Romano Scarpa

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Romano Scarpa ad un'esposizione di fumetti a Roma nel 2000.

Romano Scarpa (Venezia, 27 settembre 1927Málaga, 23 aprile 2005) è stato un fumettista e animatore italiano.

È fra i disegnatori di fumetti Disney italiani più pubblicati negli Stati Uniti[senza fonte], considerato non solo il primo degli autori Disney italiani, ma anche l'ultimo degli americani[senza fonte]. Unico dopo Floyd Gottfredson a realizzare alcune storie di Topolino nel formato a strisce tra la fine degli anni ottanta e l'inizio dei novanta[1]. Molte storie di Paperino, Qui, Quo, Qua e Zio Paperone sono state da lui sceneggiate per fornire alle storie una sequenzialità tipica di alcuni film animati, spesso con parodie del genere giallo e d'avventura[1]. Carl Barks si complimentò più volte con Romano, al quale inviò un'idea per Brigitta[senza fonte]. Ha ideato decine di personaggi come Trudy, Atomino Bip Bip, Bruto, Filo Sganga, Sgrizzo Papero, Paperetta Yè Yè e molti altri che hanno contribuito a far crescere l'universo dei personaggi disneyani[1]. È ritenuto il più grande disegnatore Disney italiano riuscendo a lasciare un segno indelebile nella produzione a fumetti italiana e internazionale[2].

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato a Venezia il 27 settembre del 1927, si appassiona subito al mondo del fumetto e a quello dell'animazione[1]. Lettore appassionato di Topolino, partecipan attivamente con lettere e disegni alla posta della rivista[3][1]. Intraprende gli studi al liceo artistico, per poi abbandonarli a causa della guerra. Questa interruzione, però, non fa altro che appassionarlo sempre più al mondo dell'animazione iniziando a studiarne le tecniche da autodidatta, usando una piccola cinepresa Pathé Baby con la quale realizza nel 1946 il suo primo cortometraggio di circa 15 minuti "...e poi venne il diluvio"[1]. L'anno successivo, in un'ala del Palazzo dei Camerlenghi, vicino al Ponte di Rialto, [senza fonte]allestisce il suo primo studio di animazione nel quale produce brevi spot [senza fonte] fino a quando nel 1953 realizza il primo importante lavoro nel campo dell'animazione: La piccola fiammiferaia, riduzione animata dell'omonima fiaba[1] con colonna sonora del Quartetto Cetra, distribuita in abbinamento con Prima linea (Attack!), film diretto da Robert Aldrich.[senza fonte]

Nel 1968, durante un collegamento con gli stabilimenti Arnoldo Mondadori Editore all'interno di una puntata di Canzonissima '68, Scarpa - intervistato da Luigi Silori - disegnò in diretta una tavola di Topolino[4].

È morto nella primavera del 2005, in Spagna, dove viveva da una decina d'anni[1].

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Gli esordi e gli anni cinquanta[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1948 propone senza successo a Mario Gentilini, direttore di Topolino, una serie di tavole e disegni di prova, ma senza successo;[senza fonte] nel 1953 riprova a proporre il proprio lavoro presentando anche una storia completa[5][1], con alcune tavole già disegnate per intero, che colpisce Gentilini[1], tanto che questi, prima di metterlo alla prova come autore completo, gli propone di disegnare per il giorno successivo i personaggi più difficili di tutto il panorama disneyano: Biancaneve e i sette nani. Superata la prova (la sua piccola fiammiferaia, infatti, deve molto allo stile dell'animazione americana di quegli anni)[senza fonte]Gentilini e Martina decidono di assegnargli una sceneggiatura con i personaggi del famoso film animato di Walt Disney: Biancaneve e Verdefiamma[1], uscita nel 1953 sui numeri 78, 79 e 80 di Topolino[6][7]. Le storie successive sono tutte su testi di Guido Martina: nello stesso anno realizza le tavole di raccordo dell'Albo d'Oro n° 50 del 1953 che presentava alcune storie di produzione statunitense[7], mentre l'anno successivo escono Paperino "3D"[8][7], Biancaneve, la strega e lo scudiero[9][7] e Topolino e le delizie natalizie, una classica storia festiva in cui gli autori italiani riuniscono i personaggi di Paperopoli e Topolinia per festeggiare il Natale[10][7]. Nel 1955, sempre su testi di Martina, disegna Topolino e il doppio segreto di Macchia Nera[7], storia che segna il ritorno sulle scene di Macchia Nera, acerrimo nemico di Topolino[11] e che sarà poi pubblicata anche negli USA su Mickey and Donald nn° 6-8 dell'ottobre-dicembre del 1988[12]. Questa storia è solo il primo esempio delle atmosfere noir e hard boiled che caratterizzeranno il suo lavoro negli anni successivi[13]. Con Guido Martina realizzerà successivamente un'altra decina di storie, tra le quali si ricordano Paperino e la scuola dei guai, la prima inchiostratagli da Rodolfo Cimino[14] e con il quale inizierà un rapporto di collaborazione lungo e duraturo[15], o Zio Paperone e il segreto di Villa Mistero[16][7]. Il rapporto con Martina riprenderà nel 1970 quando disegna due storie del ciclo di Paperinik e la lunga saga a puntate della Storia e gloria della dinastia dei paperi, dividendosi il lavoro con Giovan Battista Carpi[17][7].

