Gloria Steinem

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Gloria Steinem nel 2008

Gloria Marie Steinem (Toledo, 25 marzo 1934) è una scrittrice, giornalista e attivista statunitense.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Considerata portavoce e leader del femminismo degli anni sessanta e settanta, Gloria Steinem nel corso della sua vita ha ricevuto molti premi e onorificenze. Ha lavorato per il New York ed è cofondatrice della rivista femminista Ms. (1972).

Nel 1963 Gloria Steinem conseguì una diffusa popolarità tra le femministe per aver fatto pubblicare un diario compilato durante il suo lavoro sotto copertura come "coniglietta" al "Playboy Club". Il diario venne pubblicato in due parti (Part I e Part II) tra maggio e giugno nella rivista Show[1]. La sua peculiarità era quella di essere il "racconto di una coniglietta". Steinem affermò che il club stava maltrattando le sue cameriere per ottener un maggior numero di clienti maschi, sfruttando le conigliette di Playboy come simboli di sciovinismo maschile, osservando che il manuale del club istruiva le ragazze sui "modi piacevoli che i possono impiegare per stimolare la vendita di liquori del club"[1] .

A partire dal 1968 Steinem divenne senza alcun dubbio la figura più influente del movimento femminista, sostenitrice dell'aborto legalizzato e dell'aspettativa dal lavoro, che divennero i due obiettivi principali del femminismo[2].

Nel 1969, ha pubblicato un articolo intitolato After Black Power, Women's Liberation che, insieme all'appoggio al diritto all'aborto, le ha dato fama nazionale, divenendo punto di riferimento per il movimento femminista americano.

Il 10 luglio 1971, Steinem, insieme ad altre 300 donne, tra le quali Bella Abzug, Betty Friedan, Shirley Chisholm, e Myrlie Evers-Williams, ha fondato il "Comitato politico nazionale delle donne" (National Women's Political Caucus - NWPC). Come co-fondatrice del comitato, ha pronunciato il discorso "Messaggio alle donne d'America".[3]

Nel 2005, insieme a Jane Fonda e a Robin Morgan ha fondato il Women's Media Center, un'organizzazione che ha lo scopo di valorizzare la voce delle donne.[4] Attualmente, continua a svolgere attivismo politico, come commentatrice, scrittrice e organizzatrice di conferenze.

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia Presidenziale della Libertà - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia Presidenziale della Libertà
— 2013

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b David Farber, The Sixties Chronicle, Legacy Publishing, 2004, p. 150, ISBN 1-4127-1009-X.
  2. ^ David Farber, The Sixties Chronicle, Legacy Publishing, 2004, p. 377, ISBN 1-4127-1009-X.
  3. ^ Jodi O'Brien, Enciclopedia di genere e società, SAGE, 2008, ISBN 978-1-4522-6602-2
  4. ^ Women's Media Center - About us, su womensmediacenter.com. URL consultato il 22/01/2016 (archiviato dall'url originale il 5 gennaio 2016).

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