Halloween - La notte delle streghe
Halloween - La notte delle streghe (Halloween) è un film del 1978 co-scritto, diretto e musicato da John Carpenter.
È il primo capitolo di una lunga saga cinematografica composta da tredici film (tra cui cinque sequel classici e tre sequel alternativi, due spin-off e due remake), diretti da registi diversi.
È un film a basso costo, interpretato da Donald Pleasence e Jamie Lee Curtis, al suo esordio al cinema, ed è considerato una delle più importanti pellicole di questo genere, nonché capostipite del sottogenere slasher[1] inoltre, nel 2006, è stato scelto per la conservazione nel National Film Registry dalla Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti.[2]
Trama
[modifica | modifica wikitesto]Michael Myers è recluso nel manicomio di Smith's Grove dal 1963, quando, ad appena 6 anni, uccise a coltellate la sorella Judith. Dopo 15 anni riesce a fuggire, e torna a Haddonfield, Illinois, la sua città natale. Il dottor Sam Loomis, lo psichiatra che lo prese in cura in seguito all'omicidio, intuisce subito la sua destinazione. Inseguito dal dottore, Michael uccide un meccanico, ruba i suoi vestiti, fa ritorno alla sua casa natale, ora fatiscente e in vendita, per poi prender di mira la giovane Laurie Strode che pedina di ritorno da scuola.
Arrivato in città, lo psichiatra avverte della pericolosità di Michael Myers lo sceriffo locale, il quale però non sembra dargli troppo credito. Quella sera, Laurie ed Annie vanno a fare le babysitter da due bambini, Annie a Lindsey Wallace, mentre Laurie deve badare a Tommy Doyle. Durante la sera, Michael spia Annie attraverso la finestra della casa dei Wallace. Più tardi, Annie riceve una chiamata dal suo fidanzato Paul, il quale vuole passare la serata con lei. Annie porta Lindsey dall'altro lato della strada e l'affida a Laurie e poi va alla sua auto trovandola stranamente aperta. Annie entra in auto e viene strangolata da Myers, che poi la finisce tagliandole la gola. Tommy vede Michael portare il corpo di Annie dentro casa e pensa che si tratti dell'Ombra della strega. Laurie lo tranquillizza e lo manda a letto.
Lynda, un'amica di Annie, giunge alla casa dei Wallace insieme al fidanzato Bob Simms. Approfittando del fatto che la casa è vuota i due salgono in una camera di sopra e hanno un rapporto sessuale. Subito dopo Bob scende in cucina per prendersi una birra e qui viene attaccato e ucciso da Myers. Salito in camera da letto, Michael strangola Lynda con la corda del telefono mentre questa stava telefonando a Laurie la quale, preoccupata per l'interrompersi della telefonata, esce e si reca alla casa dei Wallace per indagare. Qui scopre i cadaveri di Annie, Lynda e Bob e la lapide di Judith Myers, che era stata trafugata dal cimitero. Mentre Laurie, inorridita, sta andandosene via, Myers l'aggredisce ferendola con il coltello.
Laurie cade dalle scale e fugge dalla casa facendo ritorno in casa dei Doyle. Michael riesce a entrare nella casa, ma Laurie gli conficca un ferro da maglia nel collo. Laurie corre quindi di sopra per controllare che i bambini stiano bene, ma Michael è sopravvissuto e l'ha seguita. Laurie si chiude dentro un armadio e quando Michael riesce ad aprirne la porta, lei lo colpisce con una gruccia e poi col coltello che egli stesso ha perduto nella colluttazione.
Uscita dall'armadio, Laurie dice ai bambini di scappare e di andare a chiamare la polizia. Il dottor Loomis vede i due bambini fuggire terrorizzati dalla casa e, intuendo che Michael è al suo interno, decide di entrarvi. Nel frattempo Myers si rialza e attacca Laurie intenzionato a ucciderla. Fortunatamente per lei Loomis arriva in tempo e spara sei colpi a Michael, che cade dal balcone e rimane a terra apparentemente morto. Loomis si affaccia dal balcone per rivedere il killer, ma Michael è scomparso: l'Uomo Nero è vivo e la notte è ancora lunga.
