Julianne Moore

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Julianne Moore, pseudonimo di Julie Anne Smith (Fayetteville, 3 dicembre 1960), è un'attrice statunitense, vincitrice dell'Oscar alla miglior attrice protagonista nel 2015 per la sua interpretazione in Still Alice[1] nonché di numerosi altri premi, tra cui tre Golden Globe, un BAFTA, due SAG Awards, due Emmy Awards, un Orso d'argento al Festival di Berlino, un Prix al Festival di Cannes e due Coppe Volpi alla Mostra del cinema di Venezia.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nata in Carolina del Nord, è figlia di Anne Love, assistente sociale psichiatrica scozzese trapiantata negli Stati Uniti, e Peter Moore Smith, avvocato militare, giudice, pilota d'elicottero e colonnello dell'esercito di ascendenze albanesi. Per via degli incarichi di suo padre crebbe tra Stati Uniti ed Europa, diplomandosi nel 1979 presso la Frankfurt American High School di Francoforte sul Meno, in Germania Ovest, e laureandosi successivamente in Belle arti presso l'Università di Boston.

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1983, all'età di 23 anni, si trasferisce a New York, dove lavora per qualche tempo come cameriera e appare in produzioni teatrali off-Broadway. Il successo ottenuto con la piéce Serious Money la mette in luce agli occhi di alcuni produttori televisivi, che la ingaggiano per interpretare un doppio ruolo nella soap opera Così gira il mondo, per cui vince un Emmy Award nel 1988. La scelta del suo nome d'arte è stata un po' complessa, infatti presso il Screen Actors Guild erano già registrate attrici con il nome di Julia Smith e Julie Moore, ed infine la scelta definitiva è caduta su Julianne Moore.

Julianne Moore al Tribeca Film Festival 2008

Inizia una lunga gavetta televisiva e cinematografica, con ruoli marginali in film come La mano sulla culla, Body of Evidence - Il corpo del reato e Benny & Joon. Inizia ad ottenere i primi riconoscimenti, venendo candidata all'Independent Spirit Awards 1994 come miglior attrice non protagonista per America oggi di Robert Altman, due anni più tardi viene candidata nuovamente al premio come miglior attrice protagonista per Safe di Todd Haynes, con cui inizia una proficua collaborazione che la porta ad apparire in quasi tutti i suoi film, diventando sua attrice feticcio. Grazie ai molti riconoscimenti ricevuti inizia ad ottenere parti in film di stampo hollywoodiano, come Nine Months - Imprevisti d'amore e il block buster Il mondo perduto - Jurassic Park; entrambi i film ottengono ottimi incassi al botteghino[2][3].

Nel 1998 ottiene la sua prima candidatura all'Oscar come miglior attrice non protagonista per Boogie Nights - L'altra Hollywood di Paul Thomas Anderson, due anni dopo viene candidata nuovamente all'Oscar come miglior attrice per Fine di una storia. Recita quindi in La fortuna di Cookie, Un marito ideale e Magnolia, dove torna ad esser diretta da Anderson. Negli anni seguenti si alterna tra produzioni commerciali e film indipendenti, nel 2001 accetta di recitare in Hannibal, ereditando il ruolo dell'agente dell'FBI Clarice Starling che fu di Jodie Foster ne Il silenzio degli innocenti.

Nel 2003 ottiene una doppia candidatura all'Oscar, come miglior attrice per Lontano dal paradiso ancora sotto la regia di Haynes, per la cui interpretazione però riceve la Coppa Volpi al Festival di Venezia, e come non protagonista per The Hours, ma anche questa volta non le viene assegnata l'ambita statuetta. La Moore risulta una delle poche attrici ad aver ottenuto la doppia candidatura e una delle tre a non aver vinto per nessuna delle due statuette a cui era candidata, unitamente a Sigourney Weaver nel 1989, Emma Thompson nel 1994 e Cate Blanchett nel 2008.

Julianne Moore al Festival di Cannes 2014

Negli anni seguenti partecipa a svariate pellicole più o meno di successo come Il colore del crimine, The Forgotten, I figli degli uomini e Next. Nel 2007 è protagonista del controverso ed incestuoso film di Tom Kalin Savage Grace, nello stesso anno viene di nuovo diretta da Todd Haynes, che le riserva una piccola parte nel pluripremiato Io non sono qui.

Nel 2008 partecipa al film di Fernando Meirelles Blindness - Cecità, presentato al Festival di Cannes 2008 e al Toronto Film Festival, successivamente prende parte all'esordio alla regia dello stilista Tom Ford con A Single Man.

Nel 2010 recita con Annette Bening nella commedia I ragazzi stanno bene di Lisa Cholodenko. Sempre nel 2010 partecipa al famoso calendario Pirelli, l'edizione 2011 è firmata Karl Lagerfeld e ha come tema la mitologia, la Moore veste i panni di Era.[4] Nel 2011 ha recitato nel film Crazy, Stupid, Love. Nel 2012 la sua interpretazione di Sarah Palin nel pluripremiato film TV Game Change le regala un Premio Golden Globe, un Premio Emmy, un Critics' Choice Television Award ed uno Screen Actors Guild Award.

A settembre 2013 entra ufficialmente nel cast del terzo capitolo del film Hunger Games, tratto dal romanzo Il canto della rivolta, nei panni della Presidentessa Alma Coin[5], mentre nel mese di ottobre dello stesso anno riceve la stella numero 2507 sulla Hollywood Walk of Fame[6].

