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Pinyin

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Con il termine Pinyin (拼音, letteralmente "trascrivere-suoni") ci si riferisce generalmente allo Hànyǔ Pīnyīn (汉语拼音S, letteralmente "trascrizione della lingua cinese"), che è un sistema per trascrivere in alfabeto latino la pronuncia del cinese moderno.

Il Pinyin è più precisamente un sistema di romanizzazione, ovvero una trascrizione in caratteri latini che include una notazione fonetica. Usando sillabe composte da lettere latine, dotate di alcuni segni diacritici per rappresentare i toni con cui pronunciare le sillabe stesse, il Pinyin fornisce una rappresentazione scritta della pronuncia del cinese moderno. Con questo termine ci si riferisce al cinese mandarino (普通话, Pǔtōnghuà, letteralmente "Parlata Comune"), la lingua ufficiale della Repubblica Popolare Cinese[1] e dell'isola di Taiwan.

Il Pinyin è stato riconosciuto come standard internazionale (ISO)[2] È il sistema di trascrizione ufficiale adottato dalla Repubblica Popolare Cinese, da Singapore e Taiwan.

In ambito internazionale il Pinyin è usato per traslitterare nomi e parole cinesi sulla carta stampata e su internet[3] , oltre ad essere impiegato nell'insegnamento della lingua cinese e a costituire un metodo di input assai diffuso per digitare caratteri cinesi servendosi della tastiera di un computer.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'idea della necessità di un rinnovamento linguistico per la Cina ha origini tracciabili all'inizio dell'era repubblicana, inizialmente promossa nell'ambito del Movimento democratico borghese, fu fatta propria anche da alcune delle figure coinvolte nel movimento del 4 maggio 1919 nell'Università di Pechino. Prima di tale data era già stata creata una commissione per la riforma della lingua, e nei due decenni successivi sono documentati alcuni tentativi di elaborare un alfabeto fonetico per il cinese, che però non portarono a successi tangibili.

Dopo la presa del potere da parte delle forze comuniste in Cina nel 1949 si dette l'avvio ai lavori per una riforma della scrittura (quella all'origine del sistema di scrittura semplificato). Nei due decenni precedenti erano già stati fatti dei tentativi di elaborazione di un alfabeto fonetico del cinese basandosi su differenti sistemi di scrittura, come i caratteri cinesi stessi e l'alfabeto cirillico[4]. La scelta finale cadde sull'alfabeto latino, che nella sua prima versione venne adottato dalla Commissione sulla Riforma della Lingua già nel 1956, per poi venire rivisto e adottato ufficialmente come alfabeto fonetico per il cinese l'11 febbraio 1958 nel corso della quinta sessione plenaria della prima Assemblea Nazionale del Popolo. Una delle figure prominenti nello sviluppo del pinyin fu Zhou Youguang, che è spesso chiamato "il padre del pinyin"[5][6][7][8]. Le esigenze politiche che determinarono la necessità di creare un alfabeto fonetico per il cinese sono ben espresse da un discorso di Zhou Enlai del 10 gennaio 1958. Egli affermava come lo scopo primario del Pinyin fosse facilitare la diffusione in Cina della lingua comune [9].

Concepito inizialmente come uno strumento atto soltanto a facilitare l'apprendimento della lingua cinese negli adulti e nei bambini, il Pinyin venne largamente sperimentato nell'ambito dell'istruzione primaria, per poi venire introdotto nelle scuole elementari e impiegato in campagne di alfabetizzazione della popolazione adulta, sino a diffondersi ampiamente nel resto del paese a partire dagli anni 70. La sua diffusione si estese all'ambito dell'industria, del commercio, e degli studi culturali[10]. Come strumento di educazione degli scolari cinesi alla fonetica della propria lingua, il pinyin si sostituì allo Bopomofo. Nel 1979 la Repubblica Popolare lo promosse a standard ufficiale per le trascrizioni di caratteri cinesi in alfabeto latino. In ambito nazionale e internazionale, esso si impose gradualmente al di sopra dei sistemi di trascrizione e traslitterazione precedentemente utilizzati, tra i più diffusi dei quali si trovava il Wade-Giles di matrice anglosassone (elaborato nel 1859 e modificato nel 1912) e il Gwoyeu Romatzyh. Nel 1982 la diffusione del Pinyin a livello mondiale venne confermata dalla sua adozione da parte della Organizzazione Internazionale per le Standardizzazioni (ISO) come standard per la romanizzazione della lingua cinese moderna. Standard che viene regolarmente rivisto e aggiornato dall'ISO (una prima volta nel 1991, e una seconda volta nel 2014)[2].
Negli anni di adozione e diffusione del Pinyin da parte della Cina Popolare, a Taiwan si preferiva ancora servirsi della romanizzazione Wade-Giles. Sempre a Taiwan, tra il 1999 e il 2000 fece la sua comparsa il Tongyong Pinyin: si trattava di un sistema di trascrizione della pronuncia che assorbiva elementi provenienti tanto dallo Hanyu Pinyin che dal Wade-Giles, e che nelle intenzioni avrebbe dovuto essere un'alternativa Hanyu Pinyin. Adottato come standard ufficiale dal governo di Taiwan, dopo un periodo di poco più di cinque anni (dal 2002 al 2008) venne ufficialmente accantonato. Dal 1º gennaio 2009 anche Taiwan ha adottato lo Hanyu Pinyin come standard ufficiale per la trascrizione della lingua cinese (sebbene il Pinyin non venga ancora adottato per l'insegnamento del cinese nelle scuole sull'isola.

Il Pinyin è correntemente impiegato dalla Biblioteca statunitense del Congresso (Library of Congress) degli USA, dall'Associazione delle biblioteche statunitensi (The American Library Association) e dalla maggioranza delle istituzioni internazionali come il sistema di trascrizione per il cinese. Esso è ancora uno dei metodi più diffusi per digitare al computer i caratteri cinesi, insieme ad altri software come il metodo di input Cangjie o l'alfabeto taiwanese, detto Zhuyin.
Sistemi simili al Pinyin sono stati progettati per operare la trascrizione di vari dialetti e linguaggi di minoranze non han nella Cina contemporanea. Si calcola che dalla sua introduzione oltre un miliardo di cinesi abbiano imparato la lingua cinese impiegando il Pinyin.[10]

L'alfabeto[modifica | modifica wikitesto]

Classificazione delle consonanti e semivocali[modifica | modifica wikitesto]

I suoni del Putonghua vengono segnalati mediante 26 lettere latine costituenti l'alfabeto (拼音字母 Pīnyīn zìmǔ, "alfabeto Pinyin"). Si dividono in iniziali e finali. Le iniziali si dividono a loro volta in consonanti e semivocali. La classificazione, usando le lettere del Pinyin (per la pronuncia in IPA, vedi avanti) e includendo pure le [assimilazioni in determinati cluster], le due nasali finali e la <Èrhuà> è la seguente:

