Scream (film 1996)

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Scream
Scream logo.jpg
Logo originale del film
Paese di produzioneStati Uniti d'America
Anno1996
Durata111 min
Rapporto2,35:1
Generethriller, orrore, drammatico, commedia
RegiaWes Craven
SceneggiaturaKevin Williamson
ProduttoreCary Woods, Cathy Konrad
Produttore esecutivoBob Weinstein, Harvey Weinstein, Marianne Maddalena
Casa di produzioneDimension Films, Woods Entertainment
Distribuzione in italianoCecchi Gori Group
FotografiaMark Irwin
MontaggioPatrick Lussier
Effetti specialiFrank Ceglia
MusicheMarco Beltrami
ScenografiaBruce Alan Miller, David Lubin, Michele Poulik
CostumiCynthia Bergstrom
TruccoCarol Schwartz, Robert Kurtzman, Greg Nicotero, Howard Berger
Interpreti e personaggi
Doppiatori originali
Doppiatori italiani

Scream, distribuito anche con il titolo Scream - Chi urla muore, è un film del 1996 diretto da Wes Craven e scritto da Kevin Williamson.

Riscuotendo un grande successo e uno dei più alti incassi del 1996,[1] la pellicola riprende le caratteristiche dei precedenti horror (come Nightmare o Halloween - La notte delle streghe), e unisce agli elementi tipici dell'orrore anche la satira.[2][3]

Il lungometraggio, oltre ad avere avuto quattro sequel diretti (Scream 2, Scream 3, Scream 4 e Scream), ha dato origine a un vero e proprio franchise che è proseguito nel corso dei decenni successivi.

Scream narra la storia di Sidney Prescott (Neve Campbell), la cui vita viene sconvolta, come tutto il resto della cittadina in cui vive, da alcuni brutali e misteriosi omicidi. Sembra che dietro tutto ci sia una persona che indossa una maschera di Halloween (Ghostface), il cui personaggio è ispirato al vero serial killer Danny Rolling.[4] Altri protagonisti sono il vicesceriffo Lenny "Linus" Riley (David Arquette), la giornalista Gale Weathers (Courteney Cox) e l'amica di Sidney e sorella di Linus, Tatum Riley (Rose McGowan).

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Woodsboro, 1996. Casey Becker, ragazza liceale di 16 anni, riceve una telefonata da uno sconosciuto mentre è sola in casa, con il quale inizia a parlare di film dell'orrore e, dopo alcune domande del tutto innocue, la conversazione prende una brutta piega quando quest'ultimo rivela alla ragazza di starla osservando, così Casey decide di riattaccare. Il misterioso interlocutore però la richiama minacciandola di morte (rivelandosi quindi un folle serial killer) e le rivela che il suo fidanzato Steve Orth è tenuto in ostaggio nel suo patio. Per salvarlo, Casey dovrà rispondere ad alcune domande sui film horror ma, dopo aver sbagliato una risposta su Venerdì 13 (essendo stata ingannata), assiste terrorizzata all'omicidio di Steve. Rifiutandosi di rispondere ad altre domande, la ragazza tenta di fuggire, ma finisce nelle mani di un assassino mascherato: Ghostface. Ciò avviene proprio mentre i genitori di lei stanno rientrando a casa; sarà la madre a scoprire poco dopo il cadavere della figlia, sventrato e appeso a un albero nel giardino.

Il giorno dopo la notizia dell'uccisione della giovane crea molto sgomento e preoccupazione presso gli studenti della "Woodsboro High School" e colpisce in particolare Sidney Prescott, compagna di classe di Casey e già alle prese con l'imminente anniversario della morte di sua madre Maureen, uccisa presumibilmente dall'amante di lei, Cotton Weary. Mentre è sola in casa la sera, in attesa che la sua amica Tatum Riley passi a prenderla, Sidney riceve una telefonata misteriosa dallo stesso interlocutore di Casey. Dopo aver riagganciato (in seguito a una minaccia di quest'ultimo), viene aggredita da Ghostface, ma riesce a sfuggirgli e ad allertare le autorità, costringendo l'aggressore alla fuga. Il ragazzo di Sidney, Billy Loomis, arriva poco dopo in suo soccorso, ma quando fa cadere il telefono cellulare dalla tasca, Sidney sospetta immediatamente che abbia fatto lui la telefonata e fugge. Billy viene arrestato, mentre Sidney trascorre la notte a casa di Tatum, dove riceve un'altra telefonata da Ghostface che le rivela come abbia accusato la persona sbagliata.