Come autore completo inizia a realizzare storie nel 1956 con Paperino e i gamberi in salmì[1][18], un giallo in cui il disegnatore miscela elementi di suspense con le gag[19]. Il tratto è probabilmente ispirato a Carl Barks (sia i paperi, sia i topi sono molto rotondi, mentre molte delle movenze sono tipicamente riprese dal maestro dell'Oregon),[senza fonte] mentre la costruzione della storia è tipica del Topolino quotidiano di Walsh e Gottfredson: la scena iniziale dei Gamberi in salmì, infatti, è una variazione della scena d'apertura di Topolino e gli orfani di guerra.[senza fonte] A questa seguirono due avventure di viaggi: Paperino e l'amuleto di Amundsen[20] e Topolino e il mistero di Tapioco VI[21], prima storia con il personaggio di Topolino della quale cura sceneggiatura e testi[7][1] e alla quale ne seguiranno altre negli anni ritenute all'altezza di quelle che l'autore leggeva su Topolino giornale realizzate da autori americani[1].

Scarpa si ispira generalmente alle storie quotidiane americane di Topolino ma anche alle opere di Barks, realizzando delle storie che ne ricordano le trame come[senza fonte] Paperino e la fondazione de Paperoni[22] che è un esempio di come le potenzialità del personaggio Paperone siano ancora completamente sconosciute[senza fonte], o la storia in tre puntate Paperino e le lenticchie di Babilonia[23], in cui riecheggia il cinema di Frank Capra, di gran lunga il suo cineasta preferito.[senza fonte] Ma anche storie come Topolino imperatore della Calidornia[24] e Topolino nel favoloso regno di Shan-Grillà[25] sono nuovi esempi di stile barksiano applicato a Topolino[senza fonte], ma anche dei perfetti esempi di come lo Scarpa di quegli anni prediliga scrivere delle storie con una stretta continuity: laddove, infatti, finisce una storia, si può ricollegare la sua successiva, proprio ispirandosi alle strisce di Walsh e Gottfredson. Infatti, incominciando da Topolino e la dimensione Delta[26](1959) in cui recupera il prof. Enigm, inizia un lungo ciclo di avventure che vede impegnato Topolino a fianco di Atomino Bip Bip, un atomo antropomorfo ingrandito da Enigm due biliardi di volte.

Scarpa, come molti suoi colleghi, ha un tratto facilmente riconoscibile. La morbidezza e l'equilibrio delle forme sono speciali. I personaggi sono ritratti anche in pose inconsuete, ma sempre caratterizzati. Il fotogramma presenta spesso piani diversi e le colorazioni pastello degli sfondi sono un marchio di fabbrica, purtroppo trascurato in molte recenti ristampe.[senza fonte] Gli omaggi alle atmosfere del cinema americano (su tutti Alfred Hitchcock e John Frankenheimer) non si fermano solo alla trama, ma anche all'uso delle tecniche. Molte delle innovazioni allora introdotte da Scarpa, vennero in seguito adottate dai cartoonist d'oltreoceano.[senza fonte]

Nel 1958 pubblica Topolino e l'unghia di Kalì[27], ritenuta una pietra miliare del personaggio[1]; non è solo una storia gialla con un mistero apparentemente inspiegabile e con alcuni elementi del genere spionistico, ma anche una storia d'atmosfera in cui, per la prima volta in Italia[senza fonte], viene utilizzata la dissolvenza incrociata, in cui il personaggio che narra il flashback, Mr. Purcell, viene ridisegnato identico sia nella vignetta dell'interrogatorio che nella prima vignetta del suo racconto, ma in questo caso è trasparente, in dissolvenza.