CONSONANTI Bilabiali Labiodentali Alveolari Dentali Retroflesse Palatali Velari
Occlusive non aspirate b d g
Occlusive sorde aspirate p t k
Affricate non aspirate z zh j
Affricate sorde aspirate c ch q
Fricative sorde f s sh x h
Fricative sonore r-
Monovibrante ("flap") <-r>
Nasali sonore m; [n(b-p)] [m(f)] n; -n [n(zh-ch)] [n(j-q)] -ng
Laterali sonore l
SEMIVOCALE Bilabiale Labiodentale Alveolare Dentale Retroflessa Palatale Velare
Sonora w; -u- y; -i-

Le vocali del Pinyin si ordinano così: a, o, e, i, u, ü. In genere, il tono si pone sulla vocale che viene prima nell'ordine indicato. Liù (六, sei) è una piccola eccezione, perché la pronuncia è /'ljou/, visto che la o precede la u, si segna la òu (contratta in ù).

Rappresentazione dell'andamento vocale dei toni

Toni e sandhi tonale[modifica | modifica wikitesto]

Il cinese è una lingua tonale. I toni si segnano con accenti grafici sopra una vocale non mediana (o con numeri da 1 a 4 appena dopo la sillaba). I toni poi possiedono la caratteristica di trasformarsi in presenza di alcuni particolari raggruppamenti. Il fenomeno di trasformazione si chiama sandhi tonale (连续变调 Liánxù biàndiào).

Avvengono anche con due sillabe molto usate nel cinese mandarino, (no, non) 不 e (uno/a, un) 一 . Infine, si può sentire con il raddoppio degli aggettivi monosillabici per dargli un tono più vivace e forte. Solo in questi tre casi l'accento si modifica anche in latinizzazione/romanizzazione.

Il sandhi è spiegato nella tabella (per la pronuncia precisa delle vocali e consonanti, vedi più avanti).

Una sillaba, in base all'intonazione di voce con cui è pronunciata, ha almeno cinque significati differenti. Comunque, di una sillaba non sempre esistono delle versioni con tutti e cinque i toni.

Prima di capire come si pronunciano i toni, è necessario dividere la propria tessitura vocale in tre altezze: massima, media e bassa.

Tono

声调

Shēngdiào

Latinizzazione col Pinyin

拼音

拉丁化

Pīnyīn

lādīnghuà

Pronuncia ed esempi

发音以及例子

Fāyīn yǐjí lìzi

1° tono

一声

Yì shēng

ā ō ē ī ū ǖ Altezza massima, lungo. Nella parlata lenta e scandita, si sente molto bene, altrimenti la durata è più breve ma si sente che l'intonazione della vocale è acuta. Esempi:

拼音 西安 冰 爹 他 贴 / 今天 听 拉 该 / 擦 参观 青 金 先 悲哀 风 都 西瓜 哭 三

pīnyīn Xī'ān bīng diē tā tiē / jīntiān tīng lā gāi / cā cānguān qīng jīn xiān bēi'āi fēng dōu xīguā kū sān

增加 虽说 餐厅 车 / 欧洲 妈 八 发 家 杀 哈 / 高 开 丢 山 鸡 几乎 江 双 喝 新疆 区

zēngjiā suīshuō cāntīng chē / Ōuzhōu mā bā fā jiā shā hā / gāo kāi diū shān jī jīhū jiāng shuāng hē Xīnjiāng qū

将 西方 心 非 咖啡 多 跟 刚刚 / 光 黑 真 抓 抽 出 吹 春天 秋天 冬天 扔 穿

jiāng xīfāng xīn fēi kāfēi duō gēn gānggāng guāng / hēi zhēn zhuā chōu chū chuī chūntiān qiūtiān dōngtiān rēng chuān

2° tono

二声

Èr shēng

á ó é í ú ǘ Da altezza media, ascende ad alta. Esempi:

拔毛 别 白 成为 陈平 麻 / 人民 学习 读 谈 尼 年 您 人 全 足

bámáo bié bái chéngwéi Chén Píng má / rénmín xuéxí dú tán ní nián nín rén quán zú

男人 连 零 回来 和平 / 没 才 茶 豺狼 桥 钱 行 穷 河南 及时

nánrén lián líng huílái hépíng / méi cái chá cháiláng qiáo qián xíng qióng Hénán jíshí

甭 门 糖食 疼 团 / 能 龙 层 隋朝 唐朝 明朝 从 常常 谁 难

Béng mén tángshí téng tuán / néng lóng céng Suícháo Tángcháo Míngcháo cóng chángcháng shéi nán

3° tono

三声

Sān shēng

ǎ ǒ ě ǐ ǔ ǚ Se a fine frase o prima di una virgola (e quindi di una pausa), [3°。] [3°,] [3°、] si sente completamente: da altezza bassa, discende e poi ascendente ad altezza quasi massima: è quindi diviso in due fasi. Nella parlata lenta e scandita, si sente molto bene, altrimenti il tutto si esegue rapidamente, senza rallentare e incagliarsi nell'interstizio tra le due fasi.

Una successione di due terzi toni [3°-3°] si trasforma solo foneticamente in [2°-3°]. Alcuni esempi:

小马 母马 老李 可以 语法 很好 挺好 / 水果 果品 也许 小姐 米酒 死者 乳齿 水母

xiǎomǎ mǔmǎ Lǎo Lǐ kěyǐ yǔfǎ hěn hǎo tǐng hǎo / shuǐguǒ guǒpǐn yěxǔ xiǎojiě mǐjiǔ sǐzhě rǔchǐ shuǐmǔ

所以 找找 等等 打扰 打死 补语 耳朵 / 解码 理解 讲解 母语 狗屎 以免 水鸟

suǒyǐ zhǎozhǎo děngděng dǎrǎo dǎsǐ bǔyǔ ěrduǒ / jiěmǎ lǐjiě jiǎngjiě mǔyǔ gǒushǐ yǐmiǎn shuǐniǎo

湖北省 古语 犬齿 警犬 / 母犬 母狗 母乳 搞好 搞鬼 海口 产品 蒙古 水塔

Húběi Shěng Héběi Shěng gǔyǔ quǎnchǐ jǐngquǎn / mǔquǎn mǔgǒu mǔrǔ gǎohǎo gǎoguǐ hǎikǒu chǎnpǐn Měnggǔ shuǐtǎ

