Wonder Woman

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Wonder Woman
Wonder Woman (Adam Hughes).jpg
Wonder Woman, disegnata da Adam Hughes
UniversoUniverso DC
Lingua orig.Inglese
Alter egoDiana Prince
Autori
EditoreDC Comics
1ª app.dicembre 1941
1ª app. inAll Star Comics n. 8
Interpretata da
Voci orig.
Voci italiane
SpecieAmazzone
SessoFemmina
Poteri
  • Forza, resistenza, agilità, riflessi e velocità sovrumane
  • Capacità di percepire la magia
  • Capacità di parlare con gli animali
  • Esperta nel combattimento corpo a corpo
  • Esperta nel combattimento all'arma bianca
  • Fattore rigenerante
  • Invulnerabilità
  • Forza Berserker quando rimuove i suoi bracciali diviene una divinità a tutti gli effetti
  • Immunità al controllo mentale, alle malattie, alle droghe e ai veleni
  • Immortalità
  • Eterna giovinezza
  • Volo
  • Capacità di rendere invisibili gli oggetti
  • È in grado di usare la folgore di Zeus
  • Se influenzata dalla potente dea Ecate può risvegliare il suo potenziale magico latente divenendo uno degli esseri più potenti dell'Universo
Affiliazione

Wonder Woman, il cui nome umano è Diana Prince, è un personaggio immaginario dei fumetti creato dallo psicologo William Moulton Marston e dal disegnatore Harry G. Peters nel 1941.[3] Nella sua patria, la nazionale insulare di Themyscira, il suo titolo ufficiale è Principessa Diana di Themyscira. Quando si fonde con la società al di fuori della sua terra natale, a volte adotta la sua identità civile Diana Prince. Nelle prime edizioni italiane il personaggio veniva chiamato Stella.[4]

Prima eroina femminile della DC Comics, è considerata una delle tre icone fondanti l'universo della DC Comics, insieme a Batman e Superman.[senza fonte]

Il sito web IGN ha inserito Wonder Woman alla quinta posizione nella classifica dei cento migliori supereroi dei fumetti, la Top 100 Comic Book Heroes[5]. Risulta 6ª nella classifica di Comics Buyer's Guide «Le 100 donne più sexy dei fumetti»[6] ed è stata nominata come il 20° più grande personaggio dei fumetti secondo la rivista Empire.

La supereroina della DC ha avuto una trasposizione televisiva negli anni settanta in cui era interpretata da Lynda Carter[3] mentre nel 2017 è stata interpretata da Gal Gadot nell'omonimo film, dopo esser già stata introdotta in Batman v Superman: Dawn of Justice, ed un'altra pellicola dello stesso anno intitolata Professor Marston and the Wonder Women racconta invece la storia della sua ideazione.

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

All'inizio degli anni quaranta la casa editrice National (poi DC Comics), incaricò lo psicologo William Moulton Marston di analizzare la propria produzione di fumetti al fine di proporre dei suggerimenti per il suo miglioramento. Marston fece notare che nelle storie prodotte mancavano protagonisti femminili e, insieme al disegnatore Harry G. Peters, crearono il personaggio di Wonder Woman nel dicembre 1941.[3] Teorico del femminismo, Marston asserì che creò il personaggio per dare un simbolo alle donne, un modello che fosse in grado di portare avanti con forza le loro idee e il loro mondo:

«Il miglior rimedio per rivalorizzare le qualità delle donne è creare un personaggio femminile con tutta la forza di Superman e in più il fascino di una donna brava e bella»

(William Moultom Marston)

Personalità[modifica | modifica wikitesto]

«Finalmente, in un mondo lacerato dall'odio e dalle guerre degli uomini, appare una donna per la quale i problemi e le imprese degli uomini sono un gioco da ragazzi. Una donna la cui identità non è nota a nessuno, ma le cui imprese sensazionali sono eccezionali in un mondo in rapido movimento.

Serve come simbolo di integrità e umanità, in modo che il mondo degli uomini sappia cosa significa essere un'amazzone. Con cento volte l'agilità e la forza dei nostri migliori atleti maschi e dei lottatori più forti, appare come se dal nulla vendicasse un'ingiustizia o raddrizzasse un torto!

Bella come Afrodite, saggia come Atena, con la velocità di Mercurio e la forza di Ercole, è conosciuta solo come Wonder Woman!»

(William Moultom Marston in All Star Comics #8 (Presentazione di Wonder Woman))

La principessa Diana incute rispetto sia come Wonder Woman che come Diana Prince; il suo titolo epitetico – La Principessa Amazzone – illustra la dicotomia del suo personaggio. È un personaggio potente e volitivo che non si tira indietro da un combattimento o da una sfida. Tuttavia, è una diplomatica che "favorisce fortemente la penna" e un'amante della pace che non cercherebbe mai di combattere o intensificare un conflitto. È allo stesso tempo il membro più feroce e più nutriente della Justice League; e le sue connessioni politiche come ambasciatrice onoraria delle Nazioni Unite e ambasciatrice di una nazione guerriera la rendono un'aggiunta inestimabile alla squadra. Con le sue potenti abilità, secoli di addestramento ed esperienza nel gestire minacce che vanno dalla microcriminalità alle minacce di natura magica o soprannaturale, Diana è in grado di competere con quasi tutti gli eroi o i cattivi.

