AT&T

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AT&T Inc.
Logo
AT&THQDallas.jpg
Quartier generale a Dallas
StatoStati Uniti Stati Uniti
Forma societariaPublic company
Borse valoriNYSE: T
ISINUS00206R1023
Fondazione1893
Fondata daAlexander Graham Bell
Sede principaleDallas
FilialiWarnerMedia
Persone chiave
SettoreTelecomunicazioni
ProdottiWireless, Telefono, Internet, Televisione, Computer portatile
Fatturato170,7 miliardi di USD (2018)
Utile netto19,9 miliardi di USD (2018)
Dipendenti273.210 (2018)
Slogan«Your World. Delivered.»
Sito web

AT&T Inc. (abbreviazione di American Telephone and Telegraph Incorporated) è una compagnia telefonica statunitense con sede a San Antonio, Texas.

Ha la sede principale negli Stati Uniti, gli uffici principali sono in Gran Bretagna (Londra) da cui viene gestita la parte europea, ed in Italia (sede principale a Torino; filiali a Roma e Milano). La sua rete di telecomunicazione copre 127 nazioni nel mondo.

Oggi fornisce servizi vocali, video e trasferimento dati via Internet a privati, aziende e agenzie governative.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Venne fondata nel 1885 da Alexander Graham Bell e successivamente acquistata dalla Bell Telephone Company, di proprietà di suo suocero Gardiner Greene Hubbard, il 31 dicembre 1899.

Bell Laboratories[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1925 la Western Electric Research Laboratorier, un dipartimento di ricerca della AT&T viene separato per formare la Bell Telephone Laboratories, Inc. Il primo presidente del laboratorio fu Franck B. Jewett che rimase in carica fino al 1940. La proprietà della società era divisa tra la AT&T e la Western Electric. I laboratori in quel periodo sviluppavano primariamente equipaggiamenti e strutture per la Western Electric, i prodotti venivano realizzati dalle compagnie operative del gruppo Bell. Il laboratorio svolse anche alcuni lavori di consulenza per il governo Statunitense, tra i quali il progetto Nike.

Il laboratorio svolse anche alcune ricerche di base che suscitarono molto interesse: il transistor, i MOSFET, i CCD, il linguaggio C e C++, il sistema operativo Unix, WaveLAN la prima rete wireless e molto altro. Diversi ricercatori dei Bell Laboratories hanno vinto il premio Nobel per le scoperte effettuate nei laboratori. La sede principale era a New York.

Nel 1984, vista in posizione di monopolio, la AT&T fu costretta a dividersi in più società, dette Ma Bell (compagnia madre) e Baby Bell (compagnie figlie), fra cui Ameritech, Pacific Telesis, Southwestern Bell Corporation, BellSouth, U S West, NYNEX e Bell Atlantic. Nel 1996 parte dei laboratori sono stati inclusi nella Lucent Technologies e separati dalla società. Da allora la funzione di ricerca e sviluppo di AT&T è svolta da AT&T Labs, che conta circa 3500 scienziati (per lo più negli USA) dediti alla ricerca e sviluppo di nuove tecnologie nel settore delle telecomunicazioni.

Anni 2000[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2004 AT&T ha venduto la sua divisione di rete cellulare (AT&T Wireless) a Cingular Wireless LLC. Nel 2005 è stata acquistata dalla SBC (Southwestern Bell Corporation fino al 1995) per 16 miliardi di dollari, la quale ha poi cambiato nome in AT&T Inc.. AT&T controlla parte del capitale di Cingular. Il 5 marzo 2006 AT&T ha ufficializzato la riacquisizione di BellSouth per 86 miliardi di dollari. Risultato dell'acquisizione è che Cingular, joint venture tra le due società, nel dicembre dello stesso anno è passata completamente sotto il controllo della nuova AT&T.; Cingular ha di conseguenza cambiato nome nel 2007 in AT&T Mobility. Il 3 dicembre 2007 la AT&T è uscita dal mercato della telefonia pubblica a pagamento, visto il giro d'affari della telefonia mobile.

Il 13 giugno 2018 AT&T si unisce a Time Warner, al termine di un processo antitrust vinto contro l'amministrazione Trump che tentò di bloccare la fusione multimiliardaria (valse 85 miliardi di dollari).[1]

Nel settembre 2019 il fondo Elliott Management pubblica una lettera in cui annuncia di avere acquisito l'1,2% del capitale (ma è disposto anche ad aumentare la partecipazione) con un investimento di 3,2 miliardi di dollari e chiede una riorganizzazione della società con la cessione di alcune proprietà in modo da ridurre il forte indebitamento causato dalle acquisizioni e far salire il titolo del 65%.[2][3][4] Un'intesa viene raggiunta quasi due mesi più tardi, ai primi di novembre: la guida della società resta sino al 2020 nelle mani di Stephenson dopodiché i ruoli di presidente e amministratore delegati saranno divisi e viene varato un nuovo piano triennale che prevede una serie di dismissioni, nell'ordine dei 5-10 miliardi di dollari già a partire dal 2020, e la riduzione dell'indebitamento che a metà 2019 era attorno ai 153 miliardi.[4]

iPhone[modifica | modifica wikitesto]

AT&T era inizialmente l’unico gestore telefonico negli Stati Uniti a permettere l'utilizzo del telefono iPhone prodotto da Apple. Il telefono fu presentato a fine giugno 2007 e si fece notare per la sua interfaccia innovativa e per la campagna mediatica che Apple riuscì a impostare sul prodotto. L'elevata attesa produsse code davanti ai negozi AT&T ed Apple. Attualmente il telefono è venduto anche in versione "Sim-Unlocked", si ha quindi la possibilità di inserire una sim card di terzi.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ AT&T-Time Warner: giudice antitrust approva la fusione da 85 miliardi di dollari, su ilsole24ore.com. URL consultato il 30 giugno 2018.
  2. ^ (EN) AT&T Stock Soars After Activist Elliott Pushes For Breakup, su zerohedge.com.
  3. ^ (EN) AT&T shares jump after activist Elliott Management takes $3.2 billion stake, su cnbc.com.
  4. ^ a b Grandi cambiamenti in arrivo per AT&T, su aifi.it, 1º novembre 2019. URL consultato il 3 novembre 2019.

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