Walt Disney Animation Studios

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Walt Disney Animation Studios
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Stato Stati Uniti Stati Uniti
Forma societaria Sussidiaria
Fondazione 1923 come Disney Brothers Cartoon Studios
1929 come Walt Disney Productions
1986 come Walt Disney Feature Animation
2007 come Walt Disney Animation Studios a Burbank (California), Stati Uniti
Fondata da Walt Disney
Sede principale Stati Uniti Burbank (California), Stati Uniti
Gruppo The Walt Disney Company
Persone chiave
Settore Intrattenimento
Prodotti
Sito web

I Walt Disney Animation Studios sono un elemento chiave della Walt Disney Company, ed il più antico studio di animazione ancora in attività. Lo studio è stato integrato con la Walt Disney Productions a partire dal 1934 – la prima produzione dalla "Walt Disney Animation Studios" è pertanto Biancaneve e i sette nani (Snow White and the Seven Dwarfs) – fino al 1986 quando la compagnia diventò definitivamente una sussidiaria della Walt Disney Company. Lo studio, diventando più indipendente, assunse quindi il nome di Walt Disney Feature Animation fino al 2007, quando ha poi assunto l'attuale denominazione. Il logo debuttò nel 2007 con il film I Robinson - Una famiglia spaziale.

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Lungometraggi[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Classici Disney.

Il primo lungometraggio Disney fu Biancaneve e i sette nani del 1937, l'ultimo fino a oggi distribuito è Oceania del 2016.

Cortometraggi[modifica | modifica wikitesto]

Arrows-folder-categorize.svg Le singole voci sono elencate nella Categoria:Serie cinematografiche d'animazione Disney
Il Roy E. Disney Animation Building a Burbank, California

I cortometraggi furono, per il primo decennio d'attività dell'azienda, la fonte principale di successo. Si dividevano nelle due serie principali di Topolino, che aveva per protagonista il celeberrimo topo omonimo che aveva portato al successo la Disney, delle Sinfonie allegre, cartoni a tema musicale che raccontavano una storia ben definita generalmente ispirata alle favole popolari o una sequenza di immagini comiche. Il primo cortometraggio di Topolino distribuito fu Steamboat Willie del 1928 mentre la prima Sinfonia allegra fu Danza degli scheletri del 1929. Mentre la serie di Topolino non si è mai ufficialmente conclusa, sebbene l'ultimo cortometraggio classico sia Topolino a pesca del 1953, la serie delle Sinfonie allegre chiuse nel 1939 con il corto de Il piccolo diseredato.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Dalla nascita alla crisi (1934-1989)[modifica | modifica wikitesto]

Dopo il grande successo di Biancaneve e i sette nani lo studio iniziò a privilegiare i lungometraggi e i cortometraggi iniziarono a essere prodotti sempre più sporadicamente.

Negli anni quaranta durante la guerra, gli studios realizzarono prevalentemente film a episodi come Musica maestro, Saludos Amigos e Bongo e i tre avventurieri. Nella seconda metà del decennio s'iniziarono a sviluppare la branca dei film con personaggi umani, realizzando titoli come I racconti dello zio Tom o Tanto caro al mio cuore.

Negli anni cinquanta s'intensificò la produzione di trasmissioni destinati alla televisione e si ritornò a produrre costosi lungometraggi di successo come Cenerentola, Lilli e il vagabondo e La bella addormentata nel bosco. L'apice del successo arrivò negli anni sessanta con grandi produzioni come La carica dei cento e uno, Il libro della giungla e soprattutto il film misto live-action e cartoni Mary Poppins. Proprio però a metà di questo decennio viene a mancare il fondatore e anima dell'azienda; Walt Disney muore infatti nel 1966.

In seguito allo sfortunato evento, la casa affronta un periodo di forte crisi creativa e direttiva, che porta a un declino dei prodotti e una sorta di retrocessione della società in un campo che fino ad allora era stato molto fruttuoso per le sue pellicole. Film come Robin Hood, Le avventure di Bianca e Bernie e Elliott il drago invisibile, sebbene di ottima fattura, non ottengono il successo dei film precedenti.