Molti scrittori hanno raffigurato Diana in diverse personalità e toni; tra entrambi i suoi estremi diametrali; quella di una guerriera mondana, un'ambasciatrice estremamente compassionevole e calma, e talvolta anche come una persona ingenua e innocente, a seconda dello scrittore. Ciò che è rimasto costante, ed è un pilastro del personaggio, è la sua umanità nutriente: la sua travolgente convinzione nell'amore, nell'empatia, nella compassione e nell'avere una coscienza forte. Questa caratteristica era stata la ragione della sua introduzione in Star Sapphires.[7][8]

La scrittrice Gail Simone è stata applaudita per il suo ritratto di Wonder Woman durante la sua corsa nella serie, con il recensore di fumetti Dan Phillips di IGN che ha notato che "ha modellato Diana in un personaggio molto comprensivo e simpatico."[9]

L'attrice Gal Gadot ha descritto Wonder Woman come "un'idealista. Esperta, super sicura di sé. Aperta e sincera anche nel mezzo di un conflitto sanguinoso e raccapricciante. Avendo molti punti di forza e poteri, ma alla fine della giornata è una donna con molto dell'intelligenza emotiva".[10][11]

Nell'età dell'oro, Wonder Woman ha aderito a un codice delle Amazzoni per aiutare tutti i bisognosi, anche le persone misogine, e non accettare mai una ricompensa per aver salvato qualcuno;[12] mentre, al contrario, la versione moderna del personaggio ha dimostrato di essere letale e capace di azioni fatali se lasciate senza altra alternativa, esemplificate dall'uccisione di Maxwell Lord per salvare la vita di Superman[13][14].

La versione New 52 del personaggio è stata interpretata come una persona più giovane, più testarda, amorevole, feroce e ostinata. Brian Azzarello ha dichiarato in una video intervista con la DC Comics che stanno costruendo un personaggio molto "fiducioso", carattere "impulsivo" e "di buon cuore" in lei. Si riferiva al suo tratto di provare compassione sia come forza che come debolezza[15].

Storia editoriale[modifica | modifica wikitesto]

Wonder Woman (vol. 1)
serie regolare a fumetti
Lingua orig.inglese
PaeseStati Uniti d'America
TestiWilliam Moulton Marston
EditoreDC Comics
1ª edizione1942 – 1987
Albi329 (completa)
Generesupereroi
Wonder Woman (vol. 2)
serie regolare a fumetti
EditoreDC Comics
1ª edizionefebbraio 1987 – agosto 2006
Albi226 (completa)
Generesupereroi
Wonder Woman (vol. 3)
serie regolare a fumetti
EditoreDC Comics
1ª edizioneagosto 2006 – ottobre 2011
Albi59 (completa) col n. 45 venne modificata la numerazione considerando anche i 555 numeri pubblicati delle precedenti serie che, sommati ai 45 della terza, fecero proseguire la numerazione dal n. 600
Generesupereroi
Wonder Woman (vol. 4)
serie regolare a fumetti
EditoreDC Comics
1ª edizionenovembre 2011 – luglio 2016
Albi52 (completa)
Generesupereroi
Wonder Woman (vol. 5)
serie regolare a fumetti
EditoreDC Comics
1ª edizioneagosto 2016
Albi57 (in corso) dicembre 2018
Generesupereroi

Il personaggio esordì sul n. 8 della testata antologica All-Star Comics nel gennaio 1942 per poi diventare uno dei personaggi più famosi dei fumetti di genere supereroistico diventando ben presto protagonista di quattro testate: Wonder Woman, che esordì nel 1942, All Star Comics, Sensation Comics, dove venivano pubblicate principalmente le avventure della Justice Society of America, nei cui ranghi era entrata nel corso del n. 12 di All Star Comics e Comics Cavalcade, pubblicazione trimestrale antologica.

Quando Marston si ammalò definitivamente la ventenne Joye Hummel lo sostituì segretamente dal 1944 al 1947. Le sue prime storie sono state pubblicate nella primavera del 1945 nel numero 12 di Wonder Woman. Nel giro di tre anni il personaggio divenne un enorme successo editoriale. Hummel è stata la prima donna a scrivere storie per Wonder Woman. All'epoca non ebbe nessun riconoscimento.

La prima serie dedicata al personaggio, Wonder Woman (vol. 1[16]), esordì nel 1942 e si concluse nel 1987 con il n. 329 per ripartire con una seconda serie omonima nell'ambito dell'evento Crisi sulle Terre infinite[17] subito dopo nel febbraio 1987; venne edita per 226 numeri mensili fino ad agosto 2006[18] quando venne sostituita dalla terza serie omonima, Wonder Woman (vol. 3), pubblicata per 59 numeri fino a ottobre 2011 quando chiuse con il n. 614 in quanto dal n. 45 venne modificata la numerazione considerando anche i 555 numeri pubblicati delle precedenti serie che, sommati ai 45 della terza, fecero proseguire la numerazione dal n. 600[19]. Il mese successivo esordì la quarta serie della testata, Wonder Woman (vol. 4), legata all'iniziativa editoriale The New 52, reboot narrativo e di rilancio delle serie a fumetti della DC Comics che nel 2011 ha azzerato tutte le testate facendo partire 52 nuove serie regolari; nel luglio 2016 la serie si è conclusa dopo 55 numeri.[20] Alla chiusura di questa è esordita la quinta serie, Wonder Woman (vol. 5), ad agosto 2016.

Il personaggio supera la crisi che negli anni cinquanta colpisce l'industria dei fumetti nata a causa della crociata del dott. Wertham che col libro Seduction of the Innocent del 1954, accusava i fumetti di minare l'integrità morale dei giovani. In particolare Wonder Woman, con i suoi vestiti e i suoi modi disinibiti, era ritenuta un pessimo esempio per le ragazze e le situazioni sull'Isola Paradiso al limite dell'omosessualità. La creazione di severe regole da parte della Comics Code Authority, unite al fatto che già dal 1947 Marston era morto lasciando le redini della serie ad altri scrittori più tradizionali, causò una involuzione qualitativa e l'abbandono del femminismo convinto. È di questi decenni la creazione di Wonder Girl e di altre situazioni assurde o romantiche che si allontanarono dallo spirito originario del personaggio.

