilmente più anziano del Pippo moderno, una coda paffuta e senza calzoni[2]. Nel corto, Topolino, Clarabella e Orazio si esibiscono in uno spettacolo musicale e Dippy, in prima linea nel pubblico, disturba il tutto con sguaiate risate. Il personaggio riappare poi in un altro cartone dello stesso anno, Una festa scatenata, nel quale è stato ringiovanito e promosso al rango di amico di Topolino, pur mantenendo la già iconica risata. Questa versione torna in altri sei corti animati realizzati fra il 1932 e il 1933 in ruoli comunque secondari, poi, nel corto Una serata di beneficenza (Orphan's Benefit, 1934)[7] viene ribattezzato Goofy e assume un ruolo di mattatore comico, con la sua goffaggine, offuscando per la prima volta gli storici Orazio e Clarabella. A partire dal cortometraggio Pattinaggio del 1935, con il lavoro di Art Babbitt subisce un restyling: viene vestito con maglione e pantaloni e acquisisce l'emblematica flemma che ancora oggi lo contraddistingue.

Alla metà degli anni trenta la Disney iniziò a realizzare una serie di cartoni che vedevano protagonisti Topolino, Paperino e Pippo. In ogni episodio, ai tre veniva assegnato un determinato compito, che ognuno cercava di portare a termine individualmente. La scena si spostava dall'uno all'altro personaggio, fino alla sequenza conclusiva in cui i tre eroi confrontavano i successi (o più probabilmente gli insuccessi) ottenuti. La serie si aprì con Topolino meccanico e fra gli episodi più memorabili si ricordano L'orologio del campanile e Topolino e i fantasmi (in cui i tre formano l'agenzia "Ajax Ghost Exterminators", precorrendo così i celebri Ghostbusters).

Con il proseguire della serie, il ruolo di Topolino divenne sempre minore; Paperino e Pippo (il primo con la sua implacabile sfortuna, il secondo con la sua sbadataggine) risultavano più comici e per questo motivo divennero i preferiti degli sceneggiatori Disney. Caccia al polo (Polar Trappers, 1938) fu il primo cartone animato dedicato esclusivamente a questo duo. Nel 1939 Pippo fu infine protagonista unico del cartone animato Pippo e Wilbur (Goofy and Wilbur)[8][9], che lo vedeva pescatore in compagnia di Wilbur, sua "cavalletta domestica", e inaugurò la serie cinematografica Goofy.

Anni quaranta e cinquanta[modifica | modifica wikitesto]

Negli anni quaranta la serie cinematografica di Pippo mantiene un certo ritmo, pur non raggiungendo i livelli di produzione di quella di Paperino, ma conservando un alto livello qualitativo. Nel 1940, a causa dell'assenza del doppiatore Pinto Colvig[10] si propone una nuova formula di corto basata sull'utilizzo di una voce fuori campo che descrive una disciplina sportiva o professionale con toni di manualistica spicciola, che inaugurerà la fortunata serie degli How to... ("Come si fa a...")[2], in cui Pippo è l'ingenuo e goffo volontario (solitamente muto) incaricato di dare dimostrazioni pratiche di ciò che viene descritto, con le prevedibili, catastrofiche conseguenze e l'imbarazzo della voce fuori campo chiamata a commentare le sue prodezze. Questa serie ebbe un enorme successo e fu rimontata in una versione per il cinema nel 1972 dal titolo Pippo Olimpionico[11][12]; la formula venne utilizzata anche in successive produzioni Disney.

Nel corso degli anni '40, di pari passo con i progressi dell'animazione, in seno alla serie Goofy si ebbe l'evoluzione grafica di Pippo, reso sempre più dinamico e sciolto in contrasto con l'originaria caratterizzazione goffa degli anni '30; inoltre il personaggio veniva spesso moltiplicato in tanti "pippidi" che figuravano come pubblico allo stadio o comunque "attori" prestati a interpretare con tono satirico vari tipi di cittadini americani; proprio questa "spersonalizzazione" del protagonista condusse poi alla produzione dei corti degli anni '50, numerosi seppur concentrati in soli tre anni, e accomunati generalmente dal presentare un Pippo definitivamente "imborghesito" e modello di uomo medio americano; questi corti erano diretti da Jack Kinney, e il più famoso "alter-ego pippesco" che vi comparve fu Mr. George Geef, un sempliciotto calato nella vita cittadina con tanto di moglie e figlio esordito nel corto Cold War del 1951, che si ritrova ad affrontare i problemi dell'uomo moderno e le sue stesse nevrosi[13][14]. Di questo periodo è interessante ricordare No smoking (1951), un episodio in cui George lotta contro la dipendenza da nicotina[15] o Domani a dieta! (1951), un monito contro la cattiva alimentazione.