Il giorno dopo, Billy viene rilasciato per mancanza di prove e i sospetti ricadono sul padre di Sidney, Neil Prescott, scomparso da giorni e dal cui cellulare provengono le misteriose telefonate. Visti i fatti di cronaca, le lezioni vengono temporaneamente sospese e, mentre è solo nell'edificio scolastico, il preside Arthur Himbry viene ucciso da Ghostface con quattro pugnalate allo stomaco. Il fidanzato di Tatum, Stuart Macher, approfittando della sospensione delle lezioni e dell'assenza dei suoi genitori, organizza la sera stessa una festa in casa, a cui partecipano Sidney, Tatum, il loro amico Randy Meeks e molti altri studenti. Anche la giornalista Gale Weathers, dubbiosa che l'assassino in circolazione sia lo stesso che ha ucciso la madre di Sidney, e convinta che lo stesso colpirà alla festa, si presenta a casa di Stuart insieme al cameraman Kenny Jones, in cui nasconde una microcamera. Anche il vicesceriffo e fratello di Tatum, Linus Riley, è nei pressi della casa per tenere d'occhio la situazione, ma la prima vittima della serata è proprio Tatum: dopo essere andata in garage per prendere delle birre, si imbatte in Ghostface e viene schiacciata tra la porta del garage e il muro mentre tentava di fuggire. Billy arriva alla festa subito dopo e, insieme a Sidney, si apparta in camera da letto per parlarle in privato, dove i due consumano un rapporto sessuale; Linus e Gale intanto indagano nella zona circostante.

I liceali, eccetto Randy, lasciano la festa non appena vengono a sapere dell'omicidio del preside Himbry, e l'assassino coglie l'occasione per salire in camera da letto e aggredire Sidney e Billy, i quali si stavano rivestendo. Sidney fugge per un pelo dalla casa e cerca aiuto nel furgone di Gale, in cui vi trova soltanto il cameraman Kenny. Entrambi vedono sullo schermo tramite la microcamera che l'assassino sta per uccidere Randy per poi rinunciare all'idea e allontanarsi. Improvvisamente però l'assassino compare e sgozza il cameraman mentre Sidney riesce nuovamente a scappare. Gale e Linus, dopo aver trovato nelle vicinanze l'auto di Neil Prescott, tornano indietro. Gale scopre il cadavere di Kenny e, terrorizzata, tenta di fuggire con il suo furgone, ma finisce fuori strada, andando a sbattere contro un albero, mentre Linus entra in casa per investigare, dove viene pugnalato alla schiena da Ghostface; Sidney (dopo essere stata nuovamente aggredita dentro la macchina di Linus) prende la sua pistola. Dal nulla, Stuart e Randy si avvicinano a lei accusandosi a vicenda di essere l'assassino, e Sidney, dubbiosa e spaventata, si chiude in casa, in cui trova Billy ferito ma ancora vivo; La ragazza gli dà la pistola per sicurezza.

Randy si precipita in casa dicendo che Stuart è impazzito, ma Billy, con stupore di Sidney, gli spara. Il ragazzo rivela di essere Ghostface, mentre Stuart, anch'egli rientrato in casa, si presenta come suo complice. Billy e Stuart spiegano la loro intenzione di uccidere Sidney, e di incastrare il padre di lei, che avevano rapito e tenuto segregato in casa, per gli omicidi compiuti. La coppia rivela inoltre di aver ucciso un anno prima la madre di Sidney e di aver incastrato Cotton, poiché la donna aveva una relazione anche con il padre di Billy, ragione per la quale la madre dello stesso ragazzo se n'è andata via di casa per sempre. L'intervento di Gale, sopravvissuta all'incidente, li distrae e Sidney ne approfitta per affrontare i due giovani assassini, tramortendo Billy con un ombrello e facendo cadere un televisore sulla testa di Stuart, uccidendolo. Sembra essere tutto finito, ma improvvisamente Billy si riprende, dando un pugno a Randy, che nel frattempo si era ripreso dallo sparo, e cerca definitivamente di uccidere Sidney, ma viene fermato da Gale, che gli spara a una spalla. Sid, Gale e Randy guardano Billy steso per terra: rinviene per un attimo ma Sidney gli spara alla testa e lo uccide. I tre sopravvissuti liberano, infine, il padre di Sidney e nel mentre arrivano polizia e giornalisti. Gale inizia a girare un servizio sull'accaduto, e Linus, anch'egli sopravvissuto, viene portato d'urgenza al pronto soccorso.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Cast[modifica | modifica wikitesto]

Neve Campbell nel 2009.