A partire dal 1968, gli autori Mike Sekowsky, Dennis O'Neil e Dick Giordano rivitalizzarono la serie, cambiando radicalmente lo status del personaggio, che alla fine degli anni sessanta risultava totalmente anacronistico. Wonder Woman perde tutti i suoi poteri, abbandona il costume tradizionale e assume l'identità di Diana Prince. Grazie all'aiuto di un nuovo personaggio, I Ching, si addestra nelle arti marziali e affronta tutta una serie di avventure che, pur in uno stile totalmente diverso, ritrovano l'antico spirito del personaggio. L'esperimento ha successo (e la serie di Wonder Woman sfugge ancora una volta alla chiusura), ma dura solo fino al 1973, quando i poteri e il costume vengono ripristinati e le storie riprendono quelle della Golden Age, riscritte e ridisegnate.

Cambiamenti, però, arriveranno nuovamente: con il n. 329 di Wonder Woman del 1986, il matrimonio con Steve Trevor chiudeva l'era di Diana Prince per aprire quella della principessa Diana.

Dopo Crisi sulle Terre infinite, infatti, la serie ricominciò dal numero 1 la pubblicazione delle avventure di Wonder Woman, che venne affidata a George Pérez, il quale prese al volo l'occasione per rivoluzionare non poco il personaggio, legandolo sempre più alla sua tradizione greca. Questo arco di storie (una sessantina o poco più) sono probabilmente le migliori mai realizzate sul personaggio, grazie alle quali Perez dimostrò tutta la sua bravura non solo come disegnatore, ma anche come narratore.

Nel luglio 2010, in occasione dell'uscita del seicentesimo numero della sua serie, DC Comics ha rinnovato il costume dell'eroina, a opera di Jim Lee, con un paio di pantaloni neri attillati, un corsetto rosso e una giacca blu[21].

Pubblicazioni[modifica | modifica wikitesto]

Le storie originali del periodo Golden Age dell'Amazzone (1941-1951) sono state raccolte dalla DC Comics in una serie di volumi cartonati/hardcovers (cioè con rilegatura e copertina rigida in cartoncino) denominata DC Archives[22]:

Edizioni italiane[modifica | modifica wikitesto]

Sostanzialmente una pubblicazione in lingua italiana continuativa di Wonder Woman si ha solo con le storie dell'era post-Crisis, quando sulle pagine di Justice League, la rivista che presentò le avventure della Justice League International di Keith Giffen, J. M. DeMatteis e Kevin Maguire, la Play Press pubblicò la prima ventina di numeri del ciclo di George Pérez nei primi anni novanta.

Successivamente venne presentata parte dell'arco narrativo di John Byrne nel mensile Wonder Woman pubblicato sempre dalla Play Press, che conteneva anche le avventure di Catwoman. In seguito, la serie di Wonder Woman è stata pubblicata ancora dalla Play Press in volumi per fumetteria scritti e disegnati prima da Phil Jimenez e poi sceneggiati da Greg Rucka.

Dal 2006 le avventure della supereroina sono tradotte dalla Planeta DeAgostini, inizialmente in albi dedicati ad altri personaggi o a supergruppi di cui fa parte (come il bimestrale JLA), dal 2008 anche con volumi intitolati espressamente al personaggio (come Wonder Woman: Un anno dopo del febbraio 2008).

Dal 2012 la RW Edizioni è subentrata come detentore dei diritti per la pubblicazione italiana, dedicando al personaggio il mensile per le edicole Wonder Woman/Freccia Verde (dal maggio 2012) e diversi volumi riservati alle fumetterie.

Biografia del personaggio[modifica | modifica wikitesto]

Lynda Carter, la più nota interprete di Wonder Woman, nel 1976

Molto più che con altri personaggi, come Superman e Batman, la rivoluzione di Crisis ha avuto i maggiori effetti, probabilmente perché la serie è stata ideata e realizzata da uno dei cartoonist della miniserie (anche se Wolfman collaborò ai testi del primo numero). L'unico punto in comune tra le due incarnazioni è l'appartenenza alle Amazzoni, il gruppo militare composto da sole donne che rappresenta l'unico indizio di un possibile primo movimento misandrico nell'antichità. Nelle storie degli anni 2000 scritte da Greg Rucka la principessa amazzone è diventata vegetariana.

Diana Prince[modifica | modifica wikitesto]

Ippolita, la regina delle Amazzoni dell'Isola Paradiso, prega Afrodite di farle dono di una figlia. La dea, allora, decise di dare la vita a una statuina, che Ippolita ribattezzò Diana. Alcuni anni più tardi la giovane lascia l'Isola Paradiso quando, sulle sue coste, cade Steve Trevor, pilota degli Stati Uniti d'America durante una battaglia nel corso della Seconda guerra mondiale. Insieme al fidanzato e a Etta Candy e alle sue Holiday Girls, Diana combatté contro i nazisti, per poi continuare a vivere le sue avventure con Steve alla conclusione della guerra. Nel 1959 vengono, per la prima volta, modificate le origini del personaggio, eliminando, però, solo quegli episodi avvenuti durante la guerra e facendo, così, una distinzione tra la Wonder Woman di Terra-2 (quella che combatté la guerra) e quella di Terra-1.