Dagli anni sessanta[modifica | modifica wikitesto]

Dopo il 1965, in seguito all'apparizione nell'episodio Tiger Trouble[16] della serie Le avventure di caccia del Professor Pico De Paperis[17] e al cortometraggio Goofy's freeway troubles, Pippo scomparve per lungo tempo dagli schermi, riapparendo solo nel cortometraggio del 1983 Canto di Natale di Topolino[18][19] e in seguito nel cortometraggio animato televisivo del 1987 Pippo e lo sport in Calciomania[20] oltre che in una brevissima apparizione insieme a tante altre star dei cartoni animati, nelle scene finali di Chi ha incastrato Roger Rabbit del 1988[21].

Tornò in maniera più frequente sulle scene negli anni novanta con il corto Il principe e il povero e nella serie di cartoni animati per la televisione Ecco Pippo (Goof Troop, 1992-93) in cui vengono introdotti suo figlio Max[22] e il suo gatto Cialda (Waffles) vicini di casa della famiglia di Gambadilegno. Pippo e Max sono stati anche protagonisti di lungometraggi come In viaggio con Pippo (A Goofy Movie, 1995)[2] e Estremamente Pippo (An Extremely Goofy Movie, 2000). Lo ritrovaiamo come personaggio secondario in diverse trasmissioni realizzate per Disney Channel come House of Mouse - Il Topoclub (House of Mouse, 2001/02)[23] mentre è protagonista insieme a Topolino e Paperino del film Direct-to-video Topolino, Paperino, Pippo: I tre moschettieri del 2004 (Mickey, Donald, Goofy: The Three Musketeers)[24][25].

Storia editoriale[modifica | modifica wikitesto]

Stati Uniti d'America[modifica | modifica wikitesto]

Il personaggio esordì nei fumetti come Dippy Dawg nel 1933[2] nella tavola domenicale di Topolino dell'8 gennaio disegnata come sempre da Floyd Gottfredson[4], in cui appare intento a suonare uno scacciapensieri e a tormentare chi incontra con questa sua ultima passione. Dippy era ingenuo e molesto, candido e svitato, e per questo i lettori lo trovavano simpatico; da subito viene in mente agli autori di accoppiarlo a Topolino in una lunga avventura, Topolino poliziotto e Pippo suo aiutante[26] (1933), per "alleggerire" la tensione del thriller con le surreali gag di Dippy, inaugurando una formula tra le più longeve del fumetto Disney in tutto il mondo; Topolino però, pur essendogli già affezionato, si fida chiaramente ancora poco di lui, anche perché circondandosi di amici meno furbi o più superficiali di lui (come lo stesso Orazio) è abituato a cavarsela da solo. Pippo torna a fare da spalla a Topolino in altre avventure successive, mentre nelle storie ambientate a Topolinia fatica ancora a inserirsi nello storico quartetto di amici Topolino-Minni, Orazio-Clarabella, ma già nella breve Topolino sul mongelato[27] (1934) il legame con Mickey inizia a irrobustirsi. Nella storia Topolino e lo struzzo Oscar (1936), il suo nome diventa Goofy e l'aspetto viene modificato così come era avvenuto l'anno precedente nei cortometraggi; il nuovo Pippo, sempre calmo e perennemente immerso nel proprio "mondo dei sogni", diventa ufficialmente la spalla privilegiata di Topolino già chiaramente in Topolino nella casa dei fantasmi[4], surclassando persino Paperino (che sarà però indirizzato verso una serie tutta sua).

