Universal Studios

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
(Reindirizzamento da Universal Pictures)
Nota disambigua.svg Disambiguazione – Se stai cercando altri significati, vedi Parchi tematici degli Universal Studios.
Universal Studios
Stato Stati Uniti Stati Uniti
Forma societaria Filiale
Fondazione 7 giugno 1912
Fondata da
Sede principale Los Angeles, California, Stati Uniti USA
Gruppo Decca Records (anni 40-1963)
Music Corporation of America (1959-1997)
Seagram (1997-2000)
Vivendi (2000-)
General Electric (2004-)
NBCUniversal (2004-)
Comcast Corporation (2012-)
Filiali Gramercy Pictures (1992-1999)
DreamWorks (1994-)
October Films (1997-1999)
Rogue Pictures (1999,2004-2009)
Focus Features (2002-)
Illumination Entertainment (2008-)
Settore Intrattenimento
Prodotti Film
Sito web

Universal Studios (spesso chiamata Universal Pictures o Universal City Studios), consociata alla NBCUniversal e di proprietà della Comcast Corporation, è uno dei più grandi studi cinematografici statunitensi. I suoi studi di produzione si trovano al numero 100 di Universal City Plaza Drive a Universal City, California, un'area non incorporata della Contea di Los Angeles tra Los Angeles e Burbank.

La catena di distribuzione, altre strutture e gli uffici amministrativi si trovano a New York. La Universal è il secondo studio più vecchio ad Hollywood dopo quello della Paramount Pictures di Viacom, partner commerciale della Universal nelle United International Pictures - che distribuisce film della Paramount e della Universal in tutto il mondo.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il fondatore della Universal fu Carl Laemmle, un immigrato tedesco che risiedeva a Oshkosh, nel Wisconsin, dove gestiva un negozio di abbigliamento. Durante un viaggio per acquisti a Chicago nel 1905, fu colpito dalla popolarità dei cinema nickelodeon, teatri a basso prezzo, dove venivano proiettati cortometraggi monopellicola di tema vario a prezzi ridotti e, quindi, accessibili a tutti. Una storia racconta che Laemmle osservasse per ore il box office, contando i clienti e calcolando la rendita giornaliera. In poche settimane dal suo viaggio a Chicago, egli aveva ceduto i suoi tessuti per acquistare il primo di alcuni teatri[1]. Nel 1909, fondò la Independent Moving Pictures (IMP) che poi confluirà nel 1912 nell'Universal.

La Universal viene ricordata come la più importante delle Little Three, le tre compagnie (Columbia, Universal e United Artists) che formavano il secondo gruppo di case di produzione dopo quello denominato The Big Five (Paramount, MGM, Warner Bros., RKO e 20th Century Fox). Al contrario delle Big Five, negli anni trenta l'Universal non possedeva più un circuito di sale e, all'arrivo della Grande Depressione, la compagnia subì un pesante contraccolpo provocato dalla crisi. Quando, alla fine degli anni trenta le altre case riuscirono a portare a casa grossi guadagni, l'Universal continuava a perdere profitti.

Neanche la guerra risollevò le sue sorti. Bisognò aspettare la fine degli anni cinquanta, quando venne assorbita dalla MCA (Music Corporation of America), per avere dei buoni risultati sul piano economico[2]. Nel 1997 fu acquisita dalla Seagram, nel 2000 assorbita dalla Vivendi, che nel 2004 formò, con la General Electric, la NBCUniversal (che controlla gli studi). Nel 2011 entrambe sono state acquisite dalla Comcast. All'inizio di luglio 2013 è stato firmato un contratto per 5 anni di co-produzione con la Legendary Pictures a partire dall'inizio 2014.

[modifica | modifica wikitesto]

Pur se con diversi interventi di aggiornamento e redesign, fin dal 1912 il logo della Universal è il globo terrestre, in precedenza già adottato dal produttore Carl Laemmle per introdurre le proprie pellicole.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Find a Grave
  2. ^ op.cit: Douglas Gomery, L'Age d'or des Studios Pag. 133

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) Clive Hirschhorn, The Universal Story, Octopus Books - London, 1983 ISBN 0-7064-1873-5
  • (FR) Douglas Gomery, L'Age d'or des Studios, Cahiers du Cinéma 1987 (tradotto da Hollywood Studio System BFI/MacMillan 1986) ISBN 2-86642-049-7

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]


Controllo di autorità ISNI: (EN0000 0001 1503 5626 · GND: (DE10026963-1