Scream (film 1996)

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Scream
Scream logo.jpg
Logo del film
Paese di produzioneStati Uniti d'America
Anno1996
Durata111 min
Rapporto2,35:1
Generethriller, orrore, commedia
RegiaWes Craven
SceneggiaturaKevin Williamson
ProduttoreCary Woods, Cathy Konrad
Produttore esecutivoBob Weinstein, Harvey Weinstein, Marianne Maddalena
Casa di produzioneDimension Films, Woods Entertainment
Distribuzione in italianoCecchi Gori Group
FotografiaMark Irwin
MontaggioPatrick Lussier
Effetti specialiFrank Ceglia
MusicheMarco Beltrami
ScenografiaBruce Alan Miller, David Lubin, Michele Poulik
CostumiCynthia Bergstrom
TruccoCarol Schwartz, Robert Kurtzman, Greg Nicotero, Howard Berger
Interpreti e personaggi
Doppiatori originali
Doppiatori italiani

Scream, distribuito anche col titolo Scream - Chi urla muore, è un film del 1996 diretto da Wes Craven e scritto da Kevin Williamson.

Riscuotendo un grande successo e uno dei più alti incassi del 1996,[1] la pellicola riprende le caratteristiche dei precedenti horror (come Nightmare o Halloween - La notte delle streghe), ed unisce agli elementi tipici dell'orrore anche la satira.[2][3] Il lungometraggio fa parte di una quadrilogia: ad esso seguirono infatti Scream 2, Scream 3 e Scream 4 che però, non raggiunsero mai la notorietà del primo capitolo.

La pellicola narra la storia di Sidney Prescott (Neve Campbell), la cui vita viene sconvolta, come tutto il resto della cittadina in cui vive, da alcuni brutali e misteriosi omicidi. Sembra che dietro tutto ci sia una persona che indossa una maschera di Halloween (Ghostface), il cui personaggio è ispirato al vero serial killer Danny Rolling.[4] Altri protagonisti sono: il vicesceriffo Lenny "Linus" Riley (David Arquette), la giornalista Gale Weathers (Courteney Cox) e l'amica di Sidney e sorella di Linus, Tatum Riley (Rose McGowan).

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Una scena del film

Woodsboro, California. La diciassettenne Casey Becker è sola in casa e riceve una telefonata nel cuore della notte. Inizia a parlare con il misterioso interlocutore che le pone delle domande apparentemente innocue. Quando la ragazza decide di riattaccare viene però minacciata. Casey terrorizzata lo avverte che chiamerà la polizia e che, inoltre, il suo fidanzato, Steve Orth, sta per arrivare. Il ragazzo, però, è stato aggredito e legato ad una sedia nel patio. L'interlocutore, che si rivelerà un folle assassino, le propone un macabro gioco; lui le porrà delle domande circa i film dell'orrore, ed in caso di errore verranno uccisi. La ragazza sbaglia la prima risposta e Steven muore; le viene concessa un'altra possibilità di salvarsi, rispondendo all'ultima domanda del killer, che le chiede dove lui si trovi nella casa. Terrorizzata, Casey tenta di fuggire, finendo nelle mani del killer, che indossa un costume di Halloween: Ghostface. Ciò avviene proprio mentre i genitori di lei stanno rientrando a casa; sarà la madre a scoprire poco dopo il cadavere della figlia, sventrato ed appeso ad un albero nel giardino.

Il giorno dopo, la notizia dell'uccisione dei due ragazzi crea molto sgomento e preoccupazione presso gli studenti del liceo di Woodsboro e colpisce in particolare la giovane Sidney Prescott, che l'anno prima aveva visto stuprare e massacrare la madre, per il cui omicidio era stato accusato un tale Cotton Weary. La notte stessa il killer chiama la ragazza, sola in casa, per poi aggredirla. Vorrebbe ucciderla ma non riesce a raggiungere il suo scopo. Non appena sparisce, appare il fidanzato della giovane, Billy Loomis, che fa cadere un telefono cellulare dalla tasca. Sidney sospetta immediatamente di lui, così come la polizia, che infatti lo arresta. Sidney si stabilisce a casa della sua amica Tatum Riley, sorella del vicesceriffo Dwight "Linus" Riley. È proprio qui che riceve un'altra telefonata dall'assassino. Billy viene scarcerato, poiché dai tabulati telefonici non risulta che abbia chiamato a casa di Sidney. La protagonista deve subire le continue domande della giornalista Gale Weathers, che sostiene che il killer in circolazione sia la stessa persona che ha ucciso sua madre quasi un anno prima.