Il ruolo di Sidney Prescott, prima di essere assegnato a Neve Campbell, era stato offerto a Drew Barrymore, che rifiutò preferendo interpretare Casey Becker, sostenendo che se il personaggio da lei interpretato fosse morto all'inizio il pubblico si sarebbe potuto aspettare qualsiasi risvolto (la sua parte dura solamente dodici minuti). Sempre per lo stesso ruolo fece l'audizione Melissa Joan Hart, ma fu scartata. Reese Witherspoon rifiutò il ruolo da protagonista; lo stesso fecero Janeane Garofalo per il ruolo di Gale Weathers e Melinda Clarke per quello di Tatum Riley. Per quest'ultima parte fu presa in considerazione l'attrice Charlotte Ayanna. Kevin Patrick Walls non riuscì a ottenere la parte di Billy e come consolazione interpretò la piccola parte del ragazzo di Casey Becker. Per la maggior parte delle scene dietro la maschera di Ghostface c'è uno stuntman, non un attore. Linda Blair, famosa per avere interpretato Regan MacNeil, la bambina posseduta dal demonio nel film L'esorcista, appare in un brevissimo cameo nel ruolo di giornalista.

Riprese[modifica | modifica wikitesto]

Le riprese del film sono iniziate il 15 Aprile del 1996 e si sono concluse l'8 Giugno dello stesso anno.

Colonna sonora[modifica | modifica wikitesto]

La colonna sonora fu pubblicata nel 1996 e contiene undici tracce.[5] La canzone di tutti e tre i film è Red Right Hand di Nick Cave and the Bad Seeds. Un ennesimo omaggio a un film horror è rivolto ad Halloween; infatti la canzone (Don't Fear) The Reaper dei Blue Öyster Cult è presente in tutti e due i film, con la differenza che in Scream è una reinterpretazione di Gus Black. La colonna sonora del film è anche stata usata in alcune scene di Halloween - 20 anni dopo (1998).

Tracce[modifica | modifica wikitesto]

  1. BirdbrainYouth of America
  2. CatherineWhisper
  3. Nick Cave and the Bad SeedsRed Right Hand
  4. Blue Öyster Cult(Don't Fear) The Reaper
  5. Julee CruiseArtificial World [Interdimensional Mix]
  6. Sister Machine GunBetter Than Me
  7. Soho – Whisper to a Scream (Birds Fly)
  8. MobyFirst Cool Hive
  9. The ConnellsBitter Pill
  10. Alice CooperSchool's Out
  11. Marco BeltramiOriginal Motion Picture Score

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

Divieti[modifica | modifica wikitesto]

Negli USA è stata distribuita con la classificazione di età Rating - “R”, cioè vietato ai minori di 17 anni “per la presenza di immagini violente e brutali, e per il linguaggio scurrile”, mentre in Italia è vietato ai minori di 14 anni.

Home video[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1997 negli USA e in Italia è uscita la versione in VHS di Scream.

Nel 1999 è uscita la versione in DVD di Scream. Negli USA il DVD è distribuito dalla Buena Vista International e dalla Miramax, mentre in Italia il DVD è stato distribuito dalla Cecchi Gori Group. Nel 2000 è uscita una riedizione di questo DVD.

Nel dicembre del 2011 è uscita un'altra edizione del film, distribuita dalla Eagle Pictures, per la prima volta anche in Blu-ray Disc.

