LucasArts

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LucasArts
Logo
Stato Stati Uniti Stati Uniti
Tipo Azienda privata
Fondazione maggio 1982 come LucasFilm Games
1990 come LucasArts
Chiusura aprile 2013
Sede principale Stati Uniti San Francisco, CA, Stati Uniti
Gruppo LucasFilm (con la sua controllata Disney)
Persone chiave George Lucas (Chairman)
Paul Meegan (President)[1]
Settore videogiochi
Prodotti
Dipendenti Oltre 350[2]
Sito web www.lucasarts.com

La LucasArts è stata una casa editrice di videogiochi. Uno dei principali editori di videogiochi degli anni 1990, è celebre in particolare per le saghe di Monkey Island e per i numerosi videogiochi della saga cinematografica di Guerre stellari.

Storia della compagnia[modifica | modifica sorgente]

La compagnia fu fondata nel maggio 1982 come gruppo di sviluppo della Lucasfilm Ltd., la casa cinematografica di George Lucas, con lo stesso nome. Lucas voleva che la sua compagnia si lanciasse in altre aree dell'intrattenimento, così iniziò a cooperare con l'Atari per produrre videogiochi.

I primi risultati di questa collaborazione furono giochi d'azione unici come Ballblazer e Rescue on Fractalus. Versioni beta di entrambi i giochi furono diffuse nei "circoli" dei pirati informatici esattamente una settimana dopo che l'Atari ricevette copie sprotette per una opinione di mercato e furono così in circolo mesi prima della loro distribuzione ufficiale. Nel 1984 furono pubblicati per l'Atari 5200 sotto il marchio Lucasfilm Games. Versioni per gli home computer furono pubblicate solo nel 1985, dal publisher Epyx. I successivi due giochi della Lucasfilm Games furono Koronis Rift e The Eidolon.

Nel 1990, in una riorganizzazione delle compagnie Lucas, la divisione videogiochi della Lucasfilm divenne parte della neonata LucasArts Entertainment Company, assieme alla Industrial Light & Magic e alla Skywalker Sound. Più tardi ILM e Skywalker Sound furono consolidate nella Lucas Digital Ltd. e LucasArts divenne il nome ufficiale della divisione videogiochi.

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La LucasArts usò inizialmente un logo che altro non era che una modifica del logotipo della casa madre.

Vecchio logo della società usato dal 1991 al 2005

Il più famoso logo della compagnia, chiamato informalmente "L'uomo d'oro", fu introdotto nel 1991 e consisteva di una stilizzata figura umana colorata d'oro, posta su una lettera "L" viola contenente il nome della compagnia. La figura ha le braccia rivolte al cielo, dando l'impressione che ci sia un sole sopra di essa. Ricorda anche un occhio, con i raggi del sole a mo' di ciglia. Il logo è stato rivisitato nel tardo 2005, perdendo il piedistallo a forma di "L" e introducendo una versione più tondeggiante della figura antropomorfa. Il logo può essere un possibile riferimento alla fine del primo film di George Lucas, THX 1138, nel quale la silhouette del protagonista sta con le braccia rivolte al cielo durante l'alba.

Nel 1998, la LucasArts intraprese un'azione legale contro la software house finlandese Remedy Entertainment, con l'accusa che il loro logo fosse stato copiato dalla parte superiore del proprio. Tuttavia la Remedy stava già ridisegnando il proprio logo, così accettò di togliere il logo dal proprio sito per rimpiazzarlo con uno nuovo poco più tardi. In molti videogiochi della LucasArts, il logo viene modificato con il protagonista del gioco al posto dell'uomo d'oro oppure viene fatto ribaltare per far posto a un androide che spara contro l'utente, un X-Wing in volo che con l'ala tocca l'uomo che comincia a ruotare, uno scheletro nel caso di Grim Fandango, ecc.