Successivamente, nel 1959, arriva Paperino e l'uomo di Ula-Ula. Storia narrata con la tecnica del flashback di volta in volta dai diversi personaggi in prima persona[28]. Nello stesso anno pubblica Topolino e Bip Bip alle sorgenti mongole[29], storia in due parti pubblicata su Topolino n°222 e 223, considerata un capolavoro della narrativa a fumetti, presa come modello da tutte le generazioni successive.[senza fonte] Da notare che in questa storia le gag comiche, le notizie storiche, il sottoepisodio del capitano Mac Hab, lungo circa 40 vignette, e la zavattiniana visione del paese dei minatori milionari, le innovazioni di Scarpa sono numerosissime.[senza fonte]

Gli anni sessanta e settanta[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1960 realizza Topolino e la collana Chirikawa[30], storia del lungo ciclo con Atomino Bip-Bip, in cui l'autore utilizza, durante un flashback di Topolino, la soggettiva, facendoci vedere con gli occhi del neonato Topolino un Gambadilegno bambino ma già ladro (in questa storia, quindi, si lascia a intendere che l'eterno nemico di Topolino sia, in realtà, più anziano di Topolino stesso). Inoltre il tratto utilizzato per disegnare questa scena ricorda quello infantile, considerato che quelli sono i ricordi di un neonato.

Su ispirazione delle Silly Symphonies disneyane scrive e disegna nel 1961 "Codino cavallo marino", storia senza i personaggi di Topolinia e di Paperopoli pubblicata su Topolino n° 317 e riconosciuta come un piccolo capolavoro.[1] Nel 1963 utilizza l'inquadratura parziale[senza fonte] per la storia Topolino e l'uomo di Altacraz[31], in cui inserisce anche un lungo inseguimento per le strade della città. In quegli stessi anni riprende un altro personaggio Disney molto utilizzato nelle strisce giornaliere americane: Gancio il Dritto, ideato da Bill Walsh e Manuel Gonzales. Il personaggio ritorna in Italia con Quel drittone di Gancio del 1964[32]. Sarà uno degli autori ad utilizzarlo più spesso e, soprattutto, sarà lui a dotare il personaggio di un figlio adottivo, altrettanto grintoso e spumeggiante del padre: Gancetto, detto Bruto, esordisce in Topolino e il rampollo di Gancio del 1975[33].

Gli anni ottanta e novanta[modifica | modifica wikitesto]

Dal 1989 realizza una serie di storie con Topolino pubblicate sul settimanale su due strisce di tre o quattro vignette sovrapposte sviluppato su due pagine affiancate[1]. La prima storia della serie è Topolino e l'enigma di Brigaboom[34], cui fanno seguito Topolino e la banda dello sternuto (1990)[35], Topolino e gli Uomini-Vespa (1991)[36] e Topolino in Ciao, Minnotchka! (1992)[37], parodia del film Ninotchka.

Trasferitosi nel frattempo in Spagna, inizia a collaborare sempre più attivamente con il mercato estero[1], realizzando nuove avventure con i paperi pubblicate sulla testata Zio Paperone e con Topolino pubblicate nella collana Maestri Disney: Topolino in Un ragazzo davvero in gamba![38], Topolino e un tranquillo giorno in spiaggia,[39] storia con pochissimi dialoghi e Topolino - Barili, scioperi e salmoni[40].

Animazione[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1972 realizza Ainhoo degli iceberg[41], un cartone animato di circa 14 minuti al quale segue nel 1977 Il quarto re,[41] cartone animato di 22 minuti, storia natalizia uscita contemporaneamente negli USA, trasmessa dalla NBC, e in Italia dalla RAI[42].

Per la trasmissione Topolino show di Retequattro nel 1982 realizza la sigla dove compaiono in marcia vari personaggi Disney comprese alcune sue personali creazioni come Brigitta e Paperetta Yè Yé[43]. Sempre in ambito Disney nel 1988 realizza una test di animazione per il serial televisivo Duck Tales.

