I tre porcellini (film)

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I tre porcellini
Three Little Pigs.png
Titolo originale
Titolo originale Three Little Pigs
Lingua originale inglese
Paese di produzione Stati Uniti d'America
Anno 1933
Durata 9 min
Colore colore
Audio sonoro
Rapporto 1,37:1
Genere animazione, commedia, musicale
Regia Burt Gillett
Sceneggiatura Boris V. Morkovin
Produttore Walt Disney
Casa di produzione Walt Disney Productions
Distribuzione (Italia) United Artists
Animatori Art Babbitt, Norman Ferguson, Jack King, Dick Lundy, Fred Moore
Musiche Carl W. Stalling
Doppiatori originali
Doppiatori italiani

Doppiaggio originale (1951)

Ridoppiaggio (2004)

I tre porcellini (Three Little Pigs) è un film del 1933 diretto da Burt Gillett. È un cortometraggio d'animazione della serie Sinfonie allegre, distribuito negli Stati Uniti dalla Columbia Pictures l'8 aprile 1933 e basato sull'omonima fiaba.[1] Il corto ebbe uno straordinario successo di pubblico e vinse l'Oscar al miglior cortometraggio d'animazione ai premi Oscar 1934.[2] Nel 1994 si classificò all'11º posto nel libro The 50 Greatest Cartoons mentre nel 2007 fu scelto per essere conservato nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso poiché "culturalmente, storicamente o esteticamente significativo".[3]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Ezechiele trova i porcellini

I tre fratelli porcellini, che più di recente hanno preso i nomi di Timmy (Fifer Pig), Tommy (Fiddler Pig) e Jimmy (Practical Pig), stanno costruendo ciascuno la propria casa; i primi due, impazienti di andare a divertirsi suonando l'uno il flauto e l'altro il violino, costruiscono delle fragili casette rispettivamente di paglia e di legno. Il terzo, invece, sacrifica il suo tempo libero per costruire una casa di mattoni e cemento, molto più solida. Finito il loro lavoro, i primi due porcellini vanno a canzonare il loro fratellino che sta ancora sudando mentre loro si possono divertire. Ma lui li ignora, ammonendoli che quando il Lupo Cattivo sarà alla loro porta non avranno scampo.

Mentre i due ridono a crepapelle di questa raccomandazione, il Lupo Ezechiele (Big Bad Wolf) compare e sferra loro un primo attentato, che però non ha esito quando i due porcellini si rifugiano nelle rispettive case. Ma la casa di paglia viene presto rasa al suolo dal Lupo, che soffia potentemente su di essa; il primo porcellino è dunque costretto a rifugiarsi in quella di legno di suo fratello, che a sua volta viene rasa al suolo dopo un fallimentare tentativo da parte del Lupo di entrare in casa sotto le spoglie di un innocuo agnellino.

I due porcellini scappano allora a casa del loro fratellino più saggio, che ha avuto ragione sin dall'inizio di questa storia. Infatti, dopo un secondo travestimento da rappresentante di spazzole (ovviamente subito scoperto), il Lupo tenta di soffiare via anche la terza casa, ma ovviamente non ci riesce. Tenta quindi di introdursi passando dal camino, ma qui trova un pentolone ribollente di trementina, che lo rigetta fuori violentemente. Il Lupo è quindi sconfitto definitivamente, e i Tre Porcellini possono danzare tutti assieme.

Accoglienza ed eredità[modifica | modifica wikitesto]

I tre porcellini fu proiettato in anteprima il 25 maggio 1933 al Radio City Music Hall di New York, in apertura del film Elmer, the Great, ricevendo una moderata accoglienza da parte del pubblico.[4] Fu solo con la distribuzione nazionale che il corto ebbe un successo di pubblico fenomenale, rimanendo in proiezione per mesi dopo la sua uscita[5] e incassando 250.000 dollari a fronte di un budget di 22.000.[6] È considerato il cortometraggio d'animazione di maggior successo mai realizzato.[7]

Disney, ormai esperto su come fare presa sul pubblico, ebbe l'idea di dotare i tre porcellini di abbigliamento e personalità distinte: Tommy e Timmy sono infatti frivoli e spensierati, mentre Jimmy è prudente e serio.[8][9] Questo portò a un'importante innovazione: un "dipartimento della storia" separato dagli animatori, con artisti degli storyboard dedicati al lavoro sulla fase di "sviluppo della storia".[10]

Canzone[modifica | modifica wikitesto]

Il disco originale della Columbia Records con incisa la canzone dei tre porcellini

La canzone portante del film Who's Afraid of the Big Bad Wolf?, composta da Frank Churchill, ebbe un successo galvanizzante che la fa annoverare ancora oggi nel linguaggio corrente. Negli Stati Uniti venne pubblicata come singolo, e balzò in cima a molte classifiche. Si dice che ciò sia dovuto al fatto che gli statunitensi si sentissero rappresentati dai tre porcellini del film in quanto, così come loro con il Lupo, essi stavano combattendo contro la Grande depressione, dalla quale lentamente gli USA si stavano rialzando. Anni dopo, la stessa canzone fu usata per ritrarre Adolf Hitler come lupo cattivo.

