Halloween

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Halloween
Jack-o'-Lantern 2003-10-31.jpg
Una zucca di Halloween
Tipo di festaInternazionale
Data31 ottobre
Celebrata inAustralia, Canada, Germania, Austria, Irlanda, Regno Unito, Stati Uniti, Paesi scandinavi, Nuova Zelanda, Italia, Spagna, Francia, Corea del Sud
Oggetto della celebrazioneInizio dell'inverno, inizio del nuovo anno
Oggetti liturgici
  • Zucche intagliate e illuminate dall'interno
  • Costumi e accessori macabri o spaventosi
Tradizioni culinarieComprare, consumare o regalare dolci (alcuni di questi a forma di occhio, insetto, scheletro, ecc.)
Altri nomi
  • La notte delle streghe
  • La festa dei morti

Halloween (IPA: [hæləˈwiːn] o [hæloʊ̯ˈiːn]) è una festività di origine celtica celebrata la notte fra il 31 ottobre e il 1º novembre, che nel XX secolo ha assunto negli Stati Uniti le forme spiccatamente macabre e commerciali con cui è divenuta nota.

L'usanza si è poi diffusa anche in altri Paesi del mondo e le sue manifestazioni sono molto varie: si passa dalle sfilate in costume ai giochi dei bambini, che girano di casa in casa recitando la formula ricattatoria del trick-or-treat (dolcetto o scherzetto, in Italia).

Caratteristica della festa è la simbologia legata alla morte e all'occulto, di cui è tipico il simbolo della zucca con intagliata una faccia sorridente (il più delle volte spaventosa) e illuminata da una candela o una lampadina piazzata all'interno, derivato dal personaggio di Jack-o'-lantern.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Contenitore in "stile Halloween" colmo di dolciumi
La sera del 31 ottobre nella vecchia Inghilterra.

La storia di Halloween risale a tempi remoti.[1]

Lo storico Nicholas Rogers, ricercando le origini di Halloween, nota che mentre alcuni studiosi hanno rintracciato le sue origini nella festa romana dedicata a Pomona - dea dei frutti e dei semi - o nella festa dei morti chiamata Parentalia, Halloween viene più tipicamente collegata alla festa celtica di Samhain (pronunciato [ˈsɑːwɪn] o [ˈsaʊɪn]), originariamente scritto Samuin (pronunciato [ˈsaṽɨnʲ] in gaelico).[2] Il nome della festività, mantenuto storicamente dai Gaeli e dai Celti nell'arcipelago britannico, deriva dall'antico irlandese e significa approssimativamente "fine dell'estate".[2][3][4]

La tesi della derivazione di Halloween da Samhain fu sostenuta da due celebri studiosi di fine Ottocento, Rhŷs e Frazer[5]: secondo il calendario celtico in uso 2000 anni fa tra i popoli dell'Inghilterra, dell'Irlanda e della Francia settentrionale, l'anno nuovo incominciava il 31 ottobre.

Nell'840, sotto papa Gregorio IV, la Chiesa cattolica istituì ufficialmente la festa di Ognissanti per il 1º novembre: probabilmente questa scelta era intesa a creare una continuità col passato, sovrapponendo la nuova festività cristiana a quella più antica. A conferma, Frazer osserva che, in precedenza, Ognissanti era già festeggiato in Inghilterra il 1º novembre. Questa tesi ha avuto amplissima diffusione.

Tuttavia lo storico Hutton l'ha messa in discussione, osservando come Ognissanti venisse celebrato da vari secoli prima di divenire festa di precetto, in date discordanti nei vari Paesi: la più diffusa era il 13 maggio, in Irlanda (paese di cultura celtica) era il 20 aprile, mentre il 1º novembre era una data diffusa in Inghilterra e Germania (paesi di cultura germanica)[5].

Secondo l'Oxford Dictionary of English folklore: «Certamente Samhain era un tempo per raduni festivi e nei testi medievali irlandesi e in quelli più tardi del folclore irlandese, gallese e scozzese gli incontri soprannaturali avvengono in questo giorno, anche se non c'è evidenza che fosse connesso con la morte in epoca precristiana, o che si tenessero cerimonie religiose pagane»[5]. L'associazione centrale col tema della morte sembra affermarsi in un periodo successivo, e appare evidente nella più recente evoluzione anglosassone della festa con le sue maschere macabre.

Dopo che il protestantesimo ebbe interrotto la tradizione di Ognissanti, in ambito anglosassone si continuò a celebrare Halloween come festa laica. Negli USA, a partire dalla metà dell'Ottocento, la festa si diffuse (specialmente a causa dell'immigrazione irlandese) fino a diventare, nel secolo XX, una delle principali festività statunitensi[6].

Negli ultimi anni del secolo la festività di Halloween ha assunto carattere consumistico, con un oscuramento progressivo dei significati originari. Festeggiamenti che durano interi weekend sono ormai tipici in tutti gli Stati di influenza anglofona. Così in USA, Irlanda, Australia e Regno Unito, Halloween viene festeggiato come una "festa del costume", dove party in maschera e festeggiamenti tematici superano il tipico valore tradizionale del "dolcetto o scherzetto", per dar vita a una nuova tradizione di divertimento, caratteristica di una gioventù cresciuta.

