Luciano Bottaro

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Luciano Bottaro (Rapallo, 16 novembre 1931Rapallo, 25 novembre 2006) è stato un fumettista italiano.

È stato, insieme a Romano Scarpa e a Giovan Battista Carpi, uno dei più noti autori di fumetto umoristico italiano e Disney in particolare[1][2] per il quale è riconosciuto come uno dei principali interpreti a livello mondiale fin dal 1952, anno di esordio con la Mondadori.[3] Nella sua lunga carriera ha ideato molti personaggi dei fumetti come Pepito pubblicati anche all'estero.[2]

Biografia e carriera[modifica | modifica wikitesto]

Da bambino si appassiona al fumetto statunitense: tra le sue letture giovanili si contano Felix the Cat di Otto Messmer, Little Nemo di McCay, Fortunello (Happy Hooligan) di Fredrick Burr Opper, Bibì e Bibò (The Katzenjammer Kids) di Rudolph Dirks e Topolino di Walt Disney e Floyd Gottfredson.[senza fonte]

Esordì in Francia dove vennero pubblicati i suoi primi fumetti. In Italia l’esordio in Mondadori sulle testate Disney avvenne sugli Albi d’Oro con Paperino e le onorificenze, e, su Topolino, esordì con la storia Paperino e i piatti volanti, su testi di Guido Martina. Lo stile inizialmente si ispira a quello di Al Taliaferro, come richiestogli dal direttore, Mario Gentilini, per poi evolversi raggiungendo una propria originalità frutto di una sintesi ispirata a Carl Barks e Floyd Gottfredson e che si ritrova nelle successive storie con Paperino, Paperino e il calumet della pace e Paperino e il razzo interplanetario, entrambe scritte da Carlo Chendi.[4]

A Rapallo, negli anni cinquanta, intorno a Bottaro che sorge la cosiddetta Scuola di Rapallo, un gruppo di cartoonist che inizia a lavorare con lui a stretto contatto. I primi a unirsi saranno Guido Scala e Franco Aloisi, ai quali, subito dopo, si unisce Carlo Chendi e che nel 1968 porterà alla costituzione di un vero e proprio studio di autori.[4]

Intrapresi gli studi di ragioneria, li abbandona[senza fonte]nel 1949 per dedicarsi al fumetto, ideando una delle tante parodie dell'Inferno dantesco, che però rimarrà incompiuta.[senza fonte] Dopo il suo debutto su Lo Scolaro, idea la serie di Aroldo il bucaniere, pubblicato dall'editore genovese Giovanni De Leo.[2]

Dello stesso anno è la realizzazione di Sogno d'Inverno e Sogno d'Estate per il settimanale Lo Scolaro e la creazione di Giò Polpetta e di Pon Pon, un fungo antropomorfo che per molti anni verrà pubblicato sulle pagine de Il Giornalino, alternando le tavole autoconclusive a storie di più ampio respiro.[2][5][6][7]

Nel 1951 va a Milano per contattare quanti più editori possibili nella speranza di trovare qualche buona occasione. Munito di una cartella piena di disegni e illustrazioni si recò presso la sede della Mondadori ma giunto di fronte all'ufficio di Mario Gentilini non riesce a parlargli e allora cerca altrove. Il primo incarico giunge dalle Edizioni Alpe per la quale crea le storie di Cucciolo e Beppe.[senza fonte]

A settembre si reca ancora una volta da Gentilini, direttore di Topolino, munito di un biglietto di Caregaro. esamina i disegni di Bottaro ma le illustrazioni con Aroldo il bucaniere non gli piacciono e solo i disegni di prova con i personaggi Disney lo convincono ad affidandogli una storia con Topolino. Bottaro però non riesce a completare entro i tempi il lavoro ma Gentilini, credendo nel talento di Bottaro, gli dà una seconda opportunità con una storia con Paperino:[senza fonte] Paperino e le onorificenze, di Alberto Testa, che verrà pubblicata sulla serie degli Albi d'Oro[8].

Negli anni successivi realizza anche la sua prima storia come autore completo con i personaggi della Disney (Paperino e l'arte moderna), dà alle stampe Pepito, il mensile intitolato al pirata creato nel 1952 che raggiunge una certa notorietà venendo tradotto anche in Francia e in altri paesi europei[9]. Nel 1959 partecipa con Chendi, Mazzanti, G.B. Carpi, Aloisi e Scala alla realizzazione dell'albo tascabile ispirato al quiz televisivo Il Musichiere, che però non vedrà la luce a causa di alcuni problemi accaduti all'editore Fasani.[senza fonte] I personaggi di Bottaro, però, attirano l'attenzione di questo piccolo editore che l'anno successivo fa esordire un periodico che presenta gli animali antropomorfi dell'autore, tra cui spicca l'elefante Oscar, che dà il nome alla testata[10].

