Nosferatu il vampiro

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Nosferatu il vampiro
lang=it
Una scena del film
Titolo originaleNosferatu, eine Symphonie des Grauens
Paese di produzioneGermania
Anno1922
Durata84 min
Dati tecniciB/N; colore
rapporto: 4:3
film muto
Genereorrore
RegiaFriedrich Wilhelm Murnau
SoggettoBram Stoker (romanzo), adattamento di Henrik Galeen
SceneggiaturaHenrik Galeen
ProduttorePrana-Film G.m.b.H.
FotografiaGünther Krampf, Fritz Arno Wagner
MusicheHans Erdmann
ScenografiaAlbin Grau
CostumiAlbin Grau
Interpreti e personaggi

Nosferatu il vampiro (Nosferatu, eine Symphonie des Grauens) è un film muto diretto da Friedrich Wilhelm Murnau e proiettato per la prima volta il 5 marzo 1922.

Considerato il capolavoro del regista tedesco e uno dei capisaldi del cinema horror e espressionista, Nosferatu il vampiro è ispirato liberamente al romanzo Dracula (1897) di Bram Stoker. Murnau dovette modificare il titolo, i nomi dei personaggi (il Conte Dracula diventa il Conte Orlok, interpretato da Max Schreck) e i luoghi (da Londra a Wisborg) per problemi legati ai diritti legali dell'opera. Il regista fu comunque denunciato dagli eredi di Stoker; perse la causa per violazione del diritto d'autore e venne condannato a distruggere tutte le copie della pellicola, tuttavia una copia "clandestina" fu salvata dallo stesso Murnau, e il film è potuto sopravvivere ed arrivare ai giorni nostri. La psicoanalisi si è impadronita dell'opera per una lunga serie di elucubrazioni.[1] La Prana-Film G.m.b.H., casa di produzione del film, dichiarò bancarotta nel 1923 in seguito alla causa con gli eredi di Stoker, in quanto fu obbligata a pagare il contenzioso sui diritti d'autore.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

1838, il giovane Hutter lavora presso un'agenzia immobiliare a Wisborg. Una mattina il suo principale Knock riceve una richiesta dalla Transilvania da parte del Conte Orlok, desideroso di prendere casa in paese. Il sensale decide di mandare Hutter dal Conte per firmare gli atti di compravendita, nonostante il viaggio fino ai Carpazi non sia privo di pericoli. Hutter si mette in viaggio, noncurante degli oscuri presentimenti della moglie Ellen, lasciandola in affidamento all'amico Harding e a sua moglie fino al suo ritorno.

Avvicinandosi alla sua meta, Hutter entra in contatto con le superstizioni della gente locale, convinta che il castello del conte sia posseduto da forze oscure. Particolarmente temuta e mitizzata è la presenza di Nosferatu, vampiro sanguinario che si nutre del sangue delle sue vittime e dorme in bare riempite di terra contaminata dalla peste nera.

Finalmente Hutter raggiunge il suo cliente, che si rivela subito cortese ma alquanto sinistro. Bastano pochi giorni perché egli si renda conto che il conte incarna tutte le caratteristiche del famigerato Nosferatu, di cui egli stesso è vittima immemore durante le notti al castello. Hutter finisce rinchiuso nella sua stanza, da cui può scorgere il conte far partire un carico di bare piene di terra, presumibilmente diretto a Wisborg.

Il conte stesso si mette in viaggio all'interno di una delle bare. Una volta evaso dal castello, Hutter fa rientro alla sua città natale per riabbracciare la moglie, che nel frattempo era stata turbata da continui presagi notturni. La maledizione di Nosferatu, però, comincia a rendere sempre più cagionevole la salute del protagonista.

Nel frattempo il suo titolare Knock aveva cominciato a dare segni di pazzia, finendo rinchiuso in cella. Egli era vittima della volontà del conte Orlok fin dall'inizio. Il conte, dopo un lungo viaggio via mare durante il quale stermina l'intero equipaggio, prende possesso della sua nuova casa, situata di fronte a quella di Hutter, da cui nottetempo scruta la sua nuova vittima: Ellen.

