Dark Horse Comics

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Dark Horse Comics
Logo
StatoStati Uniti Stati Uniti
Fondazione1986
Fondata daMike Richardson e Randy Stradley[1]
Sede principaleMilwaukie
Persone chiave
  • Mike Richardson, Presidente e Editore
  • Neil Hankerson, Vice Presidente esecutivo
  • Tom Weddle, Direttore Finanziario
  • Randy Stradley, Vice Presidente per l'editoria
  • Matt Parkinson, Vice Presidente per il Marketing
  • Dave Marshall, Redattore Capo
SettoreEditoria
ProdottiFumetti
Sito web
La sede di Dark Horse Comics

La Dark Horse Comics è una casa editrice di fumetti statunitense fondata nel 1986 da Mike Richardson e Randy Stradley con sede a Milwaukie(Oregon)[1]. Contende alla Image Comics il ruolo di principale editore indipendente di fumetti, dietro le due major DC Comics e Marvel Comics. Debutta con la serie antologica Dark Horse Presents[1]. La Dark Horse è la più grande editore di fumetti ad avere un solo proprietario, ovvero Mike Richardson, capace di creare una compagnia multimediale di successo e che lo ha portato ad essere considerato una delle 10 persone più influenti nel mondo dei comics[2]. Oltre ad essere uno degli editori che è riuscito a trasporre il maggior numero di opere pubblicate in film cinematografici, la Dark Horse è stata la prima ad avere un App Store per la distribuzione di fumetti digitali[2].

A partire dal 1990 riesce ad attrarre grandi nomi del panorama fumettistico quali Frank Miller (per il quale pubblica Sin City), Art Adams, John Byrne, Walter Simonson (tutti esuli dalla Marvel) a cui si aggiungono Mike Mignola ( che crea Hellboy), Stan Sakai (con Usagi Yojimbo), Sergio Aragonés (Groo), Eric Powell (con le grottesche avventure di The Goon), Neil Gaiman (Murder Mysteries), il mangaka Katsuhiro Ōtomo di cui ottiene i diritti per pubblicare Akira, e Michael Chabon con il suo Escapist[3]. La Dark Horse è anche riconosciuta come il principale editore di fumetti sotto licenza al mondo[3]: pubblica infatti fumetti, tra gli altri, di Buffy l'ammazzavampiri e i personaggi legati alla serie televisiva, l'universo fantascientifico della Fox da cui i franchise di Alien, Predator, Aliens vs Predator e Prometheus, videogiochi quali Starcraft e Tomb Raider, Conan il barbaro (2004-2018), la serie tv sci-fi The Orville e alcune proprietà riguardanti i personaggi animati Disney quali Gli Incredibili, e Frozen. Questo processo, iniziato nel 1988 con la pubblicazione dei fumetti Aliens e Predator, porta Mike Richardson a voler cercare di invertire la tendenza e portare i personaggi dei fumetti Dark Horse ad essere sviluppati come franchise cinematografici e televisivi[3]. Questa convinzione ha portato la casa editrice a esplorare il mondo del cinema e a fondare la propria compagnia cinematografica, Dark Horse Entertainment, nel 1992[3]. Il progetto è vincente e vengono prodotti 4 film nei primi tre anni, due dei quali,The Mask - Da zero a mito, con Jim Carrey e Cameron Diaz) e Timecop con Jean-Claude Van Damme debuttano al primo posto al botteghino[3]. Entrambi sono creazioni di Richardson[3].

Nel corso degli anni si continua però dare ampio spazio ad autori e artisti che vogliono proporre fumetti originali e innovativi. Attualmente la casa editrice pubblica, tra l'altro, le opere legate all'acclamato Mignolaverse, universo narrativo creato da Mike Mignola intorno al personaggio cardine di Hellboy, i fumetti del Black Hammer Universe del pluripremiato Jeff Lemire, diverse opere creator-owned degli acclamati autori Matt Kindt e Brian Wood, alle quali si va ad aggiungere dal 2018 l'imprint Berger Books, curato da Karen Berger, storico editor della Vertigo (fino al 2013).

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Genesi e affermazione (1986-1991)[modifica | modifica wikitesto]

La Dark Horse Comics nasce a metà del 1986 come Dark Horse Publishing, fondata da Mike Richardson e Randy Stradley. Richardson era un affermato operatore di una catena di negozi di fumetti di successo nell'area metropolitana di Portland[4]. Decise di entrare nel mondo dell'editoria e, insieme all'amico Randy Stradley, nel 1986 investì i profitti della sua catena di librerie per fondare una nuova casa editrice indipendente[4]. Debutta con l'albo antologico a fumetti Dark Horse Presents n.1, che contiene storie di Chris Warner, Paul Chadwick, R.Stradley e Randy Emberlin. La serie diviene una delle più longeve della casa editrice pubblicata dal luglio 1986 al settembre del 2000 per un totale di 157 numeri[5]. Il successo arriva però con la seconda pubblicazione: Boris the Bear Slaughters the Teenage Radioactive Black Belt Mutant Ninja Critters, creato da James Dean Smith. Il primo numero arriva a vendere 80 mila copie segnando l'inizio dell'ascesa della Dark Horse come casa editrice indipendente[1][4]. Il titolo è un palese tentativo di seguire la scia del grande successo ottenuto da Kevin Eastman e Peter Laird con il fumetto Teenage Mutant Ninja Turtles dei Mirage Studios (creato nel 1984), il fumetto indipendente record di vendite negli anni ottanta[1]. D'altra parte si trattava della prova che il Direct Market, ovvero la vendita tramite la distribuzione nelle fumetterie e il circuito librario, permetteva a piccoli editori di emergere anche con pubblicazioni alternative e (spesso) in bianco e nero[1]. In seguito a questo successo nacquero diverse case editrici e, nel 1986, insieme alla Dark Horse invasero il mercato nuovi editori quali: ACE Comics, Adventure Publications, Aircel, Apple Comics, B-Movie Comics, Crystal Publications, Entertainment Comics, Eternity Comics, Fantagor Press, Fantasy General Gladstone Comics, Malibu Comics, Now Comics, Pied Piper Comics, Pyramid Comics, Quality Comics, Silver-Wolf Comics, Slave Labor Graphics, Showcase Publications, Solson Publications, Spotlight Comics e U.S. Comics[1]. La maggior parte di questi editori indipendenti è però destinata a chiudere in breve tempo ma la Dark Horse, grazie alla qualità delle sue pubblicazioni e ai titoli pubblicati su licenza riesce però a sopravvivere e a prosperare[1]. Riesce inoltre a diversificare la sua offerta arrivando a lanciare, nel suo primo anno di vita, nove nuovi titoli tra cui The American, The Mark, Trekker, e Black Cross[3]. Ma il personaggio più importante a debuttare in