Nel 1938 alla sceneggiatura delle strisce subentra Merrill De Maris, che arricchisce la personalità di Topolino donandogli una più ampia gamma di emozioni, e si concentra molto su Pippo, rendendolo più reattivo e vivace, in linea con l'evoluzione animata di Goofy che diventa protagonista, dall'anno successivo, della propria serie cinematografica; Pippo continua a condurre la propria vita con l'iconica flemma, ma occasionalmente si concentra e si adopera in ogni modo, e nella maniera più candida e innocente possibile, per raggiungere un obiettivo o sostenere gli amici, anche se pur sempre a modo suo, ovvero seguendo l'inarrivabile logica del proprio brillante "pensiero laterale". Questo è il ritratto più completo di Pippo, quello intramontabile che ancora oggi viene maggiormente riprodotto, e gli permette di assumere un certo protagonismo, con il racconto della sua folle e adorabile quotidianità, fino ad offuscare il "topo", in storie come Topolino e Lea, leonessa buffa[28] (1942). Il passaggio delle sceneggiature a Bill Walsh l'anno seguente relega nuovamente Pippo a ruoli più sporadici, ma le sue comparsate sono frequenti in quanto egli è ormai consacrato come "miglior amico di Topolino"; indimenticabili rimarranno l'epopea del suo successo a Hollywood in Topolino fra le stelle[29] (1951) o la sua trasformazione nel nuovo Einstein americano in Topolino e Pippo cosmico (1955), che chiude la parabola "walshiana" del personaggio con la conferma di una sua segreta e formidabile genialità[1].

Dopo il periodo delle strisce, negli albi a fumetti gli vengono spesso dedicati dei numeri unici disegnati soprattutto da Bill Wright, Paul Murry, Jack Bradbury e Tony Strobl[4]. Nel 1965 Del Connell e Paul Murry creano un alter ego mascherato del personaggio, Super Goof (Super Pippo) che riscuote successo in tutto il mondo[2][4], parodia del supereroe del quale assume le sembianze assumendo speciali noccioline americane (chiamate spagnolette nella versione italiana)[30]. Grazie ai poteri conferiti dalle noccioline riesce a volare, e camuffa la propria identità indossando una calzamaglia di flanella rossa con mantello blu annodato intorno al collo. È al corrente del suo segreto solo il nipote Gilberto, il cui personaggio, serio, studioso e intelligentissimo (rappresentato con il "tocco" universitario sulla testa), è agli antipodi rispetto a quello dello zio. Gilberto ha a sua volta acquisito superpoteri ingerendo le noccioline e diventando Super Gilberto, elemento di prestigio del Club dei Supereroi.

Italia[modifica | modifica wikitesto]

La prima storia di produzione italiana in cui il personaggio compare è Pippo viaggiatore di commercio (1938), sceneggiata e disegnata da Federico Pedrocchi e pubblicata a puntate su Paperino e altre avventure[1]. Tra il 1939 e il 1940 Pippo comparve come spalla in altre tre storie di produzione italiana sceneggiate sempre da Pedrocchi, in due delle quali agisce in coppia con il protagonista Paperino, mentre nell'altra i protagonisti sono Orazio e Clarabella.

A seguito del divieto di pubblicazione delle storie della Disney durante la fase finale del regime fascista, venne inventata nel 1942-1943 una versione umanizzata del personaggio con lo stesso nome che compare nelle storie di Tuffolino pubblicate sulla testata Topolino[31].

Sul Topolino del dopoguerra Pippo cominciò a essere usato da subito dagli autori italiani; Guido Martina si divertiva ad accentuare la distanza tra lui e il razionale Topolino, descrivendone un rapporto di amicizia quasi viscerale (in Topolino e il doppio segreto di Macchia Nera del 1955 Pippo si dice pronto a seguirlo anche se Topolino è sospettato essere un assassino) ma condito da una leggera supponenza da parte di Topolino e dagli occasionali e sorprendenti picchi di genialità di Pippo. Negli anni sessanta Pippo acquisisce più spesso ruoli da protagonista: a partire dalla storia Pippo e la fattucchiera (disegnata da Luciano Bottaro e pubblicata per la prima volta su Topolino n. 236 nel 1960) interagisce comicamente con la strega Nocciola, delle cui doti magiche dubita con disarmante cocciutaggine[4]. Intanto nelle strisce autoconclusive, Gottfredson gli affianca per la prima volta una fidanzata, di nome Gloria, dal 1969 in poi. In Italia il personaggio non verrà conosciuto, e in diverse storie realizzate da Romano Scarpa negli anni ottanta e novanta Pippo ha invece un flirt con Zenobia, regina africana.

