Mario Andreose

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Mario Andreose

Mario Andreose (Venezia, 1934) è un giornalista, traduttore ed editore italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Giunto a Milano alla fine degli anni cinquanta, inizialmente con l'intento di intraprendere la carriera giornalistica, Mario Andreose entra nel mondo dell'editoria nel 1958,[1] rispondendo ad un'inserzione del Saggiatore, casa editrice fondata da Alberto Mondadori nello stesso anno. Viene assunto come correttore di bozze e, oltre a tale mansione, cura alcune traduzioni dall'inglese e dal francese: la più importante è la prima edizione italiana[2] del Secondo sesso di Simone de Beauvoir. In quel periodo di formazione lavora insieme al direttore letterario della casa editrice, Giacomo Debenedetti. Andreose viene inserito in una squadra i cui componenti sono tutte personalità di alto livello: Enzo Paci (braccio destro di Debenedetti, suo coadiutore soprattutto per filosofia, sociologia, psicologia, scienza),[3] Remo Cantoni (antropologia), Ernesto De Martino (etnologia), Giulio Carlo Argan (arte), Dino Formaggio (estetica), Fedele D'Amico (musica), Ranuccio Bianchi Bandinelli (archeologia).[4]

Nel 1969 Andreose si trasferisce a Verona, chiamato da Mario Formenton,[5] dove per la casa madre Arnoldo Mondadori Editore si occupa di libri per ragazzi, libri d'arte e di divulgazione scientifica, oltre a seguire il settore delle coedizioni internazionali e delle grandi opere illustrate. All'inizio degli anni ottanta passa al gruppo Fabbri come direttore dell'area libri e nel 1982 assume presso la Bompiani l'incarico di direttore editoriale, subentrando a Raffaele Crovi.[6] Lavorare in Bompiani significa, in quegli anni, conoscere autori del calibro di Alberto Moravia fino alla sua scomparsa ("lo aveva trovato morto nel suo bagno la mattina presto" rivela Elkann),[7] Umberto Eco, Ottiero Ottieri, John Irving, e successivamente Leonardo Sciascia, Milan Kundera (per un breve periodo prima del suo passaggio all'Adelphi), Tondelli, Bufalino, McInerney, Bret Easton Ellis.

In Bompiani Mario Andreose avvia la collana dei «Classici»[8] e inizia a seguire la produzione saggistica e letteraria di Umberto Eco. Dal 1982 è stabilmente il suo curatore editoriale[9][10]. Nello stesso anno Andreose cura l'edizione tascabile del fortunato romanzo di Eco, Il nome della rosa[11].

Collaboratore dal 2004 per le pagine culturali del Sole 24 Ore (più di 30 articoli presenti in archivio)[12], attualmente è direttore letterario di RCS Libri[13] e membro del gruppo di Consiglieri della Fondazione Corriere della Sera[14].

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Articoli e saggi[modifica | modifica wikitesto]

Curatele[modifica | modifica wikitesto]

Traduzioni[modifica | modifica wikitesto]

  • Il Vangelo secondo Tommaso, Milano, il Saggiatore, 1960
  • Georges Contenau, La Mesopotamia prima di Alessandro, id., id., 1961
  • Simone de Beauvoir, Il secondo sesso: vol. I: I fatti e i miti; vol. II: L'esperienza vissuta, id., id., 1961 (ult. ed., 2012, ISBN 978-88-565-0339-5)
  • Gilbert Charles-Picard, Colette Charles-Picard, I cartaginesi al tempo di Annibale, id., id., 1962
  • Aa.Vv., La pittura dalle caverne ai nostri giorni, id., id., 1962
  • René Étiemble, La scrittura, id., id., 1962
  • Louis Baudin, Il Perù degli Inca, id., id., 1965 (poi Milano, Mondandori, 1994, ISBN 88-04-37986-3)
  • Geoffrey Barraclough, Guida alla storia contemporanea, Bari, Laterza, 1971 (ult. ed., 2011, ISBN 978-88-420-3346-2)
  • Robert Étienne, La vita quotidiana a Pompei, Milano, il Saggiatore, 1973 (poi Milano, Mondandori, 1992, ISBN 88-04-35466-6)

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Mario Andreose. «Il questore siciliano rimase muto», in Paolo Di Stefano, Potresti anche dirmi grazie: Gli scrittori raccontati dagli editori, Milano, Rizzoli, 2010. ISBN 978-88-17-03373-2
  2. ^ Scheda del libro sul catalogo OPAC SBN
  3. ^ Antonio Gnoli, Andreose: "Il mondo dell'editoria sta sparendo salviamo ciò che abbiamo imparato", La Repubblica, 22 settembre 2014. URL consultato il 17 novembre 2014.
  4. ^ Cfr. Paola Frandini, Il teatro della memoria: Giacomo Debenedetti dalle opere e i documenti, Lecce, P. Manni, 2001, p.249. ISBN 88-8176-225-0
  5. ^ Adele Cambria, La saga Mondadori agli occhi di Cristina Archiviato il 29 novembre 2014 in Internet Archive., L'Unità, ed. Roma, 6 marzo 2004.
  6. ^ Giovanni Mariotti, I segreti degli editori, "L'Espresso", 18 luglio 1982, p.77.
  7. ^ Alain Elkann, MoMo, Milano, Bompiani, 2011. ISBN 978-88-452-6908-0
  8. ^ Paolo Di Stefano, Potresti anche dirmi grazie. Gli scrittori raccontati dagli editori, Rizzoli, 2010.
  9. ^ repubblica.it, Mario Andreose "storico editor di Eco per la Bompiani"
  10. ^ Locandina de La Milanesiana sul sito del Comune di Milano: Mario Andreose "direttore letterario della RCS Libri e editor di Umberto Eco" Archiviato il 29 novembre 2014 in Internet Archive.
  11. ^ Il romanzo di Eco vide tre direttori editoriali in tre anni: Vittorio Di Giuro per l'uscita nel 1980, Raffaele Crovi per orchestrare la partecipazione allo Strega (che Eco vinse) nel 1981 e Andreose per l'edizione tascabile con le Postille. Cfr. Paolo Di Stefano, Potresti anche dirmi grazie. cit., p. 17.
  12. ^ Interessante l'articolo di Andreose dal titolo Moravia: la mia sola monogamia, Il Sole 24 Ore, 6 maggio 2007.
  13. ^ Il comunicato stampa di RCS Mediagroup (settembre 2003) che illustra il nuovo organigramma della RCS Libri[collegamento interrotto]
  14. ^ Consiglieri della Fondazione Corriere della Sera Archiviato il 9 ottobre 2010 in Internet Archive.
  15. ^ Todomodo - Vol. I - 2011
  16. ^ Italinemo - Riviste d'italianistica nel mondo
  17. ^ Il ricordo di Sciascia nelle parole di Sgarbi e Andreose, 21 settembre 2009.
  18. ^ Giovanni Reali, La dittatura culturale del marxismo, Corriere della Sera, 6 gennaio 2014. URL consultato il 17 novembre 2014 (archiviato dall'url originale in data pre 1/1/2016).
  19. ^ Giovanni Santoro, Il cinema sullo sfondo, le parole in primo piano, NSC, anno II, n. 4, 18 novembre 2005.
  20. ^ Elapsus - Battiato su Bufalino

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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