La produzione della serie animata Sopra i tetti di Venezia viene avviata nel 1997 e realizzata nel 2001 dalla RAI e dalla TV francese. Scarpa ne cura il soggetto, le ambientazioni e i personaggi, model-sheet inclusi in collaborazione con lo studio di animazione Lanterna Magica. La serie venne trasmessa dalla Rai nel 2003.[44]

Collaborazioni e lavori per l'estero[modifica | modifica wikitesto]

Nei primi anni sessanta collabora con lo Studio Disney di Burbank realizzando storie distribuite all'estero partendo generalmente da un soggetto appena abbozzato mentre a volte, quando ideate da autori come Dick Kinney, Carl Fallberg, Ed Nofziger sono sceneggiature disegnate in Italia da artisti come Giovan Battista Carpi, Luciano Bottaro, Luciano Gatto, Giorgio Rebuffi, Guido Scala, Marco Rota, Giorgio Cavazzano e Romano Scarpa, di gran lunga il più prolifico in questo campo.[senza fonte] A queste storie si aggiungono le riunioni natalizie, le storie con i personaggi di Biancaneve e i sette nani realizzando un vero e proprio sequel del film in due parti (I sette nani e il cristallo di re Arbor e I sette nani e la fonte meravigliosa), oltre alla collaborazione con iniziative editoriali come Topolino Più, pubblicazione degli anni ottanta che presentava, su cartonati tipici del mercato franco-belga, storie dei più grandi autori Disney di quel periodo. Scarpa contribuì a questa iniziativa con Topolino e la regina d'Africa, che venne successivamente ristampata in latino, come quasi tutte le storie della collana.

Si devono poi aggiungere alcune storie realizzate direttamente per il mercato estero: per gli Stati Uniti partecipa al progetto Disney Adventures realizzando storie ispirate ai serial televisivi come Chip'n'Dale Rescue Rangers (Cip e Ciop agenti speciali) e una storia su TaleSpin (spin-off del lungometraggio Il libro della giungla) insieme a Luciano Gatto. Quindi per il mercato francese realizza Avventure a Eurodisney, su testi di Jacques Lelièvre, in occasione dell'apertura del parco Euro Disney di Parigi, anche se nello stesso periodo è stata pubblicata una storia simile ideata appositamente per l'Italia, I paperi di Paperopoli alla conquista del mitico ticket, in cui fa una delle sue rare comparse italiane il faccendiere Cuordipietra Famedoro. A queste si aggiungono le storie recenti, realizzate in prima edizione per il mercato estero e altre realizzate appositamente per le Olimpiadi come Pippo e i parastinchi di Olympia e Paperolimpiadi.

Eredi[modifica | modifica wikitesto]

Fra i molti autori che hanno iniziato la carriera nel mondo dei fumetti Disney collaborando con Scarpa abbiamo Rodolfo Cimino, che ne ha inchiostrato alcune delle storie prima di affermarsi come sceneggiatore, ma anche disegnatori come Giorgio Cavazzano, per anni suo fedele inchiostratore (il suo primo stile, infatti, risulta profondamente influenzato da quello del maestro veneziano), senza dimenticare i bravi[senza fonte], Maurizio Amendola, Alessandro Del Conte e Lucio Michieli, il suo ultimo inchiostratore. Di origine veneta ci sono artisti che hanno in Scarpa, sono da aggiungersi anche Giorgio Bordini, Luciano Gatto, Valerio Held e sceneggiatori come Giorgio Pezzin, Manuela Marinato, Bruno Concina, Rudy Salvagnini.[senza fonte]

Sulla sua scia, infine, si sono formati anche Lorenzo Pastrovicchio, Fabio Celoni ed Enrico Faccini.[senza fonte]

Sul lato invece delle sceneggiature, tra gli attuali epigoni di Scarpa si devono segnalare Tito Faraci e Casty,[senza fonte] quest'ultimo anche autore completo con uno stile molto simile a quello dello Scarpa degli inizi.[45]

I personaggi di Romano Scarpa[modifica | modifica wikitesto]

Sono molti i personaggi ideati da Romano Scarpa, e per numero e qualità rivaleggiano solo con quelli inventati dal grande Carl Barks.[senza fonte]