La principessa Diana[modifica | modifica wikitesto]

Crisi sulle Terre infinite, invece, portò all'azzeramento pressoché totale della continuity narrativa, dando a Perez la possibilità di rinarrare completamente le origini di Wonder Woman, iniziando sin dalla sua nascita.

Le Amazzoni, un antico gruppo militare composto da sole donne, viene sterminato dalle truppe di Ercole, che abusano anche del loro corpo fino a ucciderle. Gli dei dell'Olimpo, allora, decidono, per la loro devozione, di riportarle in vita come loro paladine, stanziandole su un'isola, l'Isola Paradiso, che come Avalon è nascosta da magiche mura quasi invalicabili.

Dopo alcuni secoli, trascorsi a proteggere le coste dai pochi umani capaci di superare le barriere e l'interno dai mostri contenuti in una grotta al centro dell'isola, Ippolita, loro regina, vede nascere in sé sempre più forte il desiderio di avere una figlia. Prima di essere uccisa da Ercole, infatti, ella attendeva la nascita di una bambina. Ancora una volta, come già nell'era pre-Crisis, corre in aiuto Afrodite, che le concede la possibilità di veder nascere una figlia che altrimenti non sarebbe mai nata.

Diana, così, cresce nell'Isola Paradiso, apparentemente unica bambina in un intero mondo di adulte (successivamente venne introdotta Donna Troy, che si scoprì essere, in realtà, una sorta di clone astrale di Diana, creato per non far crescere sola la piccola Diana), imparando l'arte, la cultura e le tecniche di combattimento e, soprattutto, unica tra tutte a non portare ai polsi i bracciali metallici, simbolo del violento e intollerante mondo degli uomini.

A questo punto, anche a causa del suo giovanile spirito di intraprendenza, Diana deve superare le opposizioni della madre per diventare la rappresentante delle Amazzoni nel mondo dell'uomo: Perez, in questo modo, la trasforma da un simbolo del femminismo, a un possibile campione della pace e della giustizia, lei che è nell'animo una delle più grandi guerriere del mondo. Le storie di Perez, infatti, spesso si reggono su questa dualità di Diana, che da un lato è mossa dal desiderio di portare la pace nel mondo, e dall'altra si muove con il suo addestramento militare. Dotata dei sandali di Hermes, che le consentono di attraversare la barriera tra i due mondi e di volare, della tiara d'oro con la stella al centro, simbolo del suo essere principessa, e del lazo d'oro forgiato da Efesto che costringe chi lo tocca a dire sempre la verità, Diana smette le vesti di Amazzone per indossare un costume cucito da sua madre in attesa che, nel suo popolo, sorgesse una campionessa in grado di indossarlo: un corpetto rosso con un'aquila stilizzata sul davanti, e un paio di mutandoni blu con stelle bianche, il tutto completato dai classici stivali rossi.

Questa volta, però, il costume ha anche una sua origine: ispirato a Diana Trevor, aviatrice schiantatasi sull'Isola Paradiso alcuni decenni prima, non ha più alcun legame diretto con gli Stati Uniti, ispirandosi piuttosto agli stemmi che la donna portava con sé (la bandiera statunitense e lo stemma dell'aviazione che la donna aveva cuciti sul suo giubbotto). Tra l'altro in queste storie che raccontano la genesi del costume, fa anche la sua prima apparizione l'armatura che si vedrà indossare a Diana durante Kingdom Come di Mark Waid e Alex Ross.

Così vestita, con l'addestramento e un paio di braccialetti di un materiale luccicante come l'argento ma molto più resistente, Diana è pronta a fare il suo ingresso nel mondo degli uomini: la sua prima apparizione ufficiale è contro i mastini del perfido Darkseid durante l'arco narrativo Legend.

Diana inizia ad affrontare tutta una serie di avversari, primi fra tutti gli stati dell'ONU che non vedono di buon occhio la sua crociata pacificatrice. Aiutata da Steve Trevor, ora un aviatore di mezza età, e da Etta Candy, che sposerà dopo pochi numeri dall'inizio della nuova serie, ma anche da Julia Kapatelis, professoressa dell'Università di Boston, e da Mindy Mayer, la sua manager, entra con sempre maggiore prepotenza nel nostro mondo, attirando, però, l'attenzione di numerosi nemici, molti dei quali sono una rivisitazione in chiave mitologica degli eroi classici della golden age.

Da allora, Diana ha attraversato molti momenti difficili, dalla distruzione dell'Olimpo da parte di Apokolips, fino alla sua stessa morte, unico mezzo per essere accolta tra le divinità dell'Olimpo come loro pari (ma rinacque poco dopo), e quindi il suo ritorno giusto in tempo per affrontare Mageddon e da altre crisi, fino a quella della morte della madre (che poi risorgerà) durante la guerra contro Imperiex.

Durante Crisi infinita, Batman sta per essere ucciso da Superman controllato dal criminale Maxwell Lord. Disperata Wonder Woman chiede a Lord come liberare Superman, il criminale suggerisce di ucciderlo, e l'amazzone lo fa, in diretta televisiva mondiale grazie al satellite senziente BrotherEye. Più tardi i tre eroi si incontrano sull'ex base della JLA per decidere cosa fare, la situazione mondiale è critica, ma iniziano a litigare accusandosi reciprocamente. In quel momento Mongul li attacca. Mongul è a terra e Diana sta per finirlo con una spada, ma Superman la ferma e i tre si dividono.