Produzione
[modifica | modifica wikitesto]Sviluppo
[modifica | modifica wikitesto]Dopo aver visto il film di John Carpenter Distretto 13 - Le brigate della morte (1976), il produttore cinematografico indipendente Irwin Yablans e il finanziere Moustapha Akkad cercarono Carpenter per dirigere un film per loro su un assassino psicopatico che perseguitava le babysitter.[3] In un'intervista concessa alla rivista Fangoria, Yablans disse: «Stavo pensando a cosa avrebbe avuto senso nel genere horror, e quello che volevo fare era realizzare un film che avesse lo stesso impatto de L'esorcista (1973)».[3] Carpenter accettò di dirigere il film a condizione di avere il pieno controllo creativo, e fu pagato 10,000 dollari, compenso che incluse scrittura, regia e composizione della colonna sonora del film. Lui e la sua fidanzata dell'epoca Debra Hill iniziarono a scrivere la storia di Halloween.[4] Già nel 1980 si diceva che il film a un certo punto avrebbe dovuto chiamarsi The Babysitter Murders ma Yablans da allora ha sempre smentito questa versione affermando che era sempre stato previsto che fosse chiamato (e che avesse luogo a) Halloween.[5] A proposito del concetto base dell'opera, Carpenter dichiarò: «La notte di Halloween. Non è mai stato il tema di un film. La mia idea era di fare un film su una vecchia casa infestata».[6]
Il regista Bob Clark suggerì nel corso di un'intervista pubblicata nel 2005[7] che Carpenter gli avesse chiesto cosa ne pensasse di un eventuale sequel del suo film Black Christmas (Un Natale rosso sangue) del 1974 (scritto da Roy Moore) che raccontava di un killer invisibile e senza movente che uccideva degli studenti in una confraternita universitaria. Come affermato anche nel documentario del 2009 Clarkworld (scritto e diretto dall'ex scenografo di Clark, Deren Abram, dopo la tragica morte di Clark nel 2007), Carpenter chiese direttamente a Clark cosa ne pensasse dello sviluppo di questo slasher anonimo in Black Christmas:
Sceneggiatura
[modifica | modifica wikitesto]Ci vollero circa 10 giorni per scrivere la sceneggiatura. Yablans e Akkad cedettero gran parte del controllo creativo agli sceneggiatori Carpenter e Hill (che Carpenter volle come produttrice), ma Yablans offrì anche diversi suggerimenti. Secondo un'intervista a Hill per Fangoria: «Yablans voleva che la sceneggiatura fosse scritta come un programma radiofonico, con "bu!" ogni 10 minuti». Secondo Hill, la sceneggiatura richiese tre settimane di scrittura e gran parte dell'ispirazione per la trama provenne dalle tradizioni celtiche di Halloween, come la festa di Samhain. Sebbene il Samhain non sia menzionato nella trama del primo film, Hill affermò che:
| «Ho incontrato questo bambino di sei anni con un viso vuoto, pallido e privo di emozioni, e gli occhi più neri del mondo; gli occhi del diavolo... Ho capito che ciò che viveva dietro gli occhi di quel bambino era puramente e semplicemente... il male.» |
| — La descrizione di Loomis del giovane Michael è stata ispirata dall'esperienza di John Carpenter con un vero paziente psichiatrico[10] |
Hill, che aveva lavorato come babysitter durante la sua adolescenza, scrisse la maggior parte dei dialoghi dei personaggi femminili, mentre Carpenter redasse i discorsi di Loomis sulla mancanza di anima di Michael Myers. Molti dettagli della sceneggiatura furono tratti dal background e dagli inizi di carriera di Carpenter e Hill: la città immaginaria di Haddonfield, Illinois, deriva da Haddonfield (New Jersey), dove era cresciuta Hill, mentre molti nomi delle strade furono presi dalla città natale di Carpenter, Bowling Green, Kentucky.[11] Laurie Strode era presumibilmente il nome di una delle vecchie fidanzate di Carpenter, mentre Michael Myers era il nome di un produttore cinematografico inglese che aveva precedentemente distribuito, con Yablans, Distretto 13 - Le brigate della morte in vari festival europei di cinema.[3] Presente anche un omaggio a Alfred Hitchcock attraverso il nome di due personaggi: Tommy Doyle viene dal Thomas J. Doyle (Wendell Corey) di La finestra sul cortile (1954), mentre il nome del Dr. Loomis deriva dal Sam Loomis (John Gavin) di Psyco, il ragazzo di Marion Crane, interpretata da Janet Leigh (che nella vita reale è la madre di Jamie Lee Curtis).[12]
Nell'ideare la storia del cattivo del film, Michael Myers, Carpenter si è ispirato al folklore delle "case infestate" che esiste in molte piccole comunità statunitensi: «La maggior parte delle piccole città ha una specie di storia maledetta, di un tipo o dell'altro», affermò. «Almeno questo è ciò che credono gli adolescenti. C'è sempre una casa in fondo alla strada in cui qualcuno è stato ucciso, o in cui qualcuno è impazzito». Inoltre, per la resistenza soprannaturale di Michael Myers, Carpenter prese anche ispirazione dal personaggio del pistolero robot impazzito del film Il mondo dei robot (1973).[13] L'ispirazione di Carpenter per il "male" che Michael incarnava venne da una visita che aveva fatto durante il college in un istituto psichiatrico nel Kentucky. Lì visitò un reparto con i suoi compagni di corso di psicologia dove venivano ricoverati "i pazienti più gravi e malati di mente".[14] Tra questi pazienti c'era un ragazzo adolescente, che aveva uno sguardo vuoto, "schizofrenico". L'esperienza di Carpenter ispirò la caratterizzazione che Loomis diede di Michael allo sceriffo Brackett nel film. Debra Hill ha dichiarato che la scena dove Michael uccide il cane pastore tedesco dei Wallace fu girata per illustrare quanto lui sia "davvero malvagio e mortale".
La scena finale, in cui Michael scompare dopo essere stato colpito sei volte e cade dal balcone, aveva lo scopo di terrorizzare l'immaginazione del pubblico. Utilizzando un montaggio delle case mentre si sente il respiro di Michael, Carpenter cercò di tenere il pubblico sulle spine su chi sia veramente Michael Myers: se n'è andato, ed è ovunque allo stesso tempo; è più che umano; potrebbe essere soprannaturale, e nessuno sa come sia diventato tale. Per Carpenter, tenere il pubblico sulle spine era meglio che giustificare il personaggio come fosse "maledetto da qualcuno... "
Carpenter ha descritto Halloween: «Un vero e proprio volgare sfruttamento commerciale. Ho deciso di fare un film che mi sarebbe piaciuto vedere da bambino, pieno di trucchi a buon mercato come una casa stregata in una fiera dove cammini lungo il corridoio e le cose ti saltano addosso».[15]
Cast
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Il cast di Halloween comprende attori esperti come Donald Pleasence e all'epoca sconosciuti come l'attrice Jamie Lee Curtis. Il basso budget limitò l'interessamento di nomi famosi e Carpenter si dovette arrangiare, difatti gran parte degli attori ricevette piccoli compensi per il ruolo interpretato. Pleasence fu il più pagato con 20 mila dollari, la Curtis ne ricevette 8 mila, e Nick Castle solamente 25 $ al giorno.[16]
Per il ruolo del dottor Loomis, John Carpenter e Debra Hill avrebbero voluto Christopher Lee, il quale non accettò. La parte venne allora proposta a Peter Cushing, ma rifiutò anch'egli. Il ruolo venne dato a Donald Pleasence.
