Halloween

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Nota disambigua.svg Disambiguazione – Se stai cercando altri significati, vedi Halloween (disambigua).
Halloween
Jack-o'-Lantern 2003-10-31.jpg
Tipo di festa pagana|celtica
Data 31 ottobre
Celebrata in Australia, Canada, Germania, Austria, Irlanda, Regno Unito, Stati Uniti, Paesi scandinavi, Nuova Zelanda, Italia e diversi altri paesi.
Oggetto della celebrazione Inizio dell'inverno, inizio del nuovo anno
Tradizioni zucche intagliate

Halloween è una festività anglosassone celebrata la notte del 31 ottobre. Trae le sue origini da ricorrenze celtiche e ha assunto negli Stati Uniti le forme accentuatamente macabre e commerciali con cui oggi la conosciamo.

L'usanza si è poi diffusa anche in altri Paesi del mondo e le sue manifestazioni sono molto varie: si passa dalle sfilate in costume ai giochi dei bambini, che girano di casa in casa recitando la formula ricattatoria del trick-or-treat (dolcetto o scherzetto).

Caratteristica della festa è la simbologia legata alla morte e all'occulto, di cui è tipico il simbolo della zucca intagliata, derivato dal personaggio di Jack-o'-lantern.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La storia di Halloween risale a tempi remoti.[1]

Lo storico Nicholas Rogers, ricercando le origini di Halloween, nota che mentre alcuni studiosi hanno rintracciato le sue origini nella festa romana dedicata a Pomona - dea dei frutti e dei semi - o nella festa dei morti chiamata Parentalia, Halloween viene più tipicamente collegata alla festa celtica di Samhain (pronunciato [ˈsɑːwɪn] o [ˈsaʊɪn]), originariamente scritto Samuin (pronunciato [ˈsaṽɨnʲ] in gaelico)".[2] Il nome della festività, mantenuto storicamente dai Gaeli e dai Celti nell'arcipelago britannico, deriva dall'antico irlandese e significa approssimativamente "fine dell'estate".[2][3][4]

La tesi della derivazione di Halloween da Samhain fu sostenuta da due celebri studiosi di fine Ottocento, Rhŷs e Frazer[5]: secondo il calendario celtico in uso 2000 anni fa tra i popoli dell'Inghilterra, dell'Irlanda e della Francia settentrionale, l'anno nuovo iniziava il 31 ottobre.

Nell'840, sotto papa Gregorio IV, la Chiesa cattolica istituì ufficialmente la festa di Ognissanti per il 1º novembre: probabilmente questa scelta era intesa a creare una continuità col passato, sovrapponendo la nuova festività cristiana a quella più antica. A conferma, Frazer osserva che, in precedenza, Ognissanti era già festeggiato in Inghilterra il 1º novembre. Questa tesi ha avuto amplissima diffusione (per esempio è data per certa dall'Encyclopaedia Britannica).

Tuttavia lo storico Hutton l'ha messa in discussione, osservando come Ognissanti venisse celebrato da vari secoli prima di divenire festa di precetto, in date discordanti nei vari Paesi: la più diffusa era il 13 maggio, in Irlanda (paese di cultura celtica) era il 20 aprile, mentre il 1º novembre era una data diffusa in Inghilterra e Germania (paesi di cultura germanica)[5].

Secondo l'Oxford Dictionary of English folklore: «Certamente Samhain era un tempo per raduni festivi e nei testi medievali irlandesi e in quelli più tardi del folclore irlandese, gallese e scozzese gli incontri soprannaturali avvengono in questo giorno, anche se non c'è evidenza che fosse connesso con la morte in epoca precristiana, o che si tenessero cerimonie religiose pagane.»[5] L'associazione centrale col tema della morte sembra affermarsi in un periodo successivo, e appare evidente nella più recente evoluzione anglosassone della festa con le sue maschere macabre.

Halloween in Irlanda in un quadro di Daniel Maclise (1832): Snap-Apple Night (pesca della mela e giochi divinatori presso Blarney).

Dopo che il protestantesimo ebbe interrotto la tradizione di Ognissanti, in ambito anglosassone si continuò a celebrare Halloween come festa laica. Negli USA, a partire dalla metà dell'Ottocento, la festa si diffuse (specialmente a causa dell'immigrazione irlandese) fino a diventare, nel secolo scorso, una delle principali festività statunitensi[6].