Copertina della raccolta "Concrete - Profondità", di Paul Chadwick. Edizione italiana di Panini Comics

quell'anno è Concrete di Paul Chadwick[6]. Il personaggio nasce già su Dark Horse Comics n.1 (del 1986) per poi apparire in altre storie brevi all'interno della prima storica serie dell'editore[6]. Concrete è una creatura colossale e di materiale artificiale all'interno della quale viene impiantata, dagli alieni (per sbaglio), la mente di un essere umano di nome Ronald Lightgow[6]. In apparenza sembrano le origini di un supereroe uscite dalle pagine di un fumetto della Silver Age. L'autore però non crea una serie legata al genere ma sviluppa una storia dai toni realistici e che è funzionale ad affrontare tematiche di carattere esistenziale, politico e sessuale[6]. Capendone il potenziale Richardson ne pubblica una serie regolare dal titolo Concrete n.1 (del marzo 1987)[6]. La scelta è vincente, l'opera è acclamata dalla critica e guadagna 26 premi e nomination nei primi 2 anni dal suo debutto. Anche i lettori la premiano e arriva ad essere il fumetto più longevo all'interno del catalogo Dark Horse che nei decenni successivi ne pubblica diverse miniserie e storie brevi, mantenendo sempre in stampa le raccolte in Trade Paperback relative al materiale pubblicato[6]. Paul Chadwick riesce quindi con la sua opera a inserirsi nel filone del fumetto revisionista degli anni ottanta al pari di altre opere più celebrate di quel periodo quali Il ritorno del Cavaliere Oscuro di Frank Miller, Miracleman e Watchmen di Alan Moore[1][6]. Questo porterà autori affermati a vedere la nuova casa editrice indipendente come un punto di riferimento per produrre materiale alternativo e al di fuori delle logiche di mercato di due grandi editori come la Marvel Comics e la DC.

Il 1987 è un anno di difficoltà per gli editori indipendenti, la compagnia Glennwood Distributors, uno dei più importanti distributori di fumetti degli Stati Uniti è costretto a chiudere in quanto si ritrova i magazzini pieni di materiale invenduto, prevalentemente composto da indie-comics[6]. L'ottimismo sull'espansione del mercato indipendente, soprattutto dei nuovi piccoli editori e dei nuovi titoli in bianco e nero aveva portato a prenotare in eccesso fumetti che il circuito delle fumetterie non poteva più smaltire[6]. La Glennwood si ritrova priva di liquidità e non può più mantenere i pagamenti dei nuovi albi, la chiusura è rapida e inevitabile[6]. Visto l'interesse nascente verso gli anime alcune case editrici cominciano a tentare la distribuzione dei manga, ovviamente tradotti in inglese[6]. La First Comics pubblica con discreto successo Lone Wolf and Cub con nuove copertine di Frank Miller[6]. La Eclipse Comics distribuisce Mai The Psychic Girl (dal maggio 1987) e questo diverrà il primo manga la cui intera serie viene edita negli Stati Uniti[6]. La Dark Horse è tra le più attive a seguire il trend e Mike Richardson comincia a compiere diversi viaggi in Giappone arrivando ad assicurarsi un catalogo di manga tra i più ricchi e di successo[6]. Il primo titolo è Godzilla: Kings of the Monsters, scelto in quanto propone un personaggio iconico anche presso i lettori occidentali, a questo seguiranno Ghost in the shell (destinato a creare un franchise multi mediale molto popolare), la storico Astro Boy di Osamu Tezuka, Blade of Immortal, Gunsmith Cats di Sonoda, Trigun e riesce a portare Lone Wolf and Cub sotto l'egida della Dark Horse, dopo la chiusura della First Comics nel 1991[6]. Nel corso degli anni l'interesse e lo spazio dato ai fumetti del Sol Levante è destinato ad aumentare e la Dark Horse non si fa trovare impreparata, nasce anzi una linea editoriale apposita denominata "Dark Horse Manga". Richardson è fermamente convinto nella diversificazione per quanto riguarda generi e format da proporre ai lettori. Intuisce però che per resistere in un mercato dominato da personaggi iconici quali Batman e Superman (della DC) o Spider-Man e gli X-Men (della Marvel) servono personaggi che siano già ancorati nell'immaginario collettivo e che siano di conseguenza riconoscibili in un mercato fumettistico sempre più competitivo. Con questo obbiettivo punta a pubblicare fumetti tratti da franchise cinematografici di successo, optando quindi a realizzare fumetti su licenza[3]. Nel 1988 si assicura i diritti per pubblicare fumetti su Alien, personaggio che debuttò al cinema nel 1979 con l'omonimo film-cult di Ridley Scott. Quando la licenza è nelle mani della Dark Horse è da poco uscito il sequel Aliens di James Cameron ottenendo un clamoroso successo e mettendo le basi per il futuro "Alien Universe". Sfruttando la popolarità raggiunta dallo xenomorfo, Richardson decide di pubblicare una miniserie che è il diretto seguito del film di Cameron, ottenendo grandi consensi. L'opera è realizzata da Mark Verheiden e Mark A.Nelson. Sulla scia di questo successo si assicura anche i diritti su Predator, che debutta con successo al cinema nel 1987 con protagonista Arnold Schwarzenegger. Nel 1989 lo stesso Mark Verheiden firma la prima miniserie a fumetti dedicata al Predatore alieno, dal titolo Giungla di Cemento. Nel frattempo la casa editrice si è anche assicurata i diritti su Terminator e nel 1991 si aggiudica due dei più importanti franchise degli anni ottanta[7]. Il primo è Indiana Jones che debutta con la miniserie di 4 albi dal titolo Indiana Jones and the Fate of Atlantis (marzo 1991)[7]. Il secondo è Star Wars sul quale si decide di puntare sull'ambizioso progetto di realizzare una saga a fumetti che racconti quanto accaduto dopo la trilogia originale[3]. Si amplia quindi l'atteso (dai fan) universo espanso di Guerre Stellari in quanto i fumetti pubblicati sulla celebre creazione di George Lucas erano considerati canonici e realizzati in stretta collaborazione con la LucasArts[3]. In passato case editrici quali la Marvel e la DC avevano già pubblicato fumetti su licenza basati su franchise cinematografici, per sempio la Marvel ha detenuto i diritti sui fumetti di Star Wars tra la fine degli anni settanta e i primi anni novanta. A questi titoli però veniva data meno considerazione e spazio a livello di marketing che non per i personaggi di proprietà dei due grandi editori[3]. La Dark Horse decide invece di farne dei titoli di punta su cui impegnare i migliori team creativi, con lo scopo di proporre ai lettori delle storie di grande interesse e in stretta continuity con le saghe cinematografiche[3]. Tra queste la saga sequel che si colloca cronologicamente 6 anni dopo gli avvenimenti de Star Wars - Il Ritorno dello Jedi, ovvero Star Wars: Dark Empire (dicembre 1991) ottiene un tale successo che diviene l'opera a fumetti a ottenere più ristampe in tutta la storia della casa editrice[7]. Bisogna sottolineare che l'idea per Dark Empire era venuta a Tom Veitch e Cam Kennedy mentre lavoravano alla miniserie The Light and Darkness per la Epic Comics, opera di carattere fantascientifico su cui si sviluppano alcune tematiche che i due autori riadattano all'universo di Star Wars[7]. Fortunatamente per la Dark Horse il progetto viene bocciato dalla Marvel che non riteneva più di interesse una space opera quale Guerre Stellari il cui ultimo film era uscito 7 anni prima e di cui aveva definitivamente abbandonato i diritti nel 1988[7]. La scelta risulta sbagliata mentre la politica della Dark Horse risulta vincente e nell'arco dei primi anni novanta si vendono milioni di copie delle nuove serie dedicate ai personaggi sci-fi di George Lucas[3]. L'anno della definitiva consacrazione della Dark Horse diviene quindi il biennio 1990-1991, in quanto si afferma come editore leader nei fumetti pubblicati su licenza e realizza un'opera destinata a fare la storia del fumetto: il crossover tra i due fumetti su licenza della 20th Century Fox, dal titolo Alien vs. Predator[3]. Il successo è tale che genererà una tendenza del mercato (o "industry-trend") tra i più sfruttati del decennio[3]. Ormai la casa editrice di Richardson e Stradley è un soggetto editoriale da tenere in considerazione e questo convince la DC Comics a stringere una partnership con la Dark Horse per la creazione di ulteriori crossover tra i propri franchise, dando vita alle miniserie Batman versus Predator, Superman/Aliens e Joker/Mask, le quali riscuotono grande successo[3]. Conseguenza ancora più inaspettata e unica nel suo sviluppo è la produzione di un lungometraggio cinematografico quale Alien vs. Predator (del 2004) prodotto dalla 20th Century Fox e ispirato la fumetto Dark Horse a cui lo stesso studios di Hollywood aveva ceduto le licenze dei due personaggi. A cementare ulteriormente il ruolo di leader del fumetto indipendente, nel 1990 arriva a voler collaborare con la Dark Horse il pluripremiato Frank Miller[3], autore all'apice della celebrità grazie ad opere quali Il ritorno del cavaliere oscuro, Batman: Year One, il suo ciclo su Daredevil tra cui Born Again con David Mazzucchelli, Elektra: Assassin con Bill Sienkiewicz e Elektra Lives Again, quest'ultime due per la Epic Comics (etichetta per lettori adulti della Marvel). Con la sua nuova casa editrice pubblica la miniserie Give me liberty (con Dave Gibbons) e Hard Boiled (con Geof Darrow). Il loro successo spinge altri autori e artisti che si sono affermati nel decennio precedente con le Big-Two (il duopolio DC/Marvel) a passare ad un indie-publisher quale la Dark Horse. Protagonisti di questa svolta epocale (per la storia dei comic) sono: Mike Mignola, Walt Simonson, Arthur Adams e Chris Claremont[3]. Il 1990 segna quindi un punto di svolta e apre una concreta possibilità di dare all'editoria indipendente una visibilità mia avuta prima attirando i grandi talenti del mondo dei fumetti che possono così realizzare opere creator-owned su cui hanno pieno controllo e libertà creativa. Questo passo serve crea nuove prospettive editoriale e la nascita di case editrici indipendenti pronte a sfidare e resistere di fronte al duopolio DC/Marvel, tra queste le più longeve e ancora attive sono la Valiant Comics e Image Comics.