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

Scream uscì in anteprima il 18 dicembre 1996 presso l'AMC Avco theater di Westwood, in California[6]. Bob Weinstein diede disposizione affinché il film fosse distribuito il 20 dicembre, data su cui alcuni erano critici dal momento che, considerato il periodo natalizio, erano maggioritari film per famiglie e simili[7]. Weinstein sostenne che ciò sarebbe stato favorevole per il film, dal momento che i fan dell'horror e gli adolescenti non avrebbero avuto nulla di interessante da guardare nel periodo di dicembre[7]. Quando gli incassi del primo fine settimana del film fecero registrare 6000000 $ si ritenne che Weinstein avesse perso la scommessa; tuttavia la settimana successiva gli introiti, lungi dal diminuire, continuarono ad aumentare, incrementandosi fino a giungere al totale lordo, negli Stati Uniti, di 100000000 $, con annessi forti elogi della critica[7].

Incassi[modifica | modifica wikitesto]

Scream fu distribuito dalla Dimension e uscì nel 1996 nelle sale degli Stati Uniti e guadagnò 6354586 $ nel weekend d'apertura.[8] In totale incassò 173046663 $ e questa cifra lo rende il capitolo più remunerativo dell'intera serie.[9]

Critica[modifica | modifica wikitesto]

Oltre al pubblico anche la critica reagì bene. Morando Morandini scrive nel suo dizionario che «Craven gioca con gli stereotipi del genere, analizzandoli e smontandoli, ma anche con i nervi dello spettatore, dimostrandogli che funzionano ancora».[10] Il film ricevette inoltre critiche mediamente positive anche sui principali siti di recensioni pubbliche. Su Rotten Tomatoes la pellicola ricevette il gradimento del 79% basata su 82 recensioni,[11] su Metacritic un punteggio di 65 su 100.[12].

Peter Stack, del San Francisco Chronicle, apprezzò il passaggio dai film slasher per ragazzi degli anni '80 e la loro «endless series of laborious, half-baked sequels»[13]. Kevin Thomas, del Los Angeles Times, definì Scream «a bravura, provocative sendup of horror pictures», ossia una brillante, provocatoria trasmissione di immagini dell'orrore, e si complimentò per il film «spaventoso e raccapricciante» che aveva comunque evitato un senso di «morbosità»[14]. Ancora, Adam Smith di Empire lo ha definito «Clever, quick and bloody funny»[15]. La sceneggiatura di Williamson ha ricevuto elogi in quanto contenente «fiendishly clever, complicated plot» (una trama diabolicamente intelligente e complicata) che «deftly mixes irony, self-reference and wry social commentary with chills and blood spills» (mescola abilmente ironia, autoreferenzialità e ironico commento sociale con brividi e spargimenti di sangue)[16]. Time Out London ha lodato l'intelligenza e gli spaventi del film, insieme al casting, affermando che «at last, a horror movie to shout about!»[17]. Film4 citò Nightmare - Nuovo incubo e il suo cast di personaggi consapevoli come ispirazione per Scream, ma affermò che laddove il primo era stato «noble failure – pretty smart, but crucially not very scary» (un nobile fallimento - intelligente, ma fondamentalmente non molto spaventoso), il secondo era «not merely clever ... it is, from its breathtaking opening sequence (with Barrymore as the woman in peril) onwards, simply terrifying» (non solo intelligente ... è, dalla scena d'apertura mozzafiato (con Barrymore come donna in pericolo) in poi, semplicemente terrificante)[18].

Roger Ebert, del Chicago Sun-Times, diede al film una recensione positiva di 3 stelle su 4, mostrando apprezzamento per «the in-jokes and the self-aware characters», ma rimanendo confuso dal fatto che il modus ironico del film disinnescasse il livello di violenza dello stesso[19]. Più critica Janet Maslin, sul The New York Times, che sostenne che «not much of 'Scream' is that gruesome» (non molto di Scream è raccapricciante) e che il mix «mocking humor» e di «lurid material» non mettesse completamente a proprio agio i fan del genere[20]. Nonostante fosse critico nei riguardi del film, definendolo come «one experiment that needed more lab time» (un esperimento che richiedeva più tempo di laboratorio), Variety si complimentò con il cast «forte» identificando le performance di Campbell e Ulrich come «carismatiche»[21]. Critica anche la BBC che definì Scream come un derivato dei film che quest'ultimo satirizza, affermando che «Scream runs out of humour, and in turn robs itself of the chance to get the audience to take the thrills and gut-spills it offers seriously»[22].

