Volt (scrittore)

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Volt, nome d'arte del conte Vincenzo Fani Ciotti (Viterbo, 27 luglio 1888Bressanone, 22 luglio 1927), è stato un giornalista, poeta futurista e fascista italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nacque dalla contessa Maria Martuzzi e dal conte Fabio Fani Ciotti, patrizio romano.[1]

Nel 1916 conobbe Filippo Tommaso Marinetti a Viareggio[2] e si avvicinò al Futurismo, le cui idee ispirarono le opere Manifesto della moda futurista e La casa futurista. Fu tra i creatori del Teatro sintetico.[3]

Nel 1921 pubblicò il romanzo di fantascienza La fine del mondo.

Collaborò con L'Idea Nazionale, L'Impero, Critica fascista, Il Popolo d'Italia, Gerarchia.

Morì a 39 anni per una tubercolosi.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • Volt, Archi voltaici: parole in libertà e sintesi teatrali, Milano, Edizioni futuriste di "Poesia", 1916.
  • Volt, La fine del mondo: romanzo, Milano, Modernissima, 1921.
  • Volt, Programma della destra fascista, Firenze, La voce, 1923.
  • Volt, Dal partito allo Stato, Brescia, Vittorio Gatti, 1930.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Giancarlo Scriboni, Tra nazionalismo e futurismo: testimonianze inedite di Volt, Venezia, Marsilio, 1980, p. 31.
  2. ^ Mario Verdone, ‪Teatro del tempo futurista‬, Roma, Bulzoni, 1988, p. 157.
  3. ^ (FR) Giovanni Lista, Qu'est-ce que le futurisme?: Dictionnaire des futuristes, Paris, Gallimard, 2015, p. 773.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giuseppe Pardini, Alla destra del fascismo, in Nuova storia contemporanea, nº 4, luglio-agosto 2000, pp. 79-104.
  • Marcello Carriero (a cura di), Volt: futurista: (Viterbo 1888-Bressanone 1927), Viterbo, Sette città, 2006.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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