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Qui, Quo e Qua

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Qui, Quo, Qua
gruppo
I nipoti di Paperino.png
Titolo del cortometraggio d'esordio
I nipoti di Paperino
UniversoDisney
Nome orig.Huey, Dewey and Louie
Lingua orig.Inglese
Alter ego3Q
Quick, Quock e Quack
PK1, PK2 e PK3
Ca-B, Ca-V e Ca-R
T-Squad
Q-Galaxy
Whizzkids
Autori
EditoreThe Walt Disney Company
1ª app.17 ottobre 1937
Voci orig.
Voce italianaLaura Lenghi (dagli anni novanta)
Speciepaperi antropomorfi
SessoMaschio
Luogo di nascitaPaperopoli

Qui, Quo e Qua (Huey, Dewey e Louie[1]) sono tre personaggi immaginari dei fumetti e dei cartoni animati Disney ideati da Al Taliaferro e Ted Osborne e comparsi nei fumetti per la prima volta sulla tavola domenicale del 17 ottobre del 1937[2] mentre esordiscono al cinema con il cortometraggio animato I nipoti di Paperino distribuito il 15 aprile del 1938[3] e da allora comparvero in ventisei cortometraggi, tre mediometraggi, un lungometraggio e vari film e speciali televisivi.[senza fonte] Sono apparsi come protagonisti o comprimari in migliaia di storie a fumetti realizzate in vari paesi del mondo[4].

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Nell'universo Disney sono tre gemelli identici nipoti di Paperino e figli di sua sorella Della Duck, detta Dumbella, e del marito[3][5]. Nonostante in quasi tutte le storie i tre fratelli siano rappresentati come identici tra di loro, alcuni autori introducono occasionalmente particolari caratteristiche che li differenziano l'uno dall'altro: per Pat Block, Qui (colore rosso) è il più coraggioso del gruppo, Qua (colore verde) il più impulsivo, mentre Quo (colore azzurro), spesso protagonista, è il più intelligente e il primo a prendersi una cotta.

Graficamente i tre personaggi sono identici fatto salvo il colore degli indumenti, sono una versione infantile di Paperino con indosso sempre delle magliette e dei cappelli con visiera. Il colore dei berretti è stato ufficializzato attraverso la serie televisiva DuckTales ed è: rosso per Qui, blu/azzurro per Quo e verde per Qua ma nonostante questa precisazione, capita spesso che vi siano degli errori durante la fase di colorazione cosicché sia ancora più facile confondere i tre fratelli tra loro.[senza fonte] Nel cortometraggio animato Canto di Natale di Topolino, tutti e tre i fratelli indossano t-shirts e cappelli di colore rosso. Ci sono delle eccezioni nelle quali i colori dei cappelli e delle magliette di Quo e Qua cambiano: nei primi cortometraggi i colori dell'abbigliamento dei due nipotini sono l'arancione o il giallo.

Genesi ed evoluzione dei personaggi[modifica | modifica wikitesto]

Al Taliaferro era l'inchiostratore di Floyd Gottfredson quando questi introdusse i personaggi di Tip e Tap nelle tavole domenicali di Topolino e fu il primo a intuire le potenzialità di Paperino, che in alcune gag fece da balia ai nipotini di Topolino subendo i loro scherzi; quando si decise la separazione in due linee narrative (quella di Paperino e quella di Topolino), dopo lunghe discussioni con Gottfredson, Taliaferro decise d'introdurre anche nella vita di Paperino tre nipoti gemelli simili ai nipoti gemelli di Topolino, prendendo spunto anche dai tre nipotini discoli di Fortunello.[6] La loro gestione, almeno all'inizio e soprattutto per le storie distribuite sui quotidiani, non era semplice in quanto disegnare insieme tre personaggi non solo costava lavoro, ma praticamente occupava per intero la scena; vennero comunque inseriti sia singolarmente che in gruppo di due nelle storie di Paperino e la loro presenza era sempre caratterizzata da qualche disastro, come la devastazione della casa dello zio sin dal loro esordio.[7] Si ritiene che i nomi originali (Huey, Dewey e Louie) sarebbero stati presumibilmente ideati dal gagman Dana Coty, che lavorava per il reparto animazione;[8] i nomi Huey, Dewey e Louie, comunque, furono introdotti già nella tavola domenicale del loro esordio, nella lettera di Della; il cortometraggio di esordio fu soltanto la seconda apparizione di quei nomi.