Nel 1984 il miliardario Saul Steinberg offre 60 milioni di dollari per l'acquisto della Walt Disney Productions e Michael Eisner, che nel frattempo ne è diventato amministratore delegato, sventa l'offerta per evitare sconvolgimenti interni alla società. Ad aiutare Eisner si aggiungono Jeffrey Katzenberg, che diventa direttore della produzione dei film, e Frank Wells, che diventa presidente.

Lo studio affronta un periodo di brusco declino nel corso degli anni ottanta, con incassi mediamente bassi. A rimarcare il pesante insuccesso finanziario che sta segnando il periodo c'è Taron e la pentola magica che, rivelandosi un fiasco al botteghino, dà come conseguenza un sistematico cambiamento del dipartimento d'animazione per la produzione di film, che rischia di mettere in pericolo l'intero apparato. Seguendo le nuove direttive, si fonda una divisione per i film d'animazione destinati alla televisione, considerati ormai più economicamente remunerativi di quelli per il cinema. Conseguenza di questa crisi creativa è la perdita di validi collaboratori e soprattutto di Don Bluth, il quale dopo molti anni alla Disney decide di fondare una compagnia di produzione cinematografica rivale, la Don Bluth Productions, assieme ad alcuni animatori disneyani "dissidenti". In tal modo Basil l'investigatopo e Oliver & Company vengono superati entrambi al botteghino dai film della concorrenza, ovvero rispettivamente da Fievel sbarca in America e Alla ricerca della Valle Incantata.

Nell'interesse della salvaguardia del circolo economico dello studio, Roy E. Disney persuade Eisner di farlo supervisionare personalmente al dipartimento d'animazione nella speranza di riportare successo e fortuna alle produzioni.

La collaborazione della Disney con Steven Spielberg per la realizzazione del film in tecnica mista Chi ha incastrato Roger Rabbit si rivela incredibilmente importante, visto che il film non solo si rivela un successo in termini economici, ma riesce a riportare l'attenzione del pubblico sui cartoni animati per il grande schermo.

Convinti di riuscire nuovamente ad azzeccare una trama adeguata, alcuni autori dello studio decidono di rimettere in studio un lungometraggio animato su La sirenetta di Andersen, scegliendo di adoperare uno stile narrativo combinato in musical stile Broadway. Vengono incaricati Howard Ashman e Alan Menken di comporre le musiche e le atmosfere sonore del film proprio per il loro passato artistico che li vide coinvolti a Broadway. Il 17 novembre 1989 esce così La sirenetta, che si rivela un successo al botteghino, contribuendo all'iniziale risanamento delle casse del dipartimento d'animazione e divenendo il più alto incasso cinematografico per un film d'animazione – all'epoca. È l'inizio di quello che più tardi verrà chiamato "Rinascimento Disney".

Il Rinascimento non è stato inteso solo come un passaggio della storia del cinema della Disney, ma un periodo che con i suoi personaggi e le sue lezioni moraliste ha lasciato un'importante traccia culturale e un'eredità spirituale di grandi proporzioni.[1]

Rinascimento Disney (1989-1999)[modifica | modifica wikitesto]

Viene definito Rinascimento Disney quel contesto storico della durata decennale (1989-1999) in cui lo studio di produzione Walt Disney Animation Studios tornò alla ribalta nell'industria cinematografica traducendo in successo molti dei film d'animazione usciti, facendo entrare alcuni di essi nella storia del cinema, nonché riscuotendo ottimi apprezzamenti dalla critica in generale.

