Aliberti Editore

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Aliberti Editore
Logo
StatoItalia Italia
Forma societariaSocietà a responsabilità limitata
Fondazione2001 a Reggio Emilia
Sede principaleRoma
Persone chiave
  • Francesco Aliberti (editore)
  • Miriam Zanetti (amministratore delegato)
  • Alessandro Di Nuzzo (direttore editoriale)
Prodottilibri
Sito web

Aliberti editore (dal 2015 Compagnia editoriale Aliberti) è una casa editrice italiana, con sede operativa a Reggio Emilia e sede legale a Roma. Dal 2004 al 2017 si è qualificato come medio editore pubblicando oltre 10 volumi l'anno.[1]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Francesco Aliberti fonda la casa editrice sul finire del 2001. Radicata in Emilia-Romagna, con un catalogo di oltre 600 titoli, Aliberti editore viene distribuita prima da Rizzoli (fino al 2008), poi da Messaggerie Libri con De Agostini per la promozione. Nella mostra al Salone di Torino 2011 per i 150 anni del libro, curata da Gian Arturo Ferrari, è stata compresa nei 15 fenomeni editoriali selezionati nell'esposizione del Lingotto[2]

Dal 2009 Francesco Aliberti è anche socio della Contenuti Digitali srl che edita Reggio24Ore, ora 24emilia.com, un quotidiano locale digitale, nonché coeditore e azionista della Editoriale Il Fatto Spa, casa editrice romana del giornale «Il Fatto Quotidiano», diretto da Antonio Padellaro.[3][4]

Nel 2011 Francesco Aliberti costituisce con Vauro, Vincino e Cinzia Monteverdi la società editoriale per il rilancio de Il Male, storica testata satirica che segnò un'epoca fra il 1977 e il 1982. Il 7 ottobre 2011 esce in edicola il primo numero della rivista, distribuita a cadenza settimanale[5].

Dal 5 aprile 2013 Aliberti Editore Srl è messa in liquidazione come lo è anche E-Factory srl.[6][7]

Nel 2015 nasce Compagnia editoriale Aliberti. Il nuovo logo, una salamandra ("per la sua capacità di attraversare le fiamme rimanendo illesa") è disegnato da Vauro.[8]

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

Il compenso del libro Altri esercizi di pentimento, uscito nella primavera 2008, è stato corrisposto in Lambrusco, su richiesta dell'autore Pier Luigi Celli: 25 bottiglie di Campanone Lombardini ogni tre mesi per cinque anni[9].

Fonti[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Ricerca OPAC SBN, su opac.sbn.it.
  2. ^ fenomeno+editoriale&idSezione=24501 Torino, Aliberti è Fenomeno editoriale, su 24emilia.com. URL consultato il 29 marzo 2017.
  3. ^ Reggio24.com del 24 settembre 2009
  4. ^ "Il Fatto Quotidiano" n.1, del 23 settembre 2009 - disponibile in PDF
  5. ^ "Il Male" secondo Vauro, L'Espresso, 26 giugno 2011.
  6. ^ Visura della Camera di Commercio di Roma
  7. ^ Aliberti getta la spugna, casa editrice in liquidazione, su reggionline.com, 23 ottobre 2013. URL consultato il 19 marzo 2018.
  8. ^ Compagnia editoriale Aliberti, Chi siamo, su aliberticompagniaeditoriale.it. URL consultato il 19 marzo 2018.
  9. ^ Manti F., Tornare a Viale Mazzini? Non ci penso proprio, in Il Giornale, 21.05.2008

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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