河北省 主语 短语 俚语 手语 好歹 / 雨伞 躲雨 好感 好友 只好 美好 了解 铁板

Héběi Shěng zhǔyǔ duǎnyǔ lǐyǔ shǒuyǔ hǎodǎi / yǔsǎn duǒyǔ hǎogǎn hǎoyǒu zhǐhǎo měihǎo liǎojiě tiěbǎn

解体 瓦解 解渴 美女 水管 偶尔 礼品 / 奖品 补品 米粉 口语 口水 远古 水产

jiětǐ wǎjiě jiěkě měinǚ shuǐguǎn ǒu'ěr lǐpǐn / jiǎngpǐn bǔpǐn mǐfěn kǒuyǔ kǒushuǐ yuǎngǔ shuǐchǎn

九百 五百 港口 改口 井口 手掌 手纸 / 手指 手表 笔者 老鼠 老虎 古典 水井

jiǔbǎi wǔbǎi gǎngkǒu gǎikǒu jǐngkǒu shǒuzhǎng shǒuzhǐ | shǒuzhǐ shǒubiǎo bǐzhě lǎoshǔ lǎohǔ gǔdiǎn shuǐjǐng

打扫 好死 写法 笔法 想法 酒鬼 / 老板 古老 老子 老舍 小雨 美满 野草 骨粉 打鼓 水土

Dǎsǎo hǎosǐ xiěfǎ bǐfǎ xiǎngfǎ jiǔguǐ / lǎobǎn gǔlǎo Lǎozǐ Lǎo Shě xiǎoyǔ měimǎn yěcǎo gǔfěn dǎgǔ shuǐtǔ

Il terzo tono, affiancato ad un altro tono [3°-1°] [3°-2°] [3°-4°], si dimezza: per rapidità, si pronuncia solo il primo pezzo discendente, partendo da un'intonazione bassa. Solo tre fra i tanti esempi sono:

马上 听写 看法

mǎshàng tīngxiě kànfǎ

Se ci sono più terzi toni di fila [3°-3°-3°-...-3°] tutti tranne l'ultimo mutano secondo la regola [2°-2°-2°-...-3°] a meno che, in casi più rari, si vuole dare enfasi ad una sillaba in particolare: allora quest'ultima si pronuncia con tutto il terzo tono. Due esempi semplici sono:

我也很好。 我请老马把几个例子写了。

Wǒ yě hěn hǎo. Wǒ qǐng Lǎo Mǎ bǎ jǐ ge lìzi xiě le.

4° tono

四声

Sì shēng

à ò è ì ù ǜ Da altezza massima, discendente rapidamente ad altezza bassa.

Con più quarti toni di fila [4°-...-4°], per comodità i primi si interrompono a metà e solo l'ultimo è il più enfatico, forte e finisce nel registro di voce basso. Esempi:

办事 用作 看作 叫做 看见 办到 / 记住 再见 但是 动物 但愿 正确 却是

bànshì yòngzuò kànzuò jiàozuò kànjiàn bàndào / jìzhù zàijiàn dànshì dòngwù dànyuàn zhèngquè quèshì

进去 做饭 现在 过去 散步 / 放在 破碎 弄破 力气 浪费 见外 最后 顺利

jìnqù zuò fàn xiànzài guòqù sànbù / fàngzài pòsuì nòngpò lìqì làngfèi jiànwài zuìhòu shùnlì

5° tono

轻声

Qīng shēng

a o e i u ü Neutro: si appoggia all'intonazione della sillaba precedente. Quindi, il timbro sarà acuto dopo tutti i toni tranne il quarto, che di fatto finisce con un timbro grave. Nell'accento taiwanese, si evita il tono neutro, quindi se una sillaba col quinto tono ha una versione col tono, si può sentire come tonale. Si elencano alcune tipiche parole con il tono neutro in fondo:

谢谢 客气 咱们 老师们 这里 关系 / 休息 朋友 例子 桌子 椅子 鼻子

Xièxie kèqi zánmen lǎoshīmen zhèli guānxi / xiūxi péngyou lìzi zhuōzi yǐzi bízi

好着呢 你呢? 他呢? 去过 办了/ 破啦 拿着 我的 / 你的吗? 你在吗?办不了

Hǎozhene nǐ ne? tā ne? qù guo bàn le / pò la ná zhe wǒ de / nǐ de ne? Nǐ zài ma? Bàn buliǎo

Per maggiore velocità nell'uso del computer è convenzione comune indicare il numero corrispondente al tono dopo ogni sillaba. Ad esempio, "Tóng" si può scrivere "Tong2". Il tono neutro/leggero (o "quinto tono") si può indicare con uno 0, un 5 o non indicare. Se non si indica però si crea l'ambiguità tale per cui si potrebbe pensare che c'è una dimenticanza.

La sillaba ha di per sé il quarto tono, ma si modifica solo davanti al 4°: la negazione cambia in 2° tono. Se dentro una struttura potenziale al negativo o un complemento direzionale qualunque al negativo, perde il tono anche in traslitterazione.

La sillaba di per sé ha il primo tono, ma si sente raramente perché viene pronunciato tale solo se preceduto da un prefisso, come quello per i numeri ordinali 第. Se succeduto da un primo, secondo e terzo tono, diventa 4°. Se succeduto da un quarto tono e dal tono neutro, diventa 2°.

Negli aggettivi monosillabici raddoppiati, il secondo si può sentire col primo tono, ragion per cui si modifica anche in latinizzazione: 好好(儿) Hǎohāo(r) ("per benino").

Tavola delle vocali, consonanti, dittonghi, trittonghi[modifica | modifica wikitesto]

Per comodità, si riportano soltanto grafia e pronuncia delle iniziali (consonanti, qui rappresentate come isolate isolate) e finali. Queste ultime sono il nucleo della sillaba, cioè le vocali, dittonghi e trittonghi, inclusa la scrittura di questi gruppi vocalici in isolamento, cioè senza consonante iniziale. Nel nucleo si includono pure vocali o dittonghi che finiscono entrambi con un suono nasale. I due suoni nasali possibili sono -n e -ng.

Per ogni consonante iniziale, si elencano nella seconda tabella in basso tutte le combinazioni possibili con quella iniziale (iniziale+tutti i nuclei). Non tutte le combinazioni sono possibili: le impossibili sono automaticamente escluse.