Premi e riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

  • Mostra dedicata a Romano Scarpa presso Torino Comics dal 27 al 29 Aprile 2001 in occasione della presentazione di un volume a lui dedicato dalla Vittorio Pavesio Productions.[47]
  • Mostra "Dall'unghia di Kalì all'ultimo Balabù - l'arte di Romano Scarpa il più grande artista Disney italiano" presso "WOW Spazio Fumetto", il museo del fumetto di Milano, con l'esposizione di oltre 150 tavole originali dell'autore provenienti da collezioni private e dagli archivi della Fondazione Franco Fossati (dal 16 Gennaio al 13 Marzo 2016).[1][2]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q r s FFF - Romano SCARPA, su www.lfb.it. URL consultato il 22 marzo 2017.
  2. ^ a b Dall'unghia di Kalì all'ultimo Balabù, in WOW Spazio Fumetto, 23 dicembre 2015. URL consultato il 22 marzo 2017.
  3. ^ nel n° 418 del 1940 compare un suo disegno nella posta dei lettori
  4. ^ Scarpa, Carpi e Gentilini a Canzonissima 1968, su YouTube. URL consultato il 21 marzo 2017.
  5. ^ intitolata "Paperino agente investigativo"
  6. ^ (EN) Biancaneve e verde fiamma, su coa.inducks.org. URL consultato il 22 marzo 2017.
  7. ^ a b c d e f g h i Cronologia completa delle storie Disney a fumetti - Romano Scarpa, in Romano Scarpa. URL consultato il 22 marzo 2017.
  8. ^ (EN) Paperino "3D", su coa.inducks.org. URL consultato il 22 marzo 2017.
  9. ^ (EN) Biancaneve, la strega e lo scudiero, su coa.inducks.org. URL consultato il 22 marzo 2017.
  10. ^ (EN) Topolino e le delizie natalizie, su coa.inducks.org. URL consultato il 22 marzo 2017.
  11. ^ Alberto Becattini, Luca Boschi; Leonardo Gori; Andrea Sani, Capitolo quarto - Romano Scarpa e Guido Martina, in Romano Scarpa - Sognando la Calidornia, Vittorio Pavesio Productions, aprile 2001, p. 25, ISBN 88-87810-16-8.
  12. ^ (EN) Topolino e il doppio segreto di Macchia Nera, su coa.inducks.org. URL consultato il 21 marzo 2017.
  13. ^ Alberto Becattini, Luca Boschi; Leonardo Gori; Andrea Sani, Capitolo diciottesimo - I generi, in Romano Scarpa - Sognando la Calidornia, Vittorio Pavesio Productions, aprile 2001, p. 128, ISBN 88-87810-16-8.
  14. ^ (EN) Paperino e la scuola dei guai, su coa.inducks.org. URL consultato il 22 marzo 2017.
  15. ^ molte delle storie scritte da Cimino, infatti, sono disegnate da Scarpa, così come molte delle storie di Scarpa di quel periodo sono inchiostrate da Cimino
  16. ^ (EN) Romano Scarpa, su coa.inducks.org. URL consultato il 22 marzo 2017.
  17. ^ (EN) Storia e gloria della dinastia dei paperi, su coa.inducks.org. URL consultato il 22 marzo 2017.
  18. ^ pubblicata in due puntate nei n°132 e 133 di topolino libretto, dove compare per la prima volta Gedeone, fratello di Paperone
  19. ^ (EN) Paperino e i gamberi in salmì, su coa.inducks.org. URL consultato il 22 marzo 2017.
  20. ^ (EN) Paperino e l'amuleto di Amùndsen, su coa.inducks.org. URL consultato il 22 marzo 2017.
  21. ^ (EN) Topolino e il mistero di Tapioco Sesto, su coa.inducks.org. URL consultato il 22 marzo 2017.
  22. ^ (EN) Paperino e la "Fondazione De' Paperoni", su coa.inducks.org. URL consultato il 22 marzo 2017.
  23. ^ (EN) Paperino e le lenticchie di Babilonia, su coa.inducks.org. URL consultato il 22 marzo 2017.
  24. ^ (EN) Topolino imperatore della Calidornia, su coa.inducks.org. URL consultato il 22 marzo 2017.
  25. ^ (EN) Topolino nel favoloso regno di Shan-Grillà, su coa.inducks.org. URL consultato il 22 marzo 2017.