Fra gli autori italiani che maggiormente hanno saputo sfruttare le peculiari doti del personaggio si devono citare Giovan Battista Carpi, Romano Scarpa (sua la celebre avventura Pippo e i parastinchi di Olympia del 1972), Massimo De Vita, Sergio Asteriti e Luciano Bottaro. De Vita "modernizza" Pippo, rendendolo più intraprendente e coraggioso per usarlo da protagonista, e difatti lo si vedrà quasi oscurare Topolino nel ruolo dell'eroe nella famosa Saga della spada di ghiaccio (1982-84). Lo sceneggiatore Bruno Sarda crea nel 1988 Indiana Pipps, cugino avventuroso di Pippo[4].

Nel 1993 gli è stata dedicata una serie di storie tutta sua, I mercoledì di Pippo[32] (scritta e ideata da Lino Gorlero e Rudy Salvagnini), che lo vedeva, in ogni episodio, intento a leggere a Topolino il suo ultimo racconto basato sempre su fatti privi di spiegazione logica (infatti si chiama "Ai confini dell'irrealtà" la serie di romanzi di fantascienza che vorrebbe inaugurare) che destano il disappunto del razionalissimo Topolino, che lo corregge di continuo. Nei suoi racconti i personaggi "interpretati" da Topolino e Pippo hanno i ruoli invertiti rispetto al solito: Topolino è la spalla imbranata mentre Pippo è l'eroe. L'episodio "zero" di questa serie venne pubblicato su Topolino n. 1947 col titolo Pippo e il giallo a premi. Nel 2009 Teresa Radice e Stefano Turconi hanno inaugurato la fortunata serie di Pippo reporter[33] che lo vede intraprendente cronista nella New York anni '30.

Francia[modifica | modifica wikitesto]

In Francia gli sceneggiatori Gasc, Clément e Lelièvre iniziano nel 1987 la serie parodistica "James Ding Triple Zéro" con un Pippo nelle vesti di agente segreto e disegnata da Miquel Pujol.

Lista dei cortometraggi della serie Goofy[modifica | modifica wikitesto]

  1. Pippo e Wilbur (Goofy and Wilbur, 1939)
  2. Pippo e l'aliante (Goofy's Glider, 1940)
  3. Problemi di bagaglio (Baggage Buster, 1941)
  4. L'arte di sciare (The Art of Skiing, 1941)
  5. L'arte dell'autodifesa (The Art of Self Defense, 1941)
  6. Come giocare a baseball (How to Play Baseball, 1942)
  7. Il campione olimpico (The Olympic Champ, 1942)
  8. Impariamo a nuotare (How to Swim, 1942)
  9. Pippo e la pesca (How to Fish, 1942)
  10. El Gaucho Goofy (El Gaucho Goofy, 1943, originariamente un episodio de Saludos Amigos,1942)
  11. Mezzi per vincere (Victory Vehicles, 1943)
  12. Pippo marinaio (How to Be a Sailor, 1944)
  13. Lezioni di golf (How to Play Golf, 1944)
  14. Il gioco del football (How to Play Football, 1944)
  15. Caccia alla tigre (Tiger Trouble, 1945)
  16. Caccia grossa (African Diary, 1945)
  17. Sognando la California (Californy'er Bust, 1945)
  18. Partita al massacro (Hockey Homicide, 1945)
  19. Cavaliere per un giorno (A Knight for a Day, 1946)
  20. Pippo e la partita di basket (Double Dribble, 1946)
  21. Caccia all'anitra (Foul Hunting, 1947)
  22. All'ippodromo (They're Off, 1948)
  23. Un lavaggio difficile (The Big Wash, 1948)
  24. Partita a tennis (Tennis Racquet, 1949)
  25. Le esercitazioni di Pippo (Goofy Gymnastics, 1949)
  26. Come andare a cavallo (How to Ride a Horse, 1950)[34]
  27. Motormania (Motor Mania, 1950)
  28. Pronti per la foto (Hold That Pose, 1950)
  29. Pippo e il leone (Lion Down, 1951)
  30. Pippo e la casa dei suoi sogni (Home Made Home, 1951)
  31. Attenti al raffreddore! (Cold War, 1951)
  32. Domani a dieta! (Tomorrow We Diet!, 1951)
  33. La fortuna viene e va (Get Rich Quick, 1951)
  34. Il mestiere di papà (Fathers Are People, 1951)
  35. Vietato fumare (No Smoking, 1951)
  36. Il leone di papà (Father's Lion, 1952)
  37. Aloha (Hello, Aloha, 1952)
  38. Il migliore amico dell'uomo (Man's Best Friend, 1952)
  39. Pippo pistolero (Two Gun Goofy, 1952)
  40. Andiamo a scuola (Teachers Are People, 1952)
  41. Una bella vacanza (Two Weeks Vacation, 1952)
  42. Pippo superdetective (How to Be a Detective, 1952)
  43. Un papà tuttofare (Father's Day Off, 1953)
  44. Pippo torero (For Whom the Bulls Toil, 1953)
  45. Un weekend con papà (Father's Week-End, 1953)
  46. Pippo e il ballo (How to Dance, 1953)
  47. Pippo e il dormire (How to Sleep, 1953)
  48. Acquamania (Aquamania, 1961)
  49. Freewayphobia (1965)
  50. Goofy's Freeway Troubles (1965)
  51. Pippo e l'home theater (How to Hook Up Your Home Theater, 2007)

