Il segreto del bosco vecchio (film)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Il segreto del bosco vecchio
Villaggio - olmi.jpg
una scena del film
Titolo originale Il segreto del bosco vecchio
Paese di produzione Italia
Anno 1993
Durata 134 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere fantastico, drammatico
Regia Ermanno Olmi
Soggetto Dino Buzzati (omonimo romanzo)
Sceneggiatura Ermanno Olmi
Produttore Mario Cecchi Gori, Vittorio Cecchi Gori, Roberto Cicutto, Vincenzo De Leo
Casa di produzione Aura Film, Penta Film
Fotografia Dante Spinotti
Montaggio Paolo Cottignola, Fabio Olmi
Musiche Franco Piersanti
Scenografia Paolo Biagetti
Costumi Maurizio Millenotti
Trucco Angelo Vannella
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Il segreto del bosco vecchio è un film del 1993 diretto da Ermanno Olmi.

Tratto dall'omonimo racconto giovanile di Dino Buzzati, il film è stato girato nelle zone montane comprese tra Auronzo di Cadore e il valico alpino delle Tre Croci.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Il colonnello in pensione Sebastiano Procolo è tormentato dalle proprie ambizioni e incattivito da una vecchiaia senza affetti. Incapace di amare e sognare, è abituato a riportare tutto alla logica della gerarchia, della ragione e del profitto.

Procolo vorrebbe diventare il proprietario delle terre che comprendono il Bosco Vecchio, da lui amministrate per conto del giovane nipote Benvenuto, ancora in collegio. Per coronare il suo sogno sarebbe disposto a commettere qualunque nefandezza, compresa l'eliminazione del nipote.

Egli progetta inizialmente di radere al suolo gran parte del bosco di piante secolari, liquidando come "favole" le voci secondo le quali in esso abitino creature benigne e favolose.

Pian piano però il luogo, con la sua magia, fa presa sul suo cuore inaridito, ed egli comincia a credere alla realtà di tali leggende, tanto che cerca di asservire una delle forze del bosco, il Vento Matteo, ai suoi scopi.

Una prima svolta si avrà durante la grave malattia di Benvenuto, quando il colonnello si mostrerà disposto a venire a patti con i geni del bosco perché lo facciano guarire, rinunciando in cambio al legname. Ma la svolta definitiva si avrà quando il vento, nel giorno di Capodanno, gli farà credere che il nipote è morto e lui è diventato il padrone del bosco: sconvolto, Procolo si reca nella notte a cercare di disseppellirlo dalla valanga in cui lo crede sepolto.

Informato dal Vento Matteo che il nipote in realtà è in salvo al collegio, il colonnello muore lasciandosi congelare, riconciliato con il proprio cuore, vedendosi simbolicamente passare un lieto battaglione di giovani soldati al suono di una allegra marcia.

Temi[modifica | modifica wikitesto]

Il film conserva i temi fondamentali dell'omonimo libro di Dino Buzzati:

  • la magia della natura e dell'invisibile : "...le montagne ma soprattutto gli alberi, seguiti attraverso il variare continuo delle stagioni, riescono a raggiungere una loro poetica autonomia di personaggi, proposti da immagini che non hanno bisogno della parola per farci ascoltare, capire, sentire".[1]
  • l'inesorabile scorrere del tempo: il ticchettio delle lancette su quadranti di orologi di ogni tipo, l'alternarsi delle stagioni, l'infanzia e la vecchiaia;
  • il conflitto eterno fra Bene e Male e i tormenti della psiche;

"... Procolo [...] se ne va a vivere nella foresta dai mille incanti. Imparerà con molte asperità a convivere con i folletti e l’anima del Bosco vecchio, sarà geloso di quel bambino, erede come lui, che ha con la natura una comunione naturale, quasi panteistica."[2]

  • il tema del doppio (la scena dell'ombra);
  • la possibilità di una metamorfosi, la colpa e la redenzione (il finale).

Luoghi delle riprese[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Gian Luigi Rondi, Il Tempo, 2 ottobre 1993
  2. ^ Giovanna Grassi, Intervista ad Ermanno Olmi, Il Corriere della Sera, 8 settembre 1993
  3. ^ Giovanna Grassi, Intervista ad Ermanno Olmi, Il Corriere della Sera, 8 settembre 1993.
  4. ^ Una biblioteca nel bosco di Somadida
  5. ^ [1]


Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia critica[modifica | modifica wikitesto]

  • Tullio Kezich, Il Corriere della Sera, 06/10/93.
  • Michele Anselmi, L'Unità, 06/10/93.
  • Lietta Tornabuoni, La Stampa, 02/10/93
  • Gian Luigi Rondi, Il Tempo, 2 ottobre 1993
  • Giovanna Grassi, Il Corriere della Sera, 8 settembre 1993, intervista sul film al regista Ermanno Olmi.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Cinema Portale Cinema: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di cinema