La scuola di Woodsboro viene chiusa per sicurezza e viene istituito il coprifuoco. Rimasto solo nell'istituto, il preside Arthur Himbry viene ucciso dal killer nel suo ufficio con quattro pugnalate. Ignari dell'accaduto, i ragazzi del liceo organizzano una festa a casa di Stuart Macher, dato che i suoi genitori sono fuori. Partecipa al party anche un fanatico di film horror, Randy Meeks, innamorato di Sidney. La prima vittima della serata è Tatum: andata in garage per prendere delle birre, si imbatte nell'assassino e viene schiacciata tra la porta del garage ed il muro. Nel frattempo Gale, alla ricerca di scoop, arriva alla festa, insieme al cameraman Kenny Jones ed entra in casa con lui nascondendo una microcamera, che trasmette il segnale in leggera differita al suo furgoncino, posizionato nel giardino. Anche Billy arriva al party: si apparta in camera da letto con Sydney e i due hanno un rapporto sessuale. Intanto, Gale e il vicesceriffo trovano nelle vicinanze l'auto del padre di Sidney, che è sparito da diversi giorni: le telefonate del killer sono arrivate proprio dal suo cellulare.

Mentre Sidney e Billy si rivestono, irrompe nella stanza l'assassino il quale colpisce ripetutamente il ragazzo, che si accascia sul letto. Sidney riesce a fuggire e trova il cadavere di Tatum. A quel punto vede il furgone della giornalista. All'interno c'è solo il cameraman. Sidney gli chiede aiuto e insieme vedono sullo schermo il killer che sta per colpire Randy alle spalle, ma poi rinuncia. Le immagini però vengono trasmesse in differita, ed infatti l'assassino è già nei pressi del furgone. Kenny viene colpito alla gola e muore, mentre Sidney scappa di nuovo.

La protagonista ritorna indietro verso casa di Stuart e qui, sulla porta, trova Linus, che la chiama e dopo pochi istanti si accascia al suolo con un coltello conficcato nella schiena. La ragazza vede un furgoncino della polizia e sale a bordo; cerca le chiavi, che però sono nelle mani dell'assassino, che tenta di nuovo di aggredirla. Sidney fugge verso la casa, mentre Stuart e Randy la chiamano e si avvicinano a lei, litigando e accusandosi a vicenda di essere il killer. Sid, indecisa e spaventata, entra in casa, lasciando fuori entrambi.

Con grande stupore di Sidney, Billy esce fuori dalla stanza dove si trovava e cade giù dalle scale, ancora vivo. La ragazza gli dà la pistola di Linus per sicurezza. Il ragazzo apre la porta e Randy si precipita dentro casa, dicendo che Stuart è impazzito e che ha ammesso di essere il killer, ma Billy gli spara. Leccandosi il dito, Loomis rivela alla protagonista che il suo sangue è in realtà sciroppo e si avvicina per aggredirla. La ragazza, sgomenta, comincia a correre, ma viene bloccata da Stuart che si rivolge a lei con un simulatore vocale. Si scopre quindi la verità: gli assassini sono in realtà due, Billy e Stuart, ed è per questo che nonostante Billy fosse in galera il killer era ancora in circolazione. Loro, un anno prima, incastrando Cotton, avevano ucciso la madre di Sidney perché il padre di Billy era il suo amante, e per questo i genitori del killer si erano separati. La madre del ragazzo, scoperta la relazione, se n'era andata via di casa, abbandonandolo. Allora Billy aveva deciso di vendicarsi, con la complicità dell'amico Stu, e poi di arrivare a Sid, la figlia della sua rivale, uccidendo i suoi amici intimi. Vogliono che sia il padre di Sidney ad essere incolpato di tutti gli omicidi, commessi in un raptus di follia alla vigilia dell'anniversario della morte della moglie.