Halloween en Quito 2010.jpg

Origine del nome[modifica | modifica wikitesto]

La parola Halloween rappresenta una variante scozzese, dal nome completo All Hallows' Eve che tradotto significa "Notte di tutti gli spiriti sacri", cioè la vigilia di Ognissanti (in inglese arcaico "All Hallows' Day", moderno All Saints' Day).[7] Sebbene il sintagma All Hallows si ritrovi in inglese antico (alra hālgena mæssedæg, giorno della messa di tutti i santi), All Hallows' Eve non è attestato fino al 1556.[7]

Secondo Renato Cortesi l'origine andrebbe ricercata nel racconto del personaggio di Jack O' Lantern che fu condannato dal diavolo a vagare per il mondo, di notte, alla sola luce della zucca "scavata" contenente una candela. Poiché il termine inglese per scavare è "to hollow" (e quindi l'atto di scavare è "hollowing") da ciò deriverebbe il nome Halloween[8].

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Il presidente Kennedy a Halloween nel 1963.

Lo sviluppo di oggetti e simboli associati a Halloween si è andato formando col passare del tempo. Ad esempio l'uso di intagliare zucche con espressioni spaventose o grottesche risale alla tradizione di intagliare rape per farne lanterne con cui ricordare le anime bloccate nel Purgatorio.[9] La rapa è stata usata tradizionalmente a Halloween in Irlanda e Scozia,[10] ma gli immigrati in Nord America usavano la zucca originaria del posto, che era disponibile in grandi quantità ed era di maggiori dimensioni, facilitando così il lavoro di intaglio.[10] La tradizione americana di intagliare zucche risale al 1837[11] ed era originariamente associata al tempo del raccolto in generale, mentre fu associata specificamente a Halloween verso la seconda metà del Novecento.[12]

Il simbolismo di Halloween deriva da varie fonti, inclusi costumi nazionali, opere letterarie gotiche e horror (come i romanzi Frankenstein, Dracula e Lo strano caso del Dr. Jekyll e di Mr. Hyde) e film classici dell'orrore (come Frankenstein, La mummia, L'esorcista e Shining).[13] Tra le primissime opere su Halloween si ritrovano quelle del poeta scozzese John Mayne, che nel 1780 annotò sia gli scherzi di Halloween in What fearfu' pranks ensue!, sia quanto di soprannaturale era associato con quella notte in Bogies (Fantasmi), influenzando la poesia Halloween dello scrittore Robert Burns.[14] Prevalgono anche elementi della stagione autunnale, come le zucche, le bucce del granturco e gli spaventapasseri. Le case spesso sono decorate con questi simboli nel periodo di Halloween.

Il simbolismo di Halloween include anche temi come la morte, il male, l'occulto o i mostri.[15] Nero, viola e arancione sono i colori tradizionali di questa festa.

Simbolismo del "dolcetto o scherzetto?"[modifica | modifica wikitesto]

Dolcetto o scherzetto in Svezia.

È un'usanza di Halloween che i bambini vadano mascherati di casa in casa, chiedendo dolciumi e caramelle o qualche spicciolo con la domanda "Dolcetto o scherzetto?". La parola "scherzetto" è la traduzione dall'inglese trick, una sorta di minaccia di fare danni ai padroni di casa o alla loro proprietà, se non viene dato alcun dolcetto (treat). Esiste una filastrocca inglese insegnata ai bambini delle elementari su questa usanza: "Trick or treat, smell my feet, give me something good to eat".[16]

La pratica di mascherarsi risale al Medioevo e si rifà alla pratica tardomedievale dell'elemosina, quando la gente povera andava di porta in porta a Ognissanti (il 1º novembre) e riceveva cibo in cambio di preghiere per i loro morti il giorno della Commemorazione dei defunti (il 2 novembre). Questa usanza nacque in Irlanda e Gran Bretagna,[17] sebbene pratiche simili per le anime dei morti si rinvengano anche in Sud Italia.[18] Shakespeare menziona la pratica nella sua commedia I due gentiluomini di Verona (1593), quando Speed accusa il suo maestro di «lagnarsi come un mendicante a Hallowmas [Halloween]».[19]

La zucca di Halloween: "Jack-o'-lantern"[modifica | modifica wikitesto]

La zucca di Halloween, che nei paesi anglofoni viene chiamata col nome di "Jack-o'-lantern", è uno degli oggetti e simboli principe della festività del 31 ottobre. Si tratta di una zucca scavata a mano, sulla cui superficie vengono intagliati i tratti di un volto, solitamente malefico e dal ghigno beffardo. Al suo interno, una volta svuotata della polpa e dei semi, viene riposta nella zucca una candela che, accesa, consente di vedere i tratti intagliati anche in pieno buio.

Si ritiene che la tradizione di intagliare zucche sia originaria dell'Irlanda. La prima documentazione certa di tale pratica risale tuttavia solo ai primi dell'800. Tale pratica era certamente diffusa in tutta l'isola irlandese ed in alcune parti della Scozia.

In Nord America la prima attestazione certa di zucche intagliate per la notte di Halloween risale al 1834[20]. Tuttavia, è molto probabile che la pratica dell'intaglio si svolgesse anche antecedentemente, ma era un'usanza riconducibile al semplice periodo annuale di raccolta delle zucche. Solo successivamente quindi la zucca sarebbe stata collegata alla festività del 31 ottobre.

La leggenda di "Jack-o'-Lantern"[modifica | modifica wikitesto]

Esistono molte varianti riguardo alla leggenda di "Jack-o'-Lantern".