Negli ultimi anni la festività di Halloween ha assunto carattere consumistico, con un oscuramento progressivo dei significati originari. Festeggiamenti che durano interi weekend sono ormai tipici in tutti gli Stati di influenza anglofona. Così in USA, Irlanda, Australia e Regno Unito, Halloween viene festeggiato come una "festa del costume", dove party in maschera e festeggiamenti tematici superano il tipico valore tradizionale del "dolcetto o scherzetto", per dar vita a una nuova tradizione di divertimento, tipica di una gioventù cresciuta.

Origine del nome[modifica | modifica wikitesto]

La parola Halloween rappresenta una variante scozzese del nome completo All Hallows' Eve, cioè la vigilia di Ognissanti (in inglese arcaico All Hallows' Day, moderno All Saints' Day).[7] Sebbene il sintagma All Hallows si ritrovi in inglese antico (ealra hālgena mæssedæg, giorno della messa di tutti i santi), All Hallows' Eve non è attestato fino al 1556.[7]

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

La sera del 31 ottobre nella vecchia Inghilterra.
Il presidente Kennedy a Halloween nel 1963.

Lo sviluppo di oggetti e simboli associati a Halloween si è andato formando col passare del tempo. Ad esempio l'uso di intagliare zucche con espressioni spaventose o grottesche risale alla tradizione di intagliare rape per farne lanterne con cui ricordare le anime bloccate nel Purgatorio.[8] La rapa è stata usata tradizionalmente a Halloween in Irlanda e Scozia,[9] ma gli immigrati in Nord America usavano la zucca originaria del posto, che era disponibile in quantità molto elevate ed era molto più grande, facilitando il lavoro di intaglio.[9] La tradizione americana di intagliare zucche risale al 1837[10] ed era originariamente associata con il tempo del raccolto in generale, mentre fu associata specificamente a Halloween verso la seconda metà del Novecento.[11]

Il simbolismo di Halloween deriva da varie fonti, inclusi costumi nazionali, opere letterarie gotiche e horror (come i romanzi Frankenstein, Dracula e Lo strano caso del Dr. Jekyll e di Mr. Hyde) e film classici dell'orrore (come Frankenstein, La mummia, L'esorcista e Shining).[12] Tra le primissime opere su Halloween si ritrovano quelle del poeta scozzese John Mayne, che nel 1780 annotò sia gli scherzi di Halloween in What fearfu' pranks ensue!, sia quanto di soprannaturale era associato con quella notte in Bogies (Fantasmi), influenzando la poesia Halloween dello scrittore Robert Burns.[13] Prevalgono anche elementi della stagione autunnale, come le zucche, le bucce del grano e gli spaventapasseri. Le case spesso sono decorate con questi simboli nel periodo di Halloween.

Il simbolismo di Halloween include anche temi come la morte, il male, l'occulto o i mostri.[14] Nero, viola e arancione sono i colori tradizionali di questa festa.

Simbolismo del "dolcetto o scherzetto?"[modifica | modifica wikitesto]

Dolcetto o scherzetto in Svezia.

È un'usanza di Halloween che i bambini vadano mascherati di casa in casa, chiedendo dolciumi e caramelle o qualche spicciolo con la domanda "Dolcetto o scherzetto?". La parola "scherzetto" è la traduzione dall'inglese trick, una sorta di minaccia di fare danni ai padroni di casa o alla loro proprietà, se non viene dato alcun dolcetto (treat). Trick or treat (dolcetto o scherzetto) in realtà significa anche "sacrificio o maledizione". Esiste una filastrocca inglese insegnata ai bambini delle elementari su questa usanza.[15]

La pratica di mascherarsi risale al Medioevo e si rifà alla pratica tardomedievale dell'elemosina, quando la gente povera andava porta a porta a Ognissanti (il 1º novembre) e riceveva cibo in cambio di preghiere per i loro morti il giorno della Commemorazione dei defunti (il 2 novembre). Questa usanza nacque in Irlanda e Gran Bretagna,[16] sebbene pratiche simili per le anime dei morti si rinvengano anche in Sud Italia.[17] Shakespeare menziona la pratica nella sua commedia I due gentiluomini di Verona (1593), quando Speed accusa il suo maestro di «lagnarsi come un mendicante a Hallowmas [Halloween]».[18]

Prospettive religiose[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Ognissanti, Commemorazione dei defunti e Samhain.