Nel 1991 Frank Miller pubblica una delle sue opere seminali e tra le più importanti pubblicate dalla Dark Horse nell'intero decennio[7]. Si tratta di Sin City, una saga crime noir disegnata in bianco e nero con uno stile segnato da forti contrasti, che cerca di trasmettere sulle pagine dei fumetti i toni e le atmosfere dei romanzi hard boiled, di cui l'autore è sempre stato appassionato[7]. Era dagli anni settanta che Miller voleva realizzare una storia di questo tipo <<con personaggi con motivazioni che fuoriescono da quanto si legge di norma nei fumetti>>, come afferma lui stesso[7]. La chance di pubblicarla arriva grazie alla politica della Dark Horse e l'opera fa la sua prima apparizione in "Dark Horse Presents Fifth Anniversary" (aprile 1991) per poi proseguire su "Dark Horse Presents" nn.52-61[7]. Nel 1992 viene raccolta in un volume cartonato che si aggiudica l'Eisner Award come miglior graphic novel composta da fumetti già pubblicati serialmente[7]. A questo primo arco narrativo seguiranno diverse miniserie e graphic novel nel corso di tutto il decennio[7]. Negli anni duemila il regista Robert Rodriguez ne realizzerà due film cinematografici (basati sulle due prime raccolte) in stretta collaborazione con Miller.

Espansione e Nuovi Imprint (1992-1997)[modifica | modifica wikitesto]

Visto il grande successo dei fumetti su licenza, Richardson decide di fondare nel 1992 la casa di produzione Dark Horse Entertainment, Inc. con lo scopo di trarre film e serie tv dai lavori originali della Dark Horse. La sede trova la sua collocazione all'interno degli studios della Twentieth Century Fox attraverso un accordo con Larry Gordon e "Largo Entertainment"[3]. In meno di tre anni dalla fondazione arriva a produrre 4 film, due dei quali, Timecop - Indagine dal futuro e The Mask - Da zero a mito, debuttano al primo posto nel box office[3]. Dal 1992 ad oggi la Dark Horse Entertainment ha realizzato oltre trenta produzioni tra film, serie televisive, documentari, serie e lungometraggi d'animazione[8]. Non tutti i progetti si basano su fumetti della Dark Horse Comics ma Richardson ha scelto di collaborare (nel corso degli anni) nella produzione di opere per diversi network televisivi (tra cui Syfy), piattaforme in streaming (tra cui Netflix), e grandi studios quali la Warner Brothers Entertainment[8]. Nel 1992 continua l'acquisizione di licenze di franchise cinematografici e, per la prima volta per la casa editrice, si decide di optare per un fedele adattamento di un lungometraggio[9]. La scelta ricade su Army of Darkness di Sam Raimi, terzo capitolo della trilogia cinematografica di Evil Dead con protagonista Bruce Campbell nei panni dell'iconico Ash Williams[9]. L'adattamento vede ai testi e ai disegni John Bolton fautore di un'opera che pone le basi, a livello fumettistico, per lo sviluppo di un universo espanso della saga Horror di Sam Raimi, denominato "Army of Darkness Universe"[9]. In seguito alla tiepida accoglienza del terzo film del franchise gli studios perdono l'interesse nel realizzare un quarto capitolo ma il personaggio di Ash e la mitologia che circonda la trilogia sopravvive grazie alle continue serie e miniserie a fumetti che escono nei decenni successivi, pubblicate dalla Dynamite Entertainment[9]. Anche se la Dark Horse ha rinunciato ai diritti dopo l'adattamento di Bolton si ritiene che la scelta vincente di puntare su Army of Darkness come possibile franchise di successo nei comic ha mantenuto vivo l'interesse intorno all'opera alimentando la fanbase[9]. Difatti nel 2013 Raimi è riuscito a produrre un reboot cinematografico ispirato ai primi due film e nel 2015 il canale Starz ha realizzato una serie televisiva con Bruce Campbell, sequel di Army of Darkness, intitolata Ash vs Evil Dead[9].

