Orazio Cavezza

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Orazio Cavezza
Orazio Cavezza.jpg
Orazio nel cortometraggio Fanfara (1935)
Universo Disney
Nome orig. Horace Horsecollar
Lingua orig. Inglese
Autori
1ª app. 1928
Voci orig.
Voci italiane
Specie cavallo antropomorfo
Sesso Maschio
Parenti Clarabella Cow (fidanzata)

Orazio Cavezza (Horace Horsecollar[1]), noto anche come Orazio, è un personaggio immaginario dei fumetti e dei cartoni animati ideato da Walt Disney e da Ub Iwerks, padre grafico di Orazio[2]. Ha esordito nel cortometraggio L'aratro di Topolino (The Plow Boy) del 1929[3] e nei fumetti nella striscia pubblicata sui quotidiani americani il 3 aprile 1930[3]. Fu la prima spalla di Topolino nella serie di cortometraggi degli anni venti e trenta prima che venisse rimpiazzato da Pippo.[2] È apparso come protagonista o comprimario in migliaia di storie a fumetti realizzate in vari paesi del mondo[4].

Genesi e sviluppo del personaggio[modifica | modifica wikitesto]

Inizialmente è un vero e proprio cavallo con pochi tratti antropomorfi[3]. Il cognome indica il collare di legno con cui il personaggio viene disegnato sin dai suoi esordi, tranne per un certo periodo nel quale venne sostituito da un cravattino, accessorio che poi verrà posto direttamente sulla cavezza quando, dalla metà degli anni settanta ritorna ad indossarla. Un primo prototipo di Orazio è presente nel corto Gallopin' Gaucho del 1928, quando Topolino nei panni di un gaucho cavalca un intelligentissimo cavallo; così appare anche nel suo corto d'esordio, L'aratro di Topolino distribuito nei cinema statunitensi il 28 giugno del 1929, dove dimostra di avere un carattere decisamente sopra le righe, una sorta di Snoopy in divenire piuttosto che il saggio e compito personaggio attuale[senza fonte]; nella sua seconda apparizione, Topolino vince il bandito (The Cactus Kid, 10 maggio 1930), è ancora il cavallo di Topolino, ma già nel successivo corto Topolino pompiere (Fire Fighters 20 giugno 1930), diretto da Bert Gillett, si erge su tutti come il capo dei pompieri nel tentativo, fallito, di salvare la casa in fiamme di Clarabella. Questa evoluzione del personaggio era già stata anticipata dnei fumetti nella storia Topolino nella valle infernale, pubblicata sui quotidiani statunitensi a partire dal 1º aprile fino al 20 settembre del 1930, inizialmente su testi di Disney e disegni di Win Smith, per poi passare a Floyd Gottfredson.

Così come Gottfredson fece evolvere Topolino da monello da strada a personaggio maturo e adulto sempre in viaggio per una nuova avventura o alle prese con qualche mistero, anche il personaggio di Orazio evolve sia graficamente, divenendo un cavallo antropomorfo estremamente stilizzato[5] e al suo esordio spicca soprattutto per la sua risata equina e per essere l'oggetto di ripetuti scherzi e battute da parte di Topolino; il personaggio diviene così la sua prima spalla, contraltare saggio e compito, spesso saccente (ma solo per non renderlo più attraente del Topo), del Topolino ancora monello degli esordi. Con il passare degli anni, grazie a Gottfredson, sulle strisce quotidiane Orazio acquista un vestiario completo e, con lo svilupparsi dell'idea di una città di Topolino, da opporsi alla Paperopoli di Barks, Orazio perde il titolo di spalla fissa (salvo poi riprenderlo in storie occasionali) in favore del più ingenuo Pippo; acquista però un nuovo compito di riparatore aggiusta-tutto, ideale e perfetto per una città in crescita dove apre un piccolo negozio di riparazioni; in alcune occasioni sbizzarrisce il proprio ingegno, apportando modifiche agli oggetti o impegnandosi addirittura nell'ideazione di nuove invenzioni, divenendo l'equivalente di Topolinia dell'inventore di Paperopoli Archimede Pitagorico.

È fidanzato con Clarabella grazie all'aiuto di Topolino in quanto lui è molto timido e non è stato semplice per lui dichiararsi, tanto che in Topolino cupido (1º dicembre 1931 - 9 gennaio 1932; in Italia su Nel regno di Topolino n.19 del luglio 1936), viene da lui aiutato consentendo a Orazio di dichiararsi.

Negli anni novanta è protagonista insieme a Clarabella, di un ciclo di storie noto come Gli anni muggenti di Clarabella, ambientato negli anni trenta ed ideato da Philippe Gasc, dove il personaggio è giornalista e fotografo. Le sue apparizioni divengono così meno frequenti rimanendo comunque una presenza costante nella vita di Topolino subendo un'evoluzione che lo ha portato a essere dal pallone gonfiato molto ingenuo delle prime strisce di Gottfredson al fidanzato con Clarabella che ha messo la testa a posto e gestisce una bottega di riparazioni[2]. Più recentemente, dopo essere comparso nel programma televisivo Mickey Mouse Works, in House of Mouse ed essere comparso in alcune scene di Chi ha incastrato Roger Rabbit, è comparso soprattutto come protagonista di storie di media o breve lunghezza in affiancamento ad altri personaggi; il suo ruolo di spalla di Topolino è stato rispolverato in alcune storie di più lungo respiro.

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

1929[modifica | modifica wikitesto]

1930[modifica | modifica wikitesto]

1935[modifica | modifica wikitesto]

  • Mickey Mouse - Fanfara (The Band Concert)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ FFF - Fumetto, PERSONAGGI, su www.lfb.it. URL consultato il 13 aprile 2017.
  2. ^ a b c Topolino, su www.topolino.it. URL consultato il 13 aprile 2017.
  3. ^ a b c Orazio Cavezza / Horace Horsecollar, su www.guidafumettoitaliano.com. URL consultato il 13 aprile 2017.
  4. ^ (EN) Horace Horsecollar - statistiche, su coa.inducks.org. URL consultato il 13 aprile 2017.
  5. ^ la figura era necessariamente semplice e completamente nera per semplificare il lavoro agli animatori

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