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Kingdom Hearts III

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Kingdom Hearts III
videogioco
Titolo originale キングダム ハーツIII
Piattaforma PlayStation 4, Xbox One
Data di pubblicazione 2018
Genere Action RPG
Tema fantasy
Sviluppo Square Enix
Pubblicazione Square Enix
Serie Kingdom Hearts
Periferiche di input DualShock 4, Gamepad Xbox One
Motore grafico Unreal Engine 4
Preceduto da Kingdom Hearts 0.2 Birth by Sleep[1]

Kingdom Hearts III (キングダム ハーツIII Kingudamu Hātsu III?) è un videogioco di genere action RPG sviluppato e pubblicato da Square Enix, annunciato per PlayStation 4 e Xbox One[2]. È l'undicesimo titolo della serie Kingdom Hearts, sequel di Kingdom Hearts II e capitolo finale della "saga di Xehanort" (in inglese "Dark Seeker saga")[3]. Ambientato dopo gli eventi di Kingdom Hearts 3D: Dream Drop Distance[4] e 0.2 Birth by Sleep[5], il gioco vede tornare Sora nel ruolo di protagonista, affiancato da Paperino, Pippo, Topolino e Riku nella ricerca dei sette guardiani della luce e della "chiave che restituisce i cuori": l'obiettivo è sventare l'ultima minaccia del Maestro Xehanort, che ha intenzione di dare vita a una seconda Guerra del Keyblade[6]. Il viaggio li porterà a visitare mondi e incrociare il cammino con personaggi di proprietà Disney[6] e della serie Final Fantasy.

Il titolo iniziò a essere concepito nel 2006 poco dopo la pubblicazione di Kingdom Hearts II Final Mix[7], ma la sua produzione non fu confermata fino all'E3 2013, dopo anni di dicerie e speculazioni[8]. Il motore grafico utilizzato era il Luminous Studio, ma venne poi scartato in favore delle potenzialità offerte dall'Unreal Engine 4[9]. Il gameplay è stato arricchito rispetto ai predecessori con l'introduzione di nuove meccaniche come l'Attraction Flow[10], che permette a Sora di eseguire attacchi evocando attrazioni dei parchi a tema Disney[11].

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Ambientazione[modifica | modifica wikitesto]

La maggior parte dei mondi da esplorare - basati sempre su proprietà Disney - sono nuovi[6][12] come il Regno di Corona da Rapunzel - L'intreccio della torre[13][14], quello ispirato a Big Hero 6[15] o quello ispirato a Toy Story[16], mentre altri fanno ritorno[6], come il Monte Olimpo di Hercules[11][12], Crepuscopoli e la Torre misteriosa[17][18]. Tetsuya Nomura ha rivelato che il mondo di Rapunzel è stato il primo a essere incluso nel gioco, in quanto il team di sviluppo, notando la forte personalità della ragazza, prese ispirazione dal modo in cui usa i suoi capelli per il gameplay[10].

In seguito all'acquisto da parte di The Walt Disney Company di Pixar Animation Studios (nel 2006), Marvel Entertainment (nel 2009) e Lucasfilm (nel 2012) si aprì la possibilità per altri mondi precedentemente "non Disney" di essere introdotti nel nuovo capitolo: alla domanda se ci fosse stata la possibilità che i titoli di queste case apparissero in Kingdom Hearts III, Nomura rispose che Disney era molto schietta a riguardo[19] e che tutto dipendeva dagli accordi legali esistenti, vincolo di cui Disney Interactive Studios doveva necessariamente tener conto[20]. Stando a quanto detto dal co-direttore Tai Yasue, per la scelta dei mondi del gioco si prese in considerazione tutto il catalogo Disney nuove entrate incluse, tra cui i mondi di Marvel Comics e di Guerre stellari. Inoltre i mondi sarebbero dovuti essere progettati in maniera originale, senza che le ambientazioni sembrassero in qualche modo uguali, e anche la loro presenza doveva avere un senso nella storia, non tralasciando mai come e fino a che punto i luoghi potessero beneficiare il gameplay[21]. Tuttavia il produttore della serie, Shinji Hashimoto, ha confermato che eventuali mondi tratti dall'universo Marvel o da quello di Guerre stellari non sarebbero stati inclusi in Kingdom Hearts III[22]. Inoltre nessun mondo è stato creato ispirandosi a Final Fantasy[23]. In riferimento a quanto suddetto, al D23 del 2017 viene svelato il mondo basato su Toy Story, il quale ha una storia originale che prende atto qualche tempo dopo gli eventi del secondo film[16][24].