  26. ^ (EN) Topolino e la dimensione Delta, su coa.inducks.org. URL consultato il 22 marzo 2017.
  27. ^ (EN) Topolino e l'unghia di Kalì, su coa.inducks.org. URL consultato il 22 marzo 2017.
  28. ^ (EN) Paperino e l'uomo di Ula-Ula, su coa.inducks.org. URL consultato il 22 marzo 2017.
  29. ^ (EN) Topolino e Bip-Bip alle sorgenti mongole, su coa.inducks.org. URL consultato il 22 marzo 2017.
  30. ^ (EN) Topolino e la collana Chirikawa, su coa.inducks.org. URL consultato il 22 marzo 2017.
  31. ^ (EN) Topolino e l'uomo di Altacraz, su coa.inducks.org. URL consultato il 23 marzo 2017.
  32. ^ (EN) Quel drittone di Gancio, su coa.inducks.org. URL consultato il 23 marzo 2017.
  33. ^ (EN) Topolino e il rampollo di Gancio, su coa.inducks.org. URL consultato il 23 marzo 2017.
  34. ^ (EN) Topolino e l'enigma di Brigaboom, su coa.inducks.org. URL consultato il 23 marzo 2017.
  35. ^ (EN) Topolino e la banda dello sternuto, su coa.inducks.org. URL consultato il 23 marzo 2017.
  36. ^ (EN) Topolino e gli uomini vespa, su coa.inducks.org. URL consultato il 23 marzo 2017.
  37. ^ (EN) Topolino in: Ciao Minnotchka, su coa.inducks.org. URL consultato il 23 marzo 2017.
  38. ^ (EN) History Re-Petes Itself, su coa.inducks.org. URL consultato il 23 marzo 2017.
  39. ^ (EN) A Quiet Day At The Beach, su coa.inducks.org. URL consultato il 23 marzo 2017.
  40. ^ (EN) Strike Zone, su coa.inducks.org. URL consultato il 23 marzo 2017.
  41. ^ a b Maurizio Amendola, su www.guidafumettoitaliano.com. URL consultato il 22 marzo 2017.
  42. ^ Il quarto re - Non è vero che a Natale ogni strip vale - Romano Scarpa, in www.Romano Scarpa.net. URL consultato il 22 marzo 2017.
  43. ^ DrGeppe80, Romano Scarpa - Passeggiata Disney (rete4 - 1982), 14 gennaio 2008. URL consultato il 22 marzo 2017.
  44. ^ Sopra i tetti di Venezia, su www.raiyoyo.rai.it. URL consultato il 22 marzo 2017.
  45. ^ Silvano Mezzavilla, Con Casty torna il Topolino di Scarpa, in Il Mattino, 2 luglio 2006.
  46. ^ (EN) Romano Scarpa, su lambiek.net. URL consultato il 22 marzo 2017.
  47. ^ uBC @ Torino Comics 2001, su www.ubcfumetti.com. URL consultato il 22 marzo 2017.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Luca Boschi, Leonardo Gori; Andrea Sani, Romano Scarpa - Un cartoonist italiano tra animazione e fumetti, Alessandro Distribuzioni, dicembre 1988.
  • Alberto Becattini, Luca Boschi; Leonardo Gori; Andrea Sani, Romano Scarpa - Sognando la Calidornia, Vittorio Pavesio Productions, aprile 2001, ISBN 88-87810-16-8.

Si possono inoltre trovare informazioni su Romano Scarpa sia sui numeri della serie I Maestri Disney a lui dedicati (7, 14, 19, 24, 29, 31, 36) sia sul mensile Zio Paperone, che gli ha dedicato articoli nei numeri 171 (che ha ristampato la sua seconda storia: le tavole di raccordo del 1953, in cui disegnava per la prima volta Ezechiele Lupo, successivamente ripreso per le storie dello Studio Program), 175 (un paragrafo all'interno dell'articolo sui parchi Disney). A questi si aggiunga Topolino - 70 anni di carta (Tutto Disney n.25), uno speciale dedicato ai 70 anni di Topolino in Italia e che ha ristampato, in maniera filologica, alcune delle più belle storie di quei primi 70 anni, tra cui la storia speciale di Scarpa Chi ha rubato Topolino 2000?

Per quel che riguarda le storie a strisce, è particolarmente interessante l'articolo di Luca Boschi Paperino e gli albi a striscia pubblicato sul n.165 del giugno 2003 di Zio Paperone.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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