Canto di Natale di Topolino

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Canto di Natale di Topolino
Canto di Natale di Topolino.png
Titolo originaleMickey's Christmas Carol
Lingua originaleinglese
Paese di produzioneStati Uniti d'America
Anno1983
Durata26 min
Rapporto1,37:1
Genereanimazione, commedia, fantastico
RegiaBurny Mattinson
SoggettoCharles Dickens (romanzo)
SceneggiaturaBurny Mattinson, Tony Marino, Ed Gombert, Don Griffith, Alan Young, Alan Dinehart
ProduttoreBurny Mattinson
Casa di produzioneWalt Disney Productions
Distribuzione in italianoCIC
MontaggioJames Melton, Armetta Jackson
MusicheIrwin Kostal
Art directorDon Griffith
AnimatoriGlen Keane, Mark Henn, Ed Gombert, Dale Baer, David Block, Randy Cartwright
SfondiJim Coleman, Brian Sebern, Kathleen Swain, Tia W. Kratter, Donald Towns
Doppiatori originali
Doppiatori italiani

Ridoppiaggio parziale (1990)

Mickey's Christmas Carol logo.png
Logo ufficiale del film

Canto di Natale di Topolino (Mickey's Christmas Carol) è un cortometraggio animato del 1983 della serie Mickey Mouse diretto da Burny Mattinson. Venne prodotto dalla Walt Disney Productions e uscì nel Regno Unito il 20 ottobre 1983, distribuito dalla Buena Vista Distribution Company.[1] È tratto dal racconto di Charles Dickens Canto di Natale (1843), con Topolino nel ruolo di Bob Cratchit e Paperon de' Paperoni in quello del suo quasi omonimo e ispirazione Ebenezer Scrooge ("Scrooge McDuck" è infatti il suo nome originale). Molti altri personaggi Disney, sia delll'universo di Topolino che dei film Robin Hood e Le avventure di Ichabod e Mr. Toad, vennero distribuiti per tutto il film.

Il film fu in gran parte un adattamento animato di un musical audio del 1974 della Disneyland Records intitolato An Adaptation of Dicken's Christmas Carol, il quale era caratterizzato da simili dialoghi e cast di personaggi,[2] ad eccezione dei fantasmi dei Natali passati e del Natale futuro.[3][4]

Questo fu il primo cortometraggio della serie Mickey Mouse prodotto in oltre 30 anni. Con l'eccezione delle riedizioni, Topolino non era apparso nelle sale cinematografiche dall'uscita del corto Topolino a pesca nel 1953. Anche molti personaggi aggiuntivi visti nel film non erano apparsi al cinema per diversi decenni. Il film fu anche l'ultima volta che Clarence Nash doppiò Paperino. Nash era l'unico doppiatore originale nel film, poiché Walt Disney (Topolino) era morto nel 1966, Pinto Colvig (Pippo) nel 1967, Cliff Edwards (Grillo Parlante) e Billy Gilbert (Willie il gigante) nel 1971, e Billy Bletcher (Gambadilegno) nel 1979.

Il film fu nominato per un Oscar al miglior cortometraggio d'animazione ai Premi Oscar 1984, ma perse a favore di Sundae in New York. Era la prima nomination per un cortometraggio di Topolino da Topolino e la foca (1948).

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Nella vigilia di Natale del 1843, mentre tutta l'Inghilterra vittoriana è nello spirito allegro del Natale, il signor Ebenezer Scrooge (Paperon de' Paperoni) pensa solo al denaro che ha guadagnato e a farne di più (a quanto pare, fa pagare alle persone l'80% di interesse composto giornalmente). Mentre i pensieri egoisti di Scrooge frullano nella sua testa, l'impiegato Bob Cratchit (Topolino), esausto e sottopagato (la miseria di due scellini e mezzo penny al giorno), continua a lavorare a lungo e duramente per lui. Cratchit chiede a malincuore una "mezza giornata" libera per il Natale, ma Scrooge gli dice con freddezza che non verrà pagato. Dopo un po' arriva Fred (Paperino), l'allegro nipote di Scrooge, che invita lo scorbutico zio alla cena di Natale che comprende: tacchino ripieno di castagne, dolce di frutta con salsa di limone, frutta candita e dolcetti allo zenzero. Ma Scrooge rifiuta l'invito, dicendo che odia il Natale e che non può mangiare quella roba, così caccia via il nipote in malo modo. Poco dopo arrivano i collettori Topus e Talpino, che chiedono gentilmente una semplice donazione. Ma Scrooge risponde ai due che se lo facesse, i poveri non sarebbero più poveri, e così i collettori non avranno più un lavoro. Così Scrooge conclude dicendo "non chiedetemi di farvi perdere il lavoro, non alla vigilia di Natale".

Al calare della sera, Scrooge torna a casa e viene visitato dal fantasma di Jacob Marley (Pippo), il suo avido socio, morto sette anni fa. A causa della sua crudeltà nella vita, egli è destinato a portare delle pesanti catene per l'eternità. Marley avverte Scrooge che un destino simile accadrà a lui a meno che non cambi, e che sarà visitato da tre spiriti. Dopodiché Marley se ne va, cadendo giù per le scale dopo aver evitato di inciampare nuovamente sul bastone di Scrooge. Il primo spirito, lo Spirito del Natale Passato (Grillo Parlante), mostra a Scrooge la sua vita passata. La sua ossessione per il denaro lo aveva portato a spezzare il cuore della sua fidanzata Isabelle (Paperina), precludendole l'ipoteca sul cottage per la luna di miele.

Il secondo spirito, lo Spirito del Natale Presente (Willie il gigante), arriva e mostra a Scrooge la povera famiglia dei Cratchit, che conservano ancora un atteggiamento di festa nella loro casa nonostante le molte difficoltà. Il giovane figlio di Bob, il piccolo Tim, è gravemente malato, e Willie predice una tragedia se la vita sventurata della famiglia non cambierà. Mentre Scrooge è in ansia per conoscere il destino di Tim, lo Spirito del Natale Presente e la casa scompaiono. Il terzo e ultimo spirito, lo Spirito del Natale Futuro (una figura incappucciata che si rivela essere Gambadilegno), porta Scrooge nel futuro in un cimitero. Quando vede Bob e la sua famiglia in lutto per la morte del piccolo Tim, Scrooge rimane sconvolto e chiede tristemente se questo futuro può essere cambiato.

Nel frattempo, due becchini (donnole da Le avventure di Ichabod e Mr. Toad) commentano divertiti sul fatto che nessuno abbia partecipato al funerale di un tale di cui stanno scavando la tomba. Dopo che le donnole se ne sono andate per una pausa, il fantasma rivela a Scrooge che la tomba è la sua e lo spinge dentro chiamandolo "l'uomo più ricco di tutto il cimitero". Nonostante giuri di cambiare, Scrooge cade in una bara vuota che si spalanca verso l'inferno.

Alla fine Scrooge si risveglia a casa sua: è il giorno di Natale. Siccome gli è stata data un'altra possibilità, si mette la giacca sopra la camicia da notte, prende il suo bastone e il cappello a cilindro, e va a visitare i Cratchit. Lungo la strada, Scrooge dona allegramente una generosa quantità di denaro, incluse 100 sovrane d'oro a Topus e Talpino, i collettori di beneficenza del giorno prima. Poi incontra suo nipote Fred e gli dice che verrà alla cena. Arrivato a casa dei Cratchit, Scrooge cerca di giocare uno scherzo a Bob, trascinando in casa un grosso sacco presumibilmente pieno di biancheria e annunciando in modo burbero che ci saranno degli straordinari in futuro. Ma per la gioia dei Cratchit, il sacco è invece pieno di giocattoli e di un grande tacchino per la cena. Scrooge dà a Bob un aumento di stipendio e lo nomina suo socio nello studio contabile, mentre il piccolo Tim proclama "Che Dio benedica, tutti quanti!".

Personaggi[modifica | modifica wikitesto]

Cast principale[modifica | modifica wikitesto]

Personaggio Ruolo
Paperon de' Paperoni Ebenezer Scrooge
Topolino Bob Cratchit
Pippo Fantasma di Jacob Marley
Grillo Parlante Spirito del Natale Passato
Willie il gigante Spirito del Natale Presente
Pietro Gambadilegno Spirito del Natale Futuro
Paperino Fred
Paperina Isabelle
Taddeo Rospo Fezzywig
Minni Emily Cratchit
Millie o Melody Martha Cratchit
Tip[5] Piccolo Tim
Tap[5] Peter Cratchit
Topus Collettori per i poveri
Talpino
Otto Mendicante
Donnole Becchini

Camei[modifica | modifica wikitesto]

Prima scena in strada
Festa da Fezzywig (Natale passato)
Ultima scena in strada

Il film comprende anche cani, volpi, maiali, scoiattoli, orsi, procioni, oche e polli non identificati. La stampa DVD rivela che la scena del cimitero comprende anche lapidi contenenti riferimenti ad artisti famosi, tra cui Gladys Knight & The Pips, Bob Mills e Warren Oates.

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

Canto di Natale di Topolino debuttò nel Regno Unito il 23 ottobre 1983, e venne distribuito negli Stati Uniti il 16 dicembre dello stesso anno, prima della riedizione de Le avventure di Bianca e Bernie. In Italia uscì invece il 23 dicembre, assieme alla riedizione de Il libro della giungla.

Il corto è contenuto, senza i titoli di testa, nel film direct-to-video Il bianco Natale di Topolino - È festa in casa Disney (2001).

Data di uscita[modifica | modifica wikitesto]

Le date di uscita internazionali nel corso del 1983 sono state:

Edizione italiana[modifica | modifica wikitesto]

Esistono due doppiaggi del corto. Il primo venne eseguito dalla Royfilm su testi di Roberto De Leonardis e diretto da Franco Latini. Il film venne poi ridoppiato per la riedizione in VHS del settembre 1990, come successo per molti altri corti Disney (e da allora venne utilizzato solo il ridoppiaggio). Il ridoppiaggio è stato eseguito sempre dalla Royfilm (con le voci del Gruppo Trenta) sugli stessi testi del precedente (ma con alcune modifiche). Esso però non è integrale: non sono stati ridoppiati, infatti, i primi due minuti e dieci secondi del film (il nuovo doppiaggio inizia quando Scrooge ricorda Marley davanti alla porta dell'ufficio), così come i 35 secondi finali dove viene ripresa la canzone dei titoli.

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

Critica[modifica | modifica wikitesto]

Il critico cinematografico Leonard Maltin ha detto che invece di essere "un pallido tentativo di imitare il passato", il film è "abilmente scritto, ben messo in scena, e animato con vero spirito e senso di divertimento".[6] Robin Allan ha dichiarato che il film richiama alla mente le somiglianze tra Walt Disney e Charles Dickens, in termini sia di lavori prodotti che di etica del lavoro.[7]

Tuttavia, Gene Siskel e Roger Ebert di At the Movies gli hanno conferito "due pollici versi". Siskel sentiva che non c'era abbastanza enfasi sul personaggio di Topolino e che non era al livello di molti Classici Disney. Ebert dichiarò che mancava la magia dell'animazione visiva per cui "è famoso il personale Disney" e che si trattava di una "marcia forzata" attraverso la storia di Charles Dickens, senza alcuna svolta ironica.[8]

Andrea Fiamma, su Fumettologica, analizzandone l'importanza nel canone cinematografico del personaggio, disse del corto: «L’inossidabilità de Il canto di Natale di Topolino ha dimostrato che tanto gli artisti quanto la creatura di Walt Disney erano pronti ad affrontare il futuro. Fallendo, riprovando e maturando».[4]

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Edizioni home video[modifica | modifica wikitesto]

VHS[modifica | modifica wikitesto]

In Italia il film è uscito in VHS nel dicembre 1984, con il primo doppiaggio italiano. Una nuova edizione VHS è uscita nell'ottobre 1990 ed è stata ristampata nel novembre 1997 come supporto integrativo a TV Sorrisi e Canzoni, in entrambi i casi con il ridoppiaggio. Nella VHS del 1990, al termine del film, sono stati inclusi il segmento Once Upon a Wintertime dal film Lo scrigno delle sette perle e i cortometraggi L'albero di Natale di Pluto e I monelli della foresta.

DVD[modifica | modifica wikitesto]

Il cortometraggio è incluso nei DVD Walt Disney Treasures: Topolino star a colori - Vol. 2 e Il bianco Natale di Topolino - È festa in casa Disney.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Questo fu l'ultimo prodotto cinematografico a venire distribuito sotto l'etichetta della Buena Vista. Le uscite future verranno distribuite con quella della Walt Disney Pictures/Productions.
  2. ^ Dickens' Christmas Carol by Disneyland Records at MouseVinyl.com
  3. ^ Lo Spirito del Natale Passato era Merlino da La spada nella roccia, mentre lo Spirito del Natale Futuro era Grimilde da Biancaneve e i sette nani in forma di strega.
  4. ^ a b Andrea Fiamma, (Ri)fare un classico: “Il canto di Natale di Topolino”, in Fumettologica, 23 dicembre 2017. URL consultato il 3 gennaio 2017.
  5. ^ a b In realtà il film non specifica quale topo interpreta chi, ma il musical del 1974 identifica il piccolo Tim come Tip.
  6. ^ Leonard Maltin, Of Mice and Magic: A History of American Animated Cartoons, New American Library, 1987, p. 79, ISBN 0-452-25993-2.
  7. ^ Allan Robin, Walt Disney and Europe, Bloomington, Indiana, Indiana University Press, 1999, p. 261, ISBN 0-253-21353-3.
  8. ^ At the Movies, December 1983

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) Fred Guida, A Christmas Carol and Its Adaptations: Dickens's Story on Screen and Television, McFarland & Company, 2000. ISBN 0-7864-0738-7.
  • (EN) James Chapman, "God Bless Us, Every One: Movie Adaptations of A Christmas Carol", in Mark Connelly, Christmas at the Movies: Images of Christmas in American, British and European Cinema, I.B.Tauris, 2000, pp. 9–37 ISBN 978-1-86064-397-2.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]