Sillaba in Pinyin

拼音

Trascrizione IPA Descrizione
b /b~p/ B di birra / P di palla. Può sentirsi sia sorda che sonora. Una consonante si dice sorda se il palmo della mano intorno alla gola non sente nessuna vibrazione delle corde vocali durante la pronuncia: si compari ad esempio "mmm" e "vvv" con "fff" e "sss".
p /pʰ/ P di palla, sorda e con aspirazione (cioè al suono si accompagna uno sbuffo d'aria). Tutte le aspirate sono sorde e anche l'aspirazione è sorda. In generale, l'aspirazione si traslittera in IPA come / ʰ / (cioè una "h" come apice) ma in realtà nella parlata veloce si plasma in base alla posizione della lingua mentre pronuncia la vocale. Ad esempio, con la vocale anteriore alta /-i/, si pronuncia /ç-/. Per sentire la differenza, si provi a pronunciare velocemente "hi-hi-hi-hi-hi-hi-hi-hi".
d /d~t/ D di dente / T di tavolo.
t /tʰ/ T di tavolo, sorda e con aspirazione sorda.
j /d͡ʑ~t͡ɕ/ G di gelato / C di ciao, molto palatalizzata (cioè si pronuncia con la punta della lingua spinta molto in avanti, verso i denti, in posizione di "gn" di gnomo; si provi, per esempio, a pronunciare "gna-jia-gna-jia-gna-jia" più volte di fila senza mai cambiare la posizione della lingua). È spesso accompagnata al secondo membro da una "-i" (ex. Jia, Jian, Jiang, Jie, Jiong) e dal suono /y/ scritto come falso amico "-u" (vedi avanti)
q /t͡ɕʰ/ C di ciao palatalizzata, sorda con aspirazione sorda e sempre palatalizzata. Idem.
x /ɕ/ SC di scienza palatalizzata, sorda. Idem. Nella pronuncia di molte donne, bambini e più in generale in quella meridionale, si pronuncia /s-/.
g /g~k/ G di galera / C di cane / K di koala.
k /kʰ/ C di cane / K di koala, sorda e con aspirazione sorda.
h /h~x/

oppure /ʁ/

H dell'inglese have, sorda. Poiché è un'aspirazione isolata, viene anch'essa plasmata dalla consonante successiva. Se è una /a/, è glottale, cioè l'aria senza ostacoli esce dalla valvola in fondo alla gola che si individua tossicchiando.

Se dopo c'è /-o, -w, -ɤ, -e, -ə/ diventa /x-/, cioè una "c" di cane senza contatto tra organi.

Nella pronuncia di Pechino, spesso in tutti i casi si realizza come /ʁ-/, cioè una vibrazione sorda dell'ugola eseguita con la radice della lingua sollevata.

Infine, in alcune pronunce dialettali meridionali, si muta in /f-/.

Le altre combinazioni non esistono e la grafia del suono è unica: il fenomeno è solo fonetico.

z /d͡z~t͡s/ Z di zero, sorda o sonora.
c /t͡sʰ/ Z di zero, sorda e con aspirazione sorda.
s /s/ S di sera, sorda. Si ricorda che vi converge la pronuncia di /ɕ/ di svariati parlanti. Tuttavia le sillabe sono inconfondibili.
m /m/ M di mano, sonora.
n /n~m(b/pʰ)~ɱ(f)~ɲ/ N di nave, sonora. È la prima delle due nasali a poter chiudere una sillaba.

In più nella parlata veloce si assimila in /-m/ davanti a /p/ aspirata e non, come nell'italiano "un balletto" o "sono in birreria" o "sono un poliziotto".

Si assimila poi in /-ɱ-/ se dopo si trova una /-f/, cioè il cluster consonantico si pronuncia come NF di anfora: gli incisivi dell'arcata dentaria superiore sono a contatto con il labbro inferiore. Tipici esempi sono:

看法 办法 减肥 战法 / 阐发 分发 宪法 看风水

kànfǎ bànfǎ jiǎnféi zhànfǎ / chǎnfā fēnfā xiànfǎ kàn Fēngshuǐ

干饭 韩非子 神父 神佛 / 尘凡 晨风 军法 群芳 驯服

gānfàn Hán Fēizǐ shénfù shénfú / chénfán chénfēng jūnfǎ qúnfāng xùnfú

Diventa "gn" di gnomo davanti alle tre palatalizzate (specialmente le due affricate). Esempi:

看见 反清 反响

Kànjiàn fǎnQīng fǎnxiǎng

Se una sillaba che finisce in -n si incontra con un'altra -n, si ottiene la consonante geminata/raddoppiata/tensificata /nn/

(ex. Ānnà 安娜). Un fenomeno simile in italiano avviene in situazioni come "un nano, un nono, un nostro amico, il camion non è ancora arrivato e anche il pullman non c'è, lo zooplancton non è visibile senza il microscopio, Backgammon non è difficile, il krapfen non lo voglio col cioccolato ma con niente dentro, nelle sillabe "Ju-Qu-Xu" la ipsilon non serve". Esempi:

烦恼 南宁 难耐 / 残念 生产能力 山南区 怎能 您奶奶

fánnǎo Nánníng nánnài / cánniàn -shēngchǎn nénglì- Shānnán Qū zěnnéng nín nǎinai

神农 沉溺 贞女 / 全年 今年 新年 本能 云南 俊男美女 逊尼派 闽南语

Shénnóng chénnì zhēnnǚ / quánnián jīnnián xīnnián běnnéng Yúnnán jùnnán měinǚ Xùnnípài Mǐnnányǔ

新男朋友 孙女 春暖花开 / 年年 连年 鲜奶 艰难 千年 前年 贫农 吞拿鱼

xīnnánpéngyou sūnnǚ -chūnnuǎnhuākāi- / niánnián liánnián xiānnǎi jiānnán qiānnián qiánnián pínnóng tūnnáyú

Il cluster [-n m-] si gemina in /mm/. Nella parlata estremamente rapida e poco curata si può accorciare in /m/. Equivale all'italiano "man mano". Esempi:

什么 怎么 关门 干嘛

shénme zěnme guānmén gànma

Davanti alle retroflesse, si pronuncia /ɳ-/ (vedi avanti).

-ng /-ŋ/ NG di panca, sonora. Per la pronuncia corretta è necessario isolare il suono nasale dalla /-k/ in eccesso. In altre parole, equivale all'inglese "king, going, doing, sing". È la seconda delle due nasali a poter chiudere una sillaba. La vocale prima di -ng può sentirsi una leggera nasalizzazione. Nel pronunciarla, il palato morbido si rilassa così il suono esce dal naso. Il velo palatino si individua se si immagina di chiudere il setto nasale e respirare solo con la bocca. In IPA i suoni nasali si traslitterano aggiungendo un tildo in alto. Nel cinese arcaico, questo suono si poteva trovare a inizio consonante. Ora è sparito tranne nell'onomatopea per imitare il verso dell'asino in cinese, "ng'a-ng'a" /ŋaŋa/
l /l/ L di leva, sonora.
f /f/ F di ferro, sorda. La consonante "v" sonora esiste solo nei dialetti.
zh /ɖʐ~ʈʂ/

oppure /d͡z~t͡s/

G di gelato / C di ciao cacuminale. Le cacuminali (o "retroflesse") si effettuano arrotolando la punta della lingua nell'incavo del palato. Detto in altre parole, la lingua nel pronunciare il suono è piegata all'indietro.

