Guglielmo Jannelli

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Guglielmo Jannelli (Terme Vigliatore, 26 ottobre 1895Castroreale, 13 aprile 1950) è stato un poeta e letterato italiano, esponente del Futurismo.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Raffinato intellettuale siciliano, fu uno dei migliori "paroliberisti" italiani, secondo quella tecnica enunciata da Marinetti.[1] Nel 1914 collaborà alla rivista Lacerba di Giovanni Papini.
Nel 1915 fondò, assieme a Vann'Antò e Luciano Nicastro, il quindicinale messinese «La Balza futurista», che si rifaceva al movimento futurista di Marinetti e che divenne l'organo del futurismo siciliano. Fondò nel 1919 a Messina un "fascio futurista", e aderì fin dall'inizio al fascismo, che vedeva come "movimento della gioventù nuova", e criticò l'inserimento di politici provenienti da altri partiti dopo la Marcia su Roma.

Fu uno dei mecenati di Fortunato Depero e gli organizza nel 1926 e nel 1927 due mostre di tarsie, arazzi e cuscini. Anche Giacomo Balla, fu suo carissimo amico.[2]

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • Manifesto futurista siciliano, 1921, in "Haschisch" n.4, Catania
  • La crisi del fascismo in Sicilia, 1924, Edizioni della Balza futurista, Messina
  • Il Teatro Greco di Siracusa ai giovani siciliani!, 1924, Edizioni della Balza futurista, Messina

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Willard Bohn, Italian futurist poetry, University of Toronto press, 2005
  • Silvia Assenza, Futurismo isolano. Lettere e poesie inedite di Antonio Bruno e Guglielmo Jannelli, in "Archeologia futurista", vol XXVII, a cura di Giorgio Baroni, Fabrizio Serra editore, Pisa · Roma, 2009
  • AAVV, Futurismo siciliano, ISSPE, Palermo, 1996
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