Fanzine

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Il termine inglese fanzine nasce dalla contrazione delle parole fan (da fanatic, appassionato) e magazine (rivista), e può essere tradotto in italiano come rivista amatoriale.

Indica quelle riviste realizzate da esperti o semplicemente appassionati di un particolare argomento, genere o fenomeno culturale (quali possono essere letteratura, musica, fumetto, cinema) e rivolte a un pubblico specifico di interessati. Si tratta di produzioni indipendenti, spesso a buon mercato; alcune trattano di musica, altre raccontano storie divertenti, altre ancora mostrano sotto-culture, elencano collezioni personali, presentano foto/collage e illustrazioni, altre infine sono fumetti autoprodotti. Sono tipi di pubblicazioni tra le più varie al mondo: spesso hanno l’aspetto di mini-riviste, ma possono assumere migliaia di forme e formati diversi: A4, mezza pagina, arrotolate, un quarto di foglio, un biglietto del treno o del tram, a fisarmonica o rilegate a mano.

Le fanzines possono essere fatte da una sola persona o da collettivi e per realizzarle non bisogna essere esperti dell’argomento che si vuole raccontare e/o rappresentare, basta la passione e l’urgenza di comunicare il proprio punto di vista. Possono essere vendute nelle librerie, sfogliate presso le biblioteche, scambiate tra loro e/o inviate ad estranei. Le fanzines circolano in genere gratuitamente o per un prezzo nominale, al fine di ammortizzare le spese di spedizione o di produzione. Vengono spesso scambiate con pubblicazioni similari o date in cambio di contributi, articoli o commenti, pubblicati sulle stesse.

Normalmente editori, direttori e redattori degli articoli o gli autori delle illustrazioni delle fanzines non ricevono alcun compenso finanziario. Le fanzines circolano infatti gratuitamente o per un prezzo nominale, al fine di ammortizzare le spese di spedizione o di produzione. Vengono spesso scambiate con pubblicazioni similari o date in cambio di contributi, articoli o commenti, pubblicati sulle stesse.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'origine delle pubblicazioni amatoriali è oscura, se ne può tuttavia trovare traccia nei gruppi letterari statunitensi del XIX secolo, che ad un certo punto si riunirono nell'Amateur Press Association e che pubblicavano tramite stampa amatoriale raccolte di racconti, poesia e saggi. Il termine venne coniato nell'ottobre 1940 per una fanzine di fantascienza da Russ Chauvenet, che per primo lo ha reso popolare nel circuito del fandom di fantascienza, da dove è stato poi preso e adottato da altri generi.

Diffuse nel mondo del fumetto, della musica e della letteratura, le fanzines sono nate negli anni venti e trenta negli Stati Uniti come una delle prime espressioni del mondo degli appassionati della fantascienza, il cosiddetto fandom. Non sono rari i casi di fanzines che hanno successo al punto da fare il salto e diventare riviste professionali. Nel mondo della fantascienza è il caso, ad esempio, della fanzine inglese Novae Terrae che negli anni sessanta cambierà nome in New Worlds, diventando la rivista leader del movimento letterario della New Wave, che rivoluzionerà la fantascienza con autori come Michael Moorcock e James Ballard.

Anche in Italia le prime fanzine nascono dal mondo della fantascienza, negli anni Sessanta. La più antica che si ricordi è Futuria Fantasia, fondata dal regista Luigi Cozzi. Sulle fanzines esordiscono e si fanno le ossa molti dei critici e degli scrittori italiani di fantascienza.

Sempre negli anni Sessanta la fanzine diventa strumento di stampa dell'underground musicale e quindi del movimento Hippy. Numerose sono le riviste amatoriali ciclostilate di stampo psichedelico, quando non dichiaratamente politico che vedono la luce nel periodo attorno al '68.

Ma è con il movimento punk, negli anni settanta, che la fanzine assume un suo status di vera e propria stampa indipendente in forma amatoriale: le fanzines, al motto di do it yourself (fai da te), pubblicano recensioni e interviste di dischi e concerti ignorati dalla stampa musicale ufficiale.

Durante i successivi decenni tale fenomeno si espande anche a tutte le altre scene musicali, ma anche ad altri fenomeni: molteplici sono le fanzines di fumetti, narrativa, cinema amatoriale, tifo organizzato. Ogni tipo di realtà che non trova spazio - talvolta per reali limiti artistici degli autori, talvolta per cieca ottusità degli editori - nella cosiddetta editoria mainstream, si realizza imboccando la strada dell'autoproduzione. Non ultimo un filone artistico che proprio nella diffusione postale trova la sua ragione d'essere: la Mail Art.