In un'intervista successiva al D23 del 2017, Nomura ha aggiunto riguardo ai mondi di questo capitolo che con buona probabilità sarebbero stati svelati tutti prima del lancio[25], e in un'altra intervista successiva all'evento pubblicata su Famitsu ha aggiunto che i mondi Disney presenti in Kingdom Hearts III sarebbero stati meno di quelli presenti in Kingdom Hearts II.[26]

Premessa[modifica | modifica wikitesto]

A seguito delle vicende di Dream Drop Distance[4], mentre Re Topolino e Riku si mettono sulle tracce dei precedenti detentori del Keyblade, Sora, Paperino e Pippo sono alla ricerca dei sette guardiani della luce e della "chiave che restituisce i cuori" per poter affrontare Xehanort in una resa dei conti finale volta a ostacolare i suoi piani[6][27]. Sora, partito da solo in un viaggio per continuare il proprio allenamento per superare l'Esame del simbolo di maestria, è riuscito a passarlo a sua volta[11]. Il gioco riparte quindi dopo gli eventi di Dream Drop Distance[4] e a quanto mostrato nell'epilogo di 0.2 Birth by Sleep, ricollegandosi anche alla storia di Union χ[28]. Il titolo chiuderà la saga di Xehanort con uno scontro finale tra i sette difensori della Luce e i tredici cercatori dell'Oscurità[3].

Personaggi[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Personaggi di Kingdom Hearts.

Il protagonista del capitolo è nuovamente Sora. Oltre a lui, fanno ritorno Riku, Paperino, Pippo, Re Topolino, Xehanort e il Maestro Eraqus, a cui si aggiungono personaggi Disney tratti dai nuovi mondi quali Rapunzel, Baymax o Woody e Buzz[6][10][15][16].

Modalità di gioco[modifica | modifica wikitesto]

Il gameplay di Kingdom Hearts III è simile a quello dei predecessori. Nomura ha affermato che il sistema di combattimento sarebbe stato su per giù lo stesso di Kingdom Hearts II, seppur rinnovato in una certa misura (come fatto anche tra Kingdom Hearts e Kingdom Hearts II) e strettamente legato al gameplay di Kingdom Hearts 3D: Dream Drop Distance[29][30][31]. Inoltre, secondo Nomura, i combattimenti dei giochi portatili permettono di sperimentare nuove funzionalità, ragion per cui le aggiunte ben accette dai fan sarebbero potute confluire in Kingdom Hearts III[29][30]. Le Fusioni introdotte in Kingdom Hearts II, nonostante all'inizio ci fosse qualche incertezza[32], fanno ritorno con alcune novità come mostrato dalla Guardian Form e dalla Power Form, che uniscono il concetto già appreso delle Fusioni con quello nuovo della trasformazione del Keyblade[33][34]. Sorte contraria hanno invece subito i comandi di reazione[35], introdotti nel medesimo capitolo, per i quali si è propeso per la sostituzione con nuovi comandi situazionali (Situation Commands), implementati per la prima volta in 0.2 Birth by Sleep e che mirano a creare azioni meno simili a un quick time event[36]. Sora è il personaggio giocante principale ma anche Re Topolino e altri personaggi sono stati presi in considerazione a seconda che il contesto del gioco lo permettesse o meno, così come si è discusso su elementi multiplayer[29][30]. A parziale conferma di ciò, in seguito è stato rivelato che Sora avrebbe potuto non essere l'unico personaggio giocabile[37]. Heartless e Nessuno tornano come nemici da affrontare[38] e anche le Gummiship, sulle quali non si è mai discusso molto, saranno presenti nel gioco con alcune migliorie e novità[39].