La più diffusa e conosciuta è comunque quella di derivazione irlandese: Jack, un fabbro astuto, avaro e ubriacone, una sera al pub incontrò il diavolo. A causa del suo stato d'ebbrezza, la sua anima era quasi nelle mani del demonio, ma astutamente Jack chiese al demonio di trasformarsi in una moneta, promettendogli la sua anima in cambio di un'ultima bevuta. Jack mise poi rapidamente il diavolo nel suo borsello, accanto ad una croce d'argento, cosicché il demonio non potesse ritrasformarsi. Per farsi liberare il diavolo gli promise che non si sarebbe preso la sua anima nei successivi dieci anni e Jack lo lasciò andare.

Dieci anni più tardi, il diavolo si presentò nuovamente e questa volta Jack gli chiese di raccogliere una mela da un albero prima di prendersi la sua anima. Al fine di impedire che il diavolo discendesse dal ramo, il furbo Jack incise una croce sul tronco. Soltanto dopo un lungo battibecco i due giunsero ad un compromesso: in cambio della libertà, il diavolo avrebbe dovuto risparmiare la dannazione eterna a Jack.

Durante la propria vita Jack commise però così tanti peccati che, quando morì, fu rifiutato dal Paradiso e presentatosi all'Inferno, venne scacciato dal diavolo che gli ricordò il patto, ben felice di lasciarlo errare come un'anima tormentata. All'osservazione che fosse freddo e buio, il diavolo gli tirò un tizzone ardente, che Jack posizionò all'interno di una rapa intagliata che aveva con sé. Cominciò, così, da quel momento a vagare senza tregua alla ricerca di un luogo in cui riposarsi.

Da allora, nella notte di Halloween, aguzzando bene la vista, potreste vedere una fiammella vagare nell'oscurità alla ricerca della strada di casa: la fiammella di Jack.

I costumi di Halloween[modifica | modifica wikitesto]

Durante la festività di Halloween è molto radicata nei paesi anglofoni (ma non solo) la tradizione di indossare abiti che in Italia potrebbero dirsi carnevaleschi, ma che da essi si distinguono per una spiccata propensione al macabro e al grottesco.

Un esempio di travestimento per Halloween

Nonostante la prima attestazione di indossare costumi la notte del 31 ottobre risalga al 1585 in Scozia, non è certo che essa sia ascrivibile alla festività che oggi chiamiamo Halloween. Indubbiamente, le prime referenze certe su tale pratica si attestano sul finire del 1700 in Scozia ed Irlanda.

La pratica di indossare costumi la notte di Halloween deriverebbe dalla credenza che, nella notte del 31 ottobre, molti esseri sovrannaturali e le anime dei morti abbiano la capacità di girovagare per la Terra tra i viventi.

Nel Nord America tale pratica è documentata per la prima volta nel 1911, quando un giornale di Kingston (Ontario) pubblicò un articolo nel quale si parlava di alcuni bambini che avevano passeggiato travestiti per le vie della città. Tuttavia, nei primi anni del novecento, la pratica di travestirsi era presso che nulla tra gli adulti. I vestiti di questo periodo erano sempre realizzati in ambito casalingo, ed il trucco era in stile gotico.

A partire dagli anni '30 alcune aziende americane, in particolare la Ben Cooper Inc. di New York, cominciò a produrre su scala industriale abiti e costumi per Halloween, che iniziarono ad essere acquistati dai cittadini all'interno di supermarket e negozi per bambini. I personaggi più utilizzati erano (ma tutt'oggi sono) vampiri, zombie, lupi mannari, fantasmi, scheletri e streghe. Col passare dei decenni, a questi personaggi si sono poi aggiunti quelli dei super eroi e degli alieni.

Una volta diffusasi tra gli adulti, la pratica del travestimento di Halloween è a volte stata utilizzata come una "scusa" per indossare abiti succinti e sexy, che mostrano parti del corpo quotidianamente non accettate dal pensiero comune.[21]

Il giro d'affari dei costumi di Halloween negli USA[modifica | modifica wikitesto]

Ricerche condotte da alcune aziende specializzate hanno mostrato come negli Stati Uniti (dove circa l'80% delle famiglie spende denaro per l'acquisto di addobbi e costumi di Halloween), la spesa media per l'acquisto di vestiti per singolo nucleo famigliare si attesta attorno ai 38$ ogni anno[22]. Un veloce calcolo permette quindi di attestare a circa 3.3 miliardi di Dollari la spesa annua degli americani per l'acquisto dei costumi di Halloween.

Sfortunatamente non esistono ad oggi ricerche simili per l'economia italiana.

Prospettive religiose[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Ognissanti, Commemorazione dei defunti e Samhain.

