Comic Art

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Comic Art
StatoItalia Italia
Fondazione1965
Fondata daRinaldo Traini
Chiusura1º dicembre 2000
SettoreEditoria
Prodottifumetti
Sito web
Comic Art
Stato Italia Italia
Periodicità Trimestrale
Genere Rivista
Fondatore Rinaldo Traini
Fondazione 1965
Chiusura 1º dicembre 2000
Sito web
 

La Comic Art è stata una casa editrice e una rivista italiana specializzata nella pubblicazione di fumetti.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Anni sessanta - Gli esordi[modifica | modifica wikitesto]

La Casa Editrice Comic Art, nella sua prima configurazione, fu fondata nel maggio del 1965 dopo quanto era accaduto a Bordighera nel febbraio precedente con lo svolgimento del 1° Salone Internazionale dei Comics. Nasce quindi la Comic Art sulla spinta dell'entusiasmo di Rinaldo Traini. Il nome dell'impresa fu preso in prestito da un precedente progetto. Infatti nel 1962 Traini aveva ricevuto l'incarico dall'ufficio pubblicità di un grande gruppo industriale italiano di progettare una rivista mensile per ragazzi che sarebbe diventato il veicolo promozionale dell'ente con quel preciso target.

Traini si era messo all'opera e dopo vari contatti con agenzie giornalistiche americane aveva opzionato una serie di personaggi americani, sia delle strisce dei quotidiani che dei fumetti, alcuni dei quali conosciutissimi in Italia mentre altri mai pubblicati in Italia. Gli accordi furono presi con il Chicago Herald Tribune, rappresentato dal celeberrimo giornalista italo americano Michael Chinigo, e con la National Enterprises Association (NEA) rappresentata allora da Ascani Senior. I personaggi che avrebbero fatto parte della scuderia erano: Terry e i pirati di Milton Caniff (ma anche quello di George Wunder), Dick Tracy di Chester Gould, Little Orphan Annie (La piccola orfanella Annie) di Harold Gray, Captain Easy e Wash Tubbs di Roy Crane ed altri. La rivista mensile che sarebbe stata intitolata: Comic Art. Il progetto, arrivato fino alla realizzazione del menabò, naufragò quando l'azienda committente, cambiato il responsabile del settore pubblicitario, si tirò indietro rinunciando al progetto e autorizzando anzi il Traini a proporlo ad altri.

I tempi sembrarono di nuovo maturi nella primavera del 1965 per dare vita ad una casa editrice specializzata in quel campo e quindi la Comic Art esordì con un volume cartonato di formato orizzontale dedicato a Alley Oop di Vincent Hamlin. Il primo volume di Alley Oop fu distribuito in libreria mentre altri quattro successivi paper-back trimestrali (i primi in Italia a fumetti) dedicati allo stesso personaggio e arricchiti della presenza di Captain Easy e di altri personaggi umoristici furono distribuiti in edicola con tirature molto modeste. I risultati dal punto di vista economico non furono apprezzabili ma Traini non si volle arrendere. Era rimasto proprietario della testata Comic Art e per qualche anno la sua attività nel mondo dei fumetti fu completamente assorbita dalle collaborazioni professionali con i più importanti editori italiani e stranieri e dall'organizzazione del Salone dei Comics spostatosi a Lucca e del quale era diventato direttore nel 1969.

Anni settanta[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1974 Rinaldo Traini rilancia il vecchio progetto Comic Art da solo aggiungendo alla sua attività di giornalista, critico, studioso di cartooning e di ideatore della nuova formula del Salone Internazionale dei Comics, del Film di Animazione e dell'Illustrazione, quella di editore specializzato nelle produzione di collane fumettistiche storiche. Inizialmente la Casa Editrice puntò esclusivamente sulla pubblicazione di libri di qualità e nel primo anno riuscì a presentare otto volumi. Avventura in Kandelabra della serie Wash Tubbs & Capitain Easy di Roy Crane fu il titolo d'esordio della Comic Art. Erano gli anni del pionierismo e le tirature limitate non consentivano di affrontare a livello nazionale la diffusione nelle edicole e nelle librerie. La Comic Art affidò ad una serie di piccoli distributori specializzati l'incarico di far giungere le pubblicazioni alle fiere e alle mostre fumettistiche ormai sparse in tutta Italia. Le librerie specializzate, la vendita per corrispondenza attraverso il Comic Art Club e la spinta pubblicitaria della rivista trimestrale Comics (organo ufficiale del Salone) della quale Traini era direttore, furono i canali, all'inizio precari, ma in seguito più stabili, attraverso i quali fu possibile raggiungere un numero sempre più alto di lettori. Erano gli anni della pubblicazione cronologica di serie a fumetti che avevano fatto la storia dei Comics: Cino e Franco, Terry e i pirati, Rip Kirby, Radio Pattuglia, Li'l Abner, Flash Gordon, Mandrake, L'Uomo mascherato, Braccio di Ferro, Johnny Hazard, Giorgio Ventura, Steve Canyon, Agente Segreto-9 e molti altri.