BrotherEye (satellite creato da Batman e divenuto in seguito senziente), ritenendo le amazzoni un pericolo per gli umani, mandò all'attacco dell'Isola Paradiso gli OMAC. Le amazzoni combatterono con tutte le loro armi, compreso il raggio porpora. Diana capì che il secondo intento di BrotherEye era quello di far vedere al mondo che le amazzoni erano come delle assassine e chiese ad Athena di portare l'isola al sicuro, chiedendo perdono per aver fallito la sua missione di pace nel mondo degli umani.

52 e New 52[modifica | modifica wikitesto]

Con il riavvio della continuity dopo il crossover Flashpoint, in Wonder Woman (vol. 4[16]) Diana riceve una nuova origine in cui Ippolita le svela di essere il frutto di una delle numerose relazioni adulterine di Zeus, da qui i suoi straordinari poteri; in seguito alla sparizione del padre, parecchi dei muoiono o perdono i loro poteri, e Diana diventa per un breve periodo Dio della Guerra al posto del defunto Ares; in questo periodo scopre molti segreti non confessati degli Olimpiani, come la schiavitù dei Ciclopi, le ambizioni represse di Poseidone, Ade e Apollo, e la nascita del Primo Nato, il primo figlio di Zeus ed Era che fu esiliato dal padre, timoroso di una profezia secondo cui questi lo avrebbe detronizzato come Zeus fece con suo padre Crono, e quest'ultimo con suo padre Urano. Durante il crossover della Justice League Darkseid War, alla fine una amazzone rinnegata che ha avuto una figlia dal tiranno di Apokolips, ormai morente, rivela a Wonder Woman che la stessa notte in cui lei diede alla luce sua figlia, Ippolita partorì prima Diana e poi un maschio, a cui fu dato il nome Jason; non si sa dove sia finito.

In Wonder Woman (vol. 5[16]) Diana non riesce più a tornare su Themyscira, e viene inseguita dal colonnello Maru e dal gruppo paramilitare Poison, al servizio di Veronica Cale, una donna con una vendetta personale contro di lei e contro Ares (o più specificamente contro i suoi figli Phobos e Deimos); la serie è bisettimanale, e gli episodi dispari mostrano le vicende attuali, mentre i pari narrano una nuova versione dell'arrivo di Diana nel mondo dell'Uomo.

Poteri e abilità[modifica | modifica wikitesto]

È considerata uno degli esseri più potenti dell'universo DC.

Diana è raffigurata come una magistrale atleta, acrobata, combattente e stratega, addestrata ed esperta in molte forme antiche e moderne di combattimento armato e disarmato, comprese le esclusive arti marziali amazzoniche. Con le sue abilità divine di incalcolabile forza sovrumana, quasi invulnerabilità, durabilità, velocità, riflessi, agilità e resistenza sovrumane, volo, guarigione rapida e semi immortalità, l'abilità di combattimento di Diana è eccezionale. Fin dall'inizio, è ritratta come altamente abile nell'uso dei suoi bracciali per fermare i proiettili e nel maneggiare il suo lazo dorato[23]. Una volta Batman la definì la "migliore combattente corpo a corpo del mondo"[24]. È nota per usare la forza bruta quando lo ritiene necessario[25].

Diana ricevette i suoi poteri come una benedizione dagli Dei dell'Olimpo:

  • Demetra (la dea dell'agricoltura e della fertilità) l'ha benedetta con la forza derivata dallo spirito terrestre Gea, rendendola sia la più forte delle Amazzoni che l'eroe femminile più forte dell'universo DC. La sua resistenza alle ferite è grande, sebbene inferiore a quella dei metaumani. Tuttavia ha resistito a considerevoli danni contundenti nel combattimento corpo a corpo con esseri potenti come Superman e Capitan Marvel.
  • Atena (la dea della saggezza e della guerra) le concesse grande saggezza, intelligenza e abilità militare. Diana è uno dei membri più intelligenti e saggi della Justice League, insieme a Martian Manhunter e Batman. Il dono di Atena ha permesso a Diana di padroneggiare oltre una dozzina di lingue (la sua nativa Themysciran, greco antico e moderno, inglese, spagnolo, portoghese, francese, cinese mandarino, ottomano, sumero, russo, hindi e lingue di origine aliena[26]), molteplici mestieri, scienze[27] e filosofie, nonché aviazione, diplomazia, leadership (ha guidato la Justice League insieme a Batman e Superman sin dalla sua formazione), equitazione, analisi tattica, strategia militare, combattimento corpo a corpo e uso delle armi. Più recentemente, Atena ha legato la propria vista a quella di Diana, garantendole una maggiore empatia[28].
  • Artemide (dea della caccia, degli animali e della luna) l'ha resa capace di comunicare con gli animali e di interagire con gli stessi se sono di piccola taglia, e le ha offerto dei sensi potenziati, che le permettono ad esempio di sentire le fonti di magia e di afferrare al volo una freccia a mezz'aria o di intercettare i proiettili.
  • Estia (dea del focolare e della casa) concesse a Diana la sorellanza con il fuoco, garantendole la resistenza al fuoco sia normale che soprannaturale, e controllare i "Fuochi della Verità" attraverso il suo lazo, rendendo chiunque sia vincolato incapace di mentire[29].
  • Hermes (il dio messaggero della velocità) concesse a Diana una velocità sovrumana e la futura capacità di volare.
  • Afrodite (dea dell'amore) ha conferito a Diana una bellezza straordinaria, oltre a un cuore gentile.

Sebbene non sia completamente invulnerabile, è altamente resistente a grandi quantità di forza concussiva e temperature estreme. Tuttavia, armi da taglio o proiettili applicati con forza sufficiente sono in grado di perforare la sua pelle[30][31]. A causa delle sue origini divine, Diana può resistere a molte forme di manipolazione magica. Ha un fattore di guarigione che le permette di riprendersi in fretta anche da gravi ferite, e anche un'incredibile immunità alle malattie terrestri, alle tossine e ai veleni. È raro che si stanchi e quando questo succede è difficile notarlo. Come tutte le Amazzoni, Diana non invecchia oltre un certo punto ed è immune alla morte naturale.