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Controversie[modifica | modifica wikitesto]

Negli anni successivi alla sua uscita Scream è stato accusato di avere ispirato crimini e di induzione ad atti di violenza.

Omicidio Castillo[modifica | modifica wikitesto]

Nel gennaio del 1998 il diciassettenne Mario Padilla e suo cugino quattordicenne Samuel Ramirez pugnalarono la madre del primo, Gina Castillo, per 45 volte, uccidendola. Il caso divenne noto come "l'omicidio di Scream" e fu sottoposto a un'intensa osservazione mediatica dopo che i ragazzi ebbero dichiarato di essere stati ispirati da Scream e da Scream 2. La coppia di colpevoli confessò che avrebbe avuto bisogno dei soldi acquisiti dall'omicidio per finanziare una follia omicida che avrebbe incluso due costumi da Ghostface e un sintetizzatore vocale come quello usato dai personaggi del film. Durante il processo la psicologa Madeline Levine, che aveva studiato l'effetto della violenza sui bambini, dichiarò che il film aveva «assolutamente» fornito un progetto ai due[23]. Il caso avrebbe dovuto evidenziare l'effetto dei film violenti sugli adolescenti, tuttavia il giudice presidente John Cheroske ordinò che le prove relative a Scream fossero vietate e che il caso non fosse definito "l'omicidio di Scream", rifiutando ai media l'accesso all'aula del tribunale, con l'intenzione di trattare il caso come un omicidio e nient'altro[24][23].

Aggressione Murray[modifica | modifica wikitesto]

Il 7 gennaio 1999 il tredicenne Ashley Murray fu pugnalato diverse volte alla testa e alla schiena dai suoi amici di allora, il quattordicenne Daniel Gill e il quindicenne Robert Fuller, e lasciato al suo destino. Fu trovato e salvato da un uomo anziano che stava portando a spasso il proprio cane. Gli accoltellatori furono soprannominati "gli aggressori di Scream" in quanto emerse che poco prima dell'aggressione avevano guardato il film e furono ritrovati, tra gli oggetti in loro possesso, disegni di maschere di Ghostface[25]. Murray, quando testimoniò contro la coppia, dichiarò di credere che i due fossero stati influenzati dal film[26].

Massacro della Columbine High School[modifica | modifica wikitesto]

Il 4 maggio 1999, a seguito del massacro della Columbine High School e dell'incremento dei resoconti mediatici sugli effetti di film, giochi e altri media violenti sulla società, il Comitato del commercio del Senato degli Stati Uniti tenne un'audizione sul marketing dei film di Hollywood per i giovani. Il Comitato si concentrò in particolare sui film horror. La scena iniziale di Scream fu mostrata al Comitato come un esempio di media negativo che può essere visto dai bambini[24].

Omicidio Beaupère[modifica | modifica wikitesto]

Il 3 giugno 2002 un ragazzo di 17 anni attirò la sua amica, Alice Beaupère, fuori dalla casa dei genitori di lei a Saint-Sébastien-sur-Loire, comune francese, e la accoltellò 42 volte indossando una maschera di Ghostface. Fuggì quando vide un vicino raggiungere la scena, mentre la ragazza fece in tempo a riferire a quest'ultimo il nome del suo assalitore prima di morire. Dopo essere stato arrestato il ragazzo dichiarò alla polizia di avere voluto uccidere qualcuno per emulare il personaggio di Ghostface di Scream[27][28][29].

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • Nel film viene fatto riferimento a molti film horror tra cui Nightmare (dello stesso Wes Craven), Halloween, Venerdì 13, Psyco (citando la frase di Norman Bates "Tutti qualche volta perdiamo un pò la testa") e Il silenzio degli innocenti (spiegando che per compiere un delitto non è necessario avere un movente, come Hannibal Lecter che non uccideva per un movente, ma perché era cannibale).
  • Drew Barrymore, attrice già affermata, doveva interpretare la protagonista, ma poi si è deciso di farla morire subito perché se il pubblico avvesse visto morire un'attrice nota all'inizio del film si sarebbe aspettato di tutto. Fu scelta infatti Neve Campbell per interpretare Sidney Prescott.
  • David Arquette apparse assieme a Courteney Cox anche nel terzo episodio della terza stagione di F•R•I•E•N•D•S nel ruolo di Malcolm. I due attori si sposarono nel 1999 (dopo aver girato Scream 2), e si lasciarono nel 2013 (dopo aver girato Scream 4).