Gli anni ottanta[modifica | modifica wikitesto]

Questa attività amatoriale durò qualche anno, poi la Comic Art progressivamente si andò trasformando e ingrandendo come una vera e propria azienda editoriale ormai sospinta dalla necessità di fronteggiare gli aumenti dei costi di produzione e i diritti letterari diventati ormai proibitivi per l'accesa concorrenza di quanti cominciavano a credere nei fumetti come prodotto di qualificata affermazione anche presso il grande pubblico. Era venuto il momento di strutturare la Casa Editrice secondo le nuove esigenze del mercato assumendo un ruolo più specifico anche nel settore dei periodici da edicola. Le novità furono rappresentate da due riviste mensili intitolate rispettivamente “Comic Art, la rivista dello spettacolo disegnato" e “L'Eternauta, i fumetti più belli del mondo". Il numero “zero” de L'Eternauta apparve nell'ottobre 1980 al Salone Internazionale dei Comics di Lucca per poi uscire in edicola nel marzo 1982. Caratterizzavano il mensile i migliori autori del fumetto realistico spagnolo e argentino, talvolta conosciuti, ma i cui lavori erano poco valorizzati. Voluta da Alvaro Zerbini, primo direttore, e da Rinaldo Traini, inizialmente la rivista fu edita dalla casa editrice E.P.C. (Edizioni Produzioni Cartoons) con la collaborazione redazionale della Comic Art stessa.

Sarà dal n° 60, e precisamente nel marzo 1988, che L'Eternauta passerà sotto le insegne della Comic Art per la direzione di Oreste del Buono. Nel frattempo il 1º giugno 1984 era uscito in edicola il nuovo mensile a fumetti Comic Art. Un mese dopo l'altro le due riviste decollarono (furono toccate vendite complessive di 50.000 copie mensili) e a loro va senz'altro il merito di aver pubblicato e valorizzato storie, racconti e disegni di tanti autori sia italiani che stranieri: Rodolfo Torti, Massimo Rotundo, Andrea Pazienza, Carlos Trillo, Moebius (Jean Giraud), Giancarlo Berardi, Ivo Milazzo, Paolo Eleuteri Serpieri, Franco Saudelli, Vittorio Giardino, Roberto Baldazzini, Massimo Mattioli, Bonvi, Anna Brandoli, Sergio Toppi, Francesca Ghermandi, Sicomoro, Giancarlo Alessandrini, Andrea Cascioli, Ugolino Cossu, Jordi Bernet, John Buscema, Jack Kirby, Juan Gimenez, Antonio Hernandez Palacios, Richard Corben, Milo Manara, Hugo Pratt, Georges Wolinski, Claire Bretecher, Alejandro Jodorowsky e tanti altri autori internazionali.

Ci furono, negli stessi anni, gli accordi con la Casa Editrice Mondadori prima e con The Walt Disney Company Italia (dopo il suo ingresso in proprio sul mercato italiano) che consentirono la pubblicazione dei personaggi di Topolino, sia nella versione giornaliera che domenicale, delle Silly Symphony, di Paperino, e di altre serie parallele con le cronologie complete e filologiche tratte dal materiale d'archivio di ottima qualità rintracciato in biblioteche pubbliche e private in tutto il mondo. Seguirono le repliche dei giornali settimanali: Topolino dal 1936 al 1947, Paperino (l'intera serie) e de L'Audace di Lotario Vecchi e di Mondadori poi e le celeberrime serie anteguerra (tutte pubblicazioni edite da Mondadori) de Gli Albi d'Oro e de Gli Albi del Regno di Topolino. Furono anche realizzate collane di volumi cartonati come I Capolavori Disney con le firme di autori come Romano Scarpa, Giovan Battista Carpi, Luciano Bottaro, Giorgio Cavazzano, Paul Murry, Bill Wright, Carl Barks e tanti altri, materiale editoriale prodotto sempre all'insegna dell'ottima qualità grafica e del prezzo accessibile. Anche il settore librario non fu trascurato dalla Comic Art. Infatti in quella stessa epoca sono stati prodotti decine di cartonati fra i quali primeggiavano Tintin di Hergé, Blake e Mortimer di Jacobs, Spirit di Will Eisner e molte opere di Moebius.