Poco dopo aver accettato la parte, Pleasence disse al regista: «Non capisco il copione e non mi piace. L'unica ragione per cui ho accettato è perché il tuo primo film è piaciuto molto a mia figlia».[17]
Durante un'intervista, Carpenter ammise che «Jamie Lee non era la prima scelta per la parte di Laurie. Non avevo idea di chi fosse. Aveva 19 anni e all'epoca era in uno show televisivo, ma io non guardavo la TV». La sua prima scelta era Anne Lockhart, la figlia di June Lockhart. Lockhart, tuttavia, aveva preso impegni in molti film e progetti televisivi.[18] Dopo aver scoperto che la madre di Jamie, Janet Leigh, aveva recitato in Psyco, Debra Hill disse: «Far recitare Jamie Lee sarebbe una grande pubblicità per il film perché sua madre ha recitato in Psyco».[19] Halloween fu il film del debutto per Jamie Lee Curtis e la formò nella sua carriera come «reginetta dell'urlo», e attrice di successo nel genere horror.
Un'altra attrice relativamente sconosciuta, Nancy Kyes (che nei crediti viene citata come Nancy Loomis), recitò la parte di Annie Brackett, amica intima di Laurie, e figlia dello sceriffo di Haddonfield. Kyes, prima di Halloween, aveva recitato in Distretto 13.[20] Carpenter scelse P.J. Soles affinché recitasse nel ruolo di Lynda van der Klok, un'altra amica di Laurie, conosciuta per il dialogo con un uso coatto della parola «totalmente». Soles era un'attrice abbastanza conosciuta per aver avuto un ruolo secondario in Carrie - Lo sguardo di Satana (1976) e una parte minore in The Boy in the Plastic Bubble (1976). Secondo una fonte «Carpenter la raffigurò come una ragazza catturata dall'aura di un'inconscia adolescente degli anni settanta».[21]
La parte di The Shape (Michael Myers) fu interpretata da Nick Castle, che assistette Carpenter quando era all'Università del Sud della California. Dopo aver recitato in Halloween Castle divenne regista; tra i film da lui diretti vi sono The Last Starfighter (1984), Il ragazzo che sapeva volare (1986) e Il maggiore Payne (1995).[22]
Per interpretare il volto di Michael Myers nell'unica breve scena in cui si vede senza maschera, venne ingaggiato un giovane ragazzo biondo che era estraneo al film.
Riprese
[modifica | modifica wikitesto]Akkad accettò di stanziare 300,000 dollari come budget per il film, che all'epoca era considerato basso (il precedente film di Carpenter, Distretto 13, aveva avuto un budget di 100,000 dollari).[3][23] Akkad era preoccupato per i tempi stretti di quattro settimane di lavorazione, il budget ridotto e la limitata esperienza di Carpenter come regista, ma dichiarò a Fangoria: «Due cose mi hanno fatto decidere. Primo, Carpenter mi ha raccontato la storia a voce e in modo avvincente, quasi fotogramma per fotogramma. Secondo, mi ha detto che non voleva accettare compensi, e questo dimostrava la sua fiducia nel progetto». Carpenter ricevette 10.000 dollari per la regia, la scrittura e la composizione delle musiche, mantenendo i diritti sul 10% dei profitti del film.[24]

A causa del basso budget, il guardaroba e gli oggetti di scena erano spesso realizzati con materiali reperibili in magazzino o acquistabili a basso costo. Carpenter assunse Tommy Lee Wallace come scenografo, direttore artistico, location scout e co-montatore. Wallace creò la maschera distintiva indossata da Michael Myers durante tutto il film modificando una maschera da carnevale del Capitano Kirk[25] acquistata per 1 dollaro e 98 centesimi in un negozio di costumi su Hollywood Boulevard.[3][26] Carpenter ricordò come Wallace "allargò i buchi per gli occhi e dipinse la pelle con uno spray bianco-bluastro. Nella sceneggiatura si diceva che la maschera di Michael Myers aveva "i lineamenti pallidi di un volto umano" ed era davvero inquietante. Posso solo immaginare il risultato se non avessero dipinto la maschera di bianco. I bambini avrebbero controllato l'armadio in cerca di William Shatner!"[3] Hill aggiunge che "l'idea era di renderlo quasi privo di personalità, senza volto, una specie di volto pallido che potesse assomigliare o meno a un essere umano".[3] Molti attori indossavano i propri vestiti e il guardaroba di Curtis fu acquistato da J.C. Penney per circa 100 dollari.[3] Wallace descrisse il processo di ripresa come straordinariamente collaborativo, con i membri del cast che spesso aiutavano a spostare l'attrezzatura, le telecamere e a facilitare gli allestimenti. Il veicolo rubato da Michael Myers al Dottor Loomis e all'infermiera Marion Chambers presso lo Smith Grove Sanitarium era una Ford LTD station wagon del 1978 di proprietà del governo dell'Illinois, noleggiata per due settimane di riprese. Al termine delle riprese, l'auto venne restituita alla società di noleggio che poi la mise all'asta.