Avventure grafiche[modifica | modifica sorgente]

La prima avventura grafica sviluppata dall'allora LucasFilm Games fu Labyrinth (1986), basata sul medesimo film LucasFilm. Nel 1987 fu la volta del bizzarro (ma graficamente superiore a Labyrinth) Maniac Mansion che introdusse lo SCUMM, sviluppato da Ron Gilbert, il linguaggio di scripting dietro a pressoché tutte le avventure grafiche prodotte dalla compagnia dal 1987 al 2010. Le avventure pubblicate negli anni seguenti, come Zak McKracken and the Alien Mindbenders (1988), Indiana Jones e l'ultima crociata (1989), Loom (1990) e soprattutto il classico senza tempo The Secret of Monkey Island (1990), aiutarono la LucasFilm a farsi la reputazione di una delle migliori case del settore. Spesso ci si riferisce alla LucasFilm Games come a una delle due major del settore, in competizione con la Sierra Online come sviluppatore di avventure grafiche ad alta qualità. La prima metà degli anni novanta rappresentò il periodo d'oro della compagnia, con eterni classici come Monkey Island 2: LeChuck's Revenge (1991), Indiana Jones e il destino di Atlantide (1992), il sequel di Maniac Mansion Day of the Tentacle (1993) e Sam & Max Hit the Road (1993).

Nella seconda metà del decennio, la popolarità delle avventure grafiche diminuì, mentre il costo di sviluppo dei videogiochi salì a dismisura anche a causa della grafica ad alta risoluzione e delle musiche di qualità CD. Il mercato dei PC richiedeva delle avventure grafiche capaci di sfruttare le potenzialità delle ultime schede video, una richiesta che arrivava anche dal mercato delle home console grazie alle capacità 3D della Sony PlayStation e dei suoi avversari Sega Saturn e Nintendo 64; tutto ciò segnò gli standard delle nuove tipologie di videogioco. Le avventure grafiche - bidimensionali e concentrate sulla trama e sugli enigmi - persero popolarità.

La LucasArts pubblicò comunque altri titoli che riscossero un buon successo, come Full Throttle e The Dig (1995), o come The Curse of Monkey Island (1997) che fu l'ultima avventura grafica LucasArts 2D ad usare il sistema SCUMM e l'interfaccia "punta e clicca". Grim Fandango (1998) fu la prima avventura LucasArts a sfruttare un engine ibrido con personaggi 3D e fondali 2D. L'interfaccia del gioco soffrì molto di questa conversione, in particolare dal punto di vista del controllo del giocatore, che diventò meno intuitivo della classica interfaccia punta e clicca. Comunque, i fondali ad alta qualità, l'ottimo doppiaggio e i ben studiati dialoghi gli fecero vincere il premio GameSpot's Gioco dell'anno.[3]

Fuga da Monkey Island (2000), il quarto episodio della serie di Monkey Island, si avvalse dello stesso sistema di gestione del giocatore e della grafica di Grim Fandango, suscitando (anche a causa della trama scadente, esageratamente comica e non in linea con l'umorismo della serie) una serie di reazioni negative da parte della critica e del pubblico. Un sequel di Full Throttle e il nuovo Sam & Max erano in sviluppo, ma furono cancellati (rispettivamente nel 2003 e nel 2004) prima di essere portati a termine a causa della crisi economica che investì la compagnia. Nel 2009 viene distribuito Tales of Monkey Island, quinto titolo della serie di Monkey Island, sviluppato in collaborazione con la Telltale Games, riscuotendo grandissimo successo dalla critica e dai fan.

Giochi di simulazione militare[modifica | modifica sorgente]

Alla fine degli anni ottanta e per tutto il decennio seguente, la LucasFilm games ha sviluppato una serie di giochi di simulazione, i primi dei quali furono i due simulatori navali PHM Pegasus e Strike Fleet nel 1987. Questi due titoli furono pubblicati dalla Electronic Arts per una grande varietà di piattaforme, compresi PC, Commodore 64 e Apple II.

Nel 1988, Battlehawks 1942 lanciò la trilogia dei simulatori di volo di guerra della seconda guerra mondiale, dando la possibilità al giocatore di giocare con i piloti Americani o Giapponesi durante la guerra del Pacifico. Battlehawks 1942 fu seguito da Their Finest Hour: The Battle of Britain (1989), che ricreò la battaglia tra la Luftwaffe e la RAF. La trilogia terminò con Secret Weapons of the Luftwaffe nel 1991, nel quale il giocatore poteva scegliere se giocare dalla parte degli americani o dei tedeschi. La trilogia fu lodata per la sua accuratezza storica - Secret Weapons of the Luftwaffe fu anche accompagnato da un manuale storico di 224 pagine.