Armi e oggetti[modifica | modifica wikitesto]

L'abbigliamento tradizionale di Wonder Woman consiste in corazza rossa, subligaculum blu, diadema d'oro, braccialetti e caratteristici simboli.

Nella sua armatura sono presenti dei Bracciali della Sottomissione, che oltre a proteggerla sono anche dei limitatori per le sue abilità; quando essa se li toglie i suoi poteri fisici e telepatici aumentano in modo spropositato tanto da renderla invincibile. Tale stato è denominato Forza Berserker.

Wonder Woman ha come armi un indistruttibile Lazo della Verità che utilizza come arma in combattimento e che se avvolge una persona la costringe a dire la verità, una tiara telepatica che può essere usata come arma da distanza e i già citati bracciali che – grazie all'azione congiunta con la sua velocità – possono creare potentissime onde d'urto e respingere anche i raggi Omega del potentissimo Darkseid. Un'altra potente arma sono i guanti di Atlante, che aumentano di dieci volte la sua forza assieme alla sua furia combattiva. Alcuni di questi oggetti, impregnati di forza magica, rappresentano un rischio perfino per Superman, il cui corpo è vulnerabile alla magia.

A volte faceva uso di veicoli soprannaturali, come un aereo silenzioso e invisibile che poteva essere controllato da un comando mentale[32] e volava a grande velocità.

Marvel contro DC[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Marvel contro DC.

In Marvel contro DC, ovvero gli incontri tra i maggiori eroi Marvel Comics e DC Comics, Diana affronta l'eroina mutante Tempesta, venendo sconfitta: in queste particolari storie, però, l'esito dei duelli veniva stabilito tramite sondaggio tra i lettori; la vittoria di Ororo sulla principessa Amazzone è tra le più discusse. Nello stesso crossover, Wonder Woman combatte al fianco di Thor, rivelandosi anche addirittura degna di sollevare Mjolnir, il suo martello incantato, e di beneficiare dei poteri dello stesso.

Successivamente, nell'universo Amalgam, le due eroine vengono fuse insieme creando Amazzone: adottata dalla madre di Diana, Ippolita, dopo un naufragio, viene cresciuta sull'isola di Themyscira dove viene eletta come ambasciatrice da mandare nel "mondo degli uomini".

Nella miniserie JLA/Vendicatori, la principessa guerriera si batte con Ercole: quando vengono interrotti da Aquaman era sul punto di strangolarlo per vendicare la madre Ippolita del torto subito durante la nona fatica dell'eroe (aveva scambiato infatti Ercole per il suo omologo Dc Comics, chiamandolo addirittura "predatore di Ippolita").

Altre versioni[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Versioni alternative di Wonder Woman.

Altri media[modifica | modifica wikitesto]

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Wonder Woman interpretata da Gal Gadot nell'omonimo film.

Nel DC Extended Universe, Wonder Woman è interpretata da Gal Gadot: il personaggio esordisce in Batman v Superman: Dawn of Justice (2016) e Gadot torna ad interpretarla anche in Wonder Woman, Justice League (entrambi del 2017), Wonder Woman 1984 (2020) e Zack Snyder's Justice League (2021).

Film d'animazione[modifica | modifica wikitesto]

Wonder Woman appare nei film d'animazione Justice League: The New Frontier, Wonder Woman, Justice League: La crisi dei due mondi, Superman/Batman: Apocalypse, Justice League: Doom, LEGO Batman: Il film - I supereroi DC riuniti, Justice League: The Flashpoint Paradox, JLA Adventures: Trapped in Time, Justice League: War, The LEGO Movie, Justice League: Il trono di Atlantide, Lego DC Comics Super Heroes: Justice League vs. Bizarro League, Teen Titans Go! - Il film, Justice League: Gods and Monsters, Justice League vs. Teen Titans, Justice League Dark, La morte di Superman, Il regno dei Superman, Justice League vs. the Fatal Five, Wonder Woman: Bloodlines, Superman: Red Son e Justice League Dark: Apokolips War.

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

Impatto culturale[modifica | modifica wikitesto]

I punti di vista e le caratteristiche di Wonder Woman riflettono quelli del suo creatore, William Moulton Marston, che era un forte sostenitore degli ideali femministi e dell'emancipazione femminile:

"(Lei) incoraggia le donne a difendere se stesse, a imparare a combattere e ad essere forti, in modo che non debbano essere spaventate o dipendere dagli uomini".[33]

Accoglienza critica ed eredità[modifica | modifica wikitesto]

Sebbene sia stata creata per essere un modello positivo e un personaggio femminile forte per ragazze e ragazzi di tutte le età, Wonder Woman ha dovuto affrontare la misoginia che era comune nell'industria dei fumetti per decenni. Ad esempio, il personaggio era un membro fondatore della Justice Society of America. Wonder Woman era una leader esperta e facilmente la più potente di tutte, eppure è stata resa una segretaria. Questo sarebbe anche accompagnato dalla perdita dei suoi poteri o dalla cattura nella maggior parte delle avventure della Justice League negli Anni '50 e '60.

Nel controverso Seduction of the Innocent, lo psichiatra Fredric Wertham ha affermato che la forza e l'indipendenza del personaggio l'hanno resa una lesbica in modo condannante.