I due decidono di colpirsi a vicenda con il coltello, in modo da apparire entrambi come vittime. La loro prossima mossa sarà quella di uccidere Sidney e simulare il suicidio di suo padre, che loro avevano rapito e di cui avevano clonato il cellulare con l'intento di farlo passare per il killer. L'intervento di Gale, che non è morta, però, li distrae. La giornalista li minaccia con la pistola di Linus afferrata mentre si colpivano, ma non riesce a sparare per via della sicura e, così, Billy la stordisce colpendola al petto. Intanto, Sid si è nascosta e chiama a casa di Stuart con un cellulare. Billy inizia a cercarla per tutta la casa mentre Stuart le parla. Sid mascherata da Ghostface esce quindi allo scoperto e colpisce Billy con un ombrello: Stuart le salta addosso, ma lei riesce a liberarsi della sua presa e lo uccide. Sembra essere tutto finito ma improvvisamente Billy si riprende dando un pugno a Randy, che nel frattempo si era ripreso dallo sparo, e cercando definitivamente di uccidere Sidney ma viene fermato da Gale che, ripresasi, riesce a sparargli a una spalla. Sid, Gale e Randy guardano Billy steso per terra: rinviene per un attimo ma Sidney gli spara alla testa e lo uccide. I tre sopravvissuti liberano, infine, il padre di Sidney e nel mentre arrivano polizia e giornalisti. Gale, testimone oculare degli avvenimenti, inizia così a girare un servizio sull'accaduto.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Cast[modifica | modifica wikitesto]

Neve Campbell nel 2009.

Il ruolo di Sidney Prescott, prima di essere assegnato a Neve Campbell, era stato offerto a Drew Barrymore, che rifiutò, sostenendo che se il personaggio da lei interpretato fosse morto all'inizio, il pubblico si sarebbe potuto aspettare qualsiasi risvolto (la sua parte dura solamente 12 minuti). Sempre per lo stesso ruolo fece l'audizione Melissa Joan Hart ma fu scartata. Reese Witherspoon rifiutò il ruolo da protagonista; lo stesso fecero Janeane Garofalo per il ruolo di Gale Weathers e Melinda Clarke per quello di Tatum Riley. Per quest'ultima parte fu presa in considerazione l'attrice Charlotte Ayanna. Kevin Patrick Walls non riuscì ad ottenere la parte di Billy e come consolazione interpretò la piccola parte del ragazzo di Casey Becker. Per la maggior parte delle scene, dietro la maschera di Ghostface c'è uno stuntman, non un attore. Linda Blair, famosa per aver interpretato Regan MacNeil, la bambina posseduta dal demonio nel film L'esorcista, appare in un brevissimo cameo nel ruolo di giornalista.

Colonna sonora[modifica | modifica wikitesto]

La colonna sonora fu pubblicata nel 1996 e contiene 11 tracce.[5] La canzone di tutti e tre i film è Red Right Hand di Nick Cave and the Bad Seeds. Un ennesimo omaggio ad un film horror è rivolto ad Halloween; infatti la canzone (Don't Fear) The Reaper dei Blue Öyster Cult è presente in tutti e due i film, con la differenza che in Scream è una reinterpretazione di Gus Black. La colonna sonora del film riprende in alcune scene quella di Halloween - 20 anni dopo.

Tracce[modifica | modifica wikitesto]

  1. BirdbrainYouth of America
  2. CatherineWhisper
  3. Nick Cave and the Bad SeedsRed Right Hand
  4. Blue Öyster Cult(Don't Fear) The Reaper
  5. Julee CruiseArtificial World [Interdimensional Mix]
  6. Sister Machine GunBetter Than Me
  7. Soho – Whisper to a Scream (Birds Fly)
  8. MobyFirst Cool Hive
  9. The ConnellsBitter Pill
  10. Alice CooperSchool's Out
  11. Marco BeltramiOriginal Motion Picture Score

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

Home video[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1997 negli USA e in Italia è uscita la versione in VHS di Scream.