Con l’aumento della mole di lavoro, verso la fine degli anni cinquanta, con altri autori come Guido Scala e Franco Aloisi, mise insieme un primo gruppo di autori che costituì un primo abbozzo di studio di professionisti al quale poi si aggiungeranno Carlo Chendi e Giorgio Rebuffi e che saranno il nucleo della cosiddetta Scuola di Rapallo e che, qualche anno dopo, porterò alla costituzione dello Studio Bierreci.[3]

Negli anni successivi la sua collaborazione con la Mondadori, per la realizzazione di storie con personaggi Disney diventa più discontinua per potersi dedicare alla realizzazione di storie con personaggi suoi o per portare avanti i progetti con lo Studio Bierrecì che aveva fondato nel 1968 con Giorgio Rebuffi e Carlo Chendi e che sarà in attività fino al 1985.[1] Realizza una sua interpretazione della fiaba di Pinocchio,[1] apparsa sulle pagine de Il Giornalino nel 1981 e diventata un CD-ROM interattivo nel 1993.

Personaggi dei fumetti[modifica | modifica wikitesto]

Rebo: Insieme a Chendi, realizza nel 1960 una parodia di Rebo, un personaggio ideato da Cesare Zavattini negli anni trenta per la serie Saturno contro la Terra, sulla scia del successo di Flash Gordon, all'interno dell'universo disneyano: Paperino e il razzo interplanetario, pubblicata tra il 10 marzo e il 10 aprile del 1960 sul Topolino. Alla fine degli anni novanta il personaggio venne ripreso per una serie di storie sempre con Paperino, "Paperino e il ritorno di Rebo" (1995), "Alla ricerca del papero virtuale" (1995) e " Paperino e l'invasione di Giove" (1997)[11].

Pepito: il personaggio è un pirata,a capo di una ciurma; ha un acerrimo nemico, Hernandez de la Banane; è protagonista di una serie di genere umoristico/avventurosa creata nel 1951 sviluppata insieme a Carlo Chendi; venne pubblicata inizialmente sul mensile Cucciolo e poi su altre testate delle Edizioni Alpe fino al 1955 quando gli venne dedicata una testata propria. Negli anni settanta passa alla Editrice Cenisio che gli dedica due numeri unici, una collana e alcune apparizioni su altre serie; negli anni ottanta le Edizioni Bianconi lo rilanciano sul mercato con un tascabile. Diviene molto popolare in Francia dove gli venne dedicata una serie regolare, tradotta anche in Germania, Grecia e Spagna.[9]

Pon Pon: nasce come Sor Funghetto nel 1954, e viene pubblicato, per la prima volta nel 1955 sul settimanale "Lo Scolaro". Il piccolo personaggio, che in un certo senso ricorda lo stesso Bottaro, è forse il primo tra tutti a muoversi in ambientazioni tipicamente care a Bottaro. Il mondo di Pon Pon, infatti, altro non è se non un paesaggio di campagna tranquillo e sereno, popolato da funghi antropomorfi ognuno con una personalità differente, con i quali Bottaro gioca e si diverte, che deforma e a cui fa vivere avventure strane e incredibili, in cui le difficoltà e i pericoli sono causati non già da nemici ben identificabili, ma dai difetti stessi dei personaggi, che rappresentano quelli della società.

Il simpatico funghetto (che fa il suo esordio con storie in stile Signor Bonaventura: illustrazioni con sotto didascalie in rima) viene tradotto in Francia, riscuotendo un buon successo, mentre in Italia approda, con il nome di Pon Pon, nel 1971, sulle pagine del settimanale per ragazzi Il Giornalino, prima con avventure di ampio respiro, quindi, dall'82 con tavole autoconclusive in apertura o in chiusura di ciascun numero. Dal 2000 al 2008 Pon Pon viene regolarmente pubblicato su "G-Baby", il mensile delle Edizioni Paoline.

Re di Picche: ccontroso, duro, tirannico: in pratica tutto quello che Paperon de' Paperoni non poteva essere e che, nelle storie di Bottaro, soprattutto in quelle realizzate in tandem con Guido Martina, affiorava appena in superficie.

Assiduo lettore de Il Tormento, periodico ricco di illustrazioni a colori che presentano i tormenti delle vittime sottoposte a tortura, Re di Picche è l'apripista dello Studio Bierrecì e il simbolo della cosiddetta Scuola di Rapallo, un gruppo di artisti che si riunirono intorno al talento di Bottaro o che crebbero alla sua corte.