Wonder Woman è stata nominata il ventesimo più grande personaggio dei fumetti dalla rivista Empire[34][35]. Si è classificata sesta nella lista "100 donne più sexy nei fumetti" della Guida all'acquisto di fumetti[36][37]. Nel maggio 2011, Wonder Woman si è classificata al quinto posto nella classifica IGN dei 100 migliori eroi dei fumetti di tutti i tempi[38].

Icona femminista[modifica | modifica wikitesto]

L'icona femminista Gloria Steinem, fondatrice della rivista Ms., è stata responsabile del ritorno alla ribalta di Wonder Woman. Offesa dal fatto che la più famosa supereroina femminile fosse stata depotenziata in una damigella in pericolo ossessionata dal fidanzato in pericolo, Steinem mise Wonder Woman (in costume) sulla copertina del primo numero di Ms. (1972) - Warner Communications, proprietaria della DC Comics, era un investitore - che conteneva un saggio di apprezzamento sul personaggio[39]. I poteri e il costume tradizionale di Wonder Woman furono ripristinati nel numero 204 (gennaio-febbraio 1973)[40].

Il significato originale di Wonder Woman aveva l'intenzione di influenzare molte donne di tutte le età, mostrando i punti di forza, i valori e gli attributi etici, fisici e mentali che non solo gli uomini acquisiscono. "Wonder Woman simboleggia molti dei valori della cultura femminile che le femministe stanno ora cercando di introdurre nel mainstream: forza e fiducia in se stessi per le donne; sorellanza e sostegno reciproco tra le donne; serenità e stima per la vita umana; una diminuzione sia di aggressività maschile e della convinzione che la violenza sia l'unico modo per risolvere i conflitti", scrisse Steinem all'epoca[41].

L'origine di Wonder Woman e il ragionamento psicologico alla base del motivo per cui William Morton Marston l'ha creata nel modo in cui ha illustrato i valori educativi, etici e morali di Marston[42]: "William Marston voleva che fosse un personaggio femminista, mostrando ai ragazzi le possibilità illimitate di una donna che potrebbe essere considerata forte quanto il famoso Superman." Gladys L. Knight spiega l'impatto e le influenze che i supereroi hanno su di noi nella società che va dal 1870 fino ai giorni nostri.

Icona pacifista[modifica | modifica wikitesto]

Gloria Steinem, redattrice per la rivista Ms. e una delle principali sostenitrici di Wonder Woman, ha dichiarato "... [Marston] aveva inventato Wonder Woman come eroina per bambine e anche come alternativa consapevole alla violenza dei fumetti per ragazzi."[43] Badower descrisse un incidente quasi internazionale (che coinvolse un generale russo senza nome che rotolava dozzine di carri armati e munizioni attraverso un ombroso passo di montagna) come un esempio eccezionale per resistere ai bulli. "Finisce per deviare indietro un proiettile e disarmare il generale", dice, aggiungendo che "in realtà non fa nulla di violento nella storia. Penso solo che Wonder Woman sia più intelligente di così."[44]

Nick Pumphrey ha affermato che Wonder Woman rappresenta un faro non violento di speranza e ispirazione per donne e uomini. Grant Morrison ha dichiarato "Mi sono seduto e ho pensato, 'Non voglio fare questa cosa della donna guerriera.' Posso capire perché lo stanno facendo, capisco tutto questo, ma non è quello che voleva [il creatore di Wonder Woman] William Marston, non è quello che voleva affatto! Il suo concetto originale per Wonder Woman era una risposta ai fumetti che pensava erano piene di immagini di mascolinità agghiacciante, e vedi gli ultimi scatti di Gal Gadot in costume, ed è tutto spada e scudo e il suo ringhio alla telecamera. Diana di Marston era un dottore, una guaritrice, una scienziata."[45][46][47]