Se una sillaba che termina in -n è seguita da un suono retroflesso, la -n nella parlata veloce si assimila retroflettendosi in /ɳ-/.

Nella pronuncia meridionale, si toglie la retroflessione immaginando di togliere la "-h" dal digrafo. Quindi ritorna "z".

ch /ʈʂʰ/

oppure /t͡sʰ/

C di ciao, sorda e retroflessa. Nella pronuncia meridionale, torna ad essere "c": l'aspirazione ovviamente non si perde.
sh /ʂ/

oppure /s/

SC di scienza, sorda e retroflessa. Nella pronuncia meridionale torna ad essere "s".
r /ʐ/

oppure /ʒ~z/

SC di scienza, sonora e retroflessa. In altre parole, è l'analogo di /ʂ/ ma sonorizzato; viceversa, "sh" si può pensare come /ʐ/ desonorizzato. Nella pronuncia meridionale può sentirsi /ʒ~z/. La prima si pronuncia "g" di gelato ma senza contatto tra organi. La seconda, più rara, si pronuncia "z" di zero sonora e senza contatto tra organi.
-r /-ɻ~-ɚ/ R dell'inglese car, retroflessa, sonora e senza alcun contatto tra organi. La lingua di solito si retroflette di meno rispetto all'inglese, in cui infatti si traslittera come /ɽ/. Il suono si chiama Èrhuà, si trova solo a fine sillaba, si traslittera 儿 (兒 in caratteri tradizionali) ed è facoltativo. Se pronunciato, fa cadere dalla sillaba la -n. Anche la -ng cade ma in più la Èrhuà si sente nasale. Infine, il suono accorcia la pronuncia di alcuni dittonghi e trittonghi (ex. Wair → /waɻ/, Huir → /xuɻ/; Lei → /lɻ/). Il suono si può sentire anche alla fine di un qualunque aggettivo raddoppiato, si sente spesso nella pronuncia colloquiale dei parlanti del nord proprio perché è una caratteristica delle varietà settentrionali e in taluni casi è utile per distinguere casi di ambiguità, ex. "dipingere quadri" 画画儿 (Huà huàr)

Su tastiera si digita "er", come per le sillabe 而 耳 尔 二, ma la Èrhuà è ben riconoscibile in latinizzazione perché si traslittera "-r" e mai "-er" (ex. 事儿 Shìr).

a /a/ A di alto. Se una sillaba in mezzo alla parola inizia per a/o /e, per non fonderla con la coda nasale o con le altre vocali e quindi sbagliare la lettura si usa l'apostrofo come separatore tra le sillabe (esempi inventati: Xia o Xi'a; Xina o Xi'na o Xin'a; Banan o Ban'an; Xian'a o Xi'an'a o Xia'na; ecc...). Si usa pure per disambiguare se "ng" si tratta della coda nasale o di una "n-" di coda affiancata ad una "g-" della prossima sillaba (ex. Xinga o Xin'ga).
ê /e/ E di enorme. Si usa solo per traslitterare il verso "eh".
o /ɔ/ O di orso, procheila (cioè con le labbra arrotondate) e aperta (cioè con il dorso della lingua più lontano dal palato). Ricordarsi dell'apostrofo.
e /ɤ/ Il suono di questa vocale posteriore si imita pronunciando G di galera senza contatto tra organi e con il dorso della lingua tirato verso la parte posteriore della bocca e lontano dal palato. Nella sillaba "-me", dal tono neutro e reperibile alla fine di alcuni sostituti interrogativi, può sentirsi alleggerita in /mə ~ma/. Se la coda è nasale (-n, -ng), vedi sotto. In alcune pronunce semi-dialettali, a volte (in particolare con la sillaba "ke") può sentirsi /kʰo/.
er /ʌɻ~aɻ/ Premesso che la resa della consonante è analoga a quella della Èrhuà, la vocale iniziale di questa particolare sillaba isolata è una "o" aperta e con le labbra distese oppure una /a/.
ai /ai̯/ Ai di aitante.
ei /ei̯/ EI di sei.
ao /ao~aʊ/ AO di Macao. Alcuni parlanti settentrionali possono pronunciarlo AU di auriga, con la "u" aperta.
ou /ou̯/ OU di sottoutilizzato.
an /an/ AN di andare.
en /ən/ EN di entrare. La prima vocale è però una schwa, che si pronuncia immaginando di declamare le consonanti senza dire il nome di ogni lettera, cioè pronunciando "b-c-d-f..." invece di "bi-ci-di-effe...". È quindi una vocale neutra.
eng /əŋ/ ENG dell'inglese engineer, con schwa e ovviamente senza la "-g" di rilascio.
-ong /-oŋ~-ʊŋ/ ONG di ongaro (un ducato d'oro ungherese) o UNG di lungo in base al parlante.
yi; -i /i/ I di innaffiare. È nient'altro che una pura vocale, pure se in isolamento ha una "y-" davanti: serve solo da sostegno e separatore nell'ortografia per non farla confondere.
-i /-ɨ/ Dopo i quattro suoni retroflessi e la loro versione non retroflessa "Z-, C-, S-", la "-i" è un falso amico e ha una pronuncia estremamente simile alla schwa.
ya;

-ia

/ja/ IA di iato. Si presti attenzione alle due possibili grafie.
yao;

-iao

/jao~jaʊ/ IAO di miao, oppure IAU di tagliaunghie. Idem.
ye;

-ie

/jɛ/ IE di iena. La "-e" è aperta, quindi se la punta della lingua è tenuta allontana dal palato, la bocca è più spalancata.
you;

-iu

/jou~-jo/ IOU di "ti ho ucciso". Nella pronuncia rapida o nell'accento taiwanese, quando è nucleo della sillaba si riduce nel dittongo /-jo/ di sciolto.
yan;

-ian

/jɛn/ IEN di scienza, con la "-e" aperta. Quindi, il Pinyin se letto così come è scritto è fuorviante.
yin;

-in

/in/ In di infedele.
yong;

-iong

/joŋ~jʊŋ/ IONG di "io salutai Ongaro in birreria", oppure IUNG di giungla.
wu;

-u

/u/ U di Urano. Vale lo stesso discorso di "y-".
wa;

-ua

/wa/ UA di guarda.
wo;

-uo e

-o

/wo/ UO di uomo. Solo in scrittura si accorcia in "-o" dopo la B, P, M, F: si ottengono le uniche combinazioni "bo, po, mo, fo" che sono anche il nome colloquiale della traslitterazione taiwanese.
wai;

