Paperopoli

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Paperopoli
Localizzazione di Paperopoli
Localizzazione di Paperopoli
Nome originale Duckburg
Tipo città
Ideatore Carl Barks
Appare in Banda Disney
Caratteristiche immaginarie
Fondatore Cornelius Coot
Pianeta Terra
Continente America
Stato Calisota, USA
Abitanti 1.316.000
Lingue inglese

Paperopoli (in inglese Duckburg) è una delle due città in cui abitano i personaggi Disney classici (l'altra è Topolinia). Ideata da Carl Barks nelle pagine di Walt Disney's Comics and Stories per ovviare all'imperante confusione di quegli anni, Paperopoli è la capitale dello Stato del Calisota dove risiedono Paperino con i tre nipotini e gli altri che popolano le sue avventure, tra cui: la fidanzata Paperina, Paperon de' Paperoni, Nonna Papera. Nella realtà Paperopoli corrisponde alla città di Eureka.[1][2][3]È presente anche nella serie animata televisiva statunitense DuckTales.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Nell'area dove sorgerà Paperopoli, conosciuta con il nome di Nova Albion, nel 1579 Sir Francis Drake fa erigere un forte che battezza Drake Borough. Successivamente, nel 1818, la costruzione viene ceduta al colono Cornelius Coot che lo rinomina Forte Paperopoli (en.: Fort Duckburg). Coot costituisce, poi, la milizia Truppe delle Marmotte ( Woodchucks Militia) e con questo drappello difende la collina della fortezza dagli attacchi degli inglesi prima, e, successivamente, dagli indiani e dagli spagnoli.[4]

Nel 1830 nasce il figlio di Cornelius Coot, Clinton, che in seguito fonda le Giovani Marmotte (Junior Woodchucks), gruppo con il quale insegna ai giovani paperopolesi l'amore e il rispetto per la natura realizzando un manuale derivato dalle perdute informazioni provenienti dalla Biblioteca di Alessandria. Malgrado integrata negli Stati Uniti la città continuò a godere di una certa autonomia, arrivando addirittura a possedere una propria ambasciata, come uno Stato indipendente.[5]

Nel 1899 il figlio di Clinton, Casey Coot, cede la proprietà del vecchio forte e dell'originario poggio di Paperopoli, chiamato collina Ammazzamotori, ad un giovane Paperon de' Paperoni, che successivamente vi costruirà il suo famoso deposito di denaro (Money Bin). L'altura venne presto fatta bombardare dal presidente Theodore Roosevelt su richiesta delle Giovani Marmotte che ritenevano Paperone un invasore straniero. De' Paperoni si trasferì sulla collina solo nel 1902 insieme alle due sorelle Matilda e Ortensia.[6]

Nel Novecento, anche grazie all'impulso economico del magnate de' Paperoni, Paperopoli si trasforma da borgo agricolo in una città industriale.

Il "Forte Paperopoli", sede originaria delle Giovani Marmotte, il corpo eco-militare fondato da Clinton Coot, è stato successivamente ritrovato dagli oggi pluridecorati discendenti di Cornelius, Qui, Quo, Qua, salvandolo dalla distruzione cui era destinato nella "Falegnameria de' Paperoni".

La città oggi[modifica | modifica wikitesto]

Oggi Paperopoli è una metropoli all'avanguardia (conta 1.316.000 abitanti) industrialmente avanzata proprio grazie al sostegno del denaro di Paperone. Dopo un intervallo di crisi, causato dal momentaneo ritiro del magnate, lo sviluppo della città è ripreso a pieno ritmo, diventando, per un certo periodo, anche uno dei centri più rilevanti nell'esplorazione spaziale.[7]

Paperopoli appare spesso caotica e molto trafficata; nonostante ciò è caratterizzata soprattutto da villette monofamiliari e dispone di ampi spazi verdi. La città conta numerosi quartieri; è assai estesa, sul modello di Los Angeles, e, come quest'ultima, rispetto alla sua vasta estensione non è molto popolosa, uno dei quartieri più recenti si chiama Paperonia Village. Inoltre, la capitale del Calisota ha una tangenziale che parte dal casello "Paperopoli Sud" della I-90 e si immette nella I-45; è lunga 20 km, con quindici uscite. Paperopoli dispone di ben dodici linee della metropolitana. Tali moderne vie di comunicazione sono state tutte costruite (e sono tuttora disponibili ed efficienti) grazie ai soldi di Rockerduck e del sindaco. La Banca centrale emette le banconote dello Stato e conia le monete, mentre le Poste stampano i francobolli locali. Sotto la città, infine, esiste l'agglomerato abitativo originale, sprofondato a causa di un terribile cataclisma: tra questi cunicoli si è nascosta, per molto tempo, la Banda Bassotti, ritornata in azione in occasione dell'anniversario dell'arrivo di Paperone in città. Tra queste gallerie si trovano anche numerose caverne che da Shacktown (tradotto in italiano come quartiere Agonia), un sobborgo povero di Paperopoli, finiscono sotto il Deposito di Paperone, dove una immensa spelonca è anche stata l'ultima sede della scomparsa Biblioteca di Alessandria, il cui sapere è, oggi, racchiuso nel Manuale delle Giovani Marmotte.[8]