L'etimologia del termine è da ricercare nelle parole di Jeffrey Katzenberg, all'epoca dei fatti capo sezione cinematografica della Walt Disney Pictures, che appunto definì quel preciso arco storico un "rinascimento" per la casa dovuto al lavoro dei nuovi animatori, tecniche di narrazione e la scoperta del musical come forma di intrattenimento interno alla trama.[2]

I film che caratterizzarono questo periodo di successo sono: La sirenetta (1989), Bianca e Bernie nella terra dei canguri (1990), La bella e la bestia (1991), Aladdin (1992), Il re leone (1994), Pocahontas (1995), Il gobbo di Notre Dame (1996), Hercules (1997), Mulan (1998) e Tarzan (1999).[1][3]

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Ad accomunare gran parte dei film del Rinascimento è sicuramente la loro convenzionale trama comune in più parti. In occorrenza al successo riscosso da La sirenetta, infatti, gli autori decisero che la Disney avrebbe dovuto seguire quella linea narrativa tenendo strettamente legate tra loro formulazioni per una buona realizzazione: scene di canto o numeri di danza trattando il film in chiave musical, protagonista giovane solitamente orfano di uno o entrambi i genitori, storia sentimentale con al centro un amore all'apparenza impossibile e l'inserimento di animali interagenti con il protagonista come personaggi secondari.[1][4]

1995-1999[modifica | modifica wikitesto]

Dopo le dimissioni di Jeffrey Katzenberg e la nascita dei Dreamworks Animation Studios, iniziò una parabola discendente. Nel 1995 uscì Pocahontas, concepito dallo stesso Katzeneberg dando per scontata la CANDIDATURA al premio Oscar al miglior film sulla scia de La bella e la bestia ed Il re leone. Sebbene il successo al botteghino, fu definito il film Disney più fiacco degli anni 90;[5] inoltre nello stesso anno uscì Toy Story, distribuito dalla Disney ma realizzato dalla Pixar, che negli anni a venire si sarebbe imposta sul mercato internazionale. D'altra parte il film vinse l'Oscar per la migliore colonna sonora e per la migliore canzone (I colori del vento). Nel 1996 uscì Il gobbo di Notre Dame, che, sebbene le critiche positive, incassò meno di Pocahontas. La parabola discendente continuò con Hercules, che incassò 252 milioni di dollari, vista anche la concorrenza di Anastasia di Don Bluth. Vi fu, in contemporanea con il calo degli incassi, un incremento del costi complessivi di ogni film (si passò dai 79 milioni di dollari de Il re leone ai 179 milioni di Hercules); inoltre lo studio iniziò a dedicarsi al merchandising dei propri prodotti, producendo varie serie tv ed immettendo sul mercato home-video sequel (primo tra i quali Il ritorno di Jafar) di film usciti nella prima metà del decennio.[6][7] La situazione si risollevò parzialmente con Mulan e Tarzan: quest'ultimo diventò il canto del cigno del periodo, fra i classici principali e quelli più contemporanei, a cominciare da Dinosauri.

Incassi[modifica | modifica wikitesto]

Film Data di distribuzione Risultato al botteghino
Stati Uniti d'America Resto del mondo Internazionale
La sirenetta 14 novembre 1989 $ 111 543 479 $ 110 756 521 $ 222 300 000
Bianca e Bernie nella terra dei canguri 16 novembre 1990 $ 27 931 461 $ 19 500 000 $ 47 431 461
La Bella e la Bestia 13 novembre 1991 $ 171 350 553 $ 206 000 000 $ 377 350 553
Aladdin 25 novembre 1992 $ 217 350 219 $ 286 700 000 $ 504 050 219
Il Re Leone 24 giugno 1994 $ 328 541 776 $ 455 300 000 $ 783 841 776
Pocahontas 23 giugno 1995 $ 141 579 773 $ 204 500 000 $ 346 100 000
Il gobbo di Notre Dame 21 novembre 1996 $ 100 138 851 $ 225 200 000 $ 325 338 851
Hercules 27 ottobre 1997 $ 99 112 101 $ 153 600 000 $ 252 712 101
Mulan 19 giugno 1998 $ 120 620 254 $ 183 700 000 $ 304 320 254
Tarzan 18 giugno 1999 _ _ $ 448 191 819

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Dei 10 film interpretati come parte del periodo, solo Bianca e Bernie nella terra dei canguri non ha ricevuto candidature o particolari attenzioni di riferimento nel campo di riconoscimenti nazionali o internazionali. Un grande merito del grande successo ottenuto va dato sicuramente al compositore Alan Menken, che ha curato gran parte delle musiche dei film citati e vincitore di ben 8 Oscar tra il 1990 e il 1996.