Ma le nuove generazioni di lettori scoprono i Comics nordamericani dedicati ai supereroi. Ecco dunque entrare il 1º settembre 1986 nella scuderia Comic Art: Conan il barbaro nelle due versioni originali, una in bianco e nero e una a colori. Le due collane riscossero subito un successo strepitoso e negli anni successivi fu avviata la pubblicazione di una collana rievocativa di volumi dedicata ai grandi eroi della Marvel. A questi personaggi dei comic-book Marvel si aggiungeranno presto le intriganti serie della DC Comics e quelle di molte prestigiose editrici minori statunitensi. Questa grande duttilità editoriale ha consentito alla Comic Art di non perdere mai di vista gli interessi dei consumatori soddisfacendo sia i gusti del saltuario pubblico amatoriale che le tendenze del più grande mercato e i nuovi idoli dei lettori più giovani e numerosi.

Gli anni novanta e la chiusura[modifica | modifica wikitesto]

Il nuovo decennio degli anni ‘90 si era aperto infatti con l'esplosione dei nuovi personaggi, molti appartenenti alla scuderia della Bonelli ma non solo, come Dylan Dog, Martin Mystére, che furono seguiti da Nathan Never e Nick Raider tutti però puntualmente presenti o ripubblicati sulle riviste o gli albi speciali prodotti dalla Casa Editrice Comic Art. Storie originali prodotte appositamente per la Comic Art che a colori, su carta di maggior pregio e in formato più grande, mostrarono appieno al pubblico dei lettori la solidità dei testi e dei disegni che ne avevano decretato già il successo sui periodici popolari da edicola.

Con gli anni novanta si accende in tutta Europa, e in Italia in particolare, un grande interesse per i manga giapponesi. Comic Art fa il suo ingresso in un'area fumettistica assolutamente inedita assicurandosi serie quali: Raika, Ikkiù, Astro Boy, Black Jack, Kimba, il leone bianco (queste ultime tre dovute al grande maestro del manga e dell'animazione Osamu Tezuka), L'Immortale, Noritaka, Il violinista di Hamelin, Bakuretsu Hunter, Domu (del grande Katsuhiro Otomo, autore successivamente del più famoso Akira), Sei in arresto! (del grande Kosuke Fujishima conosciuto in seguito per Oh! Mia dea) e infine Detective Conan.

Dalla metà degli anni novanta le riviste antologiche, Comic Art e L'Eternauta, non trovano più l'adesione del pubblico, come avveniva negli anni passati, e si trasformano in volumi monografici dedicati a grandi autori internazionali. Nel 1994 la Marvel apre in Italia una attività editoriale e decide di gestire in proprio tutti i suoi personaggi. La Comic Art si trova a dover rinunciare a tutti i personaggi della grande corporation americana che non rinnova i contratti di concessione. La produzione amatoriale, incentrata sui comics storici, continua ad essere realizzata, ma ormai il numero dei collezionisti si è andato man mano riducendo. Sono anni duri per la Comic Art, che prosegue ad editare materiale di alta qualità che però ha una scarsa diffusione. Il 1º dicembre del 2000 Rinaldo Traini prende la drastica decisione di sospendere le pubblicazioni di tutte le collane con l'intento di sanare i bilanci per scongiurare il fallimento della società. Operazione che a costo di pesantissimi sacrifici, anche economici, è pienamente riuscita, perché la Comic Art tuttora sopravvive, anche se solo amministrativamente, per gestire il proprio patrimonio, anche se ormai inattiva sotto il profilo editoriale. Di questa casa editrice restano comunque i risultati di trentacinque anni di attività editoriale che attraverso le pubblicazioni hanno fatto la storia del fumetto, non solo italiano.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • La casa editrice ha pubblicato Spot n. 2, in cui faceva la sua prima apparizione Rat-Man.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]