Cristianesimo[modifica | modifica wikitesto]

Per molte confessioni cristiane le origini di Halloween sono strettamente connesse alla magia, alla stregoneria e al satanismo, e quindi considerano la festa come una via di influsso dell'occulto nella vita delle persone. L'enfasi di Halloween è sulla paura, sulla morte, sugli spiriti, sulla stregoneria, sulla violenza, sui demoni e sul male. I bambini ne sarebbero negativamente influenzati.[19] In risposta alla crecente popolarità della festa, alcuni fondamentalisti e alcune chiese evangeliche conservatrici sono ricorsi a opuscoli e brevi fumetti per trasformare Halloween in un'opportunità di evangelizzazione.[20] In generale però il mondo cristiano è contrario alla festa di Halloween, ritenendo che il paganesimo, l'occulto, le pratiche e i fenomeni culturali connessi siano incompatibili con la fede cristiana.[21]

Nella Chiesa Anglicana alcune diocesi hanno scelto di enfatizzare le tradizioni cristiane del giorno di Ognissanti,[22][23] mentre alcune Chiese protestanti celebrano la festività come Giorno della Riforma, in memoria celebrativa della Riforma Protestante.[24][25] Altre Chiese protestanti sono contrarie a Halloween come festa di carattere neopagano, la cui origine risale ai popoli celtici. Per gli evangelici «in questo giorno si spera che il misterioso, il diabolico e l'occulto convivano con gli umani. Al giorno d'oggi, nel mondo intero, Halloween è la festa più importante dell'anno per i seguaci di Satana. In più il 31 ottobre è l'inizio del nuovo anno secondo il calendario delle streghe». Il World Book Enciclopedia afferma che essa rappresenta l'inizio di tutto ciò che è cold, dark and dead: freddo, buio e morto.[26] Alcuni cristiani, in modo particolare discendenti dei popoli celti, da cui ha origine Halloween, non ascrivono a essa un significato negativo, vedendola come una festa puramente secolare dedicata al celebrare "fantasmi immaginari" e a ricevere dolci. Per questi cristiani, Halloween non costituisce una minaccia per la vita spirituale dei bambini: gli insegnamenti sulla morte e la mortalità, e le credenze degli antenati celti possono essere una lezione di vita valida e una parte dell'eredità culturale dei loro parrocchiani. Nella Chiesa Cattolica degli Stati Uniti c'è chi ritiene che Halloween abbia delle connessioni col Cristianesimo.[27]

Padre Gabriele Amorth, esorcista della diocesi cattolica di Roma, ha affermato che «festeggiare la festa di Halloween è rendere un osanna al diavolo. Il quale, se adorato, anche soltanto per una notte, pensa di vantare dei diritti sulla persona».[28] L'Arcidiocesi di Boston ha organizzato Saint Fest (Festa Santa) per ricondurre Halloween alle sue radici cristiane come celebrazione della notte prima di Ognissanti o All Hallows Eve.[20]

Paganesimo[modifica | modifica wikitesto]

Il neopaganesimo celtico considera questo periodo come un tempo sacro.[29] È comunque da precisare che Halloween si configura in maniera diversa dall'originale festività pagana celtica di Samhain, che i neopagani continuano a celebrare nella sua forma originaria.

Tradizioni similari in Italia[modifica | modifica wikitesto]

Nel celebrare la commemorazione dei defunti, una tradizione vuole che i primi Cristiani, vagabondassero per i villaggi chiedendo un dolce chiamato “pane d'anima”, più dolci ricevevano e maggiori erano le preghiere rivolte ai defunti del donatore.[30] Una tradizione decisamente analoga a quella degli antichi druidi e sacerdoti pagani dell'Europa pre-cristiana.

