Continuity

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Continuity, in italiano continuità, è un termine inglese con cui si definisce nelle opere di finzione, la coerenza e la non contraddittorietà nello svolgimento e sviluppo di eventi, situazioni e vite dei personaggi. Il termine si rifà al concetto matematico di continuità, che si applica ad una funzione intuitivamente "liscia", senza salti o sbalzi, ed è utilizzato per tutti i media, in particolare fumetti e telefilm.

Media[modifica | modifica sorgente]

Televisione e film[modifica | modifica sorgente]

Nei film e nei prodotti televisivi è molto più difficile mantenere una continuity, poiché la si può verificare solo una volta che tutto è stato girato. Per questo motivo le produzioni generalmente hanno un supervisore che controlla i dettagli e le azioni, che spesso non sono girate nello stesso ordine in cui si svolgono gli eventi (non è raro che, per esempio, la prima sequenza ad essere girata sia il finale). Questa persona si occupa, per mezzo di fotografie, appunti e, in piccola parte, della sua memoria, di verificare che tutti gli oggetti e le persone rimangano nelle stesse posizioni tra un'inquadratura e un'altra, che i vestiti e le ambientazioni siano identiche. Per ottenere tale scopo vengono utilizzati anche precisi segni di scena, che indicano le posizioni da cui riprendere a girare per mantenere la continuity.

Telefilm[modifica | modifica sorgente]

Il maggior problema di lunghe serie di telefilm sono il gran numero di informazioni che vengono date, durante un episodio di una serie o addirittura di un'altra serie; alcuni telefilm infatti hanno numerosi e accaniti fan, che prendono nota di ogni dettaglio di ogni episodio e, confrontandolo con un'altra, trovano una contraddizione. L'esempio classico di questo caso è Star Trek, per cui è stato addirittura coniato l'acronimo YATI, Yet Another Trek Inconsistency (Un'altra incongruenza di Star Trek).

Fumetti[modifica | modifica sorgente]

Nei fumetti la continuity è l'unità di tempo, luogo e azione in cui si svolgono gli eventi, il termine serve a creare una linea spazio-temporale consistente in cui l'azione si svolge. Tipici esempi di questo uso di consequenzialità sono i crossover.

È stata coniata anche l'espressione "Fuori continuity" che indica la non appartenenza (prodotta volutamente, o per descrizione di eventi incoerenti tra loro) di un numero o di un albo alla successione degli eventi principale che si stava narrando; esempi principali di questo termine sono le storie What if...? Marvel Comics e gli Elseworlds DC Comics.

Un uso particolare, sempre più diffuso, di continuity è la cosiddetta "retcon": si tratta di storie o episodi che riscrivono lo svolgimento di eventi passati, modificandone spesso gli effetti anche sul presente.

In Italia il fumetto in cui maggiormente si avverte l'uso, di forte ispirazione statunitense, della continuity è Nathan Never.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]