Albi d'Oro

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Gli Albi d'Oro (prima serie)
serie regolare a fumetti
Lingua orig.italiano
PaeseItalia
EditoreArnoldo Mondadori Editore
1ª edizionegennaio 1937 – agosto 1940
Periodicitàmensile
Albi41 (completa)
Genereumoristico
Seguito daGli Albi d'Oro (seconda serie)
Gli Albi d'Oro (seconda serie)
serie regolare a fumetti
Lingua orig.italiano
PaeseItalia
EditoreArnoldo Mondadori Editore
1ª edizionemaggio 1946 – dicembre 1952
Periodicitàsettimanale
Albi372 (completa)
Genereumoristico
Preceduto daGli Albi d'Oro (prima serie)
Seguito daGli Albi d'Oro (serie comica)
Gli Albi d'Oro (serie comica)
serie regolare a fumetti
Lingua orig.italiano
PaeseItalia
EditoreArnoldo Mondadori Editore
1ª edizionegennaio 1953 – settembre 1956
Periodicitàsettimanale
Albi195 (completa)
Genereumoristico
Preceduto daGli Albi d'Oro (seconda serie)
Seguito daAlmanacco Topolino
Gli Albi d'Oro (serie della Prateria)
serie regolare a fumetti
Lingua orig.italiano
PaeseItalia
EditoreArnoldo Mondadori Editore
1ª edizione8 gennaio 1953 – 31 marzo 1955
Periodicitàsettimanale
Albi85 (completa)
Genereavventura
Preceduto daGli Albi d'Oro (seconda serie)
Seguito da/

Gli Albi d'Oro è stata una collana periodica a fumetti pubblicata in Italia dalla Arnoldo Mondadori Editore in varie serie dal 1937 e che presentava storie sia di produzione Disney che di altri.[1] Rappresenta la più importante serie a fumetti pubblicata dalla Mondadori nel secondo dopoguerra insieme a Topolino formato libretto[2].

Storia editoriale[modifica | modifica wikitesto]

Prima serie[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Albi d'Oro (1937-1940).

La prima serie venne pubblicata per 41 numeri dal 1937 al 1940[1][3] Presentava storie a fumetti tratte dalla serie a strisce giornaliere di Topolino ricalcata dai cartonati editi dalle edizioni della francese Hachette dove nelle vignette le nuvolette vennero sostituite da didascalie. La produzione pubblicata è quella realizzata negli Stati Uniti prima che la Casa Editrice Nerbini incominciasse a pubblicare il materiale Disney in Italia; successivamente le strisce vennero pubblicate solo rimontandole ma conservando le nuvolette e i retini originali, ristampando tutte le storie di Mickey Mouse già apparse su Topolino giornale fino al 1940 quando la serie venne interrotta dopo 41 numeri.[1][4]

Seconda serie[modifica | modifica wikitesto]

La seconda serie venne pubblicata per 372 numeri dal 1946 al 1956[2][3]. La pubblicazione riprese dopo la guerra nel maggio 1946 con periodicità settimanale in veste grafica completamente diversa e ripartendo da capo la numerazione alternando personaggi della Disney con altri di diversa produzione; sono presenti anche storie con personaggi della Disney realizzate in Italia da Federico Pedrocchi, Pinochi, Nino Pagot e Luciano Bottaro e altre di origine britannica e argentina.[2] Oltre alle storie a strisce americane la Mondadori riprese quelle edite nella collana americana Four Color.[2]

Di questa seconda serie vennero pubblicati 372 numeri fino al 1952 alternando personaggi della Disney, inizialmente ristampando storie anteguerra con personaggi realistici e con materiale ristampato da precedenti pubblicazioni Mondadori come Pecos Bill, Oklahoma! o anche personaggi della Warner Bros. quali Lollo Rompicollo e Meo Maramao, Braccio di Ferro e la trasposizione del film d’animazione La Rosa di Bagdad. Dopo aver inizialmente ristampato storie disneyane anteguerra nella serie incominciarono a essere pubblicate storie inedite americane, tra cui anche quelle di Carl Barks.[2][5][6].

Albi d’Oro (serie comica) e Albi d’Oro (serie della prateria)[modifica | modifica wikitesto]

Dal 1953 e fino al 1956 la serie si divise in: Albi d'Oro (serie comica) (195 numeri), dedicata ai personaggi Disney o atri personaggi comici, che si interruppe nel 1956, diventanto Almanacco Topolino nel 1957; Albi d'Oro (serie della Prateria) (85 numeri), che pubblicava storie di Pecos Bill e di Oklaoma! con numerazione che riprendeva da capo ogni anno, che si interruppe il 31 Marzo 1955[5][7][8].

Spinti dal successo dei personaggi della Disney, nel 1956 il n. 39 di Albi d'Oro (serie comica) venne intitolato Albi d'oro - Almanacco Topolino, rimanendo però ufficialmente parte della collana Albi d'Oro proseguendone la numerazione e con la vecchia denominazione Albi d'Oro divenuta semplicemente una piccola dicitura in un quadratino in alto a sinistra.

Da gennaio 1957 Almanacco Topolino sostituì la testata Albi d'oro - Almanacco Topolino ricominciando la numerazione da capo continuando però a riportare l'indicazione "Albi d'Oro" in altro a sinistra fino al n. 264 del dicembre 1978 (il successivo n. 265 del gennaio 1979 reca soltanto la dicitura Almanacco Topolino)[5]. Il numero progressivo e non più annuale apparve dal gennaio 1970, indicando il n. 157, il quale tiene conto dei 156 albi editi tra gennaio 1957 e dicembre 1969 ma non dei tre del 1956 (ottobre, novembre, dicembre) che sono parte della collana Albi d'oro - Almanacco Topolino.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Gli Albi d'Oro (prima serie), su www.guidafumettoitaliano.com. URL consultato il 20 dicembre 2016.
  2. ^ a b c d e Gli Albi d'Oro (seconda serie), su www.guidafumettoitaliano.com. URL consultato il 20 dicembre 2016.
  3. ^ a b FFF - Testate, ALBI D'ORO, su www.lfb.it. URL consultato il 20 dicembre 2016.
  4. ^ Italy: Albi d'oro (anteguerra), su coa.inducks.org. URL consultato il 20 dicembre 2016.
  5. ^ a b c La storia degli Albi d'Oro..., su www.cartesio-episteme.net. URL consultato il 20 dicembre 2016.
  6. ^ Italy: Albi d'oro, su coa.inducks.org. URL consultato il 20 dicembre 2016.
  7. ^ della Prateria, Albi d'oro della Prateria, su www.guidafumettoitaliano.com. URL consultato il 26 ottobre 2017.
  8. ^ Albi d'Oro Serie Comica, su www.guidafumettoitaliano.com. URL consultato il 6 febbraio 2017.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]