Cristianesimo[modifica | modifica wikitesto]

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L'enfasi di Halloween è sulla paura, sulla morte, sugli spiriti, sulla stregoneria, sulla violenza, sui demoni e sul male. I bambini ne sarebbero negativamente influenzati.[23] In risposta alla crescente popolarità della festa, alcuni fondamentalisti e alcune chiese evangeliche conservatrici sono ricorsi a opuscoli e brevi fumetti per trasformare Halloween in un'opportunità di evangelizzazione.[24] In generale però il mondo cristiano è contrario alla festa di Halloween, ritenendo che il paganesimo, l'occulto, le pratiche e i fenomeni culturali connessi siano incompatibili con la fede cristiana.[25]

Nella Chiesa Anglicana alcune diocesi hanno scelto di enfatizzare le tradizioni cristiane del giorno di Ognissanti[26][27]. Il World Book Enciclopedia afferma che essa rappresenta l'inizio di tutto ciò che è cold, dark and dead: freddo, buio e morto.[28] Alcuni cristiani, in modo particolare discendenti dei popoli celti, da cui ha origine Halloween, non ascrivono a essa un significato negativo, vedendola come una festa puramente secolare dedicata al celebrare "fantasmi immaginari" e a ricevere dolci. Per questi cristiani, Halloween non costituisce una minaccia per la vita spirituale dei bambini: gli insegnamenti sulla morte e la mortalità, e le credenze degli antenati celti possono essere una lezione di vita valida e una parte dell'eredità culturale dei loro parrocchiani. Nella Chiesa Cattolica degli Stati Uniti c'è chi ritiene che Halloween abbia delle connessioni col Cristianesimo.[29]

Padre Gabriele Amorth, esorcista della diocesi cattolica di Roma, affermò che «festeggiare la festa di Halloween è rendere un osanna al diavolo. Il quale, se adorato, anche soltanto per una notte, pensa di vantare dei diritti sulla persona».[30] L'Arcidiocesi di Boston ha organizzato una Saint Feast ('Festa dei Santi') per ricondurre Halloween alle sue radici cristiane come celebrazione della notte prima di Ognissanti o All Hallows Eve.[24]

Paganesimo[modifica | modifica wikitesto]

Il neopaganesimo celtico considera questo periodo come un tempo sacro.[31]

Tradizioni simili in Italia[modifica | modifica wikitesto]

In Italia[modifica | modifica wikitesto]

Nel celebrare la commemorazione dei defunti, una tradizione vuole che i primi Cristiani vagabondassero per i villaggi chiedendo un dolce chiamato “pane d'anima”; più dolci ricevevano e maggiori erano le preghiere rivolte ai defunti del donatore.[32] Una tradizione decisamente analoga a quella degli antichi druidi e sacerdoti pagani dell'Europa pre-cristiana.

  • A Pescate, in Lombardia, in tre parchi sul lago di Garlate, collegati da una pista ciclopedonale, va in scena a partire dalle ore 20 la "Halloween Celebration" con una ventina di stazioni "da brivido" (fornite di personaggi dell'horror tradizionale e originali spettacoli musicali a tema), poste su un percorso a picco sul lago, dove migliaia di bambini provenienti da ogni dove, con i loro genitori, interagiscono con le creature mostruose in un contesto naturalistico di alto pregio ambientale.
  • A Serra San Bruno, in Calabria, vi è la secolare tradizione del "Coccalu di muortu". I ragazzini, dopo aver intagliato una zucca riproducendo un teschio (in dialetto serrese, appunto, "Coccalu di muortu"), gironzolano per le vie del paese tenendo in mano la loro creazione e, o bussando agli usci delle case oppure rivolgendosi direttamente alle persone che incontrano per strada, esordiscono con la frase: "Mi lu pagati lu coccalu?" ("Me lo pagate il teschio?").
  • In Puglia, a Orsara di Puglia, la notte tra l'1 e il 2 di novembre si celebra l'antichissima notte del "fucacost" (fuoco fianco a fianco): davanti a ogni casa vengono accesi dei falò (in origine di rami secchi di ginestra) per illuminare la strada di casa ai defunti (in genere alle anime del purgatorio) che in quella notte tornerebbe a trovare i viventi. Sulla brace di questi falò, viene cucinata della carne che tutti mangiano in strada assieme ai passanti. Nella giornata del primo di novembre, nella piazza principale, si svolge la tradizionale gara delle zucche decorate (definite le "cocce priatorje" - le teste del purgatorio).
  • A San Nicandro Garganico, cittadina in provincia di Foggia, il 1° di novembre è usanza andare di porta in porta a chiedere un'offerta. I bambini bussando alla porta recitano la filastrocca "damm l'anma i mort, ca snnò t sfasc la porta" (dammi l'anima dei morti, altrimenti butto giù la porta). Questa usanza ricorda molto quella del dolcetto o scherzetto, tipica dei paesi anglosassoni.
  • A Massafra, cittadina in provincia di Taranto, gli anziani raccontano che la notte del 31 ottobre l'"aneme du priatorie" (anime del purgatorio) lasciano il cimitero e percorrono in processione le vie del centro storico usando il pollice a mo' di candela e raggiungendo le chiese per celebrare la messa dei morti. Se incontrano qualcuno per strada lo portano con sé. La tradizione popolare vuole che un tale mentre si recava al lavoro all'alba vide che in chiesa c'era la messa e vi entrò. Al termine della messa quando il prete si girò per la benedizione, si accorse che era senza naso. Solo allora si rese conto che tutti quelli che erano intorno a lui erano morti e fu sopraffatto. Le anime del purgatorio erano molto rispettate dagli anziani tanto che a loro era dedicato un posto a tavola con tanto di posate e tovagliolo. Le anime rientrano nel cimitero la notte dell'Epifania.
  • In Friuli e Veneto era diffusa la tradizione di intagliare zucche con fattezze di teschio (dette lumère, suche baruche o suche dei morti), e la credenza che nella notte dei morti questi potessero uscire dalle tombe, muoversi in processione, irretire i bambini, e infine che gli animali nelle stalle potessero parlare[33][34]. Sempre in Friuli era diffusa una tradizione simile a quella del "dolcetto o scherzetto", ma applicata nelle festività natalizie o carnevalesche, feste che hanno pure origine come riti di passaggio d'anno, similmente a Halloween. In queste occasioni i bambini, eventualmente travestiti da figure spaventose e mostruose, potevano bussare di porta in porta recitando filastrocche il cui significato era quello di chiedere dolci, noci o piccoli regali, in cambio di un augurio rivolto all'interlocutore di accedere al paradiso.[35]
  • In Sardegna e in Corsica è conosciuta nel Sud come Is Animeddas (Sarrabus) o Is Panixeddas; in Ogliastra come Su Prugadoriu; nel Nuorese come Su mortu mortu, Sas Animas o Su Peti Cocone (Orosei). È una tradizione antichissima e prevede che i bambini si rechino di casa in casa per chiedere di fare del bene per le anime dei morti attraverso richieste di doni usando frasi di rito come "Mi ddas fait is animeddas?" ("mi fa le piccole anime?") o "Carchi cosa pro sas animas" ("qualcosa per le anime). I bambini che bussano alle porte si presentano nel Nuorese come "sos chi toccana" ("quelli che bussano")[36]". Caratteristiche simili a Halloween si riscontrano anche nel Nord dell'isola, nell'antica festa di Sant'Andrea celebrata a Martis e in altri comuni dell'Anglona e del Goceano: la notte del 30 novembre gli adulti vanno per le vie del paese percuotendo fra loro graticole, coltelli e scuri allo scopo di intimorire i ragazzi e i bambini che nel frattempo vagano per le strade con delle zucche vuote intagliate a forma di teschio e illuminate all'interno da una candela. I giovani, quando vanno a bussare nelle case, annunciano la loro presenza battendo coperchi e mestoli e recitando una enigmatica e minacciosa filastrocca nella locale parlata sardo-corsa Sant'Andria muzza li mani!!... (Sant'Andrea mozza le mani) ricevendo in cambio, per questa loro esibizione, dolci, mandarini, fichi secchi, bibite e denaro.[37][38][39]
  • In Emilia, in particolare a Reggio Emilia, si festeggia mangiando dolci chiamati favette o ossa dei morti. Sono biscotti dolci di pasta alla mandorla e di zucchero aromatizzate e colorate fatte a forma di ossa. Si dice che mangiare tali dolciumi porti bene in quanto richiamano la protezione dei morti cari, in modo che possano proteggere dalla rigidezza dell'inverno.
  • In Abruzzo, in un paese in provincia di Pescara c'è una ricorrenza quasi identica ad Halloween, con tanto di zucche intagliate, ma quando i bambini bussano alle porte al "Chi è?" invece di rispondere "Dolcetto o scherzetto?" dicono L'anime de le morte (le anime dei morti).
  • A Lesina, in provincia di Foggia, durante le festività di Ognissanti e Tutti i morti si regalano delle calze ripiene di cioccolatini e caramelle ai bambini, che, appese vicino al letto, sono benedette la notte tra l’1 e il 2 novembre dagli spiriti dei familiari morti.