Qui, Quo, Qua fecero il loro esordio assoluto nella tavola domenicale delle Silly Symphonies featuring Donald Duck dell'11 ottobre 1937. In tale tavola essi vengono presentati come i figli della cugina Della, e quindi implicitamente come cugini di secondo grado ("first cousins once removed") di Paperino, anche se, istruiti evidentemente dalla madre (che non a caso nella lettera li definisce "nipoti" di Paperino), lo chiameranno "zio" ("unca") in quanto è usanza diffusa chiamare in senso estensivo "zii" i cugini dei genitori. Nella lettera con cui Della annuncia il loro arrivo a Paperino, viene spiegato che i tre paperi hanno fatto esplodere un grosso petardo sotto la poltrona del padre che per questo finisce all'ospedale; Della Duck invia i tre piccoli monelli a casa di Paperino affinché li possa ospitare fino a che il padre non termini le cure. I nipotini discoli compaiono nelle tavole domenicali per sei settimane consecutive, combinando per lo più scherzi e monellerie ai danni dello zio. Nella tavola domenicale del 21 novembre 1937, Della invia un telegramma in cui chiede che i figli tornino a casa e Paperino se ne libera volentieri, ma già a partire dalla striscia quotidiana del 23 febbraio 1938 i nipotini riappaiono saltuariamente con Paperino senza alcuna spiegazione.[7] Si può supporre comunque che per il momento i tre discoli facessero solo visite saltuarie allo zio, senza stabilirsi a casa sua in pianta stabile. Fu solo nella striscia quotidiana del 23 maggio 1938 che avvenne la loro definitiva "adozione": Paperino, già gravato dall'onere di dover ospitare e sopportare l'ingordo cugino Ciccio, riceve una telefonata da Della, che gli chiede di ospitare i tre discoli a casa sua "solo per qualche giorno", dato che ella dovrà assentarsi per un po' dalla città; proprio durante la telefonata i tre monelli fanno irruzione in bicicletta nella casa dello zio.[7] Da allora Qui, Quo, e Qua si trasferiscono definitivamente assieme allo zio a Paperopoli e non si avranno più notizie della madre.[7]

Nel frattempo il trio fece il suo esordio animato nel cortometraggio I nipoti di Paperino, uscito nei cinema statunitensi il 15 aprile 1938.[8] Diretto da Jack King e con Barks come gagman, il corto d'esordio è una vera esplosione sin dalle prime sequenze, con i tre nipotini che entrano sfondando la porta a bordo di un triciclo a testa e con in mano una mazza da polo, con tanto di palla, per una conseguente e inevitabile devastazione del mobilio. In questa occasione vennero, poi, codificati i colori con i quali, nei vari cartoni animati successivi, venivano identificati: Qui-rosso, Quo-blu/azzurro e Qua-verde. Nel loro esordio animato, la madre di Qui, Quo, Qua viene ribattezzata Dumbella (che in inglese significa grossomodo "scioccherella", dato che "dumb" significa "sciocco") e viene presentata come la sorella di Paperino, rendendolo così loro zio anche dal punto di vista legale. Da quel momento in poi, per una sorta di "retcon", Della divenne la sorella di Paperino anche nei fumetti. Dumbella viene citata solo nel loro esordio animato, mentre nel cortometraggio del 1942 The new spirit, viene affermato testualmente che Paperino è "scapolo ma ospita in casa sua tre nipoti adottati sotto i sedici anni di età, verso i quali ha l'obbligo legale e morale di mantenimento", rendendo esplicita l'adozione per mano di Paperino, che è ora il loro tutore legale in seguito alla misteriosa scomparsa dei genitori.[8]

Dopo il carattere scalmanato che li aveva contraddistinti nelle prime apparizioni, dove sono dei terribili monelli che si divertono continuamente a fare scherzi allo zio e hanno uno scarsissimo rendimento scolastico, i gemelli subiscono gradualmente un vero e proprio mutamento caratteriale, voluto da Barks e poi proseguito dagli altri autori. Storia dopo storia i gemelli, forse a causa dell'indole pasticciona e svogliata del loro tutore e degli insegnamenti del corpo delle Giovani Marmotte, perdono la loro ingenuità infantile e diventeranno sempre più maturi, saggi, teneri e vivaci, fornendo un aiuto più che valido nelle avventure del loro zio Paperino, o del loro zio Paperone.