Halloween è stato girato in 20 giorni in un periodo di quattro settimane nel maggio 1978.[27] Gran parte delle riprese fu realizzata utilizzando una Panaglide, un clone della Steadicam, la nuova telecamera all'epoca che consentiva ai registi di muoversi agevolmente negli spazi. Le location delle riprese inclusero South Pasadena, California; la scuola elementare Garfield ad Alhambra, California; e il cimitero di Sierra Madre, California. Una casa abbandonata di proprietà di una chiesa funse da casa Myers. Due case su Orange Grove Avenue (vicino a Sunset Boulevard) nel quartiere di Spaulding Square a Hollywood furono utilizzate per il climax del film, poiché la strada aveva poche palme e quindi assomigliava molto a una strada del Midwest. Alcune palme, tuttavia, sono comunque visibili nelle scene iniziali del film. La troupe ebbe difficoltà a trovare zucche in primavera e le foglie autunnali artificiali dovettero essere riutilizzate in più scene. Le famiglie locali vestirono appositamente i propri bambini con costumi di Halloween per le scene di dolcetto o scherzetto.[3]
Carpenter lavorò con il cast per creare l'effetto desiderato di terrore e suspense. Secondo Curtis, Carpenter ideò un "misuratore di paura" perché il film era girato fuori sequenza e non era sicura di quale dovesse essere il livello di terrore del suo personaggio in certe scene. «Ecco circa 7, ecco circa 6, e la scena che gireremo stasera è circa 9», le diceva Carpenter. Curtis aveva diverse espressioni facciali e volumi di urla per ogni livello del misuratore.[3] Le indicazioni di Carpenter per Castle nel ruolo di Myers furono minime. Ad esempio, quando Castle chiese al regista quale fosse la motivazione del suo personaggio in una scena particolare, Carpenter rispose che la sua motivazione era quella di camminare da un set all'altro e "non recitare". Secondo il racconto di Carpenter, l'unica indicazione che diede a Castle fu durante la sequenza dell'omicidio di Bob, quando gli disse di inclinare la testa ed esaminare il cadavere come se fosse "un collezionista di farfalle".
Colonna sonora
[modifica | modifica wikitesto]Un'altra caratteristica che ha portato al successo del film, è sicuramente la colonna sonora, in particolar modo il tema principale. Essendo il film privo di una colonna sonora sinfonica, la partitura consiste in una melodia di pianoforte, suonata al ritmo di 5/4 e composta dallo stesso John Carpenter. Il critico James Berardinelli definì la partitura «relativamente semplice e non complessa», tuttavia ammise che «La musica di Halloween è uno dei maggiori punti di forza».[28] Carpenter dichiarò in un'intervista: «So suonare praticamente qualsiasi tastiera, ma non so né leggere né scrivere una nota».[18] Nei crediti finali del film, Carpenter si autodefinisce «Bowling Green Orchestra» per aver eseguito lo spartito, ma ricevette assistenza dal compositore Dan Wyman, insegnante di musica alla San Jose State University, università pubblica sita a San Jose, in California.[16][29]
La canzone nella scena in cui Laurie entra nella macchina di Annie e fa posto al bambino Tommy Doyle è senza titolo ed è eseguita da Carpenter e alcuni suoi amici che formarono un gruppo chiamato "The Coupe DeVilles".[16] Un'altra canzone presente nel film è (Don't Fear) The Reaper del gruppo heavy metal Blue Öyster Cult.[30]
Tracce
[modifica | modifica wikitesto]La colonna sonora, composta mediante sintetizzatore, è opera di John Carpenter, che spesso firma il corpo sonoro dei suoi film. Essa include 13 tracce:
- Halloween Theme – Main Title (2:54)
- Laurie's Theme (2:05)
- Shape Escapes (1:42)
- Myers' House (5:35)
- Michael Kills Judith (3:11)
- Loomis and Shape's Car (3:32)
- The Haunted House (3:33)
- The Shape Lurks (1:35)
- Laurie Knows (3:01)
- Better Check the Kids (3:27)
- The Shape Stalks (3:08)
La celeberrima Halloween Theme, presente in tutti i film della saga, si basa su una semplice e ripetitiva, ma memorabile, melodia suonata alla tastiera, istantaneamente assurta a simbolo del franchise di Halloween e dello stesso Michael Myers.
Carpenter scrisse la musica perché qualcuno gli aveva detto che il film "non faceva paura" dopo le prime proiezioni di test.[31]
Distribuzione
[modifica | modifica wikitesto]Negli Stati Uniti d'America fu distribuito il 25 ottobre 1978 dalla Compass International Pictures. In Italia uscì al cinema (vietato ai minori di 14 anni) il 14 aprile 1979, distribuito dalla PIC Produzione Intercontinentale Cinema.[32][33]
Edizioni home video
[modifica | modifica wikitesto]Prima edizione DVD italiana
[modifica | modifica wikitesto]La prima edizione in DVD è stata distribuita dalla Dall'Angelo Pictures e contiene:
- Film in Italiano 5.1, Inglese 2.0 e sottotitoli italiani
- 12 scene
- Backstage
- Filmografie John Carpenter, Jamie Lee Curtis e Donald Pleasence
Seconda edizione DVD italiana
[modifica | modifica wikitesto]La seconda edizione in DVD è un'edizione a doppio disco e contiene:
- DISCO 1= IL FILM - 85 MIN.
- Film in Italiano 5.1, Inglese 2.0 e sottotitoli italiani
- 12 scene
- Backstage
- Filmografie John Carpenter, Jamie Lee Curtis, Donald Pleasence
- DISCO 2= EXTRAS - 213 MIN.
- Documentario special: Halloween - Genesi di un cult
- Sul set di Halloween - La notte delle streghe venticinque anni dopo
- Interviste agli attori per il venticinquesimo anniversario di Halloween - La notte delle streghe
- I fan di Halloween - La notte delle streghe
Edizione Blu-ray .