La trilogia fu creata da un team guidato da Lawrence Holland, un game designer che poi fondò la Totally Games. Totally Games continuò a sviluppare per la LucasArts, producendo giochi del calibro di the X-Wing series. Fu anche responsabile del videogioco di simulazione aerea della seconda guerra mondiale Secret Weapons Over Normandy, un titolo pubblicato per Play Station 2, XBOX e PC.

I primi giochi di Star Wars[modifica | modifica sorgente]

Anche se la LucasArts aveva già creato giochi basati sui film della casa madre come (Labyrinth e Indiana Jones), non usò intensivamente le licenze fino agli anni novanta: i giochi di Star Wars apparvero per la prima volta sulle console Nintendo, ma furono sviluppati da altre compagnie esterne alla LucasArts. Il primo gioco prodotto internamente fu il simulatore di combattimenti spaziali X-Wing, sviluppato dal team di Larry Holland. Il gioco Star Wars: Rebel Assault diventò uno dei maggiori successi della compagnia e fu considerato una killer application per i drive CD-ROM nei primi anni novanta.

I primi sparatutto[modifica | modifica sorgente]

Dopo il successo di Doom della id Software il mercato PC si diresse verso gli sparatutto 3D in prima persona. La LucasArts contribuì a questa tendenza con il gioco del 1995 Star Wars: Dark Forces, uno sparatutto in prima persona che ricalcava l'impostazione di Doom in un universo Starwarsiano. Il gioco fu così bene accolto che lanciò un nuovo franchise, quello dei giochi del cavaliere Jedi. Questo inizia con il sequel di Dark Forces, Dark Forces II pubblicato nel 1997; questo gioco fu uno dei primi a fare un uso intensivo di schede grafiche 3D dedicate. L'anno seguente fu distribuita un'espansione, Mysteries of the Sith, mentre il sequel, Jedi Outcast, fu sviluppato nel 2002. Nel 2003 fu distribuito Jedi Academy, che può essere visto come uno spin-off della serie ma che fu comunque un buon successo.

Oltre alla serie Dark Forces, LucasArts ha anche realizzato nel 1997 un FPS a tema western, Outlaws, e Armed and Dangerous, in collaborazione con i Planet Moon Studios, nel 2003.

Il nuovo millennio[modifica | modifica sorgente]

Nel 2002, la LucasArts riconobbe che l'eccesso di giochi dedicati a Star Wars stava riducendo la qualità dei suoi prodotti e annunciò che i suoi prodotti futuri sarebbero stati al 50% originali. Comunque, molti dei titoli originali furono cancellati e la produzione di videogiochi di Star Wars continuò ad essere il maggior business della LucasArts.

Il 2003 vide una collaborazione con la BioWare per il gioco RPG Knights of the Old Republic. Combinando un ambiente 3D con la caratteristica narrazione che aveva fatto grandi le avventure Lucas, questo gioco fu visto come nuova linfa per il franchise di Star Wars. Il suo sequel del 2005 Knights of the Old Republic II: The Sith Lords continuò nella stessa direzione, unendo un buon doppiaggio con una buona storia che riprendeva in parte quella del precedente episodio. Comunque, la LucasArts fu criticata per aver costretto la casa Obsidian Entertainment a pubblicare il sequel troppo presto, con conseguente taglio di molte funzioni e sequenze originariamente progettate.

Nel 2003 la LucasArts e il franchise di Star Wars testarono anche un'altra direzione - il mondo dei MMORPG, con la creazione di Star Wars: Galaxies. Dopo un buon lancio, nel 2004 fu pubblicata la prima espansione, Jump to Lightspeed. La nuova espansione consentiva duelli in tempo reale. Questo fu continuato in Rage of the Wookies, un'espansione che aggiunse un nuovo pianeta da esplorare. Anche un'altra espansione, The Trials of Obi-Wan fu distribuita il 1º novembre 2005 aggiungendo un buon quantitativo di nuove missioni sul pianeta tratto dall'episodio 3 Mustafar.

Nel 2004, la LucasArts ha distribuito Star Wars: Battlefront, basato sulla stessa formula della serie Battlefield 1942. È forse il gioco di Star Wars che ha venduto di più. Il suo sequel, Star Wars: Battlefront II aggiunse nuove locazioni sui pianeti dell'episodio 3: Mustafar, Mygeeto, ecc. assieme a nuovi duelli e a un giocatore Jedi.