Re di Picche, però, è anche un altro personaggio di grande successo: accolto con grande favore in tutta Europa, e soprattutto in Germania, è anche diventato il protagonista di un divertente cartone animato prodotto dallo Studio Melarance. È poi soprattutto in questa serie, ispirata al romanzo di Lewis Carroll Alice nel Paese delle Meraviglie, che Bottaro sfrutta in maniera pesante quelle invenzioni grafiche e psichedeliche ormai divenute il suo marchio di fabbrica (un po' come le lische di pesce lo erano per Jacovitti).

Altri personaggi:

Personaggi disneyani[modifica | modifica wikitesto]

Fra i personaggi che si trova a reinterpretare ci sono la strega Nocciola, un personaggio esordito nel 1952 al cinema, quindi nei fumetti, con una storia di Carl Barks. In Italia venne ripresa nel 1956 per una storia edita sulla serie degli Albo d'Oro (n. 13 del 1º aprile), Paperino e l'aspirapolvere fatato, sceneggiata da Chendi e disegnata da Bottaro. A questa seguirà Pippo e la fattucchiera, edita su Topolino n. 236 del 5 giugno del 1960. Il personaggio ritornò come comprimario nella parodia Dottor Paperus. Dopo seguirono le storie in accoppiata con il personaggio di Pippo.

Realizza anche storie con Paperon de' Paperoni. La caratterizzazione data del personaggio, soprattutto grazie ai testi di Guido Martina, è quella tipica degli esordi: un affarista spietato che cerca di ottenere il proprio tornaconto personale con tutti i mezzi, leciti o illeciti che siano. Il suo sguardo è perennemente truce: teschi al posto delle pupille, pugnali e fulmini dagli occhi, becco distorto in smorfie di rabbia, denti digrignanti e, soprattutto, scatto felino. Alcuni esempi, sempre con Martina: Paperino e il capodanno tropicale o Paperino e la scoperta dell'Italia. Quando inizia il sodalizio con Chendi, invece, il tono cambia leggermente e Paperone viene un po' ingentilito nei toni e nelle atmosfere. Uno dei risultati di questa particolare collaborazione è la nascita di Zantaf, scienziato pazzo che utilizza il suo genio per impossessarsi delle ricchezze di Paperone e per ottenere il controllo sul mondo. Vestito con una tuta plastificata color rosso, ingaggia con Paperino delle vere e proprie sfide tecnologiche che alla fine è sempre il valente agente della P.I.A. a vincere.

Il personaggio risale a una storia del 1938 realizzata da Gottfredson su testi di Merrill de Maris, Topolino e la banda dei piombatori, nella quale faceva il suo esordio un certo Giuseppe Tubi (Joe Piper), un idraulico e capo di una banda di rapinatori. Nel 1961 Bottaro lo riprese per realizzare la storia Paperino e il calumet della pace edita per la prima volta sui Topolino nel giugno 1961[12].

Tra il 1969 e il 1973 l'autore è, insieme a Romano Scarpa e Giovan Battista Carpi, uno degli artisti italiani chiamato a realizzare le storie provenienti dallo Studio Disney di Burbank nell'ambito del progetto Disney Program, ovvero una serie di soggetti che la casa madre realizza per essere prodotti e distribuiti nel solo mercato estero. Bottaro realizza 18 di queste storie e una di queste vede proprio SuperPippo come protagonista. Pubblicata sull'Almanacco Topolino n. 154 dell'ottobre del 1969, SuperPippo e il ladro di laghetti.

All'interno del filone delle parodie Disney, il sodalizio con Carlo Chendi porta a realizzare Le miniere di re... Paperone, sull'Albo d'Oro n. 39 del 26 settembre del 1954 alla quale segue Paperin di Tarascona, Paperino e il Conte di Montecristo e Il Dottor Paperus. Con altri autori realizza, fra le tante, anche Paperino e l'isola del tesoro, Paperino il Paladino, Paperin furioso, la serie sul Corsaro Paperinero e la più recente Paperino e Paperotta.