Paquette ha dettagliato le modifiche che ha apportato al costume di Wonder Woman, affermando di aver rimosso l'iconico tema della bandiera americana e invece ha incorporato un'influenza greca: "L'animale associato ad Afrodite è una colomba, quindi invece di un'aquila sul pettorale di [Wonder Woman], lo farà essere più di una colomba. Non è l'aquila americana, è la colomba di Afrodite. La roba che crea [la lettera] W è per caso, quindi non è come se avesse già una lettera dell'alfabeto sul suo [costume]. Alla fine Ho creato una struttura così sembra inevitabile che Wonder Woman abbia il suo aspetto."[48]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Presente in Batman v Superman: Dawn of Justice, Wonder Woman, Justice League, Wonder Woman 1984 e Zack Snyder's Justice League
  2. ^ Batman v Superman: Dawn of Justice, Wonder Woman, Justice League, Wonder Woman 1984 e Zack Snyder's Justice League
  3. ^ a b c FFF - Fumetto, WONDER WOMAN, su www.lfb.it. URL consultato l'11 luglio 2018.
  4. ^ Batman n. 24, Mondadori, 7 gennaio 1968.
  5. ^ Wonder Woman - Top 100 Comic Book Heroes, su ign.com, IGN Entertainment. URL consultato il 16 settembre 2011.
  6. ^ Comics Buyer's Guide Presents 100 Sexiest Women in Comics, su comicvine.gamespot.com.
  7. ^ Blackest Night #6 (2010)
  8. ^ (EN) Welcome to the Star Sapphires, su WonderAli (archiviato dall'url originale il 29 maggio 2013).
  9. ^ (EN) Wonder Woman #16 review, su ign.com. URL consultato il 13 marzo 2021.
  10. ^ (EN) Gal Gadot: Wonder Woman 'not there because of a love story' in Batman v Superman, su ew.com. URL consultato il 13 marzo 2021.
  11. ^ (EN) Wonder Woman star Gal Gadot says that her solo movie has 'moments of humour', su digitalspy.com. URL consultato il 13 marzo 2021.
  12. ^ Charles Moulton (w), Harry G. Peter (a). Wonder Woman 38: 5 (1949), All American Comics
  13. ^ Wonder Woman (vol. 2) n. 219, settembre 2005
  14. ^ (EN) Defending Wonder Woman, su ign.com. URL consultato il 13 marzo 2021.
  15. ^ (EN) NYCC 2012; Wonder Woman 101, su dccomics.com. URL consultato il 13 marzo 2021.
  16. ^ a b c Il termine volume è usato in lingua inglese, in questo contesto, per indicare le serie, pertanto Vol. 1 sta per prima serie, Vol. 2 per seconda serie e così via.
  17. ^ Wonder Woman vol 1 :: ComicsBox, su www.comicsbox.it. URL consultato l'11 luglio 2018.
  18. ^ Wonder Woman vol 2 :: ComicsBox, su www.comicsbox.it. URL consultato l'11 luglio 2018.
  19. ^ Wonder Woman vol 3 :: ComicsBox, su www.comicsbox.it. URL consultato l'11 luglio 2018.
  20. ^ Wonder Woman vol 4 :: ComicsBox, su www.comicsbox.it. URL consultato l'11 luglio 2018.
  21. ^ (EN) WONDER WOMAN Gets a New Costume, Direction in Issue #600, in Newsarama. URL consultato l'11 luglio 2018.
  22. ^ Previews, pubblicazione mensile, Editore Diamond Comic Distributors
  23. ^ Ambush Bug: Year None n. 4, dicembre 2008
  24. ^ Justice League of America (vol. 2) n. 13, novembre 2007
  25. ^ Wonder Woman (vol. 2) n. 219, settembre 2005
  26. ^ Wonder Woman (vol. 1) n. 115, luglio 1960
  27. ^ Wonder Woman (vol. 1) n. 105, aprile 1959
  28. ^ Johns, Geoff (February 2006). Wonder Woman: Land of the Dead. ISBN 978-1-4177-5102-0.
  29. ^ Beatty, Scott (November 2003). Wonder Woman: The Ultimate Guide to the Amazon Princess. Dorling Kindersley. ISBN 978-0-7894-9616-4.
  30. ^ Dougall, Alastair, ed. (2008). The DC Comics Encyclopedia. Dorling Kindersley. ISBN 978-0-7566-4119-1. OCLC 213309017
  31. ^ (EN) The Essential Wonder Woman Encyclopedia, su Random House Digital, Inc.
  32. ^ Sensation Comics (vol. 1) n. 10, 1942
  33. ^ (EN) Wonder Woman: Top or Bottom, su Psychology Today. URL consultato l'11 marzo 2021.
  34. ^ (EN) The 50 greatest comic-book characters, su Empire. URL consultato il 13 marzo 2021.
  35. ^ (EN) The 50 Greatest Comic Book Character (According to Empire), su Comic Vine. URL consultato il 13 marzo 2021.
  36. ^ (EN) Comics Buyer's Guide Presents 100 Sexiest Women in Comics, su Comic Vine. URL consultato il 13 marzo 2021.
  37. ^ (EN) 100 Sexiest Women in Comics, su Fandom. URL consultato il 13 marzo 2021.
  38. ^ (EN) Wonder Woman – #5 Top Comic Book Heroes, su IGN. URL consultato l'11 marzo 2021.
  39. ^ McAvennie, Michael; Dolan, Hannah, eds. (2010). "1970s". DC Comics Year By Year A Visual Chronicle. Dorling Kindersley. p. 154. ISBN 978-0-7566-6742-9. After nearly five years of Diana Prince's non-powered super-heroics, writer-editor Robert Kanigher and artist Don Heck
  40. ^ McAvennie, Michael; Dolan, Hannah, eds. (2010). "1970s". DC Comics Year By Year A Visual Chronicle. Dorling Kindersley. p. 154. ISBN 978-0-7566-6742-9. After nearly five years of Diana Prince's non-powered super-heroics, writer-editor Robert Kanigher and artist Don Heck
  41. ^ (EN) Wonder Woman at 75: How the superhero icon inspired a generation of feminists, su sbs.com.au. URL consultato l'11 marzo 2021.
  42. ^ Knight, Gladys (2010). Female Action Heroes : A Guide to Women in Comics, Video Games, Film, and Television. Santa Barbara United States. p. 1.
  43. ^ Gloria Steinem, "Wonder Woman", in Gilbert H. Muller, ed., The McGraw-Hill Reader : Issues Across the Disciplines (McGraw-Hill Education, 2005), 455 – 462, p. 458.
  44. ^ (EN) See Wonder Woman Officiate a Gay Wedding and Avert a Crisis in Crimea, su thedailybeast.com. URL consultato l'11 marzo 2021.
  45. ^ (EN) The Legacy of Original Intentions: The Non Violence of Wonder Woman, su feminismandreligion.com. URL consultato l'11 marzo 2021.
  46. ^ (EN) The True Nature of Pacificism – Wonder Woman, su comicvine.gamespot.com. URL consultato l'11 marzo 2021.
  47. ^ (EN) https://78.media.tumblr.com/148ba4797f35b11117b00d04c8cca03a/tumblr_o8azf66wUv1rz1rzuo7_1280.png (PNG), su 78.media.tumblr.com. URL consultato l'11 marzo 2021.
  48. ^ (EN) Wonder Woman, Sex and Comic Book Double Standards (Editorial), su forallnerds.com. URL consultato l'11 marzo 2021.

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