Carl Barks, almeno inizialmente, decise di caratterizzarli come i soliti discoli almeno per quanto riguarda le brevi da dieci pagine di Paperino da lui sceneggiate e disegnate per il mensile Walt Disney's Comics and Stories a partire dal 1943. In tali storie brevi, soprattutto negli anni quaranta, spesso marinano la scuola o si divertono a fare brutti scherzi allo zio Paperino, il quale dal canto suo reagisce inseguendoli con un minaccioso ramoscello con il quale intende sculacciarli (nelle storie italiane, al posto del ramoscello, viene in genere usato un battipanni). In due occasioni Paperino cerca di mantenere la pazienza assecondandoli e lasciando impunite le loro marachelle, in un caso su imposizione di Paperina (Paperino e i buoni propositi) e in un altro caso su imposizione di un insigne pedagogo (Paperino e la pedagogia). In entrambi i casi i nipotini ne approfitteranno per far disperare ancora di più loro zio. In entrambi i casi, tuttavia, i nipotini riceveranno la meritata punizione: nel primo caso Paperino telefona a Paperina e ottiene da lei il permesso di sculacciarli, nel secondo caso fanno esplodere un petardo sotto la poltrona dove era seduto il pedagogo, con il risultato che saranno inseguiti dal pedagogo armato con il ramoscello.

Fu invece nelle storie ad ampio respiro di Paperino realizzate per la collana Four Color Comics a partire dal 1942 che Barks cambiò la personalità dei nipotini, rendendoli scaltri e intelligenti e facendoli tirare d'impaccio in più occasioni loro zio Paperino. Lo stesso Barks li fa diventare generali pluridecorati del corpo delle Giovani Marmotte, fondato dal loro antenato Clinton Coot, il cui filone, ideato con Paperino e l'E.S.S.B. (1951), ha le sue radici nel secondo cortometraggio del terzetto, Good Scouts (1938), al quale ha collaborato lo stesso Barks e che ha molto probabilmente ispirato anche Paperino consulente sportivo. Caratterialmente, anche se rimangono sempre un po' ribelli allo zio e un po' lavativi, acquistano una caratteristica fondamentale: l'intelligenza. Sono loro a consigliare il maldestro zio o ad aiutarlo di nascosto.

Quando poi, all'inizio degli anni '50, nell'ambiente di casa si inserisce Paperone, i personaggi sviluppano stima e apprezzamento per lui a svantaggio di Paperino che negli USA viene caratterizzato come un personaggio giovane e immaturo e non come loro tutore ed educatore. Inoltre dal 1953, all'interno del filone delle cacce al tesoro, i tre personaggi si rivelano sempre un prezioso aiuto in terre sconosciute per la loro saggezza e sapienza, aiutati dal Manuale delle Giovani Marmotte (1954). All'interno del corpo delle Giovani Marmotte perdono la connotazione da monelli per divenire giovani assennati, spesso in netto contrasto con i difetti caratteriali dei loro zii.

Dopo questo periodo i personaggi compaiono in molte storie di ampio respiro sia statunitensi che italiane, come risolutori di molte intricate vicende, anche nei panni delle Giovani Marmotte, spesso utilizzando l'Infallibile, cioè il Manuale delle Giovani Marmotte. Sceneggiatori come Jerry Siegel, Fabio Michelini o autori completi come Don Rosa, Daan Jippes ripropongono dei nipotini vispi e intelligenti. Tra l'altro Don Rosa racconta di come Qui, Quo e Qua entrano nel corpo fondato dal loro trisavolo Clinton Coot nella storia Le Giovani Marmotte - Q.U.E.S.T.I.O.N.E. D.I. G.E.R.G.O..

