Nosferatu, il principe della notte

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Nosferatu, il principe della notte
Nosferatu Kinski.jpg
Klaus Kinski in una scena del film
Titolo originale Nosferatu: Phantom der Nacht
Paese di produzione Germania Ovest, Francia
Anno 1979
Durata 107 min
Colore colore
Audio sonoro
Rapporto 1.85:1
Genere orrore
Regia Werner Herzog
Soggetto Bram Stoker e Friedrich Wilhelm Murnau
Sceneggiatura Werner Herzog
Produttore Werner Herzog
Produttore esecutivo Walter Saxer
Casa di produzione Werner Herzog Filmproduktion, Gaumont
Fotografia Jörg Schmidt-Reitwein
Montaggio Beate Mainka-Jellinghaus
Effetti speciali Cornelius Siegel
Musiche Popol Vuh, Richard Wagner, Charles Gounod
Scenografia Henning Von Gierke, Ulrich Bergfelder
Costumi Gisela Storch
Trucco Reiko Kruk
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani
Premi

Nosferatu, il principe della notte (Nosferatu: Phantom der Nacht) è un film del 1979 diretto da Werner Herzog. È il remake del capolavoro diretto da Friedrich Wilhelm Murnau, Nosferatu il vampiro (1922).

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Jonathan Harker è un giovane agente immobiliare di Wismar, sul Mar Baltico, nella metà dell'Ottocento. Felicemente sposato con l'affascinante e sensibile Lucy, non l'ascolta quando questa gli dice di avere un brutto presentimento riguardo al viaggio che lui dovrà intraprendere per la Transilvania. Lì lo aspetta il Conte Dracula, interessato ad acquistare una casa proprio nei pressi della loro abitazione.

Jonathan, dopo un viaggio lungo un mese, ignora anche gli avvertimenti degli zingari e degli abitanti del posto, che si rifiutano di accompagnarlo nei pressi del castello di quel temutissimo personaggio, che loro chiamano vampiro.

L'incontro tra il conte e Jonathan, di notte, è già piuttosto inquietante, visto l'aspetto spettrale del conte ed i suoi modi, ma il giovane Harker è più preoccupato dal portare a termine l'affare che dalle storie che girano attorno al suo cliente che, comunque, sembra non fare niente per smentire la sua sinistra fama. Firmato il contratto, niente giustificherebbe la volontà di trattenere ancora il giovane agente nell'enorme castello che, di giorno è sempre vuoto, e che di notte è "animato" dalla sola presenza del conte. Per giunta Jonathan fa sempre terribili sogni (ma sono sogni?) e comincia a dare credito alle terribili teorie sui vampiri descritte nel libro che una locandiera premurosa gli ha consegnato prima che si incamminasse verso il castello di Dracula.

Prigioniero del castello, nel cercare una via di fuga Jonathan scopre che il conte passa le giornate a riposare all'interno di una tomba. Una sera da una finestra scorge il conte intento ad adagiare delle bare su un carro, e infilarsi infine dentro una di esse. Jonathan capisce allora che il conte è diretto a Wismar, e decide di calarsi da una finestra per fuggire e tentare di arrivare a Wismar prima di lui.

Le bare vengono caricate su un vascello, che arriva a Wismar senza più un uomo dell'equipaggio vivo, e portando la peste in città. Quando Jonathan fa finalmente ritorno a casa, non solo è troppo tardi per mettere in guardia dal pericolo, ma è totalmente stravolto, cambiato al punto da non riconoscere più l'amatissima Lucy. I suoi diari e il libro sui vampiri che portava con sé sono però preziosissimi per aiutare la sua giovane moglie a capire quale sia la causa di tutto questo e come si possa sconfiggere questo terribile avversario.

Tra lo scetticismo generale Lucy è fiduciosa di poter sconfiggere il male e far tornare sano suo marito. Con l'intento di trattenere Dracula fino all'alba, perché così possa essere annientato dalla luce del sole sorgente, Lucy offre il suo collo al vampiro per un'intera notte. Il piano riesce, il conte resta come pietrificato, ma Lucy, dissanguata, soccombe. Il dottor Van Helsing, che fino a quel momento riteneva che quelle di Lucy fossero solo superstizioni, ora le crede e per allontanare definitivamente il pericolo, trafigge il cuore del vampiro con un paletto di legno, secondo quanto previsto dal rituale.