Nel 1993 viene fondata una nuova società, la Things From Another World, Inc. (dal nome della prima fumetteria di proprietà di Richardson) allo scopo di favorire la vendita al dettaglio dei prodotti Dark Horse. Quell'anno il mercato fumettistico conosce un'espansione senza precedenti che porta gli introiti totali dei fumetti venduti a passare dai 500 milioni di dollari (circa) del 1992 ad oltre 800 milioni di dollari[10]. Gran parte di questo aumento è dovuto all'enorme successo della Image Comics e del nuovo Valiant Universe proposto dalla casa editrice fondata da Jim Shooter nel 1989[10]. Entrambe puntano fortemente sul genere supereroistico e Shooter (ex editor-in-chief) della Marvel, vuole creare un universo coeso e con una rigida continuity che possa rivaleggiare (e anche superare) l'universo Marvel o DC[10]. Richardson si accorge che la Dark Horse non ha finora puntato su un genere quale quello dei supereroi che risulta essere ancora dominante nel mercato USA. Per questo lancia un ambizioso ed aggressivo progetto creando l'imprint Comics' Greatest World[10]. Il direttore creativo Randy Strandley, convinto che il mercato possa assorbire altri titoli legati al genere supereroistico, tra giugno e settembre del 1993 lancia sedici nuovi titoli[10]. Si tratta di albi unici con un prezzo promozionale di 1$ (un dollaro), più basso rispetto alla media di mercato (1.99$) e che servono da introduzione ai personaggi e alle città fittizie di quello che dovrà essere l'Universo supereroistico della Dark Horse[10]. A giugno escono 4 titoli ambientati nella città "Arcadia", con ai testi Jerry Prosser: "X" (disegni di Chris Warner e Timothy Brad Street), "Pit Bulls" (disegni di Joe Phillips e John Dell III), Ghost (disegni di Adam Hughes e Mark Farmer), "Monster" (disegni di Derek Thompson e Ande Parks)[10]. A Luglio Barbara Kesel scrive le storie di quattro titoli ambientati nell'utopica "Golden City", contesto completamente diverso da quello di "Arcadia" dove invece dominano il crimine, la decadenza e la corruzione[10]. Gli albi di Golden City sono: "Rebel", "Mecha", "Titan" e "Catalyst: Agents of Change"[10]. Ad Agosto escono i titoli ambientati in Steel Harbor, scritti da Chris Warner[10]. Si tratta di storie che per presentano eroi estremi e dinamiche scene d'azione che le avvicinano al materiale pubblicato dalla Image. Gli albi sono: Barb Wire (disegni di Paul Gulacy), "The Machine", "Wolf Gang" (disegni di Lee Weeks) e "Motorhead"[10]. I quattro titoli di settembre ci portano nel futuristico mondo di "Cinnabar Flats", per i testi di Randy Stradley[10]. Gli albi sono "Division 13", "Hero Zero", "King Tiger" ( i cui disegni sono affidati al pluripremiato autore di Concrete, ovvero Paul Chadwick, coadiuvato da Jimmy Palmiotti), e infine "Out of Vortex"[10]. Ognuno dei sedici titoli presenta un prologo di una pagina scritta dal Presidente Mike Richardson e disegnata da Lee Weeks[10].

Nel 1993, oltre al lancio di Comics' Greatest World, viene inaugurato un altro imprint denominato Legend, il cui scopo è quello di pubblicare il materiale creator-owned edito dalla casa editrice[11]. Inizialmente il progetto doveva chiamarsi Dinosaur e presentare opere originali di 12 celebri autori ma alcuni di questi decidono di passare alla Malibu Comics dove fondano la Bravura[10]. La nascita della futura Legend è perè fortemente voluta da Frank Miller che riesce a stipulare quella che chiama <<una alleanza di artisti>>, proclamatosi i "Magnifici Sette", come lo erano stati l'anno prima i sette fondatori della Image Comics[11]. Miller sostiene che la nuova etichetta è formata da autori che condividono la stessa prospettiva e visione di come si devono creare fumetti e <<se ti piace una delle loro opere, allora ti piaceranno anche quelle degli altri>>[11]. I primi due albi Dark Horse a portare il logo Legend sono John Byrne's Next Men n. 19 (ottobre 1993) e A Dame To kill for n.1 (novembre 1993) la seconda miniserie di Sin City (di Miller)[11]. Nel 1994 la maggior parte del materiale pubblicato è ad opera di Miller e Byrne[11]. Quest'ultimo pubblica Babe and Danger Unlimited, miniserie di fantascienza con cui vuole riprendere le atmosfere del suo celebre ciclo di storie sui Fantastici Quattro[11]. Miller realizza The Big Fat Kill, terza miniserie su Sin City e il sequel Give Me Liberty, sempre con protagonista Martha Washington e ai disegni Dave Gibbons. Paul Chadwick pubblica Killer Smile con protagonista Concrete e Mike Allred realizza la serie Madman Comics[11]. Ma l'entrata più importante e longeva non solo per l'imprint Legend ma per la stessa Dark Horse è la miniserie Hellboy: Seed of Destruction[11]. Il personaggio di Hellboy era già apparso in una storia breve su Next Men n.21 (dicembre 1993) e lo stesso Mignola non crede particolarmente nel futuro editoriale della sua creazione. Pensa che la stessa miniserie Seed of Destruction sia destinata ad essere l'unica dedicata al personaggio[11]. La realtà è però diversa e il successo del personaggio è tale che la sua popolarità continuerà a crescere negli anni novanta e duemila (sopravvivendo alla chiusura della stessa Legend) e darà origine a svariate serie e miniserie spin-off e sequel che danno vita a quello che è il Mignolaverse[11]. Si tratta di un universo coeso e con albi in continuity, che mischia il genere horror, quello d'avventura, l'archeologia esoterica e i fumetti di ambientazione storica. Ancora oggi risulta essere l'universo fumettistico originale più longevo che la Dark Horse abbia mai pubblicato. Dai fumetti di Hellboy sono stati tratti tre film cinematografici tra il 2004 e il 2019, di cui i primi due diretti dal regista premino Oscar Guillermo del Toro. Oltre a quelli citati, si sono uniti all'imprint altri grandi autori quali Art Adams, Eric Powell e Geof Darrow.