In Italia, al momento dell'uscita della pellicola nel 1953, venne scritto per la canzone un testo da Misselvia, con i celebri versi "Siam tre piccoli porcellin, / siamo tre fratellin"; il brano, inciso in coppia da Gino Latilla e Carla Boni, riscosse molto successo. Negli anni seguenti venne incisa da moltissime cantanti, tra cui Rita Pavone, Gigliola Cinquetti, il Piccolo Coro dell'Antoniano e Cristina D'Avena.

Censura[modifica | modifica wikitesto]

Una sequenza del cartone animato che raffigurava Ezechiele come uno stereotipato venditore ambulante ebreo fu ri-animata quando il corto venne rieditato nel 1948 per ritrarre il lupo come un venditore della Fuller Brush con accento yiddish, mentenendo il travestimento con naso, occhiali e barba. Per la messa in onda sulla televisione statunitense la scena fu ulteriormente modificata ridoppiando il lupo per rimuovere l'accento. Per l'uscita in home video la scena fu nuovamente ridoppiata cambiando le parole "I'm giving a free sample" con "I'm working my way through college".

Distribuzione home video[modifica | modifica wikitesto]

VHS[modifica | modifica wikitesto]

I tre porcellini uscì in videocassetta nel 1988, 2000 e 2002. In quest'ultime due edizioni era abbinato ai due seguiti del 1936 e del 1939, e alle altre sinfonie allegre I tre orfanelli, I tre moschettieri ciechi e I coniglietti buffi.

DVD[modifica | modifica wikitesto]

Il cortometraggio è incluso nelle raccolte Le fiabe Disney, volume 5 (assieme ai titoli citati in precedenza) e in Walt Disney Treasures: Silly Simphonies.

Sequel[modifica | modifica wikitesto]

Visto il successo del film, la United Artists chiese a Disney di fare un piacere al pubblico dandogli "più porcellini".[4] Furono quindi realizzati tre sequel. Il primo fu I tre porcellini e Cappuccetto Rosso (1934) e vi appaiono anche Cappuccetto Rosso e la sua nonna. Riprende molte delle gag del cartone originale, come i travestimenti del Lupo e la cacciata dal tetto della casa, e anche l'insegnamento morale alla base è molto simile. Il secondo fu I tre lupetti (1936), e presenta una trama molto più moderna e meno fiabesca, oltre ad annoverare tra i suoi personaggi i tre figlioletti di Ezechiele, cattivi come il padre. L'ultimo sequel, Jimmy porcellino inventore (1939), è la penultima Sinfonia allegra e abbandona definitivamente l'intreccio originale risultando più complesso. Anche qui appaiono i tre lupetti.

Il successo più moderato dei sequel fu visto come un fattore nella decisione di Walt Disney di non riposare sugli allori, ma di continuare invece ad andare avanti con progetti rischiosi come la cinepresa multipiano e il primo lungometraggio d'animazione. Lo slogan di Disney, spesso ripetuto nel corso degli anni, era "non si possono superare i porcellini con i porcellini".[11]

Esiste poi un ultimo film, The Thrifty Pig (1941), distribuito dalla National Film Board of Canada per ottenere finanziamenti di guerra. Vede come protagonista Jimmy, che costruisce una casa grazie ai fondi donati alla causa, ed Ezechiele, col cappello adornato da una svastica, che rappresenta il nazismo. In realtà questo cortometraggio fu realizzato principalmente montando in maniera diversa alcune scene del film originale ricolorate e con alcuni dettagli aggiunti, e poi ridoppiandole.

Altri media[modifica | modifica wikitesto]

I personaggi del film sono apparsi in numerose storie a fumetti a partire dal 1936, di produzione principalmente olandese. Appaiono inoltre nella serie TV House of Mouse - Il Topoclub e nei film tratti da quest'ultima, oltre che nei videogiochi Epic Mickey 2 - L'avventura di Topolino e Oswald e Disney Magical World 2.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Dave Smith, Disney A to Z: The Official Encyclopedia, 2ª ed., Disney Editions, 1998, pp. 553-554, ISBN 0786863919.
  2. ^ (EN) The 6th Academy Awards - 1934, su oscars.org, Academy of Motion Picture Arts and Sciences. URL consultato il 29 novembre 2016.
  3. ^ (EN) Librarian of Congress Announces National Film Registry Selections for 2007, Biblioteca del Congresso, 27 dicembre 2007. URL consultato il 2 gennaio 2012.
  4. ^ a b (EN) Neil Sinyard, The Best of Disney, Londra, Twin Books, 1988, p. 22-23, ISBN 051765346X.
  5. ^ http://www.islandnet.com/~kpolsson/disnehis/disn1934.htm
  6. ^ Tino Balio, United Artists: The Company Built by the Stars, University of Wisconsin Press, 2009, p. 116, ISBN 978-0-299-23004-3.
  7. ^ http://www.sensesofcinema.com/2003/cteq/3_little_pigs/
  8. ^ Disney Stories: Getting to Digital, London, Springer Science+Business Media, 2012, pp. 55–56, ISBN 9781461421016.
  9. ^ Walt Disney: A Biography, Santa Barbara, Greenwood, 2010, pp. 60–64, ISBN 9780313358302.
  10. ^ Walt Disney: The Triumph of the American Imagination, New York, Vintage Books, 2007, pp. 181–189, ISBN 9780679757474.
  11. ^ Walt Disney: The Triumph of the American Imagination, New York, Vintage Books, 2007, p. 415, ISBN 9780679757474. URL consultato il 14 March 2015.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]