In un'isola poco al largo di Paperopoli è collocata pure una copia in scala minore della Statua della Libertà, innalzata contestualmente alla sua gemella più famosa. A causa dei materiali scadenti con cui fu edificata la struttura andò incontro ad un veloce declino, rimase inagibile e dimenticata dai paperopolesi per molti decenni finché, in occasione del centenario della costruzione, venne restaurata con un intervento finanziato da Paperone, che ne modificò l'effigie a propria immagine per l'occasione. La bandiera e lo stemma dello Stato sono rappresentati da un papero giallo (o dorato) in campo rosso.[9]

Il clima[modifica | modifica wikitesto]

Il clima di Paperopoli è spesso caldo e soleggiato nel periodo estivo, mentre durante l'inverno si alternano giornate serene a frequenti piogge e anche abbondanti nevicate.

Luoghi d'interesse[10][modifica | modifica wikitesto]

  • Il deposito di Paperone sulla storica collina Ammazzamotori.
  • Il palazzo di Rockerduck.
  • Il palazzo presidenziale.
  • Il municipio, con la statua di Cornelius Coot nella piazza antistante. In alcune versioni, invece, la statua si trova al centro del parco pubblico.
  • Il club dei miliardari, frequentato anche da Paperone e Rockerduck.
  • La sede del Papersera, un quotidiano locale di proprietà di Paperone.
  • La sede di La Voce di Paperopoli, un quotidiano locale di proprietà di Rockerduck
  • Il porto.
  • Il casinò.
  • Il campanile Big Bob, nella piazza principale. Viene utilizzato a capodanno per fare il conto alla rovescia.
  • Il laboratorio e la casa di Archimede Pitagorico.
  • La scuola media Cornelius Coot, frequentata da Qui, Quo e Qua che è anche la sede del giornalino mensile
  • Le case dei personaggi principali (Paperino, Paperina, Gastone, Brigitta, ecc.).
  • La sede del club delle Giovani Marmotte.
  • La cattedrale di Notre Paper, dove si aggira un falso fantasma.
  • La fattoria di Nonna Papera: situata nei pressi del vicino borgo di Quacktown, è stata anche la dimora in cui Paperino trascorse l'infanzia.
  • La Ducklair Tower.
  • Duckmall Center, grande centro commerciale noto anche per la sua mascotte, il pulcino Waldo. Vi troverà lavoro anche Paperino come addetto alla vigilanza.
  • Le poste centrali.
  • La banca centrale.
  • Il carcere.
  • Lo stadio, dove gioca la squadra di calcio del Paperopoli, il cui proprietario è Paperon de' Paperoni; la squadra dalla fondazione ha vinto trenta scudetti, stabilendo così il record (alle sue spalle vi sono i rivali dell'Ocopoli, che ne hanno conquistati la metà).
  • La biblioteca comunale.
  • Il covo della Banda Bassotti, una vecchia roulotte rubata rivestita da lastre dorate (presente nella storia "Il segreto di Nonno Bassotto" sul Topolino n.2259).
  • Le officine Fabriconi i.n.c., produttrice di piegabaffi, galosce, lampioni a gas. È la più vecchia industria di Paperopoli. Viene comprata da Paperone per produrre il "ROBIOLASTEX", "coso" inventato dal miliardario per non fare brutta figura nell'aver comprato l'azienda più fallimentare del mondo.
  • Il quartier generale della P.I.A., il servizio segreto di Paperone
  • Il teatro.
  • L'aeroporto.

Anagrafe paperopolese[11][modifica | modifica wikitesto]

Abitanti di Paperopoli[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti della periferia di Paperopoli[modifica | modifica wikitesto]

Personaggi collegati ai personaggi di Paperopoli[modifica | modifica wikitesto]

Citazioni[modifica | modifica wikitesto]

Paperopoli è citata dal cantautore italiano Max Manfredi nella canzone "Sottozero", contenuta nell'album Le parole del Gatto pubblicato nel 1990.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) http://duckman.pettho.com/history/chapter0.html
  2. ^ (EN) http://www.salimbeti.com/paperinik/en/city.htm
  3. ^ Andrale, pag. 19
  4. ^ Disney, Vita e dollari..., pag. 6
  5. ^ Disney, Vita e dollari..., pag. 7
  6. ^ Disney, Vita e dollari..., pag. 10
  7. ^ Disney, Storia e gloria..., pag. 8
  8. ^ Disney, Paperopoli, pp. 7-10
  9. ^ Disney, L'allegra brigata..., pag 45
  10. ^ Disney, Paperopoli, pp. 12-15
  11. ^ Disney, Storia e gloria..., pp. 20-24

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Thomas Andrale, Carl Barks il signore di Paperopoli, Genova, ProGlo, 2009.
  • Walt Disney, L'allegra brigata di Paperopoli, Milano, Mondadori, 1962.
  • Le banconote di Paperopoli, B.N.L., 1997.
  • Walt Disney, Paperopoli, Milano, Mondadori, 1972.
  • Walt Disney, Storia e gloria della dinastia dei Paperi, Milano, DisneyLibri, 2014.
  • Walt Disney, Vita e dollari di Paperon de' Paperoni, Milano, Mondadori, 1968.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]