A partire dal 1996 anche la Dark Horse subisce il forte impatto dovuto al collasso del mercato fumettistico, dopo che i record di vendite stabilito tra il 1992 e il 1993 aveva tratto in inganno sia gli editori che i distributori[12]. I primi a subirne le conseguenze sono però i comic shop che vanno incontro a una valanga di chiusure che li porta dall'essere 9200 nel 1993 (in attività negli Stati Uniti) a poco più di 4000 nel 1995[13]. Il secondo più grande distributore di fumetti, la "Capital City Distribution", affronta difficoltà finanziarie tali da non riuscire più a stare sul mercato e viene comprata nel 1996 dalla rivale Diamond Comic Distributors[12]. Questa monopolizza da allora il mercato dei fumetti in Nord America quale distributore unico[12]. Nel 1996 per la storica Marvel Comics si apre un "Chapter 11" (ovvero dichiara bancarotta)[12]. Anche per la Dark Horse finisce il periodo di espansione e si trova costretta a chiudere la sua ambiziosa linea editoriale di supereroi Comics' Greatest World e la stessa Legend cessa di esistere nel 1998, segnando un punto di svolta per la casa editrice. Ora deve rivedere le sue priorità e cercare di trovare un assetto editoriale che le permetta di affrontare la seconda metà degli anni novanta.

Riassetto editoriale (1998-2011)[modifica | modifica wikitesto]

A partire dal 1998 la Dark Horse comincia a cercare nuove opportunità per aumentare gli introiti e affrontare un mercato fumettistico profondamente mutato negli ultimi 3 anni[3]. Decide quindi di fondare la Dark Horse Deluxe, una line di merchandise che include giocattoli, kit di montaggio, oggettistica da collezione e abbigliamento[3]. Si tratta di prodotti che vengono distribuiti in esclusiva dalla casa editrice e non necessariamente diretti ad appassionati di fumetti. Il progetto risulta da subito vincente e si registrano buone vendite grazie alla linea di giocattoli da collezione di Tim Burton, la Tragic Toys For Boys and Girls[3]. Negli anni a seguire arrivano i successi riportati grazie al merchandise ispirato al film Serenity di Joss Whedon, sequel della serie sci-fi di culto Firefly (del 2002) e ai merchandise ispirati a video-game di grande successo quali Mass Effect[3]. Uno degli anni di maggior successo per la Dark Horse Deluxe è però il 2012 con la linea delle Troll Dolls e gli oggetti da collezione tratti dalla celebre serie televisiva della HBO Il Trono di Spade, a sua volta basata sulla saga fantasy narrata nei romanzi Games of Thrones di George R.R. Martin[3]. Volendo inoltre diversificare l'offerta delle opere a fumetti, nel 1999 la Dark Horse guarda anche al mercato italiano e stringe un accordo con la Sergio Bonelli Editore pubblicando la versione statunitense di alcuni numeri di Martin Mystère[14], Nathan Never[15] e Dylan Dog.[16]

Nel 2004 viene creato un imprint dedicato alla narrativa, con lo scopo di far conoscere il marchio Dark Horse anche nelle librerie e a coloro che abitualmente non leggono fumetti[3]. Le prime opere pubblicate sono Shangai Diaries di Ursula Bacon e la serie di raccolte The Playboy Interviews[3]. I successi arrivano con Lovecraft Unbound e Mogworld di Ben "Yahtzee" Croshaw[3].

Nel 2007 punta ad espandere i titoli pubblicati su licenza e riesce ancora una volta a rivoluzionare il settore scegliendo di lanciare la serie Buffy The Vampire Slayer Season 8[3]. Il fumetto si presenta come il diretto seguito della celebre serie televisiva Buffy l'ammazzavampiri, terminata dopo 7 stagioni nel 2003 ma che può ancora contare su una numerosa fanbase. Il fumetto è in continuity con gli eventi accaduti nella settima stagione della serie tv, potendo contare sulla supervisione e apporto creativo di Joss Whedon, creatore della serie originale[3]. Per le storie vengono coinvolti autori della serie televisiva quali Jane Espenson e Drew Goddard[3]. A questi si aggiunge anche lo scrittore best-seller Brad Meltzer[3]. Il fumetto riscuote un enorme successo, il primo albo vende oltre 100 mila copie riportando la Dark Horse ai vertici delle classifiche di vendita[3]. La nuova serie serve poi come punto di partenza per costruire un universo fumettistico che si espande intorno ai personaggi e alle storie sia di Buffy che della serie tv spin-off Angel, creando il "Whedonverse". Nello stesso anno viene data fiducia alla storia creata dal cantante dei My Chemical Romance Gerard Way che in collaborazione con Gabriel Ba realizza la miniserie a fumetti The Umbrella Accademy - La Suite dell'Apocalisse[3]. La serie diviene un fumetto di culto cui fanno seguito due miniserie e nel 2019 Netflix ne distribuisce un adattamento in serie televisiva[17]. Ottiene un notevole successo, nel primo mese dal debutto (il 15 febbraio) viene vista da 45 milioni di abbonati e nella prima settimana diviene lo show trasmesso in digitale più visto negli Stati Uniti[17]. Nel 2008 i fumetti di Mike Mignola ottengono una notevole attenzione mediatica con l'uscita del film Hellboy: The Golden Army (sequel di Hellboy di Guillermo del Toro che ottiene grandi apprezzamenti da parte della critica e del pubblico, debuttando al primo posto nel box office[3]. Questo spinge la Dark Horse ad espandere ulteriormente i fumetti legati alle storie e ai personaggi facenti parti del "Mignolaverse". Continua inoltre l'acquisizione di nuove licenze stipulando una partnership con la compagnia "BioWare" ottenendo la possibilità di pubblicare fumetti sul video game Mass Effect[3]. Le storie sono canoniche a quanto succede nel popolare videogioco, ai testi collabora la stesso Marc Walters (co-ideatore della saga videoludica) per garantire la fedeltà alle atmosfere, personaggi e sviluppi del contesto narrativo[3].

