Il segreto del Bosco Vecchio (romanzo)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Il segreto del Bosco vecchio
Autore Dino Buzzati
1ª ed. originale 1935
Genere romanzo
Lingua originale italiano

Il segreto del Bosco Vecchio, pubblicato nel 1935 a Milano, è il secondo breve romanzo scritto da Dino Buzzati.

Tematiche[modifica | modifica wikitesto]

Ritroviamo nel breve romanzo le tematiche ricorrenti nella produzione di Buzzati:

  • l'angosciosa ricerca di un senso della vita;
  • l'irrazionale ossequio a una regola inconoscibile e tirannica;
  • luoghi metafisici, immagini simbolo della solitudine e della impossibilità di sfuggire al proprio destino (qui Bosco Vecchio, come in Barnabo delle montagne la montagna e nel Il deserto dei Tartari il deserto);
  • l'inesorabilità dello scorrere del tempo ("...l'assillante scansione delle ore, del tempo, delle stagioni"[1]).

E altre tematiche più particolari:

  • la sacralità della natura, qui rappresentata dal Bosco Vecchio popolato di geni, alberi viventi e animali parlanti;
  • il passaggio dall'infanzia alla maturità, dalla fantasia alla razionalità: è il percorso compiuto da Benvenuto, che abbandona un mondo costituito da spiriti del bosco e altre creature fantastiche, per entrare nell'età della coscienza, nel mondo degli uomini spesso fatto di cattiverie e crudezze;
  • la caduta e la redenzione: Sebastiano, divorato dal demone dell'avarizia, riscopre il contatto con la natura e l'altruismo fino al sacrificio. Indicativa in tal senso la narrazione della perdita dell'ombra di Sebastiano, che sembra alludere allo smarrimento dell'immagine di sé come causa di depressione, dalla quale l'uomo si risolleva (l'ombra ritorna) ritrovando l'affetto per il nipote. È inoltre presente una tematica di tipo ecologico con riflessioni sulla necessità della convivenza tra l'uomo e l'ambiente naturale per la sopravvivenza di entrambi.[2]

Stile[modifica | modifica wikitesto]

Due giudizi critici:

"La componente magica e surreale agisce nella creazione di atmosfere: i singoli particolari possono apparire tutti normali e realistici ma il loro accumulo crea una situazione di sospensione che altera i dati reali e fa sprofondare il lettore poco a poco in un mondo fantastico".[3]

"Il fantastico di Buzzati è reso con un linguaggio orizzontale, ingenuo, persino facile e a volte patetico o romantico meglio. Ci fa credere nell'incredibile perché i suoi segreti, le sue magiche coincidenze, le sue rivelanti metamorfosi, i suoi suscitanti sortilegi, sono un inverosimile che ci aiuta a esaurire il verosimile". [4]

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Dal romanzo è stato tratto l'omonimo film diretto, nel 1993, da Ermanno Olmi.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Ilaria Crotti, Buzzati, p. 20
  2. ^ Vittorio Caratozzolo, Figure mitologiche e immagini archetipiche in «Il segreto del Bosco Vecchio» di Dino Buzzati, in «Strumenti critici», XVII, 3, settembre 2002, pp. 339-352.
  3. ^ Romano Luperini e AA.VV, La scrittura e l'interpretazione, vol. 3, Tomo III, Palumbo, Palermo 1998. p. 338.
  4. ^ Claudio Toscani, Introduzione, Mondadori 1979, p. 8

Bibliografia della critica[modifica | modifica wikitesto]

  • Ilaria Crotti, Buzzati, La Nuova Italia, Firenze 1977. pp. 14-24.
  • Claudio Toscani, Introduzione, in Il segreto del bosco vecchio, Arnoldo Mondadori, Prima edizione: Milano 1979 - ristampa 1993, pp. 5-8.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Letteratura Portale Letteratura: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di letteratura

<html> <html/>