-uai

/wai̯/ UAI di guai.
wei;

-ui

/wei̯~-we/ UEI di quei. Nella parlata rapida o nell'accento taiwanese, quando è nucleo di sillaba si riduce nel dittongo /-we/ di quercia.
wan;

-uan

/wan/ UAN di quando.
wen;

-un

/wən/ UEN di sequenza, con la schwa.
wang;

-uang

/waŋ/ UANG di "basta, non voglio più anguille".
weng /wəŋ/ UENG di "voglio più impegno, più engagement!", con la schwa. È sempre isolata.
yu;

e -u

/y/ I di infedele con le labbra arrotondate. È un suono unico, nonostante la traslitterazione da isolata come "Yu" possa fuorviare. Come nucleo di una sillaba, si scrive con l'umlaut sopra tranne in tutte le combinazioni dopo le tre consonanti palatalizzate "J-, Q-, X-". Dopo invece "N-, L-" la pronuncia e significato variano se ha l'umlaut o no: senza umlaut è /u/.

Su supporto informatizzato, distinguerla bene negli ultimi due casi, si digita il tasto della lettera "V": ad esempio, scrivere "lü" e "nü" si digita "lv" e "nv". In tutti gli altri casi, è indifferente (ex. "yue" o "yve" fa uscire lo stesso risultato/output dal software).

yue;

-nüe e -ue

/ye/ IE di ieratico, con la "i-" arrotondata. Idem.
yuan;

-uan

/yæn/ IEN di iena, con la "i-" arrotondata. Idem, ma non esistono combinazioni con "L-, N-"
yun;

-un

/yn/ In di infedele, con la "i-" arrotondata. Idem, ma non esistono combinazioni con "L-, N-"

Tavole delle combinazioni[modifica | modifica wikitesto]

Nella riga verticale si trova il primo membro della sillaba, cioè la consonante. Le consonanti sono raggruppate per luogo di articolazione identico o simile. Si ricorda nuovamente che esistono delle varietà di pronuncia in particolare tra nord e sud della Cina. Nella prima riga orizzontale invece si trovano tutte le vocali già scritte in forma isolata (sillaba solo vocalica). Il caso di (-i) dopo le quattro retroflesse e le tre analoghe non retroflesse è stato messo in evidenza. Inoltre questo suono neutro e il dittongo (ong), messi tra parentesi tonde, non sono reperibili in isolamento. Per aggiungere la Èrhuà a fine sillaba, ricordarsi le regole di caduta dei foni nasali e vocalici.

Nella tabella non è stata inserita la sillaba "Er" (而 耳 ...) e "Weng" (翁 嗡 ...), che sono sempre isolate, la "O" isolata usata come interiezione (哦) e i filler/rumori emozionali/feedback come "ng", che corrisponde al verso "mh", e la "ê", che corrisponde al nostro "eh". Riguardo alle combinazioni possibili, non è detto che siano usate con tutti e quattro i toni.

Tra le combinazioni impossibili è stata comunque inserita la sillaba [biáng], dialettale. Indica un famoso piatto di noodles dello Shaanxi e il sinogramma usato per scrivere la parola contiene 58 tratti. Anche [tēi] è dialettale, il suo sinogramma è 忒. La terza e ultima dialettale è [ruá], 挼. Una quarta sillaba, molto colloquiale, è [lo]. Si scrive con il carattere 咯 che è sinonimo del 了 enfatico nell'esclamazione "当然咯" ("Ovviamente! Certamente!") e si romanizza con "lo" /lo/, da non confondere con "luo" /lwo/.

Per ogni sillaba, in quasi ogni caso è stato inserito uno degli esempi più semplici da disegnare tra tutti quelli più comuni, basilari e facili; in altri casi, si è preferito usare una particella grammaticale o congiunzione avente quella pronuncia: sono elementi ricorrenti e peraltro ancora più basilari dei vari sostantivi, aggettivi, avverbi... Comunque le singole sillabe, a parte per svariate particelle, si legano ad altre sillabe per formare le parole: oggi le parole monosillabiche, piuttosto arcaicheggianti, sono meno usate.

In generale, nel cinese ci sono rari casi di omografia tra sinogrammi: un sinogramma in base al contesto ha più pronunce e più utilizzi/significati. Diciotto esempi tipici e molto diffusi sono:

卡 (KǍ oppure QIǍ), 地 (DE oppure DÌ), 的 (DE oppure DĪ), 行 (XÍNG oppure HÁNG), 都 (DŌU oppure DŪ), 得 (DĚI oppure DÉ), 了 (LE oppure LIǍO), 还 (HÁI oppure HUÀN), 觉 (JIÀO oppure JUÉ), 着 (ZHE oppure ZHÁO oppure ZHUÓ), 发 (FĀ oppure FÀ), 当 (DĀNG oppure DÀNG), 大 (DÀ oppure DAI), 中 (ZHŌNG oppure ZHÒNG), 蒙 (MÉNG oppure MĚNG), 打 (DǍ oppure DÁ), 待 (DĀI oppure DÀI), 为 (WÉI oppure WÈI).

Uno che ha due pronunce facoltative ma non cambia significato è 谁 (SHUÍ oppure SHÉI, più utilizzata).

In molti altri casi, una sillaba avente un determinato tono ha ovviamente più grafie: la sillaba indicata è un solo esempio. Due casi esemplari sono DE (的 得 地) e ZUÒ (做 作 坐). In questi casi bisogna anche stare attenti quando si scrive al computer: un carattere può essere scambiato per un altro in taluni casi.

- a

e

饿

(-i)