Il 2011 è l'anno del venticinquesimo anniversario della fondazione della casa editrice. Per celebrarlo viene rilanciata la storica serie antologica Dark Horse Presents in un nuovo formato con 80 pagine[3]. La serie originale si era conclusa nel 2000 con il n.156 e aveva dato modo di presentare ai lettori sia autori già affermati che possibili nuovi protagonisti del panorama fumettistico[5]. Inoltre sia aveva l'opportunità di proporre ai lettori storie di nuovi personaggi che si affiancavano a quelle di character ormai celebri, creando quindi un comic book che poteva offrire concept innovativi e sperimentali abbinati a quelli di storie più classiche[5]. La stessa filosofia viene mantenuta con la seconda serie (o "Volume 2") che debutta ad aprile 2011 e viene pubblicata fino al maggio 2014 per un totale di 36 albi[18], aggiudicandosi anche l'Eisner Award come Miglior Serie Antologica nel 2012[3]. Il primo albo vede il ritorno dello storico personaggio "Concrete" di Paul Chadwick, la storia "Blood" dell'acclamato artista Neal Adams, "Marked Man" di Howard Chaykin, "Murky World" di Richard Corben, una storia spin-off di Crimson Empire del franchise di Guerre Stellari e un prologo a Xerses, attesa miniserie in cinque parti di Frank Miller, prequel e sidequel[19] di 300[18]. L'opera prenderà come titolo definitivo Xerses: The Fall of House of Darius and the Rise of Alexander e subirà notevoli ritardi nella realizzazione. Nello stesso anno viene commercializzata un app dove è possibile scaricare centinaia di fumetti Dark Horse, inizialmente tramite iTunes e lo store ufficiale "Dark Horse Digital"[3].

Seconda fase di espansione (dal 2012)[modifica | modifica wikitesto]

Il 2012 segna l'inizio di una nuova fase di espansione e successi editoriali per la casa editrice. La Dark Horse torna ad essere per il mercato il principale editore per quanto riguarda i fumetti pubblicati su licenza[3], primato che gli viene conteso da IDW Publishing. Quest'ultima può vantare una linea editoriale composta da serie legate al franchise dei Transformers, G.I.Joe, Star Trek, la trilogia di Ritorno al futuro di Robert Zemeckis, Ghostbusters, le Tartarughe Ninja e altri ancora. La Dark Horse riesce però ad aggiudicarsi la trasposizione a fumetti di Avatar: The Last Airbender (sequel della serie d'animazione Avatar - La leggenda di Aang) e ottiene un grande successo che lo porta a raggiungere il primo posto nella classifica dei best-seller stilata dal New York Times[3]. Debutta inoltre con ottime vendite la nuova serie di Conan (Conan The Barbarian), che riparte dal numero 1 e vede ai testi Brian Wood[3], reduce da titoli molto apprezzati dalla critica come Northlanders e DMZ pubblicati per la Vertigo (etichetta della DC Comics). Continua inoltre il successo dei fumetti ispirati al videogioco Mass Effect, il cui libro The Art of Mass Effect ottiene un grande riscontro sebbene non presenti nuove avventure ma sia un volume informativo e illustrato sullo sviluppo del gioco, il design dei personaggi e delle ambientazioni, con varie nozioni e curiosità[3]. Oltre all'aumento della tiratura dei fumetti stampati aumenta anche la richiesta di quelli digitali tramite la "Dark Horse Digital" le cui proposte si trovano ora anche su Nook, Kobo eReader e i Kindle Tablet[3]. Inoltre viene commercializzata un Android App (valutata 4 stelle). Il 2012 è anche un anno record di vendite per il merchandise della linea "Dark Horse Deluxe"[3]. Sul versante fumettistico il 2012 vede la pubblicazione di numerosi titoli creator-owned di successo tra i quali The Massive di Brian Wood, di Victories di Michael Brian Oeming, e Hellboy in Hell di Mike Mignola[3], storia che viene presentata come atto finale della tormentata esistenza di HellBoy.

La nuova fase espansionistica della Dark Horse prende definitivamente il lancio nel gennaio del 2013, uno dei mesi record di vendite dell'intera storia della casa editrice[3]. Questo è dovuto alla pubblicazione della serie su Star Wars scritta da Brian Wood, autore fondamentale per la Dark Horse in questa fase di crescita, e per l'uscita di un altro fumetto su licenza quale The Legend of Zelda: Hyrule Historia, basato sue celebri videogiochi di The Legend of Zelda della Nintendo Entertainment System[3]. Il primo albo della serie risulta essere uno dei più venduti nella storia dell'editore indipendente di Milwaukie[3]. Mike Richardson decide di puntare fortemente sui fumetti pubblicati su licenza perché possono contare su un grosso seguito cross-mediatico[3]. D'altra parte, fin dagli albori della sua casa editrice, aveva intuito la necessità per un editore indipendente di pubblicare fumetti con personaggi già popolari grazie ad altri media come cinema, televisione e videogiochi, tradizione iniziata nel 1988 con l'acquisizione dei diritti del franchise su Alien[3]. Il 2014 viene incentrato proprio su questo tipo di proposte editoriali tra cui si distingue una serie su Tomb Raider, Serenity: Leaves of the Wind, Buffy The Vampire Slayer - Season 10 e lo spin-off Angel & Faith[3]. A queste si aggiunge una serie basata sul primo script di George Lucas per Guerre Stellari (poi drasticamente modificato) il cui titolo era The Star Wars[3]. Ma il più grande successo dell'anno si rivela essere Avatar: The Last Airbender, giunto al suo terzo volume e ancora una volta al primo posto tra i New York Times best-seller[3]. Nel 2015 il titolo best-seller è il sequel ufficiale a fumetti del cult-movie Fight Club (del 1999), realizzato dallo stesso autore dell'omonimo romanzo Chuck Palahniuk[3]. Questi ha modo di espandere il mondo caotico e visionario da lui creato e il consenso ottenuto dai lettori porterà ad un terzo capitolo a fumetti intitolato "Fight Club 3"[3]. Continua inoltre l'ampliamento della sezione dedicata agli Art Book e il 2015 segna alcune delle vendite migliori per questa linea con i volumi The World of Witcher e The Art of He-Man and the Masters of the Universe[3]. Continua la proposta di opere creator-owned con Lady Killer di Joelle Jones mentre Brian Wood continua la sua prolifica collaborazione con la Dark Horse col fumetto di ambientazione storica Rebels, la cui trama si svolge durante la Guerra d'Indipendenza Americana[3]. Vengono lanciate inoltre diverse graphic novel d'autore (con la linea Dark Horse Originals) quali: Two Brothers di Gabriel Ba e Fabio Moon, The New Deal di Jonathan Case e Nanjing: The Burning City di Ethan Young[3]. Visto l'aumento dei lettori di manga, Dark Horse cerca di rinnovare e riorganizzare questa proficua sezione editoriale con nuove proposte e una prestigiosa collana come la Manga Omnibus Edition che ripropone opere storiche in un formato nuovo, spesso cartonato e con pagine di maggiori dimensioni rispetto alla pubblicazione originale. La proposta è vincente e nel 2016 "Blade The Immortal Omnibus" Vol.1 è un best-seller per l'editore[3].