In Italia è stata pubblicata una versione per il quarantesimo anniversario nel 2019 (e una medesima versione contenuta nel cofanetto 1-8 film) da parte della Midnight Factory contenente tre dischi:
Disco numero 1:
• il film restaurato in 4K • audio italiano restaurato 5.1 DTS- HD MA e audio inglese 5.1 DTS-HD MA • 12 scene • contenuti extra: commento audio del regista John Carpenter e dell’attrice protagonista Jamie Lee Curtis, masterclass di John Carpenter moderata dal regista Yann Gonzalez in occasione della premiazione con la Carrosse d’or alla Quinzaine des realisatéurs 2019, trailer, Spot Radio, Spot Tv
Disco numero 2:
• versione cinematografica del film restaurata in un nuovo master blu-ray 1080p • audio italiano restaurato 5.1 DTS- HD MA e audio inglese 5.1 DTS-HD MA • 12 scene • contenuti extra: commento audio del regista John Carpenter e dell’attrice protagonista Jamie Lee Curtis, masterclass di John Carpenter moderata dal regista Yann Gonzalez in occasione della premiazione con la Carrosse d’or alla Quinzaine des realisatéurs 2019, trailer, Spot Radio, Spot Tv
Disco numero 3:
• versione estesa del film restaurata in un nuovo master blu-ray 1080p inedita in Italia • audio italiano restaurato 5.1 DTS- HD MA e audio inglese 5.1 DTS-HD MA • 12 scene
Accoglienza
[modifica | modifica wikitesto]Incassi
[modifica | modifica wikitesto]Girato in soli 20 giorni nella primavera del 1978 e con un budget di 300 mila dollari, il film fruttò oltre 70 milioni di dollari nelle sale e diventò uno dei film indipendenti di maggior successo nella storia.
Critica
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Molti critici pongono questo film come capofila di una lunga serie del sottogenere slasher, ispirato al film Psyco (1960) di Alfred Hitchcock. Il film ha ispirato molte scene di film horror a basso costo durante gli anni ottanta e novanta. Tuttavia, poche sono le scene raffiguranti violenza e sangue. Alcuni critici sostengono che Halloween e gli slasher successivi incoraggino il sadismo e la misoginia.[35] All'epoca della sua uscita, Halloween ebbe un buon successo con poca pubblicità, basandosi principalmente sul passaparola, e ricevette recensioni per lo più positive dalla critica. Il Los Angeles Times ritenne il film un "thriller ben fatto ma vuoto e morboso",[36] mentre Bill von Maurer di The Miami Times lo trovò "sorprendentemente buono", facendo notare: "Preso al suo livello, Halloween è un film terrificante, se hai l'età giusta e l'umore giusto."[37] Susan Stark di Detroit Free Press definì Halloween un film cult in ascesa al momento della sua uscita, descrivendolo come "estremamente malinconico" e lodandone la regia e la musica.[38] Gene Siskel del Chicago Tribune assegnò al film tre stelle e mezzo su quattro definendolo un thriller "splendidamente realizzato" che "funziona perché il regista Carpenter sa come scioccare e al tempo stesso farci sorridere. Crea ripetutamente l'attesa di uno shock e lo ritarda per periodi di tempo variabili. La tensione è notevole. Più di una volta durante il film mi sono guardato intorno solo per assicurarmi che non ci fosse nessuno di strano seduto dietro di me".[39] Tom Allen del The Village Voice lodò il film nella sua recensione del novembre 1978, sottolineando che è sociologicamente irrilevante ma elogiando la sua tecnica in stile Hitchcock come efficace e "il modo più onesto per realizzare un buon film di bassa lega". Allen evidenziò inoltre le somiglianze stilistiche con Psyco e La notte dei morti viventi (1968) di George A. Romero.[40]
In maniera opposta, Pauline Kael scrisse una recensione feroce su The New Yorker suggerendo che "Carpenter non sembra aver avuto vita al di fuori del cinema: si può far risalire quasi ogni idea sullo schermo a registi come Hitchcock e Brian De Palma e alle produzioni di Val Lewton" e riflettendo come "forse quando un film horror viene spogliato di tutto tranne che della stupida paura, quando non si vergogna di far rivivere il più stantio espediente del genere (il pazzo evaso), soddisfa una parte del pubblico in un modo più elementare e infantile rispetto ai film horror sofisticati."[41] Allo stesso modo, anche Gary Arnold del The Washington Post fu negativo, scrivendo: "Dato che c'è ben poco sviluppo del personaggio o della trama per passare il tempo tra le sequenze di stalking, si tende a desiderare che l'assassino si metta all'opera. Presumibilmente, Carpenter immagina di creare un'attesa da brivido, ma le sue tecniche sono così trasparenti e laboriose che il risultato è attenuazione piuttosto che tensione."[42] Lou Cedrone del The Baltimore Evening Sun lo definì "noiosamente familiare" e aggiunse che l'unico elemento degno di nota nel film è "Jamie Lee Curtis, la cui interpretazione della quarta vittima designata è ben al di sopra del resto del film".[43]
Nei mesi successivi all'uscita, la critica continuò a elogiare il film. Roger Ebert diede un giudizio positivo del film sul Chicago Sun-Times, descrivendolo "un'esperienza viscerale: non stiamo guardando il film, lo stiamo vivendo. È spaventoso. Forse non vi piacciono i film che fanno davvero paura: allora non guardate questo...", e lo scelse come uno dei suoi migliori dieci film del 1978.[44] I critici, un tempo sprezzanti, rimasero colpiti dalla scelta delle angolazioni di ripresa e dalla musica semplice di Carpenter e sorpresi dalla mancanza di sangue e violenza grafica.
