Almanacco Topolino

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Almanacco Topolino
fumetto
Lingua orig. italiano
Paese Italia
Editore Arnoldo Mondadori Editore 1957-1988, The Walt Disney Company Italia 1988-2008, Panini Comics dal 2017
1ª edizione 1957
Periodicità mensile
Albi 616 (completa)

L'Almanacco Topolino è stata una pubblicazione a fumetti edita dall'Arnoldo Mondadori Editore a partire dal 1957 come continuazione della collana Albi d'Oro contenente storie Disney e proseguita con cambi di testata fino al 2008[1].

Storia editoriale[modifica | modifica wikitesto]

Dal dicembre 1947 nella collana Albi d'Oro Serie Comica annualmente vennero pubblicati volumi intitolati Albo almanacco Topolino con l'indicazione dell'anno successivo[2][3][4] mentre da ottobre 1956 la testata diventa Albi d'oro - Almanacco Topolino[2] rimanendo però ufficialmente parte della collana Albi d'Oro proseguendone la numerazione con la vecchia denominazione Albi d'Oro divenuta semplicemente una piccola dicitura in un quadratino in alto a sinistra[5]. Nel 1957 la numerazione ricomincia da capo pubblicando dodici volumi della prima serie Almanacco Topolini del 1957 e così si prosegue per ogni anno successivo fino al 1969. Nel primo numero del 1970 in copertina viene indicato il numero 157 il quale tiene conto dei 156 fascicoli editi tra il gennaio 1957 e il dicembre 1969 ma non dei tre del 1956 che sono parte della collana Albi d'Oro. La nuova collana continua però a riportare l'indicazione "Albi d'Oro" in altro a sinistra fino al nº264 del dicembre 1978 mentre il successivo nº 265 del gennaio 1979 reca soltanto la dicitura Almanacco Topolino[1]. Fino al dicembre 1981 la collana aveva la caratteristica di essere stampata alternando due pagine a colori e due in bianco e nero. Dal gennaio 1985 ha assunto un formato ridotto e ha cambiato il suo nome in Mega Almanacco fino al 1992, Mega 2000 fino al 2000[2] e Mega 3000 fino al 2006 e Mega fino alla conclusione temporanea della serie nel 2008[1].

Sull'Almanacco venivano preferibilmente pubblicati fumetti stranieri, principalmente a causa del suo formato più ampio che consentiva di pubblicare le storie tipicamente a quattro strisce dell'estero senza rimontarle o ridurle in dimensioni[senza fonte]. Nel corso degli anni novanta ha iniziato a presentare al pubblico anche storie danesi e brasiliane, oltre a quelle statunitensi e olandesi[senza fonte].

La denominazione Almanacco Topolino è stata riproposta dall'aprile 1999 per una pubblicazione trimestrale che riproponeva una selezione di storie pubblicate sulla prima serie[2][6]. Si è conclusa con il numero 13 del marzo 2002. Nella testata Le Imperdibili sono state riproposte alcune delle storie apparse sulla collana[senza fonte].

A gennaio 2017 esordisce una nuova collana Mega Almanacco che riprende il nome da una incarnazione del vecchio Almanacco Topolino ma ricominciando dal numero 1[senza fonte].

Cronologia[modifica | modifica wikitesto]

La collana ha avuto cambi di testata ma ha mantenuto la numerazione partita col primo numero a gennaio 1957:

  • Almanacco Topolino (da nº1 a nº336): da gennaio 1957 fino al dicembre 1984;
  • Mega Almanacco (da nº337 a nº423): prosegue la numerazione del precedente Almanacco Topolino con il nº 337 nel gennaio 1985; ripartito dal numero 1, nel gennaio 2017;
  • Mega 2000 (da nº424 a nº520): prosegue la numerazione della precedente testata dal nº424 nell'aprile del 1992;
  • Mega 3000 (da nº521 a nº595): prosegue la numerazione della precedente testata dal nº521 nel maggio 2000;
  • Mega (da nº596 a nº613): prosegue la numerazione della precedente testata dal nº596 ad agosto 2006 e termina con il numero 613 a gennaio 2008.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Almanacco Topolino, su www.guidafumettoitaliano.com. URL consultato il 06 febbraio 2017.
  2. ^ a b c d FFF - Testate, ALMANACCO TOPOLINO (ALBO D'ORO), su www.lfb.it. URL consultato il 06 febbraio 2017.
  3. ^ Albi d'Oro dopoguerra, su www.guidafumettoitaliano.com. URL consultato il 06 febbraio 2017.
  4. ^ Albi d'Oro Serie Comica, su www.guidafumettoitaliano.com. URL consultato il 06 febbraio 2017.
  5. ^ La storia degli Albi d'Oro..., su www.cartesio-episteme.net. URL consultato il 06 febbraio 2017.
  6. ^ almanacco topolino 1999, su www.guidafumettoitaliano.com. URL consultato il 06 febbraio 2017.