Critica[modifica | modifica wikitesto]

Claudio Bertieri, critico e storico del fumetto, ha così definito l'opera di Luciano Bottaro come autore di fumetti di genere prevalentemente comico[13]: Quella di Bottaro diviene così una narrativa "all'incontrario". Una creazione fitta di riferimenti, di riflessioni, di sottolineature, di riletture, che gli consentono di inventarsi una scrittura personale e uno stile caratterizzato da un sottile humour. Tipico, d'altro canto, del suo carattere e della sua natura di ligure apparentemente indifeso ma sornione, entusiasta (nel lavoro) ma disincantato, testardo nelle scelte come nella convinzione di non voler riporre il fumetto "comico" tra le pratiche esclusive dell'evasione. Se da tanti anni, con accanimento, si batte per sottrarre il genere che gli è caro (e che gli riesce naturale) alla generale sufficienza critica che da sempre l'accompagna, non è certo per una questione privata. Per Bottaro non esistono ragioni valide per cui il racconto umoristico debba necessariamente cedere il passo all'avventura o ad altri filoni altamente intriganti.

Scuola di Rapallo[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Scuola di Rapallo.

Il disegnatore ha sempre avuto una certa indipendenza e la maggior parte delle sue storie lo vedono come autore completo. Oltre alle parodie Disney, nelle quali si trovano spesso i prototipi delle sue Mattaglie, ha spesso messo i suoi personaggi in situazioni strane e assurde, come nel caso di Zio Paperone e lo scherzo cinese o di Paperino e il vaso rosso dei Ming o di Pippo e il virus in soffitta.

I soliti personaggi deformati, il tratto elegante e rotondo, a mezza via tra Barks e Gottfredson, i personaggi di contorno che spesso riprendono quelli disegnati da Barks oltreoceano, come Firminio, il primo maggiordomo di Paperone, o come i baristi che incontra Paperone, presi dalla serie di autoconclusive barksiane ambientate in una caffetteria. Un artista così originale non poteva non raccogliere intorno a sé una schiera di giovani talenti che insieme a lui o sotto la sua ala protettrice iniziarono ad entrare nel mondo del fumetto.[senza fonte]

Nasce così la Scuola di Rapallo, al cui successo contribuirono un buon numero di artisti, che dimostrarono di avere un inconfondibile stile che molto doveva a Bottaro. I primi a iniziare furono Scala e Aloisi, ma in seguito si unirono Chendi, Rebuffi, e, con la partenza dello Studio Bierrecì, Marciante, Uggetti, Colantuoni e anche i bonelliani Berardi e Milazzo.[senza fonte]

Oggi, più che di Scuola di Rapallo, si può parlare di giovani artisti che crescono seguendo la sua linea narrativa e grafica; si possono citare Alessandro Perina, Stefano Mirone, Lorenzo Pastrovicchio, Sergio Cabella, Francesco Guerrini, che hanno ereditato dal suo tratto alcuni elementi caratteristici.[senza fonte]

Premi e riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

  • Premio Yellow Kid nel 1996;
  • Premio Papersera nel 2006;
  • Nel 2007 l'associazione artistica e culturale ComixComunity istituisce il premio "Luciano Bottaro - I mestieri del fumetto" rivolto a tutti coloro che lavorano nel mondo dei fumetti[14];
  • Il comune di Rapallo, nel primo anniversario della morte, ha deciso di dedicargli una piazza[15];
  • Il 35º Festival international de la bande dessinée d'Angoulême omaggia l'autore ligure con un'esposizione e un catalogo dal titolo "Bottaro le maestro"[16];
  • Mostra "Luciano Bottaro. Pepito: un'avventura senza fine", dal 13 al 21 giugno 2009 presso il Mauriziano di Reggio Emilia[17];
  • mostra con tavole originali di due storie di “Pinocchio” realizzate dal Luciano Bottaro nel 1986/87, inaugurata il 9 giugno 2013, nella sala della biblioteca Lori a Montale (Bo), nell’ambito della festa “Fumetti per tutti i gusti”.[18]
  • Mostra "Le fantastiche visioni di Luciano Bottaro" dall'11 al 27 luglio 2014, Rimini[19][20].

Premio Luciano Bottaro[modifica | modifica wikitesto]

