Comic book

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Copertina del secondo numero Whiz Comics (febbraio 1940, Fawcett Comics), con protagonista Capitan Marvel.

Con l'espressione comic book si indica un formato di pubblicazione dei fumetti, il più utilizzato per il fumetto statunitense e per le sue edizioni estere. In particolare ci si riferisce al formato 17x26 cm (6,75 × 10,25 pollici). Da notare che in lingua inglese, in particolare in nordamerica, comic book indica genericamente una rivista a fumetti di qualunque formato, mentre per riferirsi a questo formato utilizzano l'espressione american comic book.

Nella forma più comune negli Stati Uniti, il comic book è una rivista di 32 pagine (più le 4 di copertina) spillata, contenente una storia a fumetti mediamente di 22 pagine, di solito a colori. Le rimanenti pagine sono dedicate a pubblicità e articoli inframezzati alle pagine del fumetto. Sono pubblicati anche albi con un numero maggiore di pagine, spillati o brossurati, ma quasi sempre 17x26 cm.

In Italia questo formato ha cominciato a diffondersi proprio per la pubblicazione di fumetti Statunitensi, in particolare fumetti Marvel e DC. Per adeguarsi al mercato italiano, gli albi hanno un numero minimo di 48 pagine, contengono generalmente più di una storia e hanno pochissima pubblicità.

Negli Stati Uniti originariamente veniva utilizzata una carta economica detta newsprint perché simile a quella utilizzata per i quotidiani[1], con qualità di stampa molto bassa, in cui la trama dei punti che componevano i colori era chiaramente visibile; la media di foliazione era 16 pagine. A partire dagli anni novanta, si diffusero tipi di carta migliori (come la Baxter[2]), equivalenti come qualità a qualunque rivista, soprattutto dall'introduzione della colorazione Truecolor.

Cenni storici[modifica | modifica wikitesto]

Nel marzo 1897, grazie a William Randolph Hearst, proprietario del New York Journal e di altre testate, iniziò la raccolta in albi a sé stanti delle strisce a fumetti pubblicate sui quotidiani, annoverandone almeno settanta tra il 1900 e il 1909; molte di esse erano regalate in abbinamento all'acquisto di altri prodotti. Negli Stati Uniti d'America raggiunsero grande popolarità come lettura tra i soldati durante la prima e la seconda guerra mondiale.

Il primo comic book con materiale originale fu prodotto nel 1929, per iniziativa di George T. Delacorte Jr. proprietario della Dell Publishing, con Famous Funnies. Verso la metà degli anni trenta comparvero piccole aziende come la DC Comics, che iniziarono a pubblicare fumetti di qualità crescente su serie come All Star Comics, Action Comics o Detective Comics. Sicuramente furono i supereroi a dare impulso all'industria dei comics, a partire da Superman, creato nel 1938.

Inizialmente, ogni albo includeva un certo numero di storie dedicate a diversi personaggi, ma la lunghezza usuale delle avventure crebbe progressivamente, finché negli anni sessanta, la maggior parte degli albi conteneva un'unica storia autoconclusiva.

Negli anni ottanta iniziò la consuetudine di prolungare le storie in più albi della stessa serie, a cui si affiancarono altri formati come i graphic novel e i volumi in brossura o cartonati.

I comic book sono oggetto di attivo collezionismo. Per esempio, nel 2010, un esemplare del primo numero di Action Comics, con la prima apparizione di Superman, fu battuto al prezzo di un milione di dollari, a fronte di un prezzo di copertina di 10 centesimi.[3]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Newsprint, About.com. URL consultato il 18 ottobre 2011.
  2. ^ (EN) Alan David Doane, Baxter Building Your Collection, Comic Book Galaxy, 23 marzo 2009. URL consultato il 18 ottobre 2011.
  3. ^ (EN) Superman's debut sells for $1M at auction, webcitation.org. URL consultato il 18-10-2011.