Nel 1999 è uscita la versione in DVD di Scream. Negli USA il DVD è distribuito dalla Buena Vista International e dalla Miramax mentre in Italia il DVD è stato distribuito dalla Cecchi Gori Group. Nel 2000 è uscita una riedizione di questo DVD.

Nel dicembre 2011 è uscita un'altra edizione del film, distribuita dalla Eagle Pictures, per la prima volta anche in Blu-ray Disc.

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

Scream uscì in anteprima il 18 dicembre 1996 presso l'AMC Avco theater di Westwood, in California[6]. Bob Weinsten diede disposizione affinché il film fosse distribuito il 20 dicembre, data su cui alcuni erano critici dal momento che, considerato il periodo natalizio, erano maggioritari film per famiglie e simili[7]. Weinstein sostenne che ciò sarebbe stato favorevole per il film, dal momento che i fan dell'horror e gli adolescenti non avrebbero avuto nulla di interessante da guardare nel periodo di dicembre[7]. Quando gli incassi del primo finesettimane del film fecero registrare 6000000 $, si ritenne Weinstein avesse perso la scommessa; tuttavia la settimana successiva gli introiti, lungi dal diminuire, continuarono ad aumentare, incrementandosi sino a giungere al totale lordo, negli Stati Uniti, di 100000000 $, con annessi forti elogi della critica[7].

Incassi[modifica | modifica wikitesto]

Scream fu distribuito dalla Dimension e uscì nel 1996 nelle sale degli Stati Uniti e guadagnò 6354586 $ nel weekend d'apertura.[8] In totale incassò 173046663 $ e questa cifra lo rende il capitolo più remunerativo dell'intera serie.[9]

Critica[modifica | modifica wikitesto]

Oltre al pubblico anche la critica reagì bene. Morando Morandini scrive nel suo dizionario che «Craven gioca con gli stereotipi del genere, analizzandoli e smontandoli, ma anche con i nervi dello spettatore, dimostrandogli che funzionano ancora».[10] Il film ricevette inoltre critiche mediamente positive anche sui principali siti di recensioni pubbliche. Su Rotten Tomatoes la pellicola ricevette il gradimento del 79% degli utenti su un massimo del 100%,[11] su Metacritic un punteggio di 65/100.[12].

Peter Stack, del San Francisco Chronicle, apprezzò il passaggio dai film slasher per ragazzi degli anni 80 e la loro «endless series of laborious, half-baked sequels»[13]. Kevin Thomas, del Los Angeles Times, definì Scream «a bravura, provocative sendup of horror pictures», ossia una brillante, provocatoria trasmissione di immagini dell'orrore, e si complimentò per il film «spaventoso e raccapricciante» che aveva comunque evitato un senso di «morbosità»[14]. Ancora, Adam Smith di Empire lo ha definito «Clever, quick and bloody funny»[15]. La sceneggiatura di Williamson ha ricevuto elogi in quanto contenente «fiendishly clever, complicated plot» (una trama diabolicamente intelligente e complicata) che «deftly mixes irony, self-reference and wry social commentary with chills and blood spills» (mescola abilmente ironia, autoreferenzialità e ironico commento sociale con brividi e spargimenti di sangue)[16]. Time Out London ha lodato l'intelligenza e gli spaventi del film, insieme al casting, affermando che «at last, a horror movie to shout about!»[17]. Film4 citò Nightmare - Nuovo incubo e il suo cast di personaggi consapevoli come ispirazione per Scream, ma affermò che laddove il primo era stato «noble failure – pretty smart, but crucially not very scary» (un nobile fallimento - intelligente, ma fondamentalmente non molto spaventoso), il secondo era «not merely clever ... it is, from its breathtaking opening sequence (with Barrymore as the woman in peril) onwards, simply terrifying» (non solo intelligente ... è, dalla scena d'apertura mozzafiato (con Barrymore come donna in pericolo) in poi, semplicemente terrificante)[18].