Halloween all'estero[modifica | modifica wikitesto]

In Asia[modifica | modifica wikitesto]

  • In Cina, nel mese di luglio, si celebra la festa del Fantasma affamato, dove è consuetudine far trasportare dalle acque dei fiumi cittadini delle lanterne di carta con all'interno una piccola candela, in memoria dei cari che sono morti. Di contro, in Cina il giorno di Halloween viene spesso erroneamente chiamato "il giorno di tutti i Santi" (Wànshèngjié, 萬聖節). Le chiese cristiane cinesi svolgono il 31 ottobre delle funzioni religiose in merito alle anime dei morti. Vere e proprie tradizioni non religiose di Halloween in Cina sono quindi scarne, e sono per lo più portate avanti da stranieri residenti in Cina, in particolar modo americani e canadesi. Sempre più spesso si vedono però anche cinesi partecipare a party e sfilate in costume. Il 31 ottobre di ogni anno Hong Kong Disneyland organizza degli show a tema di Halloween.
  • Ad Hong Kong non è molto diffusa la tradizione del "dolcetto o scherzetto?", anche a causa del fatto che buona parte della popolazione vive in grattacieli o grandi condomini. Tuttavia in alcuni blocchi abitativi, abitati per lo più da stranieri residenti, si assiste a dei piccoli party condominiali, ed i bambini possono divertirsi bussando di porta in porta all'interno del palazzo. Alcune piccole celebrazioni pubbliche si svolgono in Tsim Sha Tsui's Avenue of the Stars e nell'area di Lan Kwai Fong. Inoltre, molte scuole private internazionali (come la Hong Kong International School) realizzano delle feste, e vedono gli studenti sfilare con abiti a tema.
  • In Giappone la festa di Halloween è arrivata come un surrogato della cultura pop americana. Indossare abiti a tema la notte del 31 ottobre è diventato molto popolare tra gli adulti, in particolare nella città di Osaka dove, nell'ottobre di 2012, circa 1700 persone con indosso costumi di Halloween sfilarono per le vie della città[40].
  • Nelle Filippine i giorni che vanno dal 31 ottobre al 2 novembre sono dedicati al ricordo dei morti, ed in questo periodo molti filippini tornano nelle rispettive città natali per commemorare i defunti assieme alla propria famiglia. Il rituale del "dolcetto o scherzetto?" si sta lentamente sovrapponendo alla più antica tradizione del Pangangaluluwâ, dove gruppi di persone, per lo più bambini, passano di casa in casa cantando antiche canzoni per le anime defunte in cambio di soldi o cibo. Dolcetto tipico di questi giorni è il suman, un biscottino fatto di riso.