Doppiaggi italiani[modifica | modifica wikitesto]

Pippo è stato doppiato negli anni '60 da Lauro Gazzolo (Pippo pistolero[35] e nell'episodio "Pippo e il tempo libero" di Disneyland[36]). Nel 1979 nel film compilation Buon compleanno Topolino, venne doppiato da Giuliano Persico, mentre la voce principale di questo periodo era Franco Latini. Negli anni '80 Latini diventò un doppiatore secondario del personaggio che venne doppiato principalmente da Renato Cortesi. Dal 1989 al 2000 venne doppiato da Vittorio Amandola e dal 1999 da Roberto Pedicini (Un lavaggio difficile, Il migliore amico dell'uomo e Pippo e l'home theater). Le voci fuori campo dei cortometraggi classici di Pippo erano di Emilio Cigoli negli anni '60, Sergio Tedesco e Gianfranco Bellini negli anni '70 e '80 e da Mario Bardella dagli anni '70 agli anni '90. Dal 1999 il narratore è Michele Kalamera (Il migliore amico dell'uomo e Pippo e l'home theater).

Il Goofy Holler[modifica | modifica wikitesto]

«"YAAAAH-HOO-HOO-HOO-HOOEY!"»

(Goofy holler)

Il Goofy Holler (traducibile in L'urlare di Pippo) è un verso del personaggio che viene usato frequentemente nei fumetti e nei film Disney. È tipico sentirlo quando il goffo Pippo viene fatto cadere o viene lanciato in aria a grande distanza. L'urlo è stato originalmente registrato da Hannès Schrolle e poi da George Johnson.

Nell'episodio Come diventare una stella del rock Pippo viene assunto dalla "Ajax Records" grazie al suo YAAAAH-HOO-HOO-HOO-HOOEY!