Roger Ebert, del Chicago Sun-Times, diede al film una recensione positiva di 3 stelle su 4, mostrando apprezzamento per «the in-jokes and the self-aware characters», ma rimanendo confuso dal fatto che il modus ironico del film disinnescasse il livello di violenza dello stesso[19]. Più critica, Janet Maslin, sul The New York Times, sostenne che «not much of 'Scream' is that gruesome» (non molto di Scream è raccapricciante) e che il mix «mocking humor» e di «lurid material» non mettesse completamente a proprio agio i fan del genere[20]. Nonostante fosse critico nei riguardi del film, definendolo come «one experiment that needed more lab time» (un esperimento che richiedeva più tempo di laboratorio), Variety si complimentò con il cast «forte» identificando le performance di Campbell e Ulrich come «carismatiche»[21]. Critica anche la BBC che definì Scream come un derivato dei film che quest'ultimo satirizza, affermando che «Scream runs out of humour, and in turn robs itself of the chance to get the audience to take the thrills and gut-spills it offers seriously»[22].

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Controversie[modifica | modifica wikitesto]

Negli anni successivi alla sua uscita, Scream è stato accusato di aver ispirato crimini e di induzione ad atti di violenza.

Omicidio Castillo[modifica | modifica wikitesto]

Nel gennaio del 1998, il diciassettenne Mario Padilla e suo cugino quattordicenne Samuel Ramirez pugnalarono la madre del primo, Gina Castillo, per 45 volte, uccidendola. Il caso divenne noto come "l'omicidio di Scream" e fu sottoposto a un'intensa osservazione mediatica dopo che i ragazzi ebbero dichiarato di essere stati ispirati da Scream e da Scream 2. La coppia di colpevoli confessò che avrebbe avuto bisogno dei soldi acquisiti dall'omicidio di Castillo per finanziare una follia omicida che avrebbe incluso due costumi da Ghostface e un sintetizzatore vocale come quello usato dai personaggi del film. Durante il processo, la psicologa Madeline Levine, che aveva studiato l'effetto della violenza sui bambini, dichiarò che il film aveva «assolutamente» fornito un progetto ai due[23]. Il caso avrebbe dovuto evidenziare l'effetto dei film violenti sugli adolescenti, tuttavia il giudice presidente John Cheroske ordinò che le prove relative a Scream fossero vietate e che il caso non fosse definito "l'omicidio di Scream", rifiutando ai media l'accesso all'aula del tribunale, con l'intenzione di trattare il caso come un omicidio e nient'altro[24][23].

Aggressione Murray[modifica | modifica wikitesto]

Il 7 gennaio 1999, il tredicenne Ashley Murray fu pugnalato diverse volte alla testa e alla schiena dai suoi amici di allora, il quattordicenne Daniel Gill e il quindicenne Robert Fuller e lasciato al suo destino. Fu trovato e salvato da un uomo anziano che stava portando a spasso il proprio cane. Gli accoltellatori furono soprannominati "gli aggressori di Scream" in quanto emerse che poco prima dell'aggressione avevano guardato il film e furono ritrovati, tra gli oggetti in loro possesso, disegni di maschere di Ghostface[25]. Murray, quando testimoniò contro la coppia, dichiarò di credere che i due fossero stati influenzati dal film[26].

Massacro della Columbine High School[modifica | modifica wikitesto]

Il 4 maggio 1999, a seguito del massacro della Columbine High School e dell'incremento dei resoconti mediatici sugli effetti di film, giochi e altri media violenti sulla società, il Comitato del commercio del Senato degli Stati Uniti tenne un'audizione sul marketing dei film di Hollywood per i giovani. Il Comitato si concentrò in particolare sui film horror. La scena iniziale di Scream fu mostrata al Comitato come un esempio di media negativo che può essere visto dai bambini[24].