In Europa[modifica | modifica wikitesto]

  • In Bosnia il 31 ottobre è un giorno lavorativo e non si è mai festeggiato Halloween. Solo da qualche anno a questa parte si è iniziato ad assistere a qualche piccola celebrazione, portata avanti per lo più dalle nuove generazioni. Serate a tema sono ad oggi organizzate prevalentemente dalle scuole private.
  • In Germania la festa di Halloween non è stata celebrata sino agli inizi degli anni '90, ma ad oggi è molto popolare soprattutto a seguito delle influenze della cultura americana. La tradizione del "dolcetto o scherzetto?" (in tedesco Süßes sonst gibt's Saures) è oggi praticata in molte città tedesche. Il giro d'affari per la festività si aggira annualmente attorno ai 200 milioni di Euro[41].
  • In Irlanda la notte di Halloween molte persone si travestono da zombie, fantasmi, streghe e goblins, Nella città di Derry si organizza ogni anno uno dei più grandi spettacoli pirotecnici dell'intera isola. Nonostante i fuochi d'artificio ed i falò all'aperto siano vietati nella Repubblica Irlandese, il 31 ottobre molti cittadini festeggiano sparando numerosi fuochi d'artificio e accendendo i cosiddetti "bonfire", grandi falò all'aperto controllati. Nella città di Virginia, si tiene ogni anno sul finire di ottobre il Virginia Pumpkin Festival (Festival della zucca di Virginia), una competizione tra coltivatori di zucche molto importante con premi in denaro, contornata da concerti, giochi e fuochi pirotecnici.
  • In Romania la festa dedicata alle anime dei defunti ricade tradizionalmente il 30 novembre, giorno di Sant'Andrea. Tuttavia, essendo la Romania la patria di Dracula, l'industria legata alla festività di Halloween ha fatto si che molte celebrazioni e parate si svolgano anche in Romania, in particolare nella regione della Transilvania.
  • In Russia le celebrazioni per Halloween sono totalmente a carattere privato, o al massimo si svolgono all'interno di pub e nightclub. Vi è una totale assenza di celebrazioni pubbliche in quanto la festa di Halloween è vista dal Governo centrale come emblema della cultura occidentale, in particolare americana, e pertanto è una tradizione scoraggiata e poco considerata.

Negli Stati Uniti d'America[modifica | modifica wikitesto]

Una delle cartoline di Halloween commercializzate negli Usa agli inizi del '900

Negli Stati Uniti, dove tutt'oggi è ancora persistente un forte orientamento puritano, le celebrazioni di Halloween non sono state realizzate sino agli inizi del 1900. La festività sarebbe stata introdotta sul suolo americano dai circa due milioni di irlandesi che emigrarono tra il 1845 ed il 1849.

Ad oggi la più grande tradizione di Halloween sul suolo americano è quella del famoso "dolcetto o scherzetto?" realizzata da bambini e ragazzini la notte del 31 ottobre. Durante questa sera i bambini, travestiti da zombie, fantasmi o altri esseri paurosi, suonano i campanelli delle case del loro circondario, chiedendo in regalo ai padroni di casa caramelle e dolcetti. Anche gli adulti attendono la notte di Halloween per partecipare a feste mascherate, organizzate solitamente in casa di amici o all'interno di locali pubblici.

Sin dagli albori, la notte di Halloween negli Stati Uniti è tuttavia sempre stata caratterizzata da alcuni episodi di vandalismo ai danni delle proprietà altrui, comprensivi di atrocità sugli animali. Tra le prime campagne per sensibilizzare l'opinione pubblica su un corretto svolgimento della festività, si ricorda quella condotta dai Boy Scouts nel 1912[42].

Tra i primi oggetti a tema, commercializzati negli Stati Uniti per la notte di Halloween, si ricordano le famose "cartoline di Halloween" (circa 200 disegni diversi), vendute tra il 1905 e il 1915. Si scoprì successivamente che l'inchiostro utilizzato per queste cartoline era tossico, e per questo furono ritirate dal commercio. Tuttavia, proprio l'inchiostro utilizzato ha consentito a molte cartoline di giungere ai giorni nostri con colori ancora molto vivaci ed accesi. Tra le prime aziende che si cimentarono nella realizzazione di gadget ed articoli per la notte di Halloween bisogna certamente citare la Dennison Manufacturing Company (che nel 1909 pubblicò anche il primo Almanacco delle Cartoline di Halloween) e la Beistle Company.

Ad oggi, la festività di Halloween è tra le principali della cultura americana, ed è quella che vede il maggior investimento economico dei cittadini per le decorazioni della casa e l'acquisto di dolci e caramelle (seconda solo al Natale). L'Associazione Americana dei Confezionatori (NCA) ha mostrato come negli Stati Uniti circa l'80% delle famiglie spenda denaro per l'acquisto di oggetti ed alimenti riconducibili ad Halloween. Il giro d'affari annuale in America si aggira attorno ai 2 miliardi di dollari [43].