A diversi anni dalla sua uscita, Halloween - La notte delle streghe è considerato da molti critici uno dei migliori film del 1978.[45][46][47] Sull'aggregatore di recensioni Rotten Tomatoes ha un indice di gradimento del 97% basato su 86 recensioni, con un voto medio di 8,6 su 10; il consenso critico del sito recita: "Spaventoso, pieno di suspense e visceralmente emozionante, Halloween ha stabilito lo standard per i film horror moderni."[48] Su Metacritic ha un punteggio di 90 su 100 basato su 21 recensioni, indicante "acclamazione universale".[49]
Molti hanno paragonato il film all'opera di Alfred Hitchcock, anche se TV Guide definisce i paragoni fatti con Psyco "sciocchi e infondati".[50] Quasi un decennio dopo la sua première, Mick Martin e Marsha Porter criticarono le inquadrature in prima persona presenti in Halloween - La notte delle streghe che i primi critici cinematografici avevano elogiato e che i successivi registi di film slasher avevano utilizzato per i propri film (ad esempio, Venerdì 13). Sostenendo che incoraggiassero l'identificazione del pubblico con l'assassino, Martin e Porter sottolinearono il modo in cui "la telecamera si avvicina alla vittima urlante e supplicante, abbassa lo sguardo sul coltello e poi lo conficca nel petto, nell'orecchio o nell'occhio. Questo sì che è macabro e sbagliato"[51]
Tematiche trattate e analisi
[modifica | modifica wikitesto]La studiosa Carol J. Clover ha sostenuto che il film, e il suo genere in generale, collegano la sessualità al pericolo, affermando che gli assassini nei film slasher sono alimentati da una "furia psicosessuale"[52] e che tutti gli omicidi sono di natura sessuale. Rafforzò questa idea affermando che "le armi da fuoco non hanno posto nei film slasher" e, esaminando il coevo film Non violentate Jennifer, osservò che "un omicidio diretto risponde a uno stupro diretto in un modo in cui una sparatoria, anche se preceduta da un'umiliazione, non lo fa".[53] Paragonare il sesso alla violenza è importante in Halloween e nel genere slasher, secondo la studiosa di cinema Pat Gill, che ne prese nota nel suo saggio The Monstrous Years: Teens, Slasher Films, and the Family. Osservò che le amiche di Laurie "considerano il loro lavoro di babysitter come un'opportunità per condividere alcol e sesso con i propri fidanzati. Una dopo l'altra vengono uccise... da Michael Myers, un evaso da un manicomio che anni prima, all'età di sei anni, aveva ucciso la sorella perché preferiva il sesso al prendersi cura di lui".[54] In definitiva, per alcuni critici Halloween e gli slasher successivi incoraggiano il sadismo e la misoginia. Altri sostengono che il film sia una non troppo velata critica sociale alla scarsa moralità dei ragazzi americani durante gli anni settanta, sottolineando il fatto che molte delle vittime di Myers praticano la promiscuità sessuale o abusano di sostanze stupefacenti. Carpenter prese le distanze da queste interpretazioni, affermando: «È stato insinuato che stessi facendo una sorta di affermazione morale. Credetemi, non è così. In Halloween, vedevo i personaggi come dei semplici adolescenti normali». In un'altra intervista, Carpenter ha affermato che le letture del film come un dramma morale "hanno completamente perso il punto", aggiungendo: «La ragazza più tesa sessualmente continua a pugnalare questo ragazzo con un lungo coltello. È la più frustrata sessualmente. È lei che lo ha ucciso. Non perché sia vergine, ma perché tutta quell'energia sessualmente repressa inizia a uscire. Usa tutti quei simboli fallici sul ragazzo».[55] Debra Hill, che co-scrisse e produsse il film, respinse anche lei l'idea dicendo: «Non c'era assolutamente alcuna intenzione che quella fosse la ragione di fondo. Sono stata cresciuta come una studentessa cattolica e ciò che trapelava nella sceneggiatura è la mia sensibilità cattolica. Era totalmente involontario».[56]
Alcune critiche femministe, secondo lo storico Nicholas Rogers, "hanno visto i film slasher a partire da Halloween come degradanti per le donne in modo altrettanto decisivo quanto la pornografia". Critici come John Kenneth Muir affermano che personaggi femminili come Laurie Strode sopravvivono non grazie a "una buona pianificazione" o alla loro intraprendenza, ma per pura fortuna. Sebbene riesca a respingere l'assassino diverse volte, alla fine Strode viene salvata in Halloween e Halloween II solo quando il Dr. Loomis arriva per sparare a Myers.[57] Tuttavia, Clover ha sostenuto che, nonostante la violenza contro le donne, Halloween e altri film slasher hanno trasformato le donne in eroine. In molti film horror pre-Halloween, le donne erano rappresentate come vittime indifese e non sono al sicuro finché non vengono salvate da un eroe maschile forte. Nonostante Loomis salvi Strode, Clover afferma che Halloween dà inizio al ruolo della "Final Girl" che alla fine trionfa. Strode si ribella a Myers e lo ferisce gravemente.[58] Se Myers fosse stato un uomo normale, gli attacchi di Strode lo avrebbero ucciso; persino Loomis, l'eroe maschile della storia, che spara ripetutamente a Michael con una pistola, non può ucciderlo. Aviva Briefel ha sostenuto che momenti come quello in cui il volto di Michael viene temporaneamente rivelato sono pensati per dare piacere allo spettatore maschile. Briefel sostiene inoltre che questi momenti sono di natura masochista e danno piacere agli uomini perché si sottomettono volontariamente alle donne del film; si sottomettono temporaneamente perché ciò renderà il loro ritorno all'autorità ancora più potente.[59]