Alcune fanzines si sono in seguito evolute in pubblicazioni professionali (talvolta chiamate prozine - contrazione di professional fanzine) e molti scrittori professionisti hanno iniziato scrivendo proprio delle fanzines. Alcuni di essi hanno poi continuato a scrivere e produrre fanzines anche in seguito alla loro affermazione come professionisti.

Fanzinoteche italiane[modifica | modifica wikitesto]

Le fanzines sono generalmente reperibili e acquistabili presso piccole librerie, eventi dedicati all'autoproduzione, festival di editoria indipendente. In Italia sono due le realtà che acquisiscono, conservano e rendono disponibili al pubblico collezioni di fanzines. Si tratta della Fanzinoteca d'Italia[1], avviata dall'Associazione di Promozione Sociale Fanzine Italiane[2] e de La Fanzinoteca dell'Associazione La Pipette Noir[3], ospitata presso la Biblioteca Zara di Milano.

Tecniche di stampa[modifica | modifica wikitesto]

È interessante seguire anche l'evoluzione dei mezzi di stampa utilizzati per la realizzazione delle fanzine, che venendo stampate generalmente in tiratura limitata (da qualche decina ad un massimo di mille copie) non avevano accesso alle tecniche di stampa tradizionali.

Le prime pubblicazioni amatoriali ottocentesche, prodotte dai gruppi facenti capo alla Amateur Press Association, venivano stampate manualmente attraverso la tecnica della xilografia.

Parallelamente al progresso delle tecnologie di stampa, anche la tecnologia delle fanzine progredì. Le prime fanzine erano scritte a mano o a macchina e stampate usando sistemi di riproduzione primitivi, quali ad esempio la stampa a spirito o il Poligrafo. Di questo tipo di pubblicazione ne venivano prodotte un numero di copie molto ridotto e di conseguenza la loro circolazione era estremamente limitata.

L'uso del ciclostile consentì un grosso salto in avanti dell'editoria amatoriale, fino agli anni ottanta, infatti, questo è stato il sistema di stampa più economico, diffusissimo nonostante la bassa qualità che poteva garantire. Il crollo dei prezzi della xerografia (ovvero delle fotocopie) portò alla nascita di fanzine di migliore qualità grafica fin dalla fine degli anni settanta e ne aumentò maggiormente la velocità di realizzazione e di conseguenza ne rese la produzione ancora più semplice.

Con l'avvento del computer e dei software di grafica e impaginazione, la realizzazione delle pubblicazioni amatoriali è stata maggiormente agevolata, rendendole talvolta quasi indistinguibili dalle riviste professionali.

Dalla fine degli anni novanta le fanzine tradizionali stampate su carta hanno cominciato a cedere il passo alla cosiddette webzine o e-zine, che sono più facili da produrre, non richiedendo alcun impegno economico nella stampa, e la diffusione attraverso Internet ne consentono una ampia diffusione, a livello praticamente globale. Nonostante ciò alcune fanzine stampate vengono ancora prodotte, sia per una più agevole lettura, sia per raggiungere persone che non hanno accesso alla rete.

Tipi di fanzines[modifica | modifica wikitesto]

  • Comiczine: definisce le fanzine che si occupano di fumetti, che pubblicano fumetti autoprodotti.
  • Darkzine: termine che comprende le fanzine dark dedicate alla sottocultura del movimento gotico.
  • Fanzine di fantascienza
  • Artzine: fanzine realizzate da artisti visivi, derivazione underground del libro d'artista
  • Oddzine: fanzine dedicata a tutto ciò che è "strano", deriva infatti dall'inglese odd, che significa "strano", "mancino".
  • Punkzine: indica le fanzine dedicate alla sottocultura punk, contengono quasi esclusivamente interviste e recensioni di gruppi e concerti della relativa scena.
  • Rockzine: termine generico che indica le fanzine che si occupano di musica rock.
  • Modzine: indica le fanzine dedicate alla sottocultura Mod, contengono quasi esclusivamente interviste e recensioni di gruppi e concerti della relativa scena.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • V. Vale, Andrea Juno, Manuale di cultura industriale, a cura di Paolo Bandera, Shake Edizioni, 1998, ISBN 88-86926-40-5.
  • Vittore Baroni, Fabio De Luca, Le guide pratiche di RUMORE - Elettronica, Apache edizioni, 1996.
  • Diego Nozza, Hardcore. Introduzione al punk italiano degli anni ottanta, Fano, Crac Edizioni, 2011, ISBN 978-88-97389-02-6.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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