  • A Serra San Bruno, in Calabria, vi è la secolare tradizione del "Coccalu di muortu". I ragazzini, dopo aver intagliato una zucca riproducendo un teschio (in dialetto serrese, appunto, "Coccalu di muortu"), gironzolano per le vie del paese tenendo in mano la loro creazione e, o bussando agli usci delle case oppure rivolgendosi direttamente alle persone che incontrano per strada, esordiscono con la frase: "Mi lu pagati lu coccalu?" ("Me lo pagate il teschio?").
  • In Puglia, a Orsara di Puglia, la notte tra l'1 e il 2 di novembre si celebra l'antichissima notte del "fucacost" (fuoco fianco a fianco): davanti a ogni casa vengono accesi dei falò (in origine di rami secchi di ginestra) per illuminare la strada di casa ai defunti (in genere alle anime del purgatorio) che in quella notte tornerebbe a trovare i viventi. Sulla brace di questi falò, viene cucinata della carne che tutti mangiano in strada assieme ai passanti. Nella giornata dell'1, nella piazza principale, si svolge, la tradizionale gara delle zucche decorate (definite le "cocce priatorje" - le teste del purgatorio). A Massafra gli anziani raccontano che la notte del 31 ottobre l'"aneme du priatorie" (anime del purgatorio) lasciano il cimitero e percorrono in processione le vie del centro storico usando il pollice a mo' di candela e raggiungendo le chiese per celebrare la messa dei morti. Se incontrano qualcuno per strada lo portano con sé. La tradizione popolare vuole che un tale mentre si recava al lavoro all'alba vide che in chiesa c'era la messa e vi entrò. Al termine della messa quando il prete si girò per la benedizione, si accorse che era senza naso. Solo allora si rese conto che tutti quelli che erano intorno a lui erano morti e fu sopraffatto. Le anime del purgatorio erano molto rispettate dagli anziani tanto che a loro era dedicato un posto a tavola con tanto di posate e tovagliolo. Le anime rientrano nel cimitero la notte dell'Epifania.
  • In Friuli e Veneto (dette lumère, suche baruche o suche dei morti) era diffusa la tradizione di intagliare zucche con fattezze di teschio, e la credenza che nella notte dei morti questi potessero uscire dalle tombe, muoversi in processione, irretire i bambini, ed infine che gli animali nelle stalle potessero parlare[31][32]. Sempre in Friuli era diffusa una tradizione simile a quella del "dolcetto o scherzetto", ma applicata nelle festività natalizie o carnevalesche, feste che hanno pure origine come riti di passaggio d'anno, similmente a Halloween. In queste occasioni i bambini, eventualmente travestiti da figure spaventose e mostruose, potevano bussare di porta in porta recitando filastrocche il cui significato era quello di chiedere dolci, noci o piccoli regali, in cambio di un augurio rivolto all'interlocutore di accedere al paradiso.[33]
  • In Sardegna è conosciuta nel Sud come Is Animeddas (Sarrabus) o Is Panixeddas; in Ogliastra come Su Prugadoriu; nel Nuorese come Su mortu mortu, Sas Animas o Su Peti Cocone (Orosei). È una tradizione antichissima e prevede che i bambini si rechino di casa in casa per chiedere di fare del bene per le anime dei morti attraverso richieste di doni usando frasi di rito come "Mi ddas fait is animeddas?" ("mi fa le piccole anime?") o "Carchi cosa pro sas animas" ("qualcosa per le anime). I bambini che bussano alle porte si presentano nel Nuorese come "sos chi toccana" ("quelli che bussano")[34]". Caratteristiche simili a Halloween si riscontrano anche nel Nord dell'isola, nell'antica festa di Sant'Andrea celebrata a Martis e in altri comuni dell'Anglona e del Goceano: la notte del 30 novembre gli adulti vanno per le vie del paese percuotendo fra loro graticole, coltelli e scuri allo scopo di intimorire i ragazzi e i bambini che nel frattempo vagano per le strade con delle zucche vuote intagliate a forma di teschio e illuminate all'interno da una candela. I giovani, quando vanno a bussare nelle case, annunciano la loro presenza battendo coperchi e mestoli e recitando una enigmatica e minacciosa filastrocca nella locale parlata sardo-corsa Sant'Andria muzza li mani!!... (Sant'Andrea mozza le mani) ricevendo in cambio, per questa loro esibizione, dolci, mandarini, fichi secchi, bibite e denaro.[35][36][37]