Critici cinematografici come Pat Gill vedono Halloween come una critica ai valori sociali americani. Gill sottolinea che le figure genitoriali sono quasi del tutto assenti durante tutto il film, notando che quando Laurie viene aggredita da Michael mentre fa da babysitter, "nessun genitore, né degli adolescenti né dei bambini affidati alle loro cure, chiama per controllare i propri figli".[60] Secondo Gill, i pericoli della periferia sono un altro tema importante che attraversa tutto il film e il genere slasher in generale: Gill afferma che i film slasher "sembrano prendere in giro la "fuga dei borghesi bianchi" verso le "comunità recintate" dei quartieri residenziali periferici, in particolare i tentativi dei genitori di proteggere i propri figli dalle influenze pericolose rappresentate dalla città. Halloween e i film slasher, in generale, rappresentano il lato oscuro della periferia. Myers è cresciuto in una famiglia di periferia e dopo essere fuggito dall'ospedale psichiatrico torna nella sua città natale per uccidere di nuovo; Myers è un prodotto dell'ambiente suburbano, scrive Gill.[61]
Alcuni ritengono che Michael rappresenti il male assoluto nel film. Questo si basa sulla credenza comune che il male non muoia mai, né che il male mostri rimorso. Questa idea è dimostrata nel film quando il Dr. Loomis discute la storia di Michael con lo sceriffo. Loomis afferma: «Un ragazzo di sei anni con una faccia atona, bianca, completamente spenta; e gli occhi neri... gli occhi del Diavolo. Per otto anni ho tentato di riportarlo a noi, ma poi per altri sette l'ho tenuto chiuso, nascosto, perché mi sono reso conto con orrore che dietro quegli occhi viveva e cresceva... il male». Questo sottolinea ulteriormente il motivo per cui Michael indossa la maschera, poiché "mostra chiaramente la sua malvagità sul volto". Eppure, per tutto il primo film, continuiamo a chiederci quanto sia malvagio Michael senza conoscere le sue vere motivazioni. Arriviamo alla fine del film e Michael si aggira ancora una volta per le strade di Haddonfield, mentre il male non muore mai.[62]
Altri media
[modifica | modifica wikitesto]Romanzo
[modifica | modifica wikitesto]Poco dopo l'uscita di Halloween nei cinema, ci fu la commercializzazione del romanzo tascabile scritto da Curtis Richards, pubblicato nel 1979 dalla Bantam Books e ristampato nel 1982. Il romanzo affronta aspetti non presenti nel film, come le origini della maledizione dentro l'ospedale di Smith's Grove.
Videogioco
[modifica | modifica wikitesto]Nel 1983 Halloween fu adattato a videogioco per l'Atari 2600 dalla Wizard Video, tuttavia nessuno dei protagonisti viene direttamente nominato. L'obiettivo del gioco era salvare quanti più bambini possibili da uno sconosciuto killer armato di coltello vestendo i panni di una babysitter adolescente. Il gioco tuttavia fu stroncato dalla critica.[63][64]
Nel 2026 il film viene riadattato in formato videoludico con Halloween: The Game, videogioco che comprende una modalità multiplayer 1vs4 (Michael Myers contro 4 civili eroi di Haddonfield: il primo deve uccidere tutti i residenti, i secondi devono salvare sè stessi e i residenti della città e scappare) e una modalità single player che ricostruisce la storia del film originale sotto gli occhi di Michael Myers.[65]
Influenza culturale
[modifica | modifica wikitesto]Halloween - La notte delle streghe è un film di grande influenza nel genere horror; è stato in gran parte responsabile della popolarizzazione dei film slasher negli anni '80 e ha contribuito a sviluppare il genere stesso. Ha reso popolari molti cliché che sono diventati completamente sinonimi del genere slasher. Halloween ha contribuito a rendere popolare la figura della Final Girl, l'uccisione di personaggi che assumono droghe o sono sessualmente promiscui, e l'uso di un tema sonoro per l'assassino. Carpenter ha anche girato molte scene dal punto di vista del killer per creare tensione. Questi elementi sono diventati così consolidati che molti storici sostengono che Halloween sia responsabile della nuova ondata di horror emersa negli anni '80. Grazie alla sua popolarità, Halloween è diventato un modello di successo per molti altri film dell'orrore successivi, come Venerdì 13, A Nightmare on Elm Street e Scream.[66]
Sebbene esistessero già altri film di genere slasher usciti prima di Halloween, come Reazione a catena (1971), Silent Night, Bloody Night (1972), Non aprite quella porta (1974) e Black Christmas (Un Natale rosso sangue) (1974), che contengono elementi importanti del genere slasher, riguardando tutti un gruppo di adolescenti assassinati da uno sconosciuto; Halloween - La notte delle streghe, tuttavia, è considerato dagli storici del cinema il responsabile della nuova ondata di film horror, perché non solo ha utilizzato questa formula, ma ne ha anche introdotte molte altre.