Eventi negli Stati Uniti d'America[modifica | modifica wikitesto]

Gli eventi organizzati negli USA per la notte di Halloween sono praticamente innumerevoli. Tra i più famosi vi è certamente la "Parata di Halloween" che si svolge ogni 31 ottobre a New York City. La parata, che vede la partecipazione di circa 50.000 manifestanti in costume, percorre l'intera Sixth Avenue.

Nella cittadina di Salem, famosa per le "streghe di Salem", si organizzano ogni anno concerti, tour, giochi ed altre attività.

Un barattolo ricolmo delle tipiche candy corn di Halloween

Le caramelle "candy corn" degli Stati Uniti d'America[modifica | modifica wikitesto]

Tra i più tipici elementi della festività americana vi sono le cosiddette candy corn, delle caramelle tricolore che assomigliano ad un chicco di mais. Il loro consumo vede un picco nel periodo di Halloween.

La caramella, composta da zucchero, sciroppo di granoturco e gelatina gommosa, fu inventata attorno al 1880 da George Renninger, un dipendente della Wunderle Candy Company di Philadelphia.

Secondo le stime dell'Associazione Nazionale dei Confezionatori Americani (NCA), ogni anno negli Stati Uniti vengono consumate circa 9.000 tonnellate di "Candy Corn", la quasi totalità nel periodo di Halloween[44].

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • Il gruppo power metal Helloween di Amburgo trae il suo nome dalla festa di Halloween. Secondo l'ex chitarrista Kai Hansen, il nome fu proposto dal bassista Markus Grosskopf la sera di Halloween del 1984, giocando sull'assonanza con Hellish Music che i giovani si proponevano di fare. Il gruppo sfruttò questa assonanza: Hansen scrisse una suite di oltre 13 minuti intitolata Halloween, contenuta nel loro secondo album in studio, Keeper of the Seven Keys Part I, mentre il loro EP di esordio (Helloween) era introdotto da una breve successione di melodie registrate da una radio, tra cui Happy Happy Halloween, sull'aria di London bridge is falling down. Jack'o'lantern è una figura ricorrente in tutte le loro copertine (la stessa "o" di Halloween è rappresentata come una zucca maligna).

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ origini di Halloween, su digilander.libero.it. URL consultato il 3 marzo 2016.
  2. ^ a b (EN) Nicholas Rogers, Samhain and the Celtic Origins of Halloween, in Halloween: From Pagan Ritual to Party Night, New York, Oxford Univ. Press, 2002, pp. 11–21, ISBN 0-19-516896-8.
  3. ^ (EN) Jone Salomonsen, Enchanted Feminism: Ritual, Gender and Divinity Among the Reclaiming Witches of San Francisco, New York, Routledge, 2002, p. 190, ISBN 0-415-22392-X.
  4. ^ (EN) Robert S. Ellwood e Barabara A. McGraw, Many Peoples, Many Faiths: Women and Men in The World Religions, Prentice Hall, 1999, p. 31, ISBN 0-13-010735-2.
  5. ^ a b c (EN) Ronald Hutton, The Stations of the Sun: A History of the Ritual Year in Britain, Oxford, Oxford University Press, 1996.
  6. ^ (EN) Halloween, su Encyclopaedia Britannica. URL consultato il 31 dicembre 2012.
  7. ^ a b The Oxford English Dictionary, 2ª ed., Oxford, Oxford Univ. Press, 1989, ISBN 0-19-861186-2.
  8. ^ R. Cortesi; F. Cortesi: Sacro e profano. La religiosità popolare in Romagna tra riminiscenze pagane e Cristianesimo, Rimini, Il Cerchio, 2012. Vedere anche il lavoro: Renato Cortesi: Quadristoria:Melusina, Lilith, Arlecchino e Pulcinella; sul sito www.tarxies.it.
  9. ^ Nicholas Rogers (2002), pp. 29; 57.
  10. ^ a b (EN) The Oxford companion to American food and drink, Oxford University Press, 2007, p. 269. URL consultato il 17 febbraio 2011.
  11. ^ Nathaniel Hawthorne, "The Great Carbuncle," in "Twice-Told Tales", 1837: Hide it [the great carbuncle] under thy cloak, say'st thou? Why, it will gleam through the holes, and make thee look like a jack-o'-lantern!
  12. ^ A inizio Novecento, articoli sulla Festa del Ringraziamento suggerivano la jack-o'-lantern come addobbo per questa festività. Cfr. (EN) The Day We Celebrate: Thanksgiving Treated Gastronomically and Socially, in The New York Times, 24 novembre 1895, p. 27. URL consultato il 25 novembre 2014. (EN) Odd Ornaments for Table, in The New York Times, 21 ottobre 1900, p. 12. URL consultato il 25 novembre 2014.
  13. ^ (EN) Nicholas Rogers, Halloween Goes to Hollywood, in Halloween: From Pagan Ritual to Party Night, New York, Oxford University Press, 2002, pp. 103–124, ISBN 0-19-516896-8.
  14. ^ (EN) Thomas Crawford, Burns: a study of the poems and songs, Stanford University Press, 1960. URL consultato il 25 novembre 2014.
  15. ^ (EN) Jacqueline Simpson, All Saints' Day, in G. Howarth e O. Leeman (a cura di), Encyclopedia of Death and Dying, Londra, Routledge, 2001, p. 14, ISBN 0-415-18825-3.
    «Halloween is closely associated in folklore with death and the supernatural».
  16. ^ Aldo Buonaiuto, La trappola delle sette, Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII - Editore Sempre, 2011, p. 89, ISBN 978-88-89807-23-1.
  17. ^ Nicholas Rogers (2002), pp. 28–30.
  18. ^ "Ask Anne", Washington Post, Nov. 21, 1948, p. S11.
  19. ^ Atto 2, Scena 1.
  20. ^ "Jack-o'-lantern". Oxford English Dictionary. The earliest citation is from 1663..
  21. ^ Le brave ragazze diventano cattive, per un giorno, su nytimes.com.
  22. ^ The Wall Street Journal, in 10 Ottobre 2010.
  23. ^ Halloween by Sandro Ribi.
  24. ^ a b Salem 'Saint Fest' restores Christian message to Halloween, www.rcab.org, n.d.. URL consultato il 22 ottobre 2006 (archiviato dall'url originale il 29 settembre 2006).
  25. ^ "Trick?" or "Treat?"—Unmasking Halloween, The Restored Church of God, n.d.. URL consultato il 21 settembre 2007.
  26. ^ Bishop Challenges Supermarkets to Lighten up Halloween, The Church of England. URL consultato il 28 ottobre 2009.
  27. ^ Halloween and All Saints Day, newadvent.org, n.d.. URL consultato il 22 ottobre 2006.
  28. ^ (EN) Halloween, su Tuttoevangelo.com. URL consultato il 4 marzo 2016.
  29. ^ (EN) Halloween’s Christian Roots, su AmericanCatholic.org. URL consultato il 4 marzo 2016.
  30. ^ [1] editriceshalom.it.
  31. ^ A to Z of Halloween, The Limerick Leader, 29 ottobre 2009. URL consultato il 29 ottobre 2009.
  32. ^ tradizione di Halloween, su digilander.libero.it. URL consultato il 3 marzo 2016.
  33. ^ La Gnot dai Sants: gnot di maraveis e di magjiis (PDF), su arlef.it. URL consultato il 25 novembre 2014.
  34. ^ Dalle "lumère" alle zucche, il Veneto ritrova il suo Halloween, su veneziatoday.it. URL consultato il 26 ottobre 2015.
  35. ^ Mese per mese le tradizioni: Dicembre, su donneincarnia.it. URL consultato il 3 marzo 2016.
  36. ^ Su Mortu Mortu, su contusu.it. URL consultato il 3 marzo 2016.
  37. ^ Cultura e turismo, sul sito istituzionale del Comune di Martis. URL consultato il 3 marzo 2016.
  38. ^ Nulvi, la festa di Sant'Andria, in La Nuova Sardegna, 3 dicembre 2011. URL consultato il 25 novembre 2014.
  39. ^ Pagina, sul sito ufficiale della Provincia di Sassari. URL consultato il 3 marzo 2016.
  40. ^ Halloween in Giappone, su upi.com.
  41. ^ stuttgarter-zeitung.de, http://www.stuttgarter-zeitung.de/inhalt.das-geschaeft-mit-dem-gruselfest-aus-halloween-wird-hallowahn.efeab0e3-fdb3-4035-b698-62048e30f267.html.
  42. ^ web.archive.org, https://web.archive.org/web/20141031031331/http://www.nyise.org/hallowhistory.html.
  43. ^ web.archive.org, https://web.archive.org/web/20060912205853/http://www.candyusa.org/Classroom/Facts/default.asp?Fact=Halloween.
  44. ^ "Brach's Confections, Inc. 2004.".

