Aeropittura

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L'aeropittura è una declinazione pittorica del futurismo che si afferma negli anni successivi alla prima guerra mondiale. Come espressione del mito della macchina e della modernità caratteristico del movimento marinettiano, l'aeropittura manifesta l'entusiasmo per il volo, il dinamismo e la velocità dell'aeroplano.

Il manifesto[modifica | modifica wikitesto]

Il primo esempio risale allo scritto di Marinetti L'aeroplano del Papa del 1912. Le caratteristiche dell'aeropittura e i temi guida si vanno precisando nel corso degli anni venti per trovare infine una codificazione nel Manifesto dell'Aeropittura futurista, pubblicato nel 1931 da Marinetti, Balla, Fortunato Depero, Prampolini, Gerardo Dottori, Benedetta Cappa, Fillia, Tato e Somenzi[1] ma anticipato da F. T. Marinetti nell'articolo della "Gazzetta del popolo" del 22 settembre 1929 dal titolo Prospettive di volo. Marinetti, anche a seguito della frequentazione con Mino Somenzi, aveva tratto ispirazione per il manifesto dell'aeropittura dopo un lungo volo in idrovolante sul Golfo della Spezia.

Ma già dalla Biennale di Venezia del 1924, con Gerardo Dottori, e poi a quella del 1926, con il pittore e aviatore futurista Fedele Azari, che crea la prima opera di aeropittura Prospettiva di volo, l'aeropittura aveva trovato tuttavia, nella pratica, una propria continuità formale in una resa che accentuava la scansione delle immagini per piani di colore sottolineando ora il carattere meccanico e dinamico dell'aviazione, ora forme di lirismo fantastico, naturalistico e spiritualistico ispirato al volo.
Nel 1931 alla Galleria Pesaro di Milano si tiene un'importante mostra di aeropittura focalizzata sui temi dell'idealismo cosmico.

Nel 1933 Marinetti a La Spezia si fa promotore del relativo Premio di Pittura del Golfo che vede la partecipazione di molti esponenti dell'aeropittura futurista.

Uno dei manifesti più significativi fu firmato da Enrico Prampolini, nel quale l'aeropittura viene descritta come uno strumento essenziale per soddisfare il desiderio latente di vivere le forze occulte dell'idealismo cosmico.[2]

Artisti[modifica | modifica wikitesto]

Bruno Tano, La Madonna dell'ala, 1931 (palazzo Buonaccorsi, Macerata)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Manifesto della Aeropittura (PDF). URL consultato il 10 giugno 2015 (archiviato dall'url originale il 2 novembre 2013).
  2. ^ "Le muse", vol. 1, De Agostini, Novara, 1964, p. 62.
  3. ^ Da notare il fatto che sebbene Depero avesse sottoscritto il Manifesto dell'Aeropittura futurista nel 1929, non ne condivise del tutto i principi né realizzò opere di questo genere. Fonte: Maurizio Scudiero (a cura di), Fortunato Depero attraverso il Futurismo. Opere 1913-1958 (catalogo della mostra), Firenze, Galleria Poggiali & Forconi, 1998, SBN IT\ICCU\PUV\0782355.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Massimo Duranti (a cura di) Dottori e l'Aeropittura : aeropittori e aeroscultori futuristi, con collaborazione di Antonella Pesola, [Montecatini], Maschietto & Musolino, 1996.
  • Massimo Duranti, Le origini del Manifesto dell'Aeropittura, in Futurismo 1909-1944: arte, architettura, spettacolo, grafica, letteratura...Enrico Crispolti (a cura di), Milano, Mazzotta, 2001.
  • Beatrice Buscaroli (a cura di), Aeropittura Futurista. Angelo Caviglioni e gli altri protagonisti (catalogo della mostra), Bologna, Bononia University Press, 2007, ISBN 978-88-7395-271-8.

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