Assieme al conte arriva a Wisborg anche l'epidemia di peste, che miete vittime per le quali la popolazione cerca in Knock (nel frattempo evaso) il capro espiatorio, accusandolo di essere un untore. Ellen apprende che l'unica strada per sconfiggere il conte e la sua epidemia è quella di esporlo alla luce del sole, e per raggiungere questo obiettivo si sacrificherà dissetandolo del suo sangue fino ad alba inoltrata.

Assieme al conte Orlok svaniranno anche la terribile epidemia e la maledizione che aveva colpito Hutter.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Logo della Prana Film

Lo studio dietro alla realizzazione di Nosferatu, la Prana Film, fu una piccola casa di produzione cinematografica tedesca attiva per breve tempo all'epoca del muto, fondata nel 1921 da Enrico Dieckmann e dall'occultista-artista Albin Grau, così chiamata per rimandare al concetto Indù del "prana". Anche se l'intenzione dello studio era quella di produrre vari film a tematica soprannaturale, Nosferatu fu l'unica produzione effettiva,[2] poiché la società dichiarò bancarotta a seguito della causa legale per violazione del diritto d'autore intentata dalla vedova di Bram Stoker, Florence Balcombe.

Grau aveva avuto l'idea di girare un film di vampiri, traendo ispirazione da un suo personale ricordo di guerra: nell'inverno del 1916, un contadino serbo gli aveva detto che il padre era un vampiro e un morto vivente.[3]

La partenza di Hutter da Wisborg fu girata presso la Heiligen-Geist-Kirche di Wismar; questa è una fotografia del 1970.

Diekmann e Grau assegnarono a Henrik Galeen, un discepolo di Hanns Heinz Ewers, il compito di scrivere una sceneggiatura ispirata al romanzo del 1897 di Bram Stoker, Dracula, nonostante la Prana Film non fosse in possesso dei diritti per l'adattamento cinematografico dello stesso. Galeen era uno specialista del romanticismo gotico; aveva già lavorato a Der Student von Prag (Lo studente di Praga) nel 1913, e aveva sceneggiato Der Golem, wie er in die Welt kam (Il Golem - Come venne al mondo) (1920). Galeen trasferì la storia nel fittizio borgo di Wisborg situato nella Germania settentrionale. Cambiò i nomi dei personaggi e aggiunse l'idea del vampiro che porta un'epidemia a Wisborg per mezzo dei ratti presenti nella nave, ed eliminò del tutto il personaggio del cacciatore di vampiri Van Helsing. Lotte Eisner descrisse la sceneggiatura espressionista di Galeen: «voll Poesie, voll Rhythmus» ("piena di poesia, piena di ritmo").[4] Furono Dieckmann e Grau a volere Murnau come regista; Grau si occupò della direzione artistica, delle scenografie e dei costumi; la musica fu composta da Hans Erdmann.

Le riprese ebbero inizio nel luglio 1921, con le scene in esterni girate a Wismar. Una ripresa dalla torre di Marienkirche sul mercato di Wismar con il Wasserkunst Wismar fungeva da collegamento per la scena di Wisborg. Altre location furono il Wassertor, la Heiligen-Geist-Kirche e il porto. A Lubecca, le rovine dei magazzini del sale di Lubecca ormai in disuso, servirono come nuova residenza di Nosferatu a Wisborg, quelle del cimitero della Aegidienkirche come quella di Hutter, e lungo il Depenau sfilò una processione di bare di presunte vittime della peste. Molte scene girate a Lubecca appaiono durante la caccia al personaggio di Knock. Le scene in esterni del film ambientate in Transilvania furono girate in realtà nella Slovacchia settentrionale, incluso il Castello di Árva, che divenne il set del castello del Conte Orlok.[5] Gli interni furono generalmente filmati presso lo JOFA studio a Berlino.

I magazzini del sale di Lubecca servirono come set per la casa di Orlok a Wisborg.