Alcune novità del gameplay furono mostrate in un trailer proiettato all'E3 2015: oltre a nuovi nemici e meccaniche di movimento più dinamiche, fu svelata la possibilità di usare le trasformazioni del Keyblade e venne mostrato un ambiente di gioco interattivo, il cui terreno subisce gli effetti delle magie[12][13][40][41]. Riguardo alle trasformazioni del Keyblade, Nomura spiegò come furono ideate già ai tempi dello sviluppo della Volontà residua di Terra in Kingdom Hearts II Final Mix, e che Sora avrebbe potuto sfruttarle in maniera non dissimile da come faceva anche Aqua in Kingdom Hearts Birth by Sleep: l'abilità di trasformare un Keyblade si sarebbe sbloccata dopo aver compiuto tutte le missioni in un mondo ed ogni Keyblade possiede più forme[11][27][42]. Ad esempio uno dei Keyblade mostrati può trasformarsi in uno scudo e poi in una biga trainata da un pegaso mentre un altro diventa prima una coppia di pistole gemelle e a seguire un cannone che sparano tutti e tre dardi di luce[10][11]. Agli attacchi di Sora è stato aggiunto inoltre l'Attraction Flow, che permette di evocare attrazioni dei parchi a tema Disney[10][11] tra cui il Mad Tea Party[41], la Big Magic Mountain, la Pirate Ship[3][43] e il Buzz Lightyear Astro Blasters[38] (chiamato nel gioco "Shooting Ride"). Riguardo alle evocazioni, Nomura ha espresso di non poterne ancora parlare ma che esse fossero state migliorate, specie nell'estetica[42]. Sora in più dispone di una nuova meccanica di movimento che in Giappone è stata già denominata "Athletic Flow": essa è figlia del Fluimoto di Dream Drop Distance e consente a Sora di muoversi agilmente per il mondo di gioco permettendogli di farlo anche su pareti verticali e percorsi sconnessi nonché di saltare oltre crepe e vuoti[42].

A detta di Nomura, in Kingdom Hearts III l'azione è "piuttosto frenetica" e nonostante il gruppo di Sora sia sempre limitato a due membri oltre a lui, in ogni mondo possono unirsi alla battaglia anche i PNG. L'intelligenza artificiale è stata resa più intricata rispetto al passato così da dare vita a combattimenti "eccitanti e appariscenti"[4], dove i compagni di Sora lo invitano a fare attacchi combinati e i nemici, resi più scaltri, attaccano assieme coordinatamente[44]. Inoltre Sora potrà saltare su alcuni nemici come quelli a forma di veicoli[4]. Proprio i nuovi elementi del gameplay fanno da "scheletro" al gioco, dato che quando si sviluppa un titolo della serie, l'ideazione di un gameplay divertente fa da base al concepimento stesso della storia[11].

Sviluppo[modifica | modifica wikitesto]

A fine sviluppo di Kingdom Hearts II Final Mix, Disney espresse a Nomura il suo interesse in un sequel. Riguardo a una possibile pubblicazione di Kingdom Hearts III, nonostante bollisse qualcosa in pentola, Nomura dichiarò che era ancora troppo presto per parlarne: lo sviluppo di Final Fantasy XV (al tempo noto come Final Fantasy Versus XIII) impediva infatti di dare uno sguardo al futuro della serie[7]. In risposta alle domande sui filmati segreti di Final Mix, Nomura confermò che non si trattava di Kingdom Hearts III, ma dato l'interesse sia dei fan sia dei partner, assicurò che la produzione del capitolo sarebbe iniziata quanto prima[45]. Con l'uscita della guida Ultimania di Kingdom Hearts Birth by Sleep, Nomura annunciò ufficialmente Kingdom Hearts III tra tre titoli in arrivo, confermando che il gioco avrebbe rappresentato la fine solo della saga di Xehanort e non dell'intera serie[46]. Tuttavia siccome l'attenzione era ancora rivolta a Final Fantasy XV, la sua produzione non poté iniziare[47]. Successivamente fu annunciato che, nonostante il decimo anniversario della serie, Kingdom Hearts III non avrebbe visto una pubblicazione nel 2012[48]. Nello stesso anno uscì invece Kingdom Hearts 3D: Dream Drop Distance, che in base agli sviluppatori sarebbe stato legato a Kingdom Hearts III sia dal punto di vista del gameplay sia della storia[49], così com'era accaduto tra Kingdom Hearts: Chain of Memories e Kingdom Hearts II.