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) Jack Santino (a cura di), Halloween and Other Festivals of Death and Life, Knoxville, University of Tennessee Press, 1994, ISBN 0-87049-813-4.
  • (EN) Lesley Bannatyne, Halloween: An American Holiday, An American History, Pelican Publishing Company, 1998 [Facts on File, 1990], ISBN 1-56554-346-7.
  • (EN) Diane C. Arkins, Halloween: Romantic Art and Customs of Yesteryear, Pelican Publishing Company, 2000, ISBN 1-56554-712-8.
  • (EN) Phyllis Galembo, Dressed for Thrills: 100 Years of Halloween Costumes and Masquerade, New York, Harry N. Abrams, Inc., 2002, ISBN 0-8109-3291-1.
  • (EN) Nicholas Rogers, Halloween: From Pagan Ritual to Party Night, New York, Oxford University Press, 2002, ISBN 0-19-516896-8.
  • (EN) Lisa Morton, The Halloween Encyclopedia, McFarland & Company, 2003, ISBN 0-7864-1524-X.
  • (EN) Diane C. Arkins, Halloween Merrymaking: An Illustrated Celebration Of Fun, Food, And Frolics From Halloweens Past, Pelican Publishing Company, 2004, ISBN 1-58980-113-X.
  • (EN) Lesley Bannatyne, A Halloween Reader: Stories, Poems and Plays from Halloweens Past, McFarland & Company, 2004, ISBN 1-58980-176-8.
  • (DE) Editha Hörandner (a cura di), Halloween in der Steiermark und anderswo, Volkskunde, Monaco di Vestfalia, LIT Verlag Münster, 2005, ISBN 3-8258-8889-4.
  • Jean Markale, Halloween. Storia e tradizioni, traduzione di Marco Enrico Giacomelli, Torino, L'Età dell'Acquario, 2005, ISBN 88-7136-219-5.
  • Giuseppe Bellosi e Eraldo Baldini, Halloween. Nei giorni che i morti ritornano, Torino, Einaudi, 2006, ISBN 88-06-18496-2.

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