È un premio consegnato annualmente durante una delle serate de "I Mestieri del Fumetto" organizzate dall'associazione ComixComunity.[21] La prima edizione si è svolta il 1º luglio 2007 a Paganine (MO) e a essere premiato è stato Marco Verni, disegnatore di Zagor; la 2ª edizione il 17 luglio 2008 a Monte Bondone - Loc. Vaneze (TN) ed ha visto premiato Diego Ceresa, uno dei più valenti letteristi italiani (collaboratore di testate Disney Italia e della rivista Linus), la 3ª edizione si è svolta a Reggio Emilia il 13 giugno 2009 presso il palazzo del Mauriziano ed ha visto premiato Luca Boschi, la 4ª edizione si è svolta a Monza il 18 settembre 2010 presso l'autodromo ed ha visto premiato Sergio Gerasi.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c (EN) Luciano Bottaro, su lambiek.net. URL consultato il 27 marzo 2017.
  2. ^ a b c d FFF - Luciano BOTTARO, su www.lfb.it. URL consultato il 17 aprile 2018.
  3. ^ a b (IT) FUMETTI: ADDIO A BOTTARO, CREO' BALDO, PIK E POK E PON PON (3), su www1.adnkronos.com. URL consultato il 17 aprile 2018.
  4. ^ a b (IT) Luciano Bottaro: di funghi, gioviali ed altre storie | Lo Spazio Bianco, in Lo Spazio Bianco, 11 aprile 2007. URL consultato il 17 aprile 2018.
  5. ^ Guida Fumetto Italiano, lo scolaro, su www.guidafumettoitaliano.com. URL consultato il 17 aprile 2018.
  6. ^ Guida Fumetto Italiano, pon pon, su www.guidafumettoitaliano.com. URL consultato il 17 aprile 2018.
  7. ^ FFF - Testate, LO SCOLARO, su www.lfb.it. URL consultato il 17 aprile 2018.
  8. ^ nº322 del 1952
  9. ^ a b Guida Fumetto Italiano, Pepito, su www.guidafumettoitaliano.com. URL consultato il 17 aprile 2018.
  10. ^ Guida Fumetto Italiano, Oscar, su www.guidafumettoitaliano.com. URL consultato il 17 aprile 2018.
  11. ^ La pubblicazione "Tesori Disney" (nº 7 luglio 2010) raccoglie le quattro storie di Bottaro in unico volume corredato da articoli di approfondimento e un interessante portfolio.
  12. ^ nn. 290 e 291
  13. ^ Claudio Bertieri, Le rotte dell'immaginario (capitolo Favole & controfavole), Edizioni Esagraph-Cassa di Risparmio di Genova e Imperia, 1985
  14. ^ LUCA BOSCHI si aggiudica il "PREMIO BOTTARO", su imestieridelfumetto.blogspot.com. URL consultato il 27 marzo 2017.
  15. ^ Una piazza per il Maestro, Lucianobottaro.it, 11 novembre 2007. URL consultato il 6 febbraio 2000.
  16. ^ lucianobottaro.it
  17. ^ Luciano Bottaro. L'avventura del corsaro Pepito a Reggio Emilia, in Artsblog. URL consultato il 27 marzo 2017.
  18. ^ (IT) In mostra i fumetti ritrovati di Bottaro! - afnews.info, in afnews.info, 8 giugno 2013. URL consultato il 17 aprile 2018.
  19. ^ A Rimini “Le Fantastiche Visioni di Luciano Bottaro” | Luciano Bottaro, su www.lucianobottaro.it. URL consultato il 27 marzo 2017.
  20. ^ Inaugurazione della mostra di Rimini | Luciano Bottaro, su www.lucianobottaro.it. URL consultato il 27 marzo 2017.
  21. ^ ComixComunity, viva il fumetto! - fermoeditore, in fermoeditore, 14 dicembre 2011. URL consultato il 27 marzo 2017.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Per un approfondimento sulla vita e l'opera di Luciano Bottaro si possono consultare i numeri de I Maestri Disney a lui dedicati (3, 10, 16, 21 e 26), il volume Topolino - 70 anni di carta (Tutto Disney n.25 del novembre 2002), dove viene riproposta, annotata, la storia a più mani 60 anni insieme con Topolino, e il secondo numero di Paper Fantasy, dove viene ristampata Paperino e il razzo interplanetario.
  • Nel novembre 2007 l'Anafi presenta Un sorriso lungo una vita, un volume che ripercorre l'intera carriera artistica dell'autore.
  • Nel gennaio 2008 in occasione della mostra di Angouleme, viene pubblicato il catalogo Bottaro le Maestro...
  • A giugno 2009 l'Associazione Culturale Artistica ComixComunity edita il catalogo "Pepito un'avventura senza fine" che accompagna l'omonima mostra (Reggio Emilia 13-21 giugno).
  • A novembre 2011 esce il primo volume della collana I Magnifici - Luciano Bottaro[collegamento interrotto], curato da Luca Boschi per la casa editrice Comma 22, dedicato a Luciano Bottaro. Il libro contiene storie poco conosciute, illustrazioni inedite, curiosità e un interessante apparato critico.
  • Nell'agosto 2012, in Francia esce Pepito, éditions Cornélius, primo volume di un'antologia che ripropone le migliori storie del pirata bottariano.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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