-

/ɨ/

yi

ya

yao

ye

you

yan

/jɛn/

yang

yin

ying

yong

ai

ao

an

b ba 把 bi 比 biao 表 bie 别 bian 边 [biáng] bin 宾 bing 冰 bai 白 bao 报 ban 办
p pa 怕 pi 皮 piao 漂 pie 丿 pian 骗 pin 品 ping 平 pai 排 pao 跑 pan 盘
m ma 吗 me 么 mi 米 miao 苗 mie 灭 mian 面 min 民 ming 明 mai 卖 mao 帽 man 慢
f fa 发 fan 饭
d da 大 de 的 di 第 diao 掉 die 爹 dian 店 ding 定 dai 带 dao 到 dan 但
t ta 他 te 特 ti 提 tiao 跳 tie 贴 tian 天 ting 听 tai 太 tao 套 tan 谈
n na 那 ne 呢 ni 你 niao 鸟 nie 捏 nian 年 nin 您 ning 宁 nai 奶 nao 脑 nan 男
l la 拉 le 了 li 里 liao 聊 lie 列 lian 连 lin 林 ling 零 lai 来 lao 老 lan 兰
g ga 嘎 ge 个 gai 该 gao 高 gan 干
k ka 咖 ke 可 kai 开 kao 考 kan 看
h ha 哈 he 和 hai 孩 hao 好 han 汗
z za 杂 ze 则 zi 子 /ə/ zai 在 zao 早 zan 咱
c ca 擦 ce 册 ci 次 /ə/ cai 才 cao 草 can 参
s sa 撒 se 色 si 四 /ə/ sai 赛 sao 扫 san 三
zh zha 炸 zhe 这 zhi 知 /ə/ zhai 窄 zhao 找 zhan 站
ch cha 茶 che 车 chi 吃 /ə/ chai 豺 chao 超 chan 产
sh sha 杀 she 蛇 shi 是 /ə/ shai 晒 shao 少 shan 山
r- re 热 ri 日 /ə/ rao 绕 ran 然
j ji 鸡 jia 家 jiao 叫 jie 姐 jiu 就 jian 见 jiang 江 jin 今 jing 经 jiong 囧
q qi 气 qia 卡 qiao 桥 qie 切 qiu 球 qian 钱 qiang 强 qin 亲 qing 请 qiong 穷
x xi 西 xia 下 xiao 小 xie 写 xiu 休 xian 先 xiang 想 xin 心 xing 星 xiong 熊
- ou

ei

ang

en

eng

(ong)

-

wu

wa

wo

wai

wei 为 wan

wang

wen 问 yu 于 yue 月 yuan

/yæn/

yun 运
b bei 被 bang 帮 ben 本 beng 甭 bu 不 bo 伯
p pei 陪 pang 胖 pen 盆 peng 朋 pu 普 po 破
m mou 某 mei 没 mang 忙 men 门 meng 梦 mu

mo

f fou 否 fei 非 fang 放 fen 分 feng 风 fu 福 fo 佛
d dou 都 dei 得 dang 当 deng 等 dong 动 du 读 duo 多 duan 短 dun 吨
t tou 头 [tēi] 忒 tang 汤 teng 疼 tong 通 tu 土 tuo 脱 tuan 团 tun 屯
n nei 内 nang 崀 neng 能 nong 弄 nu 怒 nuo 诺 nuan 暖 nun 黁 nü 女 nüe 疟
l lou 楼 lei 泪 lang 浪 leng 冷 long 龙 lu 路 luo, 罗

[lo] 咯

luan 乱 lun 论

绿

lüe

g gou 狗 gei 给 gang 刚 gen 跟 geng 更 gong 工 gu 古 gua 瓜 guo 过 guai 怪 gui 贵 guan 管 guang 光 gun 滚
k kou 口 kei 剋 kang 康 ken 肯 keng 坑 kong 空 ku 哭 kua 夸 kuo 扩 kuai 快 kui 亏 kuan 款 kuang 狂 kun 困
h hou 后 hei 黑 hang 航 hen 很 heng 恒 hong 红 hu 互 hua 化 huo 或 huai 坏 hui 会 huan 换 huang 黄 hun 婚
z zou 走 zei 贼 zang 脏 zen 怎 zeng 增 zong 总 zu 租 zuo 做 zui 最 zuan 钻 zun 尊
c cou 凑 cang 仓 cen 岑 ceng 曾 cong 从 cu 粗 cuo 错 cui 催 cuan 窜 cun 村
s sou 搜 sang 桑 sen 森 seng 僧 song 送 su 速 suo 所 sui 虽 suan 算 sun 孙
zh zhou 州 zhei 這 zhang 张 zhen 真 zheng 正 zhong 中 zhu 住 zhua 抓 zhuo 桌 zhuai 转 zhui 追 zhuan 传 zhuang 装 zhun 准
ch chou 抽 chang 常 chen 陈 cheng 成 chong 重 chu 出 chua 欻 chuo 辍 chuai 踹 chui 吹 chuan 穿 chuang 床 chun 春
sh shou 收 shei 谁 shang 上 shen 什 sheng 生 shu 书 shua 刷 shuo 说 shuai 帅 shui 水 shuan 栓 shuang 双 shun 顺
r- rou

rang

ren

reng

rong

ru

[ruá] 挼 ruo

ruan

run

j ju

jue

juan

jun

q qu 去 que 却 quan

qun 群
x xu 需 xue 学 xuan

xun

Norme di ortografia più importanti[modifica | modifica wikitesto]

  • Le parole polisillabiche, in romanizzazione, non si separano carattere per carattere. Al contrario, in caratteri cinese non ci sono spaziature eccetto in corrispondenza della punteggiatura. Ovviamente, solo le parole monosillabiche sono isolate, ad esempio 人 Rén, 是 Shì, 老师 Lǎoshī, 工程师 Gōngchéngshī 资本主义 Zīběnzhǔyì...
  • Le poche parole monosillabiche raddoppiabili per ottenere il senso di "ogni/tutti", i verbi monosillabici raddoppiati per sfumare il tono perentorio e gli aggettivi monosillabici raddoppiati si romanizzano senza spazi, ex. 人人 Rénrén, 天天 Tiāntiān, 事事 Shìshì, 日日 Rìrì, 年年 Niánnián, 看看 Kànkàn, 好好儿 Hǎohāor. Tutti gli altri verbi verbi (sono bisillabici) raddoppiati per intero hanno lo spazio (ex. 朗读朗读 Lǎngdú lǎngdú). Gli aggettivi polisillabici, quando si vedono raddoppiati, si latinizzano con tutte le sillabe incollate, 高高兴兴儿 (Gāogāoxìngxìngr). A questo proposito si ricorda che la 儿 se presente si romanizza "-r" e mai come "-er", pure se su tastiera si digita in questo modo.
  • I nomi di persona completi e in totale bisillabici hanno cognome e nome separato. In quanto tale, le lettere sono maiuscole, idem se si inizia la frase e dopo il punto fermo: 我是王力老师,你呢? Wǒ shì Wáng Lì lǎoshī, nǐ ne? Il problema non si presenta se si scrive tutta la latinizzazione in maiuscolo.
  • L'epiteto davanti a persone va in maiuscolo e si separa, ex. 小王 Xiǎo Wáng. Si separa pure se è un onorifico o titolo lavorativo, posto sempre dopo il nome, ex. 陈平先生 Chén Píng xiānshēng. Non serve la maiuscola, essendo già introdotta dal nome proprio.
  • Sillabe usate come prefissi e suffissi non si separano da tutta la radice, quindi il composto resta unito, ex. 中国人 Zhōngguórén. Solo i suffissi di entità geografiche si separano dal nome proprio, a cui si riferiscono come apposizione, e in più in quanto nomi propri di località si trascrivono in maiuscolo, per esempio 北京市 Běijīng Shì, 泰山 Tài Shān, 江河 Jiāng Hé...
  • Nel composto [numero+classificatore], sia come quantità di oggetto che di azione (complemento di incidenza, cioè il "numero di volte"), le due parole in romanizzazione si separano. Invece i complementi risultativi, perlopiù indivisibili anche grammaticalmente, lo sono anche in scrittura. Ex. 我去过北京市一趟。 Wǒ qùguò Běijīng Shì yí tàng. Ex. 两本书 Liǎng běn shū.
  • Il prefisso dei numeri ordinali si separa dalla cifra con un trattino, ex. 第二 Dì-èr. ll prefisso non si usa solo con poche e particolari espressioni, come l'anno scolastico, "(di) seconda mano" (Èrshǒu 二手) e il nome del tono se indicato col sinogramma dei numerali (ma per il 5° tono, non esiste il nome costruito in questo modo).
  • I numeri che indicano una data si distinguono bene con un trattino nel Pinyin, ex. 五·四 Wǔ-sì (Il 4 Maggio).
  • Solo i numeri da 11 a 100 inclusi si trascrivono con tutte le cifre incollate, ex. 11 十一 Shíyī, 78 七十八 Qīshíbā, 100 一百 Yìbǎi.
  • Avverbi, preposizioni, localizzatori e congiunzioni sono separate dalla parola successiva, ex. 桌子下面 Zhuōzi xiàmian.
  • Si inserisce la maiuscola con nomi propri di persona e animali, a inizio frase e dopo il punto fermo. La punteggiatura, in quanto romanizzazione, rispecchia lo standard occidentale ( ;  :  ? ) e non la grafia cinese ( ;:?) . Inoltre le virgole non sono distinte tra virgola in grassetto (,) e virgola a goccia usata per elenchi di oggetti ( 、). Il punto fermo 。 non ha più l'aspetto di un cerchiolino.