Tra il 2014 e il 2019 la Dark Horse perde la licenza per la pubblicazione di importanti franchise. I più celebri sono quelli di Star Wars (dal 2014) e Conan il Barbaro (dal 2018), entrambi passano alla Marvel Comics. Da questi vengono tratte serie di successo soprattutto per quanto riguarda la serie Star Wars (Vol.2), pubblicata tra il 2015 e il 2019 e il cui primo albo diviene uno dei più venduti in assoluto degli anni post duemila con oltre un milione di copie vendute[20]. Nel 2018 anche il Whedonverse lascia la Dark Horse e passa ai Boom!Studios, che distribuiscono serie regolari su Buffy The Vampire Slayer e Angel[21], e la fantascientifica Firefly[22]. Nel 2019 un titolo storico quale Usagi Yojimbo di Stan Sekai che passa alla rivale IDW Publishing principale rivale nella conquista del quarto posto tra i maggior editori di fumetti statunitensi[20]. La reazione della Dark Horse è immediata, oltre a cercare nuove licenze, punta fortemente sull'universo fantascientifico degli alieni della 20th Century Fox cercando di dare una maggiore coesione narrativa tra i brand Aliens, Alien vs Predator, Predator e Prometheus[23]. Tra il 2014 e il 2015 viene pubblicata la saga in 17 parti Fire and Stone, che vede collaborare diversi autori e artisti per formare un unico arazzo narrativo in cui si inseriscono gli xenomorfi, gli Yautja e gli Ingegneri, a cui si aggiungono i Terrestri[23]. Visto il buon riscontro ottenuto nel 2016 viene pubblicato un progetto simile, diviso in 14 parti, e intitolato Life and Death. Queste due saghe-evento mettono le basi per il lancio di diverse nuove miniserie sui personaggi di quello che viene denominato "Alien Universe"[23]. Il primo titolo a inaugurare il nuovo ciclo di storie è Aliens: Defiance, limited-series in 12 parti pubblicata tra il 2016 e il 2017. Ai testi troviamo Brian Wood che inserisce cronologicamente la storia tra Alien di Ridley Scott e Aliens Di James Cameron[24]. Qui ha modo di creare un personaggio quale il marine coloniale Zula Hendricks la cui vicenda personale e il suo scontro con gli xenomorfi appassiona i lettori e di conseguenza gli viene dato ampio spazio in diverse miniserie successive, sequel di Defiance e i cui testi sono affidati allo stesso Wood[25]. In questa miniserie compare inoltre un altro personaggio caro ai fan della saga quale Amanda Ripley, figlia di Ellen Ripley (l'eroina interpretata da Sigourney Weaver), e comparsa per la prima volta nel video game Alien:Isolation della SEGA[24]. Anche Amanda tornerà ripetutamente nei fumetti Dark Horse. Infatti lei e Zula Hendricks arrivano a combattere insieme gli xenomorfi in Aliens: Resistance, dove salvano il colono terrestre Alec Brand, destinato a divenire un marine d'elite del "Corpo Coloniale"[25]. Questi tre personaggi si ritroveranno poi uniti in Aliens: Rescue (del 2019), storia che chiude cronologicamente la trilogia di Wood iniziata con Defiance nel 2016[26].

Tra il 2017 e il 2019 si cerca di allargare la base dei lettori spingendo le opere di autori già popolari tra i lettori o attraverso accordi e progetti cross-mediali. Si da infatti sempre più spazio a Jeff Lemire e al suo universo supereroistico le cui basi sono poste nella serie Black Hammer (premiata agli Eisner) dalla quale sono tratte diverse opere spin-off, sequel e prequel[3]. Il tutto forma un universo narrativo denominato Black Hammer Universe (talvolta chiamato "Lemire Universe"). Altro nome di richiamo è quello della storica editor Karen Berger, fondatrice della Vertigo Comics (nel 1993) per la DC. Con il suo contributo viene creata la Berger Books, una nuova etichetta per fumetti creator-owned, graphic novel, e nuove edizioni di opere di particolare interesse già pubblicate in passato[27]. La Berger sostiene di voler pubblicare fumetti che spaziano diversi generi e raccontano di temi e personaggi che si possono relazionare ai tempi in cui viviamo[27]. Il debutto avviene il 31 gennaio 2018 con la miniserie Kitchen Knighmares! - Hungry Ghosts scritta dal celebre autore, chef e pluripremiata star televisiva Anthony Bourdain, coadiuvato dalla scrittrice Joel Rose[27]. I disegni sono affidati ad Alberto Ponticelli e Vanessa Del Rey[27]. Continua l'espansione della linea di Art Book con nuovi titoli quali The Art of Overwatch, The Legend of Zelda: Art and Artifacts e The Art of Rick and Morty, sul popolare cartone animato trasmesso da Adult Swim (in Italia su Netflix). A questi si aggiunge nel 2019 l'atteso The Art of Super Mario Odissey, volume cartonato con immagini, concepts, personaggi e fasi di sviluppo del video gioco Super Mario Odyssey, il nuovo capitolo (del 2017) sulle avventure dell'iconico personaggio Nintendo[28].

A livello cross-mediale vi sono diverse iniziative. Nell'ottobre 2018 crea una partnership globale con Vanguard Visionary Associates; secondo la casa editrice questo accordo permetterà lo sviluppo di nuovo materiale basato sui fumetti pubblicati e l'acquisto di diritti per la produzione televisiva e cinematografica.[29] Inizia inoltre un accordo con Netflix per la quale la Dark Horse pubblica fumetti legati alla popolare serie TV Stranger Things e a sua volta la piattaforma streaming acquisisce i diritti per la trasposizione della serie The Umbrella Accademy[3]. La prima stagione (uscita nel 2019) adatta la prima miniserie "La Suite dell'Apocalisse" mentre la seconda (in uscita nel 2020) adatterà il secondo ciclo narrativo, ovvero Dallas. Nel frattempo i due autori Gerard Way e Fabio Moon sull'opera che gli ha valso premi quali l'Eisner, l'Harvey, e lo YALSA Award, per realizzarne un terzo capitolo dal titolo The Umbrella Accademy: Hotel Oblivion, pubblicato tra il 2018 e il 2019[3].