Per questioni economiche, il cameraman Fritz Arno Wagner ebbe a disposizione soltanto una cinepresa, e solo un negativo originale venne approntato.[6] Il regista seguì scrupolosamente la sceneggiatura scritta da Galeen, seguendo indicazioni scritte circa inquadrature, luci, et similia.[4] Nondimeno, Murnau riscrisse completamente 12 pagine del copione. Soprattutto il finale del film, nel quale Ellen si sacrifica e il vampiro muore distrutto dai primi raggi del sole, furono opera del regista. Dato che la morte del vampiro a causa della luce dell'alba non è presente nella sceneggiatura di Galeen o nel romanzo di Stoker, questo concetto originale viene solitamente attribuito al solo Murnau.[7]

Location[modifica | modifica wikitesto]

Il Castello di Árva in Slovacchia, luogo delle riprese

Location di Nosferatu il vampiro:

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

Poco tempo dopo la prima, una pubblicità del film venne messa sul numero 21 della rivista Bühne und Film, con fotografie e dettagli sulla trama, scenografie e resoconti di produzione, e commenti vari, incluso un saggio sul vampirismo ad opera di Albin Grau.[10] Nosferatu debuttò il 4 marzo 1922 al cinema Marmorsaal all'interno del giardino zoologico di Berlino. L'evento venne programmato come un importante avvenimento mondano dal titolo "Das Fest des Nosferatu" (il "Festival di Nosferatu"), e agli ospiti fu richiesto di venire vestiti con costumi d'epoca in stile Biedermeier. La prima del film a livello nazionale avvenne il 15 marzo 1922 a Berlino presso il cinema Primus-Palast.

Il Marmorsaal presso lo Zoologischer Garten, qui in una cartolina del 1900, dove ebbe luogo la prima di Nosferatu.

Negli anni trenta, fu approntata una versione sonorizzata della pellicola, intitolata Die zwölfte Stunde – Eine Nacht des Grauens ("La dodicesima ora: Una notte d'orrore"). Si trattò di una versione completamente non autorizzata e ri-montata del film che venne presentata a Vienna il 16 maggio 1930, con un disco di effetti sonori e una riscrittura della colonna sonora originale di Hans Erdmann (opera di Georg Fiebiger). Questa versione presenta un finale alternativo molto più "a lieto fine" rispetto all'originale, i nomi dei personaggi sono tutti modificati (il Conte Orlok diventa il "Principe Wolkoff", Knock divenne "Karsten", Hutter e Ellen divennero "Kundberg" e "Margitta", e Lucy fu cambiato in "Maria"). Inoltre, questa versione apocrifa, della quale Murnau non era a conoscenza, contiene alcune scene girate dallo stesso regista ma tagliate dalla versione finale di Nosferatu. All'originale furono aggiunte scene girate per l'occasione in cui Hans Behal interpretava il ruolo di un prete e altre di tipo folkloristico-descrittivo. Queste scene non sono opera di Murnau, ma furono girate dal cameraman Günther Krampf sotto la direzione di un fantomatico "Dr. Waldemar Roger" (o Waldemar Ronger)[11]. Il nome del regista F. W. Murnau non viene menzionato nel preambolo di questa versione sonora. Questa versione (della lunghezza ridotta a circa 80 min.) è stata mostrata il 5 giugno 1981 alla French Cinematheque. In occasione del recente restauro del film datato 2012, la Friedrich Wilhelm Murnau Stiftung, dichiarò di essere in possesso di diverse copie di questa versione sonora non autorizzata. Originariamente, il film fu completamente vietato in Svezia, tuttavia il divieto fu revocato dopo 20 anni e da allora è passato anche in televisione.[12]

Leggende[modifica | modifica wikitesto]

Intorno alla figura del Conte Orlok interpretato da Schreck aleggiano molte strane leggende; secondo alcuni, sotto il trucco mostruoso del conte Orlok non si celerebbe Schreck, ma lo stesso Murnau, irriconoscibile. Altri sostengono che Murnau si sia recato nei Carpazi per cercare un vero vampiro. Le strane leggende sono state alimentate nel tempo anche a causa della curiosa coincidenza legata al significato del nome Max Schreck che, in tedesco, suona come "Massimo Spavento". In realtà, benché la coincidenza del nome sia curiosa (e sia stata peraltro sfruttata dallo stesso Murnau), l'ipotesi dello Schreck attore sembra essere confermata dagli annali di teatro, dove tra i protagonisti minori vi sono citazioni riguardanti un tale Max Schreck, che nelle foto d'epoca appare sorridente ma sinistramente somigliante al conte Orlok.