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • Il gruppo power metal Helloween di Amburgo trae il suo nome dalla festa di Halloween. Secondo l'ex chitarrista Kai Hansen, il nome fu proposto dal bassista Markus Grosskopf la sera di Halloween del 1984, giocando sull'assonanza con Hellish Music che i giovani si proponevano di fare. Il gruppo sfruttò questa assonanza: Hansen scrisse una suite di oltre 13 minuti intitolata Halloween, contenuta nel loro secondo album in studio, Keeper of the Seven Keys Part I, mentre il loro EP di debutto (Helloween) era introdotto da una breve successione di melodie registrate da una radio, tra cui Happy Happy Halloween, sull'aria di London bridge is falling down. Jack'o'lantern è una figura ricorrente in tutte le loro copertine (la stessa "o" di Halloween è rappresentata come una zucca maligna).

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ origini di Halloween, digilander.libero.it. URL consultato il 3 marzo 2016.
  2. ^ a b (EN) Nicholas Rogers, Samhain and the Celtic Origins of Halloween, in Halloween: From Pagan Ritual to Party Night, New York, Oxford Univ. Press, 2002, pp. 11–21, ISBN 0-19-516896-8.
  3. ^ (EN) Jone Salomonsen, Enchanted Feminism: Ritual, Gender and Divinity Among the Reclaiming Witches of San Francisco, New York, Routledge, 2002, p. 190, ISBN 0-415-22392-X.
  4. ^ (EN) Robert S. Ellwood e Barabara A. McGraw, Many Peoples, Many Faiths: Women and Men in The World Religions, Prentice Hall, 1999, p. 31, ISBN 0-13-010735-2.
  5. ^ a b c (EN) Ronald Hutton, The Stations of the Sun: A History of the Ritual Year in Britain, Oxford, Oxford University Press, 1996.
  6. ^ (EN) Halloween, su Encyclopaedia Britannica. URL consultato il 31 dicembre 2012.
  7. ^ a b The Oxford English Dictionary, 2ª ed., Oxford, Oxford Univ. Press, 1989, ISBN 0-19-861186-2.
  8. ^ Nicholas Rogers (2002), pp. 29; 57.
  9. ^ a b (EN) The Oxford companion to American food and drink, Oxford University Press, 2007, p. 269. URL consultato il 17 febbraio 2011.
  10. ^ Nathaniel Hawthorne, "The Great Carbuncle," in "Twice-Told Tales", 1837: Hide it [the great carbuncle] under thy cloak, say'st thou? Why, it will gleam through the holes, and make thee look like a jack-o'-lantern!
  11. ^ A inizio Novecento, articoli sulla Festa del Ringraziamento suggerivano la jack-o'-lantern come addobbo per questa festività. Cfr. (EN) The Day We Celebrate: Thanksgiving Treated Gastronomically and Socially, in The New York Times, 24 novembre 1895, p. 27. URL consultato il 25 novembre 2014. (EN) Odd Ornaments for Table, in The New York Times, 21 ottobre 1900, p. 12. URL consultato il 25 novembre 2014.
  12. ^ (EN) Nicholas Rogers, Halloween Goes to Hollywood, in Halloween: From Pagan Ritual to Party Night, New York, Oxford University Press, 2002, pp. 103–124, ISBN 0-19-516896-8.
  13. ^ (EN) Thomas Crawford, Burns: a study of the poems and songs, Stanford University Press, 1960. URL consultato il 25 novembre 2014.
  14. ^ (EN) Jacqueline Simpson, All Saints' Day, in G. Howarth e O. Leeman (a cura di), Encyclopedia of Death and Dying, Londra, Routledge, 2001, p. 14, ISBN 0-415-18825-3.
    «Halloween is closely associated in folklore with death and the supernatural».
  15. ^ Aldo Buonaiuto, La trappola delle sette, Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII - Editore Sempre, 2011, p. 89, ISBN 978-88-89807-23-1.
  16. ^ Nicholas Rogers (2002), pp. 28–30.
  17. ^ "Ask Anne", Washington Post, Nov. 21, 1948, p. S11.
  18. ^ Atto 2, Scena 1.
  19. ^ Halloween by Sandro Ribi.