Tabella di confronto con altri sistemi di romanizzazione[modifica | modifica wikitesto]

Vocali a, e, o
IPA a ɔ ɛ ɤ ai ei au ou an ən əŋ ʊŋ
Pinyin a o e e ai ei ao ou an en ang eng ong er
Tongyong pinyin a o e e ai ei ao ou an en ang eng ong er
Wade-Giles a o eh o/ê ai ei ao ou an ên ang êng ung êrh
Zhuyin ㄨㄥ
Esempio
Vocali i, u, y
IPA i ie iou iɛn in iʊŋ u uo uei uən uəŋ y ye yɛn yn
Pinyin yi ye you yan yin ying yong wu wo/o wei wen weng yu yue yuan yun
Tongyong pinyin yi ye you yan yin ying yong wu wo/o wei wun wong yu yue yuan yun
Wade-Giles i yeh yu yen yin ying yung wu wo/o wei wên wêng yüeh yüan yün
Zhuyin ㄧㄝ ㄧㄡ ㄧㄢ ㄧㄣ ㄧㄥ ㄩㄥ ㄨㄛ ㄨㄟ ㄨㄣ ㄨㄥ ㄩㄝ ㄩㄢ ㄩㄣ
Esempio


Consonanti non sibilanti
IPA p m fəŋ tiou tuei tuən ny ly kɤɚ
Pinyin b p m feng diu dui dun t ger k he
Tongyong pinyin b p m fong diou duei dun t nyu lyu ger k he
Wade-Giles p p' m fêng tiu tui tun t' kêrh k' ho
Zhuyin ㄈㄥ ㄉㄧㄡ ㄉㄨㄟ ㄉㄨㄣ ㄋㄩ ㄌㄩ ㄍㄜㄦ ㄏㄜ
Esempio 歌儿
Consonanti sibilanti
IPA tɕiɛn tɕiʊŋ tɕʰin ɕyɛn ʈʂɤ ʈʂɨ ʈʂʰɤ ʈʂʰɨ ʂɤ ʂɨ ʐɤ ʐɨ tsɤ tsuo tsɨ tsʰɤ tsʰɨ
Pinyin jian jiong qin xuan zhe zhi che chi she shi re ri ze zuo zi ce ci se si
Tongyong pinyin jian jyong cin syuan jhe jhih che chih she shih re rih ze zuo zih ce cih se sih
Wade-Giles chien chiung ch'in hsüan chê chih ch'ê ch'ih shê shih jih tsê tso tzŭ ts'ê tz'ŭ szŭ
Zhuyin ㄐㄧㄢ ㄐㄩㄥ ㄑㄧㄣ ㄒㄩㄢ ㄓㄜ ㄔㄜ ㄕㄜ ㄖㄜ ㄗㄜ ㄗㄨㄛ ㄘㄜ ㄙㄜ
Esempio
Toni
IPA ma˥˥ ma˧˥ ma˨˩˦ ma˥˩ ma
Pinyin ma
Tongyong pinyin ma
Wade-Giles ma1 ma2 ma3 ma4 ma0
Zhuyin ㄇㄚ ㄇㄚˊ ㄇㄚˇ ㄇㄚˋ ㄇㄚ・
Esempio (tradizionale/semplificato) 媽/妈 麻/麻 馬/马 罵/骂 嗎/吗

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Legge della Repubblica Popolare Cinese sulla lingua cinese standard scritta e parlata (2001)
  2. ^ a b prima dall'ISO 7098:1982, poi rivisto dall'ISO 7098:1991, e in procinto di essere aggiornato dall'ISO/DIS 7098 del 2014.
  3. ^ [...] essendosi ormai affermato come standard internazionale (e nell'uso della Cina stessa) il sistema pinyin, con l'abbandono del sistema Wade-Giles basato sulla fonetica inglese (tratto da Adeguamento dei cataloghi nelle biblioteche italiane, p.14).
  4. ^ Pinyin su Enciclopedia Britannica online, britannica.com.
  5. ^ Morto a 111 anni Zhou, l'uomo che diede un alfabeto ai cinesi, in rainews. URL consultato il 15 gennaio 2017.
  6. ^ Morto Z.Youguang, diede alfabeto a Cina - Asia, in ANSA.it, 14 gennaio 2017. URL consultato il 15 gennaio 2017.
  7. ^ (EN) Father of pinyin -- china.org.cn, su www.china.org.cn. URL consultato il 15 gennaio 2017.
  8. ^ (EN) Zhou Youguang, Architect Of A Bridge Between Languages, Dies At 111, in NPR.org. URL consultato il 15 gennaio 2017.
  9. ^ (EN) Traduzione del discorso di Zhou Enlai del 10 gennaio 1958 sulla necessità di una riforma della lingua cinese, pinyin.info.
  10. ^ a b Pinyin celebrates 50th birthday, on Xinhuanet

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