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Incassi anno 1996 su BoxOfficeMojo.com Archiviato il 5 agosto 2007 in Internet Archive.; ultimo accesso il 17 maggio 2007
  2. ^ (EN) Kemi Alemoru, How Scream reinvented the slasher movie, su dazeddigital.com, 21 dicembre 2016. URL consultato il 29 marzo 2020.
  3. ^ Luca Liguori, SCREAM: COME IL FILM DI WES CRAVEN HA CAMBIATO PER SEMPRE L'HORROR. O QUANTOMENO CI HA PROVATO., su movieplayer.it, 20 dicembre 2016. URL consultato il 29 marzo 2020.
  4. ^ Cadieux.
  5. ^ Filmup, su filmup.leonardo.it. URL consultato il 3 maggio 2007.
  6. ^ Locations of Hollywood Movie Premieres, su seeing-stars.com. URL consultato il 19 aprile 2020.
  7. ^ a b c Daniel Farrands; Thommy Hutson, Scream: The Inside Story (TV), 6 aprile 2011, The Biography Channel
  8. ^ (EN) Scream, su Box Office Mojo, Amazon.com. Modifica su Wikidata
  9. ^ Botteghino della serie Scream su BoxOfficeMojo.com Archiviato il 5 agosto 2007 in Internet Archive.; ultimo accesso il 13 maggio 2007
  10. ^ Dati forniti dal dizionario di cinema di Morando Morandini.
  11. ^ (EN) Scream (1996). URL consultato il 30 marzo 2020.
  12. ^ (EN) Scream. URL consultato il 30 marzo 2020.
  13. ^ (EN) Peter Stack, Satirical 'Scream' Is Out for Blood — and Lots of It, in San Francisco Chronicle, 20 dicembre 1996. URL consultato il 19 aprile 2020.
  14. ^ John Kenneth Muir, Wes Craven: The Art of Horror, McFarland & Company, 2004, pp. 34; 196, ISBN 0-7864-1923-7.
  15. ^ (EN) Adam Smith, Scream, in Empire, 1985.
  16. ^ (EN) Richard Harrington, Go Ahead and 'Scream', in The Washington Post, 20 dicembre 1996.
  17. ^ Scream, su timeout.com. URL consultato il 19 aprile 2020.
  18. ^ "Scream", Film4, Channel 4
  19. ^ Robert Ebert, Scream, in Chicago Sun-Times, 20 dicembre 1996.
  20. ^ Janet Maslin, Scream, in The New York Times, 20 dicembre 1996.
  21. ^ (EN) Leonard Klady, Scream, in Variety, 21 dicembre 1996. URL consultato il 23 aprile 2020.
  22. ^ (EN) autore, Scream (1996), in BBC, 24 maggio 2001. URL consultato il 23 aprile 2020.
  23. ^ a b 2 Guilty Of Scream Murder, su cbsnews.com. URL consultato il 23 aprile 2020.
  24. ^ a b (EN) Diana Rico, E: E! A True Hollywood Story: Scream.
  25. ^ UK 'Scream' attackers given six years, su news.bbc.co.uk. URL consultato il 23 aprile 2020.
  26. ^ (EN) Rachel Shields, Victim of 1999 attack by two schoolboys demands Edlington pair get longer term, in The Independent, 31 gennaio 2010. URL consultato il 23 aprile 2020.
  27. ^ (FR) Julien Dumond; Rodolphe Landais, L'ado meurtrier s'est inspiré du film « Scream », in Le Parisien, 5 giugno 2002. URL consultato il 24 aprile 2020.
  28. ^ (EN) Lara Marlowe, Student charged with murder amid concerns in France over violent films, in The Irish Times, 6 giugno 2002. URL consultato il 24 aprile 2020.
  29. ^ (EN) Adam Sage, Scream mask killer stabbed girl 42 times, in The Times, 1º maggio 2004. URL consultato il 24 aprile 2020.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (FR) Axel Cadieux, Une série de tueurs: Les serial killers qui ont inspiré le cinéma, Capricci Editions, 2014, ISBN 9791023900217.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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