Alla storia della lavorazione del film è dedicata una pellicola del 2000 del regista E. Elias Merhige, dal titolo L'ombra del vampiro, nella quale Murnau è interpretato da John Malkovich e Schreck da Willem Dafoe. Nella visione fornita dal film, si cavalca l'ipotesi che Max Schreck fosse un vero e proprio vampiro e non un attore teatrale.

Restauri[modifica | modifica wikitesto]

Vario materiale filmico duplicato all'epoca della scomparsa degli originali è stato negli anni rinvenuto, e restaurato con le migliori tecniche del periodo.

Con l'avvento del DVD queste operazioni si sono moltiplicate, perché hanno potuto sostenere i costi del restauro con la vendita dei supporti. Tre sono le case editrici che hanno maggiormente perseguito negli anni questo obiettivo:

  • Image Entertainment con 2 rimasterizzazioni pubblicate nel 1998 e nel 2001;
  • Eureka Entertainment con 2 rimasterizzazioni pubblicate nel 2001 e nel 2007;
  • Kino International con 2 rimasterizzazioni pubblicate nel 2002 e nel 2007.

Tutti e 3 i restauri più recenti sono degni di nota, con caratteristiche uniche che non permettono di decretare facilmente l'edizione migliore. Sul mercato sono peraltro reperibili una grande varietà di edizioni minori, tutte di qualità inferiore a quelle citate.

Successivamente è stata distribuita una nuova versione del film, restaurata dalla fondazione Friedrich-Wilhelm-Murnau-Stiftung e proiettata il 15 ottobre 2013 nelle maggiori sale cinematografiche del Regno Unito. Il film è stato inoltre editato in Blu-ray Disc, a partire dal mese successivo, portando la visione ad una risoluzione video di 1080p con aspect ratio a 1.34:1, e proponendo sul fronte audio, una traccia LPCM 2.0 e una seconda in DTS-HD Master Audio 5.1.

Remake[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1979 Werner Herzog ne trasse ispirazione per un remake, Nosferatu, il principe della notte, con Klaus Kinski, ispirato chiaramente al film e non al libro.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ "Dizionario del cinema", di Fernaldo Di Giammatteo, Newton&Compton, Roma, 1995, pag.63
  2. ^ Thomas Elsaesser, Six Degrees Of Nosferatu, in Sight and Sound, febbraio 2001, ISSN 0037-4806 (WC · ACNP). URL consultato il 31 maggio 2013.
  3. ^ (DE) Christiane Mückenberger, Nosferatu, in Günther Dahlke e Günter Karl (a cura di), Deutsche Spielfilme von den Anfängen bis 1933, Berlino, Henschel Verlag, 1993, p. 71, ISBN 3-89487-009-5.
  4. ^ a b Eisner 1967 pag. 27
  5. ^ Martin Votruba, Nosferatu (1922) Slovak Locations, in Slovak Studies Program, University of Pittsburgh.
  6. ^ Prinzler, pag. 222: Luciano Berriatúa and Camille Blot in section: Zur Überlieferung der Filme.
  7. ^ Michael Koller, luglio 2000, Nosferatu, Issue 8, luglio–agosto 2000, senses of cinema.
  8. ^ a b c d e f g Filming locations for Nosferatu, eine Symphonie des Grauens
  9. ^ a b c Martin Votruba, Nosferatu (1922), Slovak locations, in Slovak Studies Program, University of Pittsburgh.
  10. ^ Eisner pag. 60
  11. ^ Waldemar Ronger | filmportal.de, su www.filmportal.de. URL consultato il 18 dicembre 2016.
  12. ^ Nosferatu Versionen - Grabstein für Max Schreck, su sites.google.com. URL consultato il 18 dicembre 2016.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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