Mustafar

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Mustafar
Tipo Pianeta
Saga Guerre stellari
Ideatore George Lucas
Appare in La vendetta dei Sith, Star Wars: The Clone Wars, Star Wars Rebels, Rogue One: A Star Wars Story
Caratteristiche immaginarie
Sistema Mustafar
Regione Orlo esterno
Capitale Fralideja
Dimensioni Ø 4 200 km
Abitanti 20 000
Razze Mustafariani
Lingue Linguaggio Mustafariano
Terreno Vulcanico
Distanza dal nucleo 53 000 anni luce
Periodo rotazione 36 ore
Periodo rivoluzione 412 giorni
Satelliti 0

Mustafar è un pianeta vulcanico immaginario visto nell'universo di Guerre stellari, apparso per la prima volta nel film Star Wars Episodio III - La vendetta dei Sith.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Mustafar era un mondo di fuoco, l'ultimo rimasto in mano alla Confederazione dei Sistemi Indipendenti. Il pianeta era coperto da centinaia di caldere vulcaniche, molte delle quali in costante eruzione. Come il satellite Io, l'attività vulcanica era causata da uno schiacciamento gravitazionale. Sul pianeta esisteva una fabbrica che estraeva minerali dalla superficie.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Nonostante le condizioni ostili della superficie, su Mustafar vi abitavano forme di vita indigene. Esisteva una razza senziente, quella Mustafariana, che aveva sviluppato la propria civiltà nei buchi più freschi del pianeta. I Mustafariani erano divisi in due specie, quelli alti e magri comandati dal "Maverick Main" e quelli piccoli e robusti chiamati anche "Ratti Mustafariani". La corporazione chiamata Tecno Unione aveva interessi sul pianeta e prese al proprio servizio gli abitanti nativi per scavare e recuperare i minerali necessari. I Mustafariani erano appagati e non si interessavano della politica esterna al loro mondo, lavorando senza problemi al servizio della corporazione.

Guerre dei Cloni[modifica | modifica wikitesto]

Durante le Guerre dei Cloni, Anakin Skywalker e la sua padawan Ahsoka Tano si dirigono su Mustafar per salvare dei bambini che saranno dei futuri Jedi, rapiti dal cacciatore di taglie Cad Bane. I due Jedi, nonostante il tentativo di occultamento del luogo del rapimento, riescono a salvare i bambini e recuperare l'olocrone con il cristallo.

Mustafar è il luogo su cui si svolge la scena del duello tra Anakin Skywalker / Dart Fener e il suo ex-maestro Obi-Wan Kenobi in Star Wars: Episodio III - La vendetta dei Sith. Kenobi e Fener duellarono a lungo sulla superficie del pianeta, dentro la base separatista. Obi-Wan vinse il duello mutilando Anakin, che venne bruciato dalla lava che stava scorrendo vicina; tuttavia egli venne salvato poco tempo dopo da Palpatine.

Era dell'Impero[modifica | modifica wikitesto]

Nella serie televisiva Star Wars: Rebels i protagonisti Ezra Bridger, Hera Syndulla, Sabine Wren e Garazeb Orellios salvano il Jedi Kanan Jarrus, prigioniero dell'Impero sul pianeta.

Come mostrato in Rogue One: A Star Wars Story, Dart Fener possiede un santuario privato su Mustafar.

Concetti astronomici[modifica | modifica wikitesto]

Mustafar era un pianeta catturato tra due giganti gassosi, Jestefad e Lefrani, che con la loro attrazione gravitazionale stavano causando una pressione enorme sul pianeta. Il pianeta, pur non cadendo su uno dei due giganti, manteneva una propria orbita, più vicina a Jestefad che a Lefrani, ma comunque influenzata da quest'ultimo, in quanto tutti e tre i corpi celesti ruotavano con lo stesso periodo di rivoluzione attorno alla stella del sistema.

Ideazione[modifica | modifica wikitesto]

George Lucas, il creatore di Guerre stellari, ha usato più volte idee nei suoi film, provenienti da progetti da lui ideati ma mai messe in atto. Mustafar è una di queste[senza fonte]: nella prima stesura di Il Ritorno dello Jedi viene descritto un mondo vulcanico simile, sul quale Obi-Wan racconta a Luke Skywalker di essersi scontrato con il suo vecchio allievo molto tempo prima. Il romanzo ufficiale de Il ritorno dello Jedi aveva stabilito che il duello tra Anakin e Obi-Wan era accaduto su un pianeta vulcanico.

Le scene su Mustafar sono state girate usando una combinazione di immagini riprese dal vulcano Etna[senza fonte], modelli, ed effetti speciali generati al computer.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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