Estetica
[modifica | modifica wikitesto]Lo storico del cinema Nicholas Rogers osserva che i critici cinematografici sostengono che siano state la regia e il lavoro di ripresa di Carpenter a rendere Halloween un "successo clamoroso".[67] Il critico Roger Ebert scrisse: «È facile creare violenza sullo schermo, ma è difficile farlo bene. Carpenter è incredibilmente abile, ad esempio, nell'uso dei primi piani nelle sue composizioni, e chiunque ami i thriller sa che i primi piani sono fondamentali... ».[68] La sigla di apertura, che raffigura una zucca di Halloween su uno sfondo nero, definisce l'atmosfera dell'intero film. La telecamera si sposta lentamente verso l'occhio sinistro della zucca di Halloween mentre risuona il tema principale. Dopo che la telecamera si è completamente chiusa, la luce della zucca si affievolisce e si spegne. Lo storico del cinema J.P. Telotte afferma che questa scena "annuncia chiaramente che l'attenzione principale del film sarà rivolta al modo in cui vediamo noi stessi e gli altri e alle conseguenze che spesso accompagnano il nostro consueto modo di percepire la realtà".[69] Le inquadrature in prima persona di Carpenter sono state girate con la steadicam; Telotte sostiene: «Come risultato di questo spostamento di prospettiva da una telecamera narrativa e disincarnata all'occhio di un personaggio reale... siamo costretti a un senso più profondo di partecipazione all'azione che ne consegue».[70] Insieme al film horror canadese del 1974 Black Christmas, Halloween ha sfruttato la visione degli eventi attraverso gli occhi dell'assassino.[71]
Nella prima scena il voyeurismo del giovane Michael è seguito dall'omicidio di Judith, visto attraverso i buchi per gli occhi della maschera da clown del bambino. Secondo lo studioso Nicholas Rogers, il frequente uso da parte di Carpenter della telecamera in prima persona per rappresentare il punto di vista dell'assassino ... ha invitato [gli spettatori] ad adottare lo sguardo aggressivo dell'assassino e ad ascoltare il suo respiro pesante e i suoi passi mentre inseguiva la sua preda.[67] Gli analisti cinematografici hanno notato le sue rappresentazioni ritardate o trattenute della violenza, caratterizzate come il "falso sussulto" o "la vecchia routine del colpetto sulla spalla" in cui gli stalker, gli assassini o i mostri "si lanciano nel nostro campo visivo o si avvicinano furtivamente a una persona."[72]
Versioni alternative
[modifica | modifica wikitesto]I diritti televisivi di Halloween furono venduti alla NBC nel 1980 per 4 milioni di dollari. Dopo un dibattito tra John Carpenter, Debra Hill e la NBC's Standards & Practices sulla censura di alcune scene, Halloween apparve per la prima volta in TV.[19]
Per riempire la fascia oraria di due ore concessagli, Carpenter filmò 12 minuti di materiale aggiuntivo, ad esempio, una scena in cui il Dr. Loomis discute coi responsabili della clinica, dove Michael è ricoverato, della necessità di trasferirlo in un carcere di massima sicurezza, ma viene ignorato. Sempre il Dott. Loomis che parla con un Michael bambino di soli 6 anni al quale dice: «Li hai ingannati, non è vero Michael? Ma non me». Un'altra scena extra è quella in cui il Dr. Loomis si trova all'ospedale di Smith's Grove dopo che Myers è fuggito, e qui vi trova, incisa sul lato interno della porta, la parola «sister» (in italiano, sorella). Infine, è stata aggiunta una scena in cui Lynda arriva fino a casa di Laurie per prestarle una camicetta di seta prima che Laurie la lasci perché Annie chiama e le chiede di prestarle la stessa camicetta.
Le nuove scene sono state filmate mentre veniva girato Halloween II. Una versione estesa del DVD, comprensivo delle scene TV tagliate, è stato commercializzato da Anchor Bay Entertainment, nel 2001, con il nome di Halloween: Extended Edition.
Sequel, prequel, remake e reboot
[modifica | modifica wikitesto]Il film ha dato origine a una vera e propria saga:
- Halloween II - Il signore della morte (Halloween II, 1981)
- Halloween III - Il signore della notte (Halloween III: Season of the Witch, 1982) - Michael Myers è tuttavia assente
- Halloween 4 - Il ritorno di Michael Myers (Halloween 4: The Return of Michael Myers, 1988)
- Halloween 5 - La vendetta di Michael Myers (Halloween 5: The Revenge of Michael Myers, 1989)
- Halloween 6 - La maledizione di Michael Myers (Halloween: The Curse of Michael Myers, 1995)
- Halloween - 20 anni dopo (Halloween H20: 20 Years Later, 1998)
- Halloween - La resurrezione (Halloween: Resurrection, 2002)
- Halloween - The Beginning (Halloween, 2007)
- Halloween II La Famiglia è per sempre (2009)
- Halloween (2018)
- Halloween Kills (2021)
- Halloween Ends (2022)
Nel 2007 è uscito un remake del film, Halloween - The Beginning; nel 2009 ha avuto un seguito, Halloween II. In questi due, Michael è interpretato da Daeg Faerch (da giovane), e da Tyler Mane (da adulto). I due film sono stati entrambi diretti da Rob Zombie.
Il film Halloween del 2018 è un diretto seguito del primo capitolo, ambientato 40 anni dopo gli eventi di Haddonfield. La pellicola non prende in considerazione alcun seguito, neanche quelli dove Jamie Lee Curtis riprese il ruolo di Laurie Strode; Halloween Kills e Halloween Ends seguono questa nuova timeline.
Note
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- ↑ (EN) Mark Salisbury, Done to death, su theguardian.com, Londra, 17 ottobre 2002. URL consultato il 28 agosto 2018.
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- ↑ Commento audio di John Carpenter e Debra Hill al film The Fog, DVD del 2002, special edition
- ↑ Moustapha Akkad, Fangoria.
- ↑ William Shatner rips 'Halloween' for using Capt. Kirk mask, su nypost.com, 19 ottobre 2021.
- ↑ William Shatner Shares Initial Reaction to Capt. Kirk-Michael Myers 'Halloween' Mask: "Is That a Joke?", su The Hollywood Reporter, 19 ottobre 2021.
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Voci correlate
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Collegamenti esterni
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- (EN) Halloween, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
- (EN) Halloween - La notte delle streghe, su Comic Vine, Fandom.
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- (EN) Halloween serie, su halloweenmovies.com.
- Recensione, su lostincinema.it. di Halloween - La notte delle streghe di Marco Paiano
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