Pippo nelle altre lingue[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f Pippo / Goofy, su www.guidafumettoitaliano.com. URL consultato il 15 marzo 2017.
  2. ^ a b c d e f g h FFF - GOOFY, su www.lfb.it. URL consultato il 15 marzo 2017.
  3. ^ (EN) Goofy, su coa.inducks.org. URL consultato il 16 marzo 2017.
  4. ^ a b c d e f g h PIPPO, su www.guidafumettoitaliano.com. URL consultato il 15 marzo 2017.
  5. ^ "Topolino e la controcometa Astritel", storia di Mandelli e disegni di Chierchini, pubblicata su "Topolino" n. 958, 07-04-1974.
  6. ^ [1] Archiviato il 14 febbraio 2012 in Internet Archive., "Penny - Mrs. Goofy" - Disney's HooZoo
  7. ^ (EN) Recita di Beneficenza, su coa.inducks.org. URL consultato il 15 marzo 2017.
  8. ^ Dick Huemer, Goofy and Wilbur, 17 marzo 1939. URL consultato il 16 marzo 2017.
  9. ^ Pippo e Wilbur (1939) - Forum - il Davinotti, su www.davinotti.com. URL consultato il 16 marzo 2017.
  10. ^ http://www.ilsollazzo.com/c/disney/scheda/GoofysGlider
  11. ^ PIPPO OLIMPIONICO - Film (1964), su ComingSoon.it. URL consultato il 16 marzo 2017.
  12. ^ Mo-Net s.r.l. Milano-Firenze, Pippo olimpionico (1972), su mymovies.it. URL consultato il 16 marzo 2017.
  13. ^ (EN) Walt Disney Treasures: The Complete Goofy - Animated Views, su animatedviews.com. URL consultato il 16 marzo 2017.
  14. ^ (EN) George Geef | Dr. Grob's Animation Review, su drgrobsanimationreview.com. URL consultato il 16 marzo 2017.
  15. ^ Jack Kinney, No Smoking, 23 novembre 1951. URL consultato il 16 marzo 2017.
  16. ^ (EN) The Big Cartoon DataBase, Tiger Trouble (Walt Disney Studios), su Big Cartoon DataBase (BCDB). URL consultato il 16 marzo 2017.
  17. ^ Mo-Net s.r.l. Milano-Firenze, Le avventure di caccia del professor de Paperis (1963), su mymovies.it. URL consultato il 16 marzo 2017.
  18. ^ Emanuele Biotti, Il Canto di Natale di Topolino: 33 anni di sogni rivelatori, su BadTaste.it, 24 dicembre 2016. URL consultato il 16 marzo 2017.
  19. ^ Il canto di Natale di Topolino - Film (1983), su ComingSoon.it. URL consultato il 16 marzo 2017.
  20. ^ PIPPO NEL PALLONE regia di Matthew O'Callaghan, Darrell Van Citters con -, FilmScoop.it vota e commenta film al cinema, su www.filmscoop.it. URL consultato il 16 marzo 2017.
  21. ^ Nexta, Stasera in TV: Chi ha incastrato Roger Rabbit, animazione e humor da antologia, su www.film.it. URL consultato il 16 marzo 2017.
  22. ^ È l'unico membro della Banda Disney ad avere un figlio, sebbene questa sua parentela compaia solo nella serie Ecco Pippo!.
  23. ^ Wayne Allwine, Bill Farmer e Rod Roddy, House of Mouse, 13 gennaio 2001. URL consultato il 16 marzo 2017.
  24. ^ I tre moschettieri. Topolino, Paperino, Pippo - DVD - Film di Donovan Cook Animazione | IBS, su www.ibs.it. URL consultato il 16 marzo 2017.
  25. ^ Topolino, Paperino, Pippo - I tre moschettieri (2004) | FilmTV.it. URL consultato il 16 marzo 2017.
  26. ^ http://coa.inducks.org/story.php?c=YM+019
  27. ^ https://inducks.org/story.php?c=ZM+007
  28. ^ https://inducks.org/story.php?c=YM+049
  29. ^ https://inducks.org/story.php?c=YM+125
  30. ^ Come in effetti erano soprannominate quando cominciarono a diffondersi in Italia dalle colonie spagnole d'oltreoceano.
  31. ^ Fabio Gadducci, Leonardo Gori e Sergio Lama, Eccetto Topolino. Lo scontro culturale tra fascismo e fumetti, Battipaglia (SA), Nicola Pesce Editore, 2011, ISBN 88-97141-04-8.
  32. ^ https://coa.inducks.org/subseries.php?c=GO+Wednesdays
  33. ^ http://coa.inducks.org/subseries.php?c=GO+reporter
  34. ^ Originariamente parte de Il drago recalcitrante (1941).
  35. ^ Pippo pistolero (1952) - Forum - il Davinotti, su www.davinotti.com. URL consultato il 16 marzo 2017.
  36. ^ AntonioGenna.net presenta: IL MONDO DEI DOPPIATORI - ZONA CINEMA: "Pippo e il tempo libero", su www.antoniogenna.net. URL consultato il 16 marzo 2017.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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