Omicidio Beaupère[modifica | modifica wikitesto]

Il 3 giugno 2002, un ragazzo di 17 anni attirò la sua amica, Alice Beaupère, fuori dalla casa dei genitori di lei a Saint-Sébastien-sur-Loire, comune francese, e la accoltellò 42 volte indossando una maschera di Ghostface. Fuggì quando vide un vicino raggiungere la scena, mentre la ragazza fece in tempo a riferire a quest'ultimo il nome del suo assalitore, prima di morire. Dopo essere stato arrestato, il ragazzo dichiarò alla polizia di aver voluto uccidere qualcuno per emulare il personaggio di Ghostface di Scream[27][28][29].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Incassi anno 1996 su BoxOfficeMojo.com Archiviato il 5 agosto 2007 in Internet Archive.; ultimo accesso il 17 maggio 2007
  2. ^ (EN) Kemi Alemoru, How Scream reinvented the slasher movie, su dazeddigital.com, 21 dicembre 2016. URL consultato il 29 marzo 2020.
  3. ^ Luca Liguori, SCREAM: COME IL FILM DI WES CRAVEN HA CAMBIATO PER SEMPRE L'HORROR. O QUANTOMENO CI HA PROVATO., su movieplayer.it, 20 dicembre 2016. URL consultato il 29 marzo 2020.
  4. ^ Cadieux.
  5. ^ Filmup, su filmup.leonardo.it. URL consultato il 3 maggio 2007.
  6. ^ Locations of Hollywood Movie Premieres, su seeing-stars.com. URL consultato il 19 aprile 2020.
  7. ^ a b c Daniel Farrands; Thommy Hutson, Scream: The Inside Story (TV), 6 aprile 2011, The Biography Channel
  8. ^ (EN) Scream, su Box Office Mojo. Modifica su Wikidata
  9. ^ Botteghino della serie Scream su BoxOfficeMojo.com Archiviato il 5 agosto 2007 in Internet Archive.; ultimo accesso il 13 maggio 2007
  10. ^ Dati forniti dal dizionario di cinema di Morando Morandini.
  11. ^ (EN) Scream (1996). URL consultato il 30 marzo 2020.
  12. ^ (EN) Scream. URL consultato il 30 marzo 2020.
  13. ^ (EN) Peter Stack, Satirical 'Scream' Is Out for Blood — and Lots of It, in San Francisco Chronicle, 20 dicembre 1996. URL consultato il 19 aprile 2020.
  14. ^ John Kenneth Muir, Wes Craven: The Art of Horror, McFarland & Company, 2004, pp. 34; 196, ISBN 0-7864-1923-7.
  15. ^ (EN) Adam Smith, Scream, in Empire.
  16. ^ (EN) Richard Harrington, Go Ahead and 'Scream', in The Washington Post, 20 dicembre 1996.
  17. ^ Scream, su timeout.com. URL consultato il 19 aprile 2020.
  18. ^ "Scream", Film4, Channel 4
  19. ^ Robert Ebert, Scream, in Chicago Sun-Times, 20 dicembre 1996.
  20. ^ Janet Maslin, Scream, in The New York Times, 20 dicembre 1996.
  21. ^ (EN) Leonard Klady, Scream, in Variety, 21 dicembre 1996. URL consultato il 23 aprile 2020.
  22. ^ (EN) autore, Scream (1996), in BBC, 24 maggio 2001. URL consultato il 23 aprile 2020.
  23. ^ a b 2 Guilty Of Scream Murder, su cbsnews.com. URL consultato il 23 aprile 2020.
  24. ^ a b (EN) Diana Rico, E: E! A True Hollywood Story: Scream.
  25. ^ UK 'Scream' attackers given six years, su news.bbc.co.uk. URL consultato il 23 aprile 2020.
  26. ^ (EN) Rachel Shields, Victim of 1999 attack by two schoolboys demands Edlington pair get longer term, in The Independent, 31 gennaio 2010. URL consultato il 23 aprile 2020.
  27. ^ (FR) Julien Dumond; Rodolphe Landais, L'ado meurtrier s'est inspiré du film « Scream », in Le Parisien, 5 giugno 2002. URL consultato il 24 aprile 2020.
  28. ^ (EN) Lara Marlowe, Student charged with murder amid concerns in France over violent films, in The Irish Times, 6 giugno 2002. URL consultato il 24 aprile 2020.
  29. ^ (EN) Adam Sage, Scream mask killer stabbed girl 42 times, in The Times, 1º maggio 2004. URL consultato il 24 aprile 2020.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (FR) Axel Cadieux, Une série de tueurs: Les serial killers qui ont inspiré le cinéma, Capricci Editions, 2014, ISBN 9791023900217.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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