Prima di coricarsi Lucy aveva preparato una serie di espedienti per tenere sotto controllo il marito, come quello di mettergli al collo un crocefisso e di cospargere il pavimento attorno alla sua sedia di ostie consacrate, ma una volta morta egli si libererà facilmente di questi simboli, lasciando così che sia il suo corpo a ospitare l'anima del "mai estinto" vampiro Nosferatu. Il film si conclude con Jonathan/Dracula che cavalca sulle dune di sabbia come se stesse facendo ritorno presso il proprio castello.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Herzog ha affermato di considerare il film di Murnau la pellicola più importante mai prodotta in Germania, e di averlo voluto rifare per stabilire un collegamento tra il grande cinema tedesco del passato e il cosiddetto "nuovo cinema tedesco"[1], di cui egli è un esponente.

Sebbene il film di Herzog rispetti fedelmente le vicende narrate del film originale, il regista (probabilmente per ragioni di botteghino) ha ripristinato i nomi del romanzo di Stoker, i cui diritti erano ormai scaduti mentre Murnau per via dei diritti d'autore ancora validi al momento della realizzazione del suo film era stato costretto a cambiarli. Tuttavia, rispetto al romanzo di Bram Stoker, i nomi di Mina e Lucy sono invertiti.

Cast[modifica | modifica wikitesto]

Herzog affidò il ruolo principale del vampiro all'attore Klaus Kinski che si rivelò l'interprete ideale per quel ruolo donando al personaggio fascino e mistero. Nel cast anche Isabelle Adjani e Bruno Ganz. Il film consacra definitivamente l'attore di origine polacca Klaus Kinski, già attivo in Italia in ruoli dei cosiddetti spaghetti western e gli attori Ganz e Adjani.[senza fonte]

Il personaggio di Mina è interpretato da Martje Grohmann, che all'epoca era la moglie di Herzog. Werner Herzog stesso appare nella scena dello sdoganamento delle bare di Nosferatu: è sua la mano del doganiere che ispeziona la terra nelle bare infestate dai topi. Secondo quanto dichiarato dallo stesso Herzog nel commento al film, contenuto nel DVD (Edizione 2 dischi), nessun altro della troupe aveva il coraggio di toccare i topi.

Versioni del film[modifica | modifica wikitesto]

Del film vennero realizzate due versioni, in tedesco e in inglese. Le scene di dialogo non vennero doppiate dagli attori stessi né da altri doppiatori, bensì ognuna venne girata due volte nelle due lingue diverse, così le due versioni differiscono non solo nell'audio ma anche - leggermente - nella parte visiva.

Colonna sonora[modifica | modifica wikitesto]

Come nei precedenti Aguirre e Herz aus Glas e i successivi Fitzcarraldo, Gasherbrum – Der leuchtende Berg e Cobra verde le musiche per coro, sintetizzatore e orchestra sono di Florian Fricke leader dei Popol Vuh.

Nella scena che precede l'arrivo al castello di Dracula in Transilvania, la musica è tratta dal "Preludio" all'Atto I de L'oro del Reno di Richard Wagner (Vienna Phil. Orch. dir. Sir Georg Solti), mentre quella del finale è tratta dalla Messe Solennelle (Sanctus) di Charles Gounod.

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

Per ragioni commerciali la Twentieth Century Fox, distributrice del film, decise di tagliare alcuni minuti dalla versione destinata alla vendita. Il film risulta così privato nella versione italiana, e in altre, di alcune scene.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • I topi presenti nel film sono undicimila, importati dall'Ungheria. Ovviamente le pratiche doganali furono molto problematiche.
  • Kinski e Herzog si erano distinti nel film drammatico Aguirre, furore di Dio (1972), sul dramma di un gruppo di conquistadores alla ricerca del fantomatico Eldorado. Sulla scia del successo di Nosferatu il precedente lavoro fu proposto nel piccolo schermo.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Da Werner Herzog sul set di Nosferatu, dal DVD italiano del film

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