La nave di Teseo

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La nave di Teseo
Salone del libro 2018 stand Nave di Teseo.jpg
Stand della casa editrice all'edizione 2018 del Salone internazionale del libro
StatoItalia Italia
Forma societariaSocietà a responsabilità limitata
Fondazionenovembre 2015 a Milano
Fondata da
Sede principaleMilano
ControllateBaldini + Castoldi, Oblomov, Linus, La tartaruga Editrice
Persone chiave
SettoreEditoria
Prodottinarrativa, saggistica, poesia
Sito webwww.lanavediteseo.eu

La nave di Teseo è una casa editrice italiana di narrativa, saggistica e poesia con sede a Milano, fondata nel novembre 2015 da Umberto Eco, Elisabetta Sgarbi, Mario Andreose, Eugenio Lio e altri scrittori italiani.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La casa editrice è stata fondata nel novembre 2015, quando un gruppo di personalità della casa editrice Bompiani, guidato da Umberto Eco e comprendente anche la direttrice editoriale Elisabetta Sgarbi, Mario Andreose ed Eugenio Lio, insieme a diversi autori di spicco,[1] si è separato dalla casa editrice milanese prima che questa entrasse nell'orbita del Gruppo Mondadori.[2] A distanza di pochi mesi, nel marzo 2016, l'antitrust ha comunque imposto a Mondadori la cessione di Bompiani, che nel successivo settembre venne acquisita da Giunti Editore, malgrado il tentativo di Elisabetta Sgarbi di riacquisirla e riunire i cataloghi dei suoi autori.

Per la casa editrice pubblicarono fin dalla fondazione, oltre al fondatore Umberto Eco, anche Sandro Veronesi, Tahar Ben Jelloun, Edoardo Nesi, Furio Colombo, Sergio Claudio Perroni, Nicla Jegher e il marito Jean-Claude Fasquelle, Nuccio Ordine, Mario Andreose e Mauro Covacich.[3]

Nel 2016 viene pubblicato Bandiere Nere. La nascita dell'ISIS di Joby Warrick, vincitore nello stesso anno del Premio Pulitzer per la saggistica.[4]

Nel giugno 2017 acquisì il controllo della Baldini & Castoldi, rilevandone il 95% del capitale sociale[5] e ricapitalizzandola con risorse proprie.

Tra le prime edizioni pubblicate vi sono La città interiore di Mauro Covacich, vincitore "Premio Giuria Popolare" nell'edizione 2017 del Premio letterario Latisana per il Nord-Est[6] e, nello stesso anno, quarto classificato al Premio Campiello,[7] La femmina nuda di Elena Stancanelli, tra i finalisti all'edizione 2016 del Premio Strega[8] e vincitore del Premio Vittoriano Esposito, e Contro l'odio di Carolin Emcke, vincitrice nel 2016 del Friedenspreis des Deutschen Buchhandels (Premio della Pace dei librai tedeschi).

Nel 2017 viene pubblicato Sfrattati, libro grazie al quale Matthew Desmond ha vinto il Premio Pulitzer per la saggistica nello stesso anno.[9] Nei tre anni successivi la circostanza si ripete con il romanzo Less di Andrew Sean Greer (Premio Pulitzer per la narrativa 2018)[10], il romanzo Il sussurro del mondo di Richard Powers (Premio Pulitzer per la narrativa 2019)[11] e Non morire di Anne Boyer (Premio Pulitzer per la saggistica 2020).[12]

Nel 2019 la casa editrice ha pubblicato, tra i molti titoli, il romanzo di Claudia Durastanti La straniera, finalista all'edizione 2019 del Premio Strega e vincitore del Premio Strega Off, del Premio Pozzale Luigi Russo e del Premio Sila '49, nelle rose finali anche del Premio Alassio Centolibri, del Premio Viareggio e del Premio Stresa.

Pubblicazioni rilevanti sono state anche il romanzo Il gioco di Santa Oca di Laura Pariani, finalista al Premio Campiello, e il nuovo romanzo di Sandro Veronesi Il colibrì, nominato "Libro del 2019" nella Classifica di qualità del periodico La Lettura del Corriere della Sera e vincitore del Premio Strega 2020.

Nel corso del 2020 tre autori della casa editrice hanno ricevuto premi prestigiosi: Giulio Ferroni, critico e accademico, ha vinto con il libro L'Italia di Dante. Viaggio nel paese della Commedia, il Premio Viareggio (sezione Saggistica) e il Premio Mondello (sezione Opera critica); Amin Maalouf ha vinto il Premio Terzani con il saggio Il naufragio delle civiltà; Claudio Magris ha ricevuto il Premio MARetica con Polene. Gli occhi del mare.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]