  20. ^ a b Salem 'Saint Fest' restores Christian message to Halloween, www.rcab.org, n.d.. URL consultato il 22 ottobre 2006 (archiviato dall'url originale il 29 settembre 2006).
  21. ^ "Trick?" or "Treat?"—Unmasking Halloween, The Restored Church of God, n.d.. URL consultato il 21 settembre 2007.
  22. ^ Bishop Challenges Supermarkets to Lighten up Halloween, The Church of England. URL consultato il 28 ottobre 2009.
  23. ^ Halloween and All Saints Day, newadvent.org, n.d.. URL consultato il 22 ottobre 2006.
  24. ^ Reformation Day, monergism.com. URL consultato il 22 ottobre 2009.
  25. ^ Reformation Day: What, Why, and Resources for Worship, The General Board of Discipleship of The United Methodist Church, 21 ottobre 2005. URL consultato il 22 ottobre 2006 (archiviato dall'url originale il 23 febbraio 2007).
  26. ^ (EN) Halloween, su Tuttoevangelo.com. URL consultato il 4 marzo 2016.
  27. ^ (EN) Halloween’s Christian Roots, su AmericanCatholic.org. URL consultato il 4 marzo 2016.
  28. ^ [1] editriceshalom.it.
  29. ^ A to Z of Halloween, The Limerick Leader, 29 ottobre 2009. URL consultato il 29 ottobre 2009.
  30. ^ tradizione di Halloween, digilander.libero.it. URL consultato il 3 marzo 2016.
  31. ^ La Gnot dai Sants: gnot di maraveis e di magjiis (PDF), arlef.it. URL consultato il 25 novembre 2014.
  32. ^ Dalle "lumère" alle zucche, il Veneto ritrova il suo Halloween, veneziatoday.it. URL consultato il 26 ottobre 2015.
  33. ^ Mese per mese le tradizioni: Dicembre, donneincarnia.it. URL consultato il 3 marzo 2016.
  34. ^ Su Mortu Mortu, contusu.it. URL consultato il 3 marzo 2016.
  35. ^ Cultura e turismo, sul sito istituzionale del Comune di Martis. URL consultato il 3 marzo 2016.
  36. ^ Nulvi, la festa di Sant'Andria, in La Nuova Sardegna, 3 dicembre 2011. URL consultato il 25 novembre 2014.
  37. ^ Pagina, sul sito ufficiale della Provincia di Sassari. URL consultato il 3 marzo 2016.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) Jack Santino (a cura di), Halloween and Other Festivals of Death and Life, Knoxville, University of Tennessee Press, 1994, ISBN 0-87049-813-4.
  • (EN) Lesley Bannatyne, Halloween: An American Holiday, An American History, Pelican Publishing Company, 1998 [Facts on File, 1990], ISBN 1-56554-346-7.
  • (EN) Diane C. Arkins, Halloween: Romantic Art and Customs of Yesteryear, Pelican Publishing Company, 2000, ISBN 1-56554-712-8.
  • (EN) Phyllis Galembo, Dressed for Thrills: 100 Years of Halloween Costumes and Masquerade, New York, Harry N. Abrams, Inc., 2002, ISBN 0-8109-3291-1.
  • (EN) Nicholas Rogers, Halloween: From Pagan Ritual to Party Night, New York, Oxford University Press, 2002, ISBN 0-19-516896-8.
  • (EN) Lisa Morton, The Halloween Encyclopedia, McFarland & Company, 2003, ISBN 0-7864-1524-X.
  • (EN) Diane C. Arkins, Halloween Merrymaking: An Illustrated Celebration Of Fun, Food, And Frolics From Halloweens Past, Pelican Publishing Company, 2004, ISBN 1-58980-113-X.
  • (EN) Lesley Bannatyne, A Halloween Reader: Stories, Poems and Plays from Halloweens Past, McFarland & Company, 2004, ISBN 1-58980-176-8.
  • (DE) Editha Hörandner (a cura di), Halloween in der Steiermark und anderswo, Volkskunde, Monaco di Vestfalia, LIT Verlag Münster, 2005, ISBN 3-8258-8889-4.
  • Jean Markale, Halloween. Storia e tradizioni, tradotto da Marco Enrico Giacomelli, Torino, L'Età dell'Acquario, 2005, ISBN 88-7136-219-5.
  • Giuseppe Bellosi e Eraldo Baldini, Halloween. Nei giorni che i morti ritornano, Torino, Einaudi, 2006, ISBN 88-06-18496-2.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Festività Portale Festività: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Festività