All'E3 2013 Sony confermò con un teaser trailer l'uscita di Kingdom Hearts III per PlayStation 4[50]. Più tardi Square Enix rivelò che il gioco sarebbe stato multipiattaforma grazie a un port per Xbox One[2][51]. A differenza di Kingdom Hearts e Kingdom Hearts II che furono sviluppati dalla prima divisione di sviluppo dell'azienda, Kingdom Hearts III è a cura del primo dipartimento di produzione che si è occupato anche di Birth by Sleep, Dream Drop Distance e la raccolta HD 1.5 ReMIX[52]. Il ruolo di produttore è stato affidato a Rie Nishi, mentre la colonna sonora è stata composta ancora una volta da Yōko Shimomura[53]. Subito dopo l'E3 2013, in base al livello di sviluppo del titolo, Nomura dichiarò che l'annuncio fu però troppo precoce: l'impazienza dei fan per via della continua pubblicazione di spin-off persuase Square Enix ad annunciare in anticipo il gioco insieme a Final Fantasy XV[54].

Il produttore della serie Shinji Hashimoto affermò a settembre 2013 che, siccome entrambi i progetti di Kingdom Hearts III e Final Fantasy XV erano diretti da Nomura, per assicurarne la qualità sarebbero stati pubblicati a distanza di un lungo intervallo di tempo. Inoltre, Hashimoto confermò le parole del collega sull'E3 2013, rivelando che l'azienda aveva finalmente annunciato il tanto atteso gioco che avrebbe concluso la trilogia di Xehanort solo per mettere fine alle speculazioni[8]. Il mese successivo il padre della cantante Hikaru Utada, Teruzane Utada, scrisse su Twitter che dopo Kingdom Hearts e Kingdom Hearts II, sua figlia era stata contattata anche per la sigla di Kingdom Hearts III[55], ma il suo coinvolgimento fu confermato solo circa tre anni dopo[56]. Agli inizi del 2014 il doppiatore inglese di Sora, Haley Joel Osment, rese noto che, presupponendo di dover tornare a impersonare il suo ruolo, era rimasto in contatto col team di sviluppo del gioco sin dal suo annuncio, ma che siccome i dialoghi costituiscono uno degli ultimi elementi della produzione, riteneva che non sarebbe stato chiamato almeno fino alla prima metà dell'anno[57].

Un breve teaser di Kingdom Hearts III fu proiettato all'E3 2014 alla fine del trailer di Kingdom Hearts HD 2.5 ReMIX, nel quale due personaggi misteriosi parlavano della Guerra del Keyblade e dei "maestri perduti". Yasue rivelò che la sequenza mostrata, creata da Nomura, era la scena d'apertura del gioco, e che il testo visibile e udibile nel teaser sarebbe stato parte integrante della storia[58]. A settembre 2014 fu annunciato che Nomura non avrebbe più diretto Final Fantasy XV, ma che si sarebbe concentrato su altri progetti, tra cui Kingdom Hearts III[59]. Il mese successivo Nomura stesso rivelò che il gioco era passato ad Unreal Engine 4 di Epic Games "per via di vari motivi", assicurando però che anche grazie al completo supporto di Epic, tale cambiamento non avrebbe ostacolato la produzione[60].