Il Nuovo Millennio (2000-presente)[modifica | modifica wikitesto]

Nei primi anni 2000 la Disney proseguì alternando pellicole di medio-grande successo (Dinosauri, Lilo & Stitch e Atlantis - L'impero perduto) ad altri titoli meno convenzionali (Le follie dell'imperatore, Il pianeta del tesoro). Un parziale ritorno al grande successo si ebbe con Koda, fratello orso nel 2003 con una nomination agli Oscar. Nel 2004 venne distribuito quello che fu definito allora come l'ultimo lungometraggio ad animazione tradizionale, Mucche alla riscossa, non ricevendo però il consenso sperato. In seguito a delle pellicole in 3D rivelatesi anch'esse di medio successo (Chicken Little , I Robinson - Una famiglia spaziale e Bolt - Un eroe a quattro zampe), nel 2009 si ritornò all'animazione tradizionale con La principessa e il ranocchio, che successivamente verrà riutilizzata soltanto per un altro classico Disney, Winnie the Pooh - Nuove avventure nel Bosco dei 100 Acri, mentre per i lungometraggi seguenti si decise di proseguire con l'animazione al computer, questa volta aggiudicandosi ottimi risultati. Il 2010 è l'anno di un successo notevole con Rapunzel - L'intreccio della torre, pur non ricevendo alcun premio significativo. Nel 2013 con Frozen - Il regno di ghiaccio la Disney tornò a trionfare: l'opera conquistò il pubblico, nonché la critica, vincendo l'Oscar al miglior film d'animazione; l'evento si ripeté l'anno venturo con Big Hero 6, che realizzò il quarto miglior incasso storico per un film Disney. Il 2016 è l'anno di Zootropolis: il film infrange infatti diversi record, tra cui quello per gli incassi più alti nel fine-settimana di lancio per un film Disney (ca 75 milioni di dollari), piazzandosi al quarto posto tra i film d'animazione di maggior successo della storia. Il film incasserà a fine corsa 1.024 miliardi di dollari, diventando il secondo Classico Disney a compiere tale impresa dopo Frozen - Il regno di ghiaccio.

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2008-oggi[modifica | modifica wikitesto]

Su sfondo giallo, si voltano alcune pagine. Si disegna Topolino in rosso. Più tardi si trasforma in una scena del cartone Steamboat Willie. Lo sfondo diventa grigio con una luce bianca. Si scrive "Walt Disney" in marrone nel suo carattere aziendale. "ANIMATION STUDIOS" in rosso appare sotto. La musica inizia con i suoni di svolta delle pagine e prosegue con il tema di Steamboat Willie. Il logo ha debuttato ne I Robinson - Una famiglia spaziale.

In Rapunzel, la scena si inserisce nello "0" di un numero "50", sempre rosso. Questo vale a dire che Rapunzel è il 50° classico Disney. "ANIMATED MOTION PICTURE" appare sotto, incolonnato. Il nome appare sopra già formato.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Steven D. Greydanus, Quo Vadis Disney? Notes on the End of the Disney Renaissance, circa 2001 | Decent Films - SDG Reviews, su Decent Films. URL consultato il 1° gennaio 2017.
  2. ^ ALADINO E IL COMPUTER VOLANTE - la Repubblica.it, in Archivio - la Repubblica.it. URL consultato il 1° gennaio 2017.
  3. ^ Beauty and the Beast, su films.estefanfilms.com. URL consultato il 1° gennaio 2017.
  4. ^ Andrea Fiamma, Perché Il Re Leone è la fine di un’epoca, in Fumettologica, 27 novembre 2014. URL consultato il 18 aprile 2016.
  5. ^ Laura, Luisa e Morando Morandini, ilMorandini 2010, Zanichelli, p. 1132, ISBN 978-88-08-20183-6.
  6. ^ Stewart, James, DisneyWar, New York, Simon & Schuster, 2005, ISBN 0-684-80993-1.
  7. ^ Stewart 2005, pp. 160–186

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN123561895 · LCCN: (ENno2009083523 · ISNI: (EN0000 0004 0501 9093 · GND: (DE16101122-6