Sergio Claudio Perroni

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Sergio Claudio Perroni - foto di Natalino Russo (2016)

Sergio Claudio Perroni (Milano, 2 gennaio 1956Taormina, 25 maggio 2019) è stato uno scrittore e traduttore italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Sergio Claudio Perroni è stato traduttore, scrittore, editor e agente letterario.

Nato a Milano, figlio dell'avvocato siciliano Alberto Perroni, fondatore della Ciappazzi, il primo stabilimento di imbottigliamento di acque minerali in Sicilia. Parente di Guglielmo Jannelli, firmatario del Manifesto futurista in Sicilia. [1]

Ha vissuto a Milano, Firenze, poi a Roma fino alla fine degli anni Ottanta, per poi trasferirsi definitivamente a Taormina.

È morto suicida a Taormina, le prime notizie affermavano che fosse malato[2], ma una successiva comunicazione della sua casa editrice, lo ha escluso. La lettera di Elisabetta Sgarbi infatti precisa:

"Il suo gesto è dettato da una volontà precisa. E’ stata una sua decisione, libera da costrizioni materiali. Questa certezza, condivisa con sua moglie, Cettina Caliò, ci lascia forse ancora più soli ed orfani di una motivazione, ma sento il dovere, da sua amica e suo editore di sempre, di preservare la limpidezza del suo gesto. Almeno per quanto è nelle mie, nostre, limitate possibilità di comprensione" [3].

Era sposato (2018) con Cettina Caliò, poetessa e traduttrice siciliana.

Attività letteraria[modifica | modifica wikitesto]

Perroni ha fondato una sua agenzia letteraria-editoriale, lo Studio Perroni & Morli. In questa sua veste ha svolto la sua attività di editor per molti autori, fra i quali: Sandro Veronesi, Pietrangelo Buttafuoco, Vittorio Sgarbi e Camilla Baresani. Tra i libri da lui curati: Caos calmo di Sandro Veronesi[4] e Le uova del drago di Pietrangelo Buttafuoco.

Per anni ha curato sul Foglio la rubrica di stroncature letterarie Poetastri, poi confluito sul sito internet poetastri.com.

Perroni ha pubblicato il suo primo romanzo Non muore nessuno nel 2007 per Bompiani. In Renuntio vobis del 2015, ha considerato la crisi del papa utilizzando versetti del Vecchio e del Nuovo Testamento, mentre nell'opera Nel ventre prova a pensare a ciò che è potuto accadere dentro il cavallo di Troia. Per i tipi de La nave di Teseo è uscito nel 2016 Il principio della carezza, mentre del 2018 è Entro a volte nel tuo sonno, opera scritta, secondo la definizione di Sandro Veronesi, in una "prosa poetica" [5]. L'ultimo libro pubblicato prima della sua morte è stato, nel 2019, La bambina che somigliava alle cose scomparse con le illustrazioni di Leila Marzocchi. Il 28 maggio del 2020 è uscito il suo romanzo postumo L'infinito di amare (Due vite, una notte) edito da La nave di Teseo.

"L'infinito di amare (Due vite, una notte) è uno strano romanzo in cui succedono solo i pensieri di due amanti al risveglio" scrive Sergio Claudio Perroni nella mail inviata al suo editore, il 22 maggio 2019, a notte fonda, tre giorni prima di morire. (Dalla prefazione de L'infinito di amare (Due vite, una notte) 2020).

Ha diretto la collana FAQ Books Bompiani.

È stato tra i fondatori della casa editrice La nave di Teseo, insieme, tra gli altri a Sandro Veronesi, Elisabetta Sgarbi e Umberto Eco[6].

Traduzioni e adattamenti[modifica | modifica wikitesto]

Perroni è stato un traduttore dall'inglese e dal francese. Uno dei sui lavori più importanti è stato tradurre la versione integrale di Furore di John Steinbeck nel 2013. Si tratta della prima traduzione integrale, senza i tagli imposti dalla censura che contraddistinguevano la prima traduzione di Carlo Coardi per Bompiani del 1940 [7].

Ha tradotto dall'inglese anche: I miei luoghi oscuri e Destination: Morgue di James Ellroy, La scopa del sistema di David Foster Wallace; Piccola e L'ombra. Iremonger di Edward Carey[8], Comma 22 di Joseph Heller; Canto di Natale di Charles Dickens, La maschera di scimmia e Che gran capolavoro... di Dorothy Porter, Cronosisma di Kurt Vonnegut, Lascia dire alle ombre di Jess Kidd, Com'è finita di Jay McInerney, Rosso americano e Racconti di demonologia di Rick Moody, Oh città dei sogni infranti! di John Cheever, Blonde di Joyce Carol Oates, Urla d'amore di Patricia Highsmith.

Ha poi tradotto dal francese Piattaforma, Lanzarote, Le particelle elementari, Estensione del dominio della lotta e il saggio H.P. Lovecraft. Contro il mondo, contro la vita di Michel Houellebecq. Di Albert Camus ha tradotto Lo straniero. Di Antoine de Saint-Exupéry ha tradotto Lettere a una sconosciuta. L'ultimo amore del Piccolo Principe. Di Maxence Fermine ha tradotto La trilogia dei colori, Neve, Il violino nero, L'apicoltore e Opium. Di Yasmina Reza ha tradotto L'alba, la sera o la notte.

Nel 2006, Sergio Claudio Perroni traduce La Modification (1957, Éditions de Minuit) di Michel Butor pubblicato in Italia da Fandango editore.

E dichiarerà in un'intervista del 2007: « Come traduttore credo che la mia maggior soddisfazione sia stata aver convinto un editore ad acquistare i diritti di un bellissimo romanzo degli anni Cinquanta e a sobbarcarsi i costi di una nuova traduzione: mi riferisco a “La modificazione” di Michel Butor, che Fandango ha appena pubblicato dando finalmente la possibilità ai lettori italiani di apprezzare un capolavoro del Novecento ». (Rassegna stampa tratta da Oblique Studio editoriale).

Nel 2008 ha tradotto Suicidio di Edouard Levè.

Ha curato per il teatro l'adattamento di Don Chisciotte per lo spettacolo !Viva Don Chisciotte!, interpretato da Gigi Proietti e Come spiegare la storia del comunismo ai malati di mente dal testo di Matéi Visniec.

Nel 2011, il suo Il tredicesimo punto, sulla figura di Nilde Iotti analizzata attraverso il racconto di se stessa (adattamento del suo libro Leonilde. Storia eccezionale di una donna normale) ha debuttato al Festival di Spoleto con l’interpretazione di Michela Cescon e la regia di Roberto Andò[9].

Per il cinema ha curato l'adattamento dei dialoghi dei seguenti film: Trixie (distribuito da Fandango), Memento, E morì con un felafel in mano.

Ha partecipato alla sceneggiatura del film Racconti d'amore[10], di Elisabetta Sgarbi, presentato al Festival di Roma del 2013.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Romanzi

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

  • Premio Cavallini 2018: premio speciale per la narrativa e la poesia per Entro a volte nel tuo sonno

Note[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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