Nel maggio 2005, la LucasArts ha pubblicato The Revenge of the Sith, un action game in terza persona basato sull'omonimo film.

Sempre nel 2005, la LucasArts ha pubblicato Star Wars: Republic Commando, e uno dei suoi migliori giochi originali, Mercenari, sviluppato da Pandemic Studios.

Nel febbraio 2006 la LucasArts ha pubblicato Star Wars: Empire at War.

Nel Novembre 2012 esce Angry Birds Star Wars, in cooperazione con Rovio Entertainment.

Negli ultimi anni, LucasArts, dopo un periodo di crisi economica che ha visto la cancellazione di alcuni giochi tra i quali Sam and Max: Freelance Police e Full Throttle: Hells on Wheels, viene acquisita da Disney, insieme alla LucasFilm per 4,05 miliardi di dollari.[4]

Il 3 aprile 2013 Disney annuncia la chiusura definitiva della compagnia e il rinvio dei progetti Star Wars 1313 e Star Wars: First Assault.[5]

Il 18 settembre 2013 esce Angry Birds Star Wars II sempre in compartecipazione con Rovio Entertainment. Probabilmente da accordi presi in precedenza della chiusura dell'azienda, il logo Lucasarts è ben visibile nella schermata di caricamento. Sempre nel 2013, il 7 novembre, esce per sistemi iOS e Android Tiny Death Star un videogioco strategico e gestionale con grafica 8-bit.

L'alta definizione[modifica | modifica sorgente]

Con l'introduzione dell'alta definizione nel mondo dei videogiochi e con l'uscita delle console di nuova generazione, quali Xbox 360, Playstation 3 e Wii, si è aperto un mondo di possibilità che la LucasArts ha preso al volo lanciando una nuova linea di videogiochi sviluppati sulla base di un nuovo motore grafico: il DMM (Digital Molecular Matter) che simula alla perfezione la rottura dei materiali, e a un nuovo sistema di intelligenza artificiale: L'Euphoria.[6] I primi videogame che hanno sfruttato questa nuova tecnologia sono stati Star Wars: Il potere della Forza e un suo sequel Star Wars: Il potere della Forza II.

Altre pubblicazioni[modifica | modifica sorgente]

  • Nel 1989 la LucasArts pubblicò un puzzle-game intitolato Pipe Mania. Il titolo ebbe un discreto successo e venne riproposto in diverse forme ed edizioni per le più diverse piattaforme.
  • Nel 1993 la ditta ha realizzato Zombies Ate My Neighbors, un gioco d'azione in cui due ragazzini devono salvare un certo numero di persone dalle grinfie di mostri ispirati alle più note figure del cinema horror presente e passato.
  • Nel 1996, la LucasArts ha pubblicato Afterlife, un gioco di simulazione nel quale il giocatore crea il proprio paradiso e il proprio inferno, con alcuni riferimenti curiosi (come la prigione nell'inferno chiamata San Quentin)
  • Nel 1997 Lucasarts pubblica Herc's Adventures, un videogioco incentrato su varie leggende mitologiche.
  • Nel 2002, la LucasArts ha pubblicato un CD contenente molte musiche dei suoi precedenti giochi. L'album è intitolato The Best of LucasArts Original Soundtracks, e comprende musiche tratte da Monkey Island, Grim Fandango, Outlaws e The Dig.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ LucasArts Names New Presidente, IGN, 8 giugno 2010. URL consultato il 9 giugno 2010.
  2. ^ LucasArts.com | Press Releases
  3. ^ GameSpot - /features/awards1998/gameofyear2.html
  4. ^ Disney: completata l'acquisizione di Lucasfilm (e LucasArts), Gamesblog, 3 aprile 2013. URL consultato il 3 aprile 2013.
  5. ^ Disney chiude LucasArts. Star Wars 1313, stop alla produzione, Corriere della sera, 3 aprile 2013. URL consultato il 3 aprile 2013.
  6. ^ The Force Unleashed II - The Highly Anticipated Sequel to the Game that Introduced the World to Euphoria, 4 aprile 2013. URL consultato il 4 aprile 2013.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]