Collana editoriale

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In editoria, una collana o collezione editoriale è una serie di testi pubblicati da una casa editrice con determinate caratteristiche comuni.

Ciascuna collana viene identificata dal nome, a volte esplicativo e programmatico, a volte di fantasia[1], e dalla veste grafica (normalmente un editore sceglie una veste grafica diversa per ogni collana). In genere una collana raccoglie opere di vari autori e di soggetti diversi, ma accomunati da un progetto unitario. La serie è aperta, ovvero il numero di libri che la compongono è sempre incrementabile.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La prima collana editoriale fu la «Collana historica», che comprendeva le opere volgarizzate di dodici storici greci, curata da Tommaso Porcacchi e stampata a Venezia da Gabriel Giolito de' Ferrari dal 1563 al 1585. Proprio a loro si deve tale uso metaforico del termine: ogni opera era un "anello" o una "gioia" della collana.[2]

Nel Settecento e nell'Ottocento in Italia collane importanti furono:

  • la «Raccolta di tutti gli antichi poeti latini colla loro versione nell'italiana favella», con il testo originale a fronte, pubblicata a Milano da Giuseppe Richino Malatesta dal 1731 al 1765 in 36 volumi (ma il volume 32º non vide mai la luce) e comprendente tra l'altro la prima traduzione in lingua italiana di Catullo, Tibullo, Properzio, Fedro, degli Astronomica di Manilio, delle Argonautiche di Valerio Flacco e delle Puniche di Silio Italico;
  • la «Collana degli antichi storici greci volgarizzati», iniziata a pubblicare da Giovan Battista Sonzogno nel 1819 e poi continuata da Paolo Andrea Molina sempre a Milano fino al 1852, che giunse a contare quasi un centinaio di volumi;
  • la «Biblioteca nazionale», pubblicata da Felice Le Monnier a partire dal 1843;
  • due collane pubblicate da Gaspero Barbera: la «Collezione gialla», così chiamata dal colore della copertina, e la più famosa «Collezione diamante», di piccolo formato, uscite rispettivamente a partire dal 1855 e dal 1856.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Normalmente una casa editrice designa un direttore per ciascuna delle proprie collane; egli si occupa della scelta delle opere più adatte ad essere pubblicate nella propria serie.

A volte l'uscita dei suoi volumi segue una logica di scadenze periodiche, specialmente in diverse collane tascabili, dove possono assumere lo statuto di periodici, e in questo sensio avvalersi eventualmente di distribuzione nelle edicole ed avere un ISSN.

Certe collane sono divenute talmente note da essere percepite quasi come case editrici indipendenti, come per esempio la "Bibliothèque de la Pléiade" di Gallimard o in Italia "I Meridiani" e gli "Oscar" di Mondadori, o la "BUR" della Rizzoli (specialmente la prima serie nata nel 1949 e diretta da Paolo Lecaldano).

Alcune collane hanno un numero fisso di pagine a volume (come la francese « Que sais-je ? »), spesso hanno una numerazione e a volte sono collegate a un'università (note le University Press anglofone, il cui nome, a volte abbreviato in "U.P." si ritrova anche in altre lingue).

Alcune collane mirano a fissare un canone, legato a una concezione di classico. Tra queste, per esempio, quella di autori greci e latini come "Loeb Classical Library", quella di classici di filosofia come "Il pensiero occidentale", o quelle legate a un genere, come "Il Giallo Mondadori" o "Urania". L'entrata di un autore in collane prestigiose può essere vissuta in ambito sociale come un evento, specialmente se l'autore è ancora vivente e la collana ne adotta raramente (è il caso della citata "Pléiade", ma anche de "I Meridiani" o della statunitense "Library of America"). Tra le collane, alcune mirano a una sorta di edizione definitiva (per continuare con esempi, "I Libri della Spiga", "La Nave Argo", "I millenni" o "Classici", ripescando autori noti, ma fissandone il valore attraverso nuove curatele).

Tra le formule che hanno accompagnato le scelte editoriali, al di là della scelta dei titoli e della veste grafica (famose in questo senso la "Reclam", la Folio" o la prima serie dei "BUR"), vi possono essere accorpamenti particolari di testi (come nella "Scrittori tradotti da scrittori" che unisce al testo originale traduzioni scelte, in edizioni anche trilingue) o di testi e commenti (come nella "Bi-Libro" della DB3 Italia che unisce al racconto una guida scientifica su temi sociali) o la raccolta completa delle opere in una edizione nazionale.

Direttori[modifica | modifica wikitesto]

Importanti direttori di collane sono stati: Oreste del Buono, Giulio Bollati, Umberto Eco, Antonio Banfi, Enzo Paci, Roberto Calasso, Mario Spagnol, Mario Andreose, Cesare De Michelis, Remo Cantoni, Ranuccio Bianchi Bandinelli, Giacomo Debenedetti, Giorgio Bassani, Franco Antonicelli, Ernesto Ferrero, Attilio Bertolucci, Federico Enriques, Ferruccio Parazzoli, Alessandro Barbero, Carlo Sini, Giovanni Spadolini, Ernst Bernhard, Giuseppe Petronio, Elio Vittorini (con i suoi "I gettoni"), Giovanni Reale, Grazia Cherchi, Italo Calvino (con i suoi "Centopagine") ecc.

Collane non librarie[modifica | modifica wikitesto]

Non solo i libri possono essere raccolti in collana, il cui principio editoriale può applicarsi anche a spartiti musicali, dischi, giochi, CD, CD-ROM, VHS o DVD, ecc.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Enrico Mistretta, L'editoria. Un'industria dell'artigianato, Nuova edizione, Bologna, Il Mulino, 2006, p. 33.
  2. ^ Cfr. Salvatore Bongi, Annali di Gabriel Giolito de' Ferrari da Trino di Monferrato stampatore in Venezia, descritti ed illustrati, vol. II (Roma, 1895), p. 232.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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