Nel 2015 riceve un Golden Globe come miglior attrice in un film drammatico per la sua interpretazione in Still Alice.[7] Nello stesso anno, sempre per la sua interpretazione in Still Alice, vince anche il Premio Oscar come Miglior attrice protagonista.[8]

Vita privata[modifica | modifica wikitesto]

Dal 1986 al 1995 è stata sposata con l'attore e regista John Gould Rubin. Dal 2003 è sposata con il regista Bart Freundlich, conosciuto nel 1996 sul set de I segreti del cuore. La coppia ha avuto due figli, Caleb (4 dicembre 1997) e Liv (11 aprile 2002).

Possiede la doppia cittadinanza: statunitense e britannica. Sostenitrice del Partito Democratico statunitense,[9] e durante le elezioni presidenziali statunitensi del 2004 ha sostenuto John Kerry nella sua campagna presidenziale. Dal 2002 è collaboratrice del ST Alliance, associazione che si prodiga nel creare consapevolezza nei confronti della sclerosi tuberosa.[10] Nello stesso anno, in un'intervista concessa alla trasmissione televisiva Inside the Actor's Studio si è dichiarata atea[11].

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

Doppiaggio[modifica | modifica wikitesto]

Premi e candidature[modifica | modifica wikitesto]

Nel corso della sua carriera è stata candidata 5 volte agli Oscar, 9 ai Golden Globe, 4 ai BAFTA, 8 ai Satellite Award, 10 agli Screen Actors Guild Awards e 2 agli Emmy Awards.[12]

1980-1989[modifica | modifica wikitesto]

1990-1999[modifica | modifica wikitesto]

2000-2009[modifica | modifica wikitesto]

2010-presente[modifica | modifica wikitesto]

Doppiatrici italiane[modifica | modifica wikitesto]

Nelle versioni in italiano dei suoi film, Julianne Moore è stata doppiata da:

  • Franca D'Amato ne La fortuna di Cookie, The Shipping News - Ombre dal profondo, The Hours, Lontano dal paradiso, Io non sono qui, Uomini & donne, A Single Man, I ragazzi stanno bene, Shelter - Identità paranormali, The English Teacher, Non-Stop, Maps to the Stars, Hunger Games: Il canto della rivolta - Parte 1, Hunger Games: Il canto della rivolta - Parte 2
  • Roberta Greganti in Psycho, Un marito ideale, Magnolia, Next, Blindness - Cecità, La vita segreta della signora Lee, Crazy, Stupid, Love, Game Change, Quel che sapeva Maisie, Lo sguardo di Satana - Carrie, Il settimo figlio, Il piano di Maggie - A cosa servono gli uomini
  • Cristina Boraschi in Evolution, Fine di una storia, Boogie Nights - L'altra Hollywood, Surviving Picasso, The Forgotten, Il colore del crimine, Chloe - Tra seduzione e inganno, Being Flynn
  • Roberta Pellini in Savage Grace, 30 Rock, Don Jon, Still Alice, Freeheld - Amore, giustizia, uguaglianza
  • Pinella Dragani in Benny & Joon, Il mondo perduto - Jurassic Park, I figli degli uomini
  • Eleonora De Angelis in Il fuggitivo, Assassins, Un adorabile testardo
  • Rossella Izzo in Vanya sulla 42esima strada, Matrimonio in appello
  • Alessandra Korompay in Safe, Nine Months - Imprevisti d'amore
  • Paola Valentini in La pistola nella borsetta
  • Elisa Galletta in Il grande Lebowski
  • Francesca Fiorentini in La mappa del mondo
  • Stefanella Marrama in Hannibal
  • Barbara Berengo Gardin ne I segreti del cuore
  • Loredana Nicosia in America oggi
  • Ludovica Modugno in La mano sulla culla
  • Anna Cesareni in Body of Evidence
  • Dania Cericola in Omicidi e incantesimi
  • Margherita Sestito in Marie & Bruce

Da doppiatrice è sostituita da:

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Benjamin Lee, Julianne Moore wins best actress Oscar for Still Alice role, in The Guardian, 23 febbraio 2015. URL consultato il 13 maggio 2016.
  2. ^ Nine Months (1995)
  3. ^ The Lost World Jurassic Park
  4. ^ Un dio per ogni occasione, Corriere della Sera. URL consultato il 30 novembre 2010.
  5. ^ Hunger Games: Il canto della rivolta - Julianne Moore sarà Alma Coin - è ufficiale
  6. ^ Julianne Moore ha una stella sulla Walk of Fame 4 ottobre 2013
  7. ^ Golden Globes 2015: ecco tutti i vincitori, comingsoon.it. URL consultato il 12 gennaio 2015.
  8. ^ Oscar 2015, tutti i vincitori, mentelocale.it, 23 febbraio 2015. URL consultato il 23 febbraio 2015.
  9. ^ Julianne Moore's Federal Campaign Contribution Report, newsmeat.com. URL consultato il 7 marzo 2010.
  10. ^ PSAs and Videos, TS Alliance. URL consultato il 7 marzo 2010.
  11. ^ Photos: Famous atheists and their beliefs, CNN, 25 maggio 2013
  12. ^ Awards for Julianne Moore, imdb.org. URL consultato il 24 settembre 2012.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Oscar alla migliore attrice Successore
Cate Blanchett
per Blue Jasmine
2015
per Still Alice
Brie Larson
per Room
Controllo di autorità VIAF: (EN117361625 · LCCN: (ENno97011133 · ISNI: (EN0000 0001 0938 9014 · GND: (DE133541495 · BNF: (FRcb14027878z (data)