A gennaio 2015 Bill Farmer, il doppiatore inglese di Pippo, rivelò di avere già completato il doppiaggio del suo personaggio e di ritenere che il gioco sarebbe stato pubblicato nel corso dell'anno[61]. Nello stesso mese Yasue dichiarò che lo sviluppo di HD 2.5 ReMIX aveva permesso agli sviluppatori di individuare tutti i punti forti della serie da utilizzare nella creazione di Kingdom Hearts III, ma che pur volendo evolvere il gioco in una nuova direzione, allo stesso tempo si voleva lasciare ciò che era fondamentale al suo posto. Inoltre aggiunse che il team di Kingdom Hearts stava condividendo pareri col team di Final Fantasy XV per espandere il titolo e ottenere il meglio dalle console PlayStation 4 e Xbox One[62]. A giugno 2015 Nomura fece sapere che lo sviluppo di Kingdom Hearts III era a buon punto e che, oltre alla presa in considerazione di filmati segreti, si era fissata una data entro cui tentare di pubblicare il titolo[12]. A novembre 2015 in Giappone fu presentato un nuovo video al D23 Expo, ricavato da un trailer poi mostrato per intero all'E3 2015[10]. Successivamente, a gennaio 2017, Nomura annunciò che si era passati allo sviluppo di mondi non ancora rivelati, ma che la produzione aveva ancora strada da fare[63]. A maggio 2017 il presidente di Square Enix Yōsuke Matsuda rivelò l'intenzione dell'azienda di distribuire Kingdom Hearts III "entro i prossimi tre anni o giù di lì"[64]. Il 15 luglio 2017 fu annunciato al D23 che la data di uscita del titolo era stata fissata per il 2018[65]. In seguito al D23 del 2017, spendendo qualche parola sul lungo sviluppo del gioco, Nomura ha affermato che la maggior parte dei ritardi sono stati causati proprio dal passaggio all'Unreal Engine[25].

Design[modifica | modifica wikitesto]

A giugno 2013 Nomura si soffermò sulla nuova grafica di Kingdom Hearts III, rivelando che uno degli obiettivi del team di sviluppo era stato quello di far tornare le texture dei personaggi allo stesso stile dei disegni originali fatti a pennellate delle produzioni Disney. Il risultato fu denominato "Kingdom Shader" e, nonostante fosse un cambiamento piuttosto drastico, agli occhi di Nomura apparì come "una ricca evoluzione di ogni cosa mostrata al pubblico finora"[4]. Le proporzioni del modello di Sora furono lasciate così com'erano nei capitoli precedenti, anche se il volume dei suoi capelli fu rivisto per attenuarne l'effetto selvaggio. Quanto al suo nuovo look, Nomura affermò di essere consapevole della popolarità di quello precedente di Kingdom Hearts II, ma che sentì lo stesso il bisogno di cambiarlo per via del fatto che si trattava del capitolo principale successivo della serie. Per la progettazione si mischiarono elementi del costume di Sora di Kingdom Hearts II con quelli del suo costume di Dream Drop Distance, nel tentativo di ottenere un aspetto più slanciato e sportivo che si addicesse ai movimenti acrobatici e orientati all'azione programmati nel gameplay[10].

Sempre in proposito dei nuovi abiti dei personaggi, in un'intervista del 31 dicembre 2016, Nomura confermò il restyle di Riku e Topolino e rivelò che le vesti di Riku non sarebbero state molto diverse da come raffigurate in un artwork pubblicato in commemorazione del terzo anno di attività di Kingdom Hearts χ. Nomura aggiunse inoltre che la nuova funzione di 0.2 Birth by Sleep che consente ai giocatori di modificare alcune parti del vestito di Aqua sarebbe potuta essere inserita anche in Kingdom Hearts III, ma che ciò sarebbe dipeso sia dal riscontro dei giocatori sia dalla disponibilità di tempo da parte del team di sviluppo[66].

Note[modifica | modifica wikitesto]

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  66. ^ (EN) Expanded Dengeki Interview with Tetsuya Nomura on KINGDOM HEARTS 2.8, Kingdom Hearts Insider, 31 dicembre 2016. URL consultato il 31 dicembre 2016.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]