Titoli pubblicati dalla Dark Horse[modifica | modifica wikitesto]

Serie originali[modifica | modifica wikitesto]

Collana Buffy the Vampire Slayer[modifica | modifica wikitesto]

Paperback[modifica | modifica wikitesto]

  1. Il valzer della polvere (Dust Waltz)
  2. Le origini (The Origin)
  3. L'ultimo raggio di Sole (Remaining Sunlight)
  4. Ospiti inattesi (Uninvited Guests)
  5. Cattivo sangue (Bad Blood)
  6. Angel: Il Divoratore (Angel: the Hollower)
  7. Demoni da schianto (Crash Test Demons)
  8. L'anello di fuoco (Ring of Fire)
  9. Pallidi riflessi (Pale Reflections)
  10. Il sangue di Cartagine (The Blood of Carthage)
  11. Catena alimentare (Food Chain)
  12. Spike & Dru
  13. Vite passate (Past Lives, crossover tra Buffy e Angel)
  14. D'autunno (Autumnal)
  15. Out of the Woodwork
  16. Oz
  17. False memorie (False Memories)
  18. I racconti delle cacciatrici (Tales of the Slayers)
  19. Ugly little monsters
  20. Haunted
  21. La morte di Buffy (The Death of Buffy)
  22. Note dal sottosuolo (Notes from the underground)
  23. Willow & Tara
  24. Viva Las Buffy!
  25. Play with fire
  26. Cacciatrice interrotta (Slayer Interrupted)
  27. Un paletto nel cuore (A Stake to the Heart)
  28. I racconti dei vampiri (Tales of the Vampires)

One-shot[modifica | modifica wikitesto]

Collana Angel[modifica | modifica wikitesto]

  1. Surrogati (Surrogates)
  2. Possessioni terrene (Earthly Possession)
  3. Terreno di caccia (Hunting Ground)
  4. Autumnal
  5. Past Lives (Buffy/Angel crossover)
  6. Strani compagni di letto (Strange Bedfellows)
  7. Long Night's Journey

Altre pubblicazioni sotto licenza[modifica | modifica wikitesto]

Manga[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f g h i Jason Sacks, in "Chapter Seven: 1986", in The 1980s,  pp.152-185
  2. ^ a b Rich Johnston, in "The Top 100 Power List of Comic Books", in Bleeding Cool n.20,  pp.53-87
  3. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v w x y z aa ab ac ad ae af ag ah ai aj ak al am an ao ap aq ar as at au av aw ax ay az ba bb bc bd be bf bg bh bi bj bk bl (EN) Dark Horse Comics' History, su darkhorse.com. URL consultato il 3 agosto 2019.
  4. ^ a b c Previews n.289, Creator Profile: Mike Richardson, Diamond Comic Distributors, Timonium MD, ottobre 2012, p.30
  5. ^ a b c AA.VV. (testi e disegni), Dark Horse Presents nn.1-156, Dark Horse Comics, Milwaukie(Oregon), luglio 1986 - settembre 2000
  6. ^ a b c d e f g h i j k l m n o Jim Beard, in "Chapter Eight: 1987", in The 1980s,  pp.186-215
  7. ^ a b c d e f g h i j k Jason Sacks, in "Chapter Two: 1991", in The 1990s,  pp.34-55
  8. ^ a b (EN) Dark Horse Entertainment (sito ufficiale), su dhentertainment.com. URL consultato il 15 agosto 2019.
  9. ^ a b c d e f Octavio Karbank, in "Resurrecting The Evil Dead", in Bleeding Cool n.20,  pp.112-116
  10. ^ a b c d e f g h i j k l m n o Jason Sacks, in "Chapter Four: 1993", in The 1990s,  pp.90-127
  11. ^ a b c d e f g h i j Jason Sacks, in "Chapter Five: 1994", in The 1990s,  pp.128-164
  12. ^ a b c d Jason Sacks, in "Chapter Seven: 1996", in The 1990s,  pp.194-221
  13. ^ Jason Sacks, in "Chapter Six: 1995", in The 1990s,  pp.164-193
  14. ^ Scheda di uBC fumetti del primo numero USA di Martin Mystère
  15. ^ Scheda di uBC fumetti del primo numero USA di Nathan Never, su ubcfumetti.com.
  16. ^ Scheda di uBC fumetti del primo numero USA di Dylan Dog, su ubcfumetti.com.
  17. ^ a b (EN) Umbrella Academy Hits 45 million views. URL consultato il 25 agosto 2019.
  18. ^ a b AA.VV. (testi e disegni), Dark Horse Presents (Vol.2) nn.1-36, Dark Horse Comics, Milwaukie(Oregon), aprile 2011 - maggio 2014
  19. ^ "sidequel" indica un'opera che si sovrappone a livello temporale con le vicende narrate nell'opera principale o di riferimento
  20. ^ a b (EN) 2015 Comic Book Sales to Comics Shops, su comichron.com. URL consultato il 4 settembre 2019.
  21. ^ Previews n.369, Diamond Comic Distributors, Hunt Valley MD, giugno 2019, pp.206-209
  22. ^ Previews n.360, Diamond Comics Distributors, Hunt Valley MD, settembre 2018
  23. ^ a b c Francesco Tedeschi, in "Aliens Universe", in Aliens n.1, SaldaPress, Reggio Emilia, aprile 2017, pp.47-48
  24. ^ a b "Figli e Ordini Particolari", in Aliens n.1, SaldaPress, Reggio Emilia, aprile 2017, terza di copertina
  25. ^ a b Previews n.366, Diamond Comic Distributors, Hunt Valley MD, marzo 2019, pp.106-107
  26. ^ Previews n.371, Diamond Comic Distributors, Hunt Valley MD, agosto 2019, p.120
  27. ^ a b c d Karen Berger, in "Where comics are now", in Previews n.350,  pp.38-39
  28. ^ Previews n.369, Diamond Comic Distributors, Hunt Valley MD, giugno 2019, p.105
  29. ^ Dark Horse crea partnership con la cinese Vanguard Visionary | Lo Spazio Bianco, in Lo Spazio Bianco, 29 ottobre 2018. URL consultato il 30 ottobre 2018.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) AA.VV., Bleeding Cool Magazine Issue #20, Rantoul (Illinois), Avatar Press, Inc., 2016.
  • (EN) AA.VV., Previews n.350, Hunt Valley MD, Diamond Comic Distributors, 2017.
  • (EN) Beard Jim, Dallas Keith, Dykema Dave, McCoy Paul Brian, Sacks Jason, American Comic Book Chronicles: The 1980s, Raleigh (North Carolina), TwoMorrows Publishing, 2013.
  • (EN) Sacks Jason, American Comic Book Chronicles: The 1990s, Raleigh (North Carolina), TwoMorrows Publishing, 2018.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]