Negli anni 2000, in storie come La biblioteca dei misteri[9], i tre personaggi hanno perfino un blog, QQQ-blog; in questo ciclo di storie si ha un gran numero di riferimenti alla tecnologia moderna come cellulari e computer.

Albero genealogico[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Albero genealogico dei paperi.

Secondo l'albero genealogico definito da Carl Barks e perfezionato da Don Rosa, i tre personaggi sono figli della sorella di Paperino, Della Duck, e del di lei marito che però non viene mai nominato e il cui nome non è mai stato proposto da nessun autore; Don Rosa nel suo albero non ne riporta il nome; esistono versioni dell'albero di Don Rosa in cui un nome compare ma, come chiarito da lui stesso, è solo il nome del fan che ha acquistato quella particolare copia del disegno[10][11]. La caratteristica dei tre gemelli è quella di essere, insieme allo zio Paperino e alla madre Della, il punto di congiunzione di tre più famiglie di Paperopoli: i gemelli sono nipoti (figli della figlia, Della) di Ortensia de' Paperoni e Quackmore Duck; Ortensia è la sorella minore di Paperone e quindi ultimi eredi del Clan de' Paperoni; Quackmore Duck è figlio di Humperdink Duck; Quackmore, la sorella Daphne e il fratello Eider rappresentano gli ultimi discendenti della Famiglia Duck; La moglie di Humperdink Duck è Elvira Coot alias Nonna Papera, ultima discendente del fondatore di Paperopoli Cornelius Coot. Per quanto sopra i tre personaggi sono contemporaneamente gli ultimi discendenti delle famiglie de' Paperoni, Duck e Coot.

Nomi in altre lingue[modifica | modifica wikitesto]

I loro nomi sono spesso le ripetizioni degli stessi suoni, con un piccolo cambiamento di consonante o di vocale:

  • Arabo: كركور وفرفور وزرزور
  • Ceco: Bulik, Dulik a Kulik
  • Cinese: 辉儿, 杜儿, 路儿 (Huī ér, Dù ér, Lù ér)
  • Danese: Rip, Rap og Rup
  • Esperanto: Hui, Dui kaj Lui
  • Estone: Hups, Tups ja Lups
  • Finlandese: Tupu, Hupu ja Lupu
  • Francese: Riri, Fifi et Loulou
  • Giapponese: ヒューイ・デューイ・ルーイ (Hyūi・Dyūi・Rūi)
  • Greco: Χιούι, Ντιούι και Λιούι (Khioúi, Dioúi ke Lioúi)
  • Indonesiano: Kwak, Kwik dan Kwek
  • Inglese: Huey, Dewey and Louie
  • Islandese: Ripp, Rapp og Rupp
  • Latino: Titus, Totus, Tutus
  • Norvegese: Ole, Dole og Doffen
  • Olandese: Kwik, Kwek en Kwak
  • Polacco: Hyzio, Dyzio i Zyzio
  • Portoghese: Huguinho, Zezinho e Luisinho
  • Russo: Билли, Вилли и Дилли (Billi, Villi i Dilli)
  • Spagnolo: Juanito, Jaimito y Jorgito (Hugo, Paco y Luis)
  • Svedese: Knatte, Fnatte och Tjatte
  • Tedesco: Tick, Trick und Track
  • Turco: Can, Cin ve Cem
  • Ungherese: Tiki, Niki és Viki

Edizioni internazionali[modifica | modifica wikitesto]

Italia[modifica | modifica wikitesto]

In Italia vengono rinominati Qui, Quo, Qua Paperini anche se il cognome è usato piuttosto raramente.[12][3]

Qui, Quo & Qua e il tempo delle mele è solo la prima di una serie di storie in cui Quo s'innamora, questa volta della bella nipotina di Paperina, Paperella. Tra le altre vanno citate Il rovescio della crostata, L'amorevole missiva, "Beato fra le papere" e Una principessa per Quo.

Romano Scarpa, con storie come Paperino e i gamberi in salmì o Paperino e l'uomo di Ula Ula li presenta intelligenti e vispi, ma soprattutto abili investigatori. È, invece, soprattutto Guido Martina quello che utilizza dei nipotini discoli, inserendo spesso delle morali finali, un po' come faceva il Barks degli anni quaranta. In molti altri casi dimostrano di amare la scuola.

Il doppiaggio[modifica | modifica wikitesto]

Nei corti col doppiaggio realizzato negli anni 80 le voci dei personaggi sono doppiate da Laura Latini (Qui), Ilaria Latini (Quo), e Franco Latini (Qua). In Pippo e lo sport in Calciomania i personaggi sono doppiati da Paola Giannetti (Qui), Giuppy Izzo (Quo) e Lorena Bertini (Qua), che li hanno doppiati anche nella prima stagione di DuckTales - Avventure di paperi, con l'unica eccezione di Qua che invece di essere doppiato da Lorena Bertini è doppiato da Roberta Paladini, tutte e tre sono state sostituite a partire dalla seconda stagione da Laura Lenghi che presta loro la voce anche in tutti i corti e le produzioni successive a DuckTales, eccetto Quack Pack. In quella serie infatti, dato che i personaggi sono adolescenti, vennero doppiati da Antonella Baldini (Qui), Stefano De Filippis (Quo) e Monica Bertolotti (Qua). Inoltre Manuela Cenciarelli ha doppiato i tre paperi in una VHS del 1997 I capolavori di Qui Quo Qua. mentre in DuckTales (serie animata 2017) i personaggi sono doppiati da Paolo De Santis (Qui), Alessio Puccio (Quo) è Massimiliano Alto (Qua).

Personaggio Anni '80 Pippo e lo sport in Calciomania
1º doppiaggio
DuckTales - Avventure di paperi Corti e produzioni successive Quack Pack I capolavori di Qui Quo Qua DuckTales
Stagione 1 Stagione 2 +
Qui Laura Latini Paola Giannetti Laura Lenghi Antonella Baldini Manuela Cenciarelli Paolo De Santis
Quo Ilaria Latini Giuppy Izzo Stefano De Filippis Alessio Puccio
Qua Franco Latini Lorena Bertini Roberta Paladini Monica Bertolotti Massimiliano Alto

Altri media[modifica | modifica wikitesto]

Videogiochi[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Huey Dewey and Louie, su coa.inducks.org. URL consultato il 13 aprile 2017.
  2. ^ (EN) Donald's Nephews, su coa.inducks.org. URL consultato il 13 aprile 2017.
  3. ^ a b c Qui Quo Qua / Huey, Dewey, Louie, su www.guidafumettoitaliano.com. URL consultato il 13 aprile 2017.
  4. ^ (EN) Huey Dewey and Louie, su coa.inducks.org. URL consultato il 13 aprile 2017.
  5. ^ Nel suo ruolo di genitore dei tre nipoti di Paperino e di marito di Della Duck appare innominato e con il viso coperto nell'albero genealogico di Don Rosa, secondo cui (ufficiosamente) è il fratello di Paperina (anche se quest'ultima non compare nell'albero). Nella lettera che Della scrive a Paperino, pregandolo di prendersi cura di Qui, Quo e Qua, si scopre che questi ultimi lo hanno mandato all'ospedale con uno dei loro scherzi.
  6. ^ Boschi, p. 21.
  7. ^ a b c d Boschi, p. 22.
  8. ^ a b c Boschi, p. 23.
  9. ^ Stefano Ambrosio, Andrea Freccero, La biblioteca dei misteri, in Topolino N.2702, Milano, The Walt Disney Company Italia, settembre 2007. Scheda, su INDUCKS. URL consultato il 21 maggio 2008.
  10. ^ "Albero genealogico" sul sito papersera.net (JPG), su papersera.net. URL consultato il 2 maggio 2011.
  11. ^ Dichiarazione su papersera.net, su papersera.net. URL consultato il 2 maggio 2011.
  12. ^